Pagine

Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blog. Mostra tutti i post

19 novembre 2014

Tutto frana in una giostra di parole


Questo blog era nato per Chieti, per fare buone proposte per la città, poi sono arrivate cattive notizie, una peggio dell'altra. Cominciò con l'acqua dei nostri rubinetti in cui erano finiti i veleni di Bussi, poi arrivarono i tentativi di trasformare l'Abruzzo in un distretto minerario, poi è arrivato anche il grande elettrodotto e infine il tracollo economico nazionale. La nuova amministrazione comunale è riuscita a spegnere ogni speranza di ripresa e parlare di Chieti sembrava del tutto inutile.  Così il blog è rimasto piuttosto trascurato, comunque sono contento d'averlo usato per contribuire nel mio piccolo a contrastare gli scellerati progetti petroliferi e le altre minacce che ancora ci assediano. In molti casi ho dovuto mostrare che non c'è solo una divergenza di opinioni tra chi sostiene le ragioni degli speculatori e chi vuol difendere il territorio. C'è anche l'imposizione violenta e talvolta si tratta di violenza apparentemente legittima esercitata da chi sa di non poter prevalere con la ragione e si scaglia contro i cittadini migliori, quelli impegnati nel tentativo di far ragionare, quelli esposti per affermare gli interessi veri della collettività.
Ho cercato di fare la mia parte, ma so che non è una bella lettura quelle delle manganellate agli operai, agli studenti, ai terremotati, forse anche per questo i miei lettori sono diminuiti: meglio rilassarsi con scambi di selfie su facebook. Però il sonno della ragione genera mostri. Non ci conviene, i mostri non li vogliamo e di fronte a una situazione che sta peggiorando non possiamo e non dobbiamo tacere. 

25 agosto 2013

Tutti i probemi restano incagliati


Il blog è ormai caduto in una sorta di letargo dall'inizio del 2011, quando avevo preso atto dell'impossibilità di continuare a fare proposte per una città catatonica.

Sono passati più di 30 mesi durante i quali ho visto che alcuni lettori hanno continuato a visitare queste pagine (e li ringrazio) dove, oltre a qualche riflessione sulla situazione generale dell'italia,  ho dedicato a Chieti solo sporadiche denunce per emergenze negative.  Ma anche le denunce cadono nel vuoto, nessuna situazione è cambiata:
e poi le questioni più gravi e ben note: 
L'anno scorso una piccola proposta c'era, semplice e di poca spesa, una scalinata, ma anche quella è finita nel vuoto.

Il declino della città è ormai irrimediabile e ancora una volta è specchio perfetto della situazione generale italiana. L'anno scorso molti giornali, soprattutto stranieri, videro nel dramma della Costa Concordia una metafora della situazione politica: quella bella nave da crociera sventrata e arenata sugli scogli del Giglio mentre il comandante, dopo aver occultato la gravità della situazione, si metteva frettolosamente in salvo. Oggi l'Italia è ancora là, inclinata sullo scoglio, affranta e impoverita, con un comandante destituito e condannato in via definitiva che vuole restare al timone.

26 novembre 2012

Video cancellati

Il video che ho inserito nel post di ieri è stato cancellato. C'era l'intervento, davvero efficace, di una studentessa che spiegava bene i disagi dei giovani che studiano, le ingiustizie che subiscono, le ipocrisie di chi li invita alle cerimonie inaugurali ed elargisce promesse.

In alcuni dei miei post più vecchi il video che avevo inserito è sparito, forse perché conteneva brani di trasmissioni televisive che qualcuno aveva registrato e caricato su YouTube senza averne i diritti, ma in questo caso (il video dell'Università di Parma) sembrava una ripresa amatoriale e il motivo della cancellazione non è comprensibile. Comunque ho aggiunto ora un link al canale di Bulsa su Dailymotion in cui il video è ancora visibile.

La possibilità di incastrare nel blog immagini e video tratti da altre piattaforme consente di fare montaggi rapidi, efficaci e rispettosi delle diverse fonti. Purtroppo manca la stabilità e così, per evitare perdite improvvise, si è costretti a ricaricare o riscrivere ogni volta i contenuti, ma per farlo occorre molto tempo. Il blogger diventa un lavoro troppo impegnativo.

19 dicembre 2011

Commenti da Bar

Ieri Beppe Grillo ha dedicato un post ai suoi commentatori. Li descrive come avventori di un bar.
Grillo si diverte anche con le peggiori idiozie che vanno a scrivere nel suo blog. Ma la descrizione di Andrea Scanzi è ancora più divertente. Riesce a compilare un bel catalogo con varie sfumature psicologiche.

01 giugno 2011

Blog che vanno e che vengono

Il mio blog come tutte le attività amatoriali è incostante. Per un certo periodo ho preferito spendere più tempo nella lettura, soprattutto quella vera che può nutrire l'animo. Ora, tornando a curiosare tra le vicende di Chieti scopro un nuovo blog (www.chietidomani.it) bello nel nome, luminoso nella grafica e intrigante nella presentazione, con la dichiarata presunzione di essere il "pensatoio", think tank o cenacolo intellettuale della città. Insieme a questa novità (in realtà il blog è attivo da mesi, sono io ad averlo scoperto solo adesso) ci sono anche siti scomparsi o temporaneamente oscurati. 


Stupisce la scomparsa di alcuni blog nominativi di importanti esponenti politici. Per un comune cittadino il blog è un passatempo, un vezzo e, se vale qualcosa, un generoso regalo alla collettività, per un politico dovrebbe essere un dovere verso gli elettori. Ma tutto sembra andare all'incontrario. Alcuni politici sprovvisti di un proprio strumento di comunicazione utilizzano il blog collettivo di Chietiscalo.it che offre loro un'ampia visibilità, ma poi invece di ringraziare e sostenere chi ha lavorato per creare quella piazza virtuale si indispettiscono, pretendono l'applauso e l'ossequio, allergici ad ogni critica.

01 gennaio 2011

Blog 2011

Il passaggio al nuovo anno è momento di consuntivi sul vecchio e proponimenti per il nuovo. Il mio blog di "Proposte per Chieti" era nato per dare stimoli e suggerimenti a chi aveva promesso di "far ripartire" la città ma non ha mai trovato ascolto e di sicuro non lo troverà ora. Non ci saranno ri-proposte e non ho alcuna voglia di partecipare alle abituali polemiche sull'orario in cui è passato il primo spazzaneve, la monnezza dove non ci dovrebbe stare, le luminarie troppo fiacche o troppo costose e altre faccende dello stesso genere.

Se ci fosse un interlocutore possibile mi piacerebbe completare le mie proposte più importanti:

26 settembre 2010

Riproposte per Chieti

Il mio post sul piccolo incidente all'imbocco di via Baroncini contiene una proposta, ma sarebbe meglio dire una ri-proposta: chiudere il transito di autovetture nella parte più alta di via De Turre. Questo consentirebbe di creare un ampio spazio all'imbocco di via Baroncini con aiuole spartitraffico collegate con una gradinata che potrebbe scendere in una via De Turre resa accessibile alle vetture solo dal basso.

Ci sarebbero diversi vantaggi sia per chi vive in via Baroncini (miglioramento dell'unico accesso su via Madonna degli Angeli), sia per chi vive in via De Turre oggi utilizzata da molti come scorciatoia dove la mattina restano tutti bloccati con i motori accesi in salita. Per altri è una pista da discesa libera in contromano.

Ci sarebbero molte altre cose da poter fare in quella zona, come ho già scritto nell'articolo che ho riproposto all'attenzione; ma allo stesso modo potrei riproporre il mio post sull'incrocio di Santa Maria e sull'ex Caserma Pierantoni, sulla piazza della Trinità, sulla discesa del Tricalle, sul parcheggio del Terminal, sulla opportunità di aprire al pubblico il parco di via Madonna della Vittoria o quello di via Maiella, per non parlare del Parco Fluviale e della proposta più importante, cioè quella di completare l'anello viario di Chieti alta, l'unico modo per evitare gli ingorghi di traffico che vediamo tutte le mattine. Non sono situazioni che si possono risolvere con qualche vigile; infatti quando il vigile c'è le cose tendono a peggiorare perché il vigile non riesce a vedere su quale asse si è formata la fila più lunga. L'unica soluzione è quella di creare passaggi alternativi che possano realmente alleggerire i flussi. Oggi Chieti ha le due principali vie di transito sul lato nord-ovest.

Per quattro anni ho fatto proposte destinate a cadere nel vuoto. La città aveva un'amministrazione sorda e muta, tutta concentrata nelle grandi opere di cui nessuno sentiva il bisogno. Era vietato disturbare il manovratore. Ora la musica è cambiata: c'è un'amministrazione che parla, diffonde comunicati a getto continuo, talvolta sbalorditivi come quello sulla centrale nucleare. L'attuale giunta sembra avere già troppe idee per poter ascoltare quelle dei comuni cittadini. Perciò mi chiedo se possa essere utile rifare tutte le proposte nella speranza che qualcuno capisca che il "passante ad sud-est" è più importante delle fiorere in via Toppi o delle prese di posizione per discriminazioni già denunciate altrove mentre a Chieti c'è di peggio.

Dovrei cambiare nome al mio blog e chiamarlo "Riproposte per Chieti". No, non lo farò. Sarebbe troppo noioso e non potrei ritrovare la pazienza per parlare delle razionalizzazioni, delle riumanizzazioni, delle visioni non paesane, delle questioni di stile, toponomastica, ecc.

Meglio cambiare discorso. Meglio parlar d'altro, magari della casa di Montecarlo.

08 agosto 2010

Trollato da un fake?

Tutti i blog di maggior successo devono fare i conti con disturbatori ormai noti come troll; un fenomeno tipicamente internettiano a cui è dedicata anche un'apposita voce di Wikipedia. Per difendersi dai troll si possono attivare particolari filtri oppure si sottomettono i commenti a preventiva approvazione, perdendo però il gusto dell'immediatezza dei messaggi. E' quello che sta accadendo nel belllissimo spazio libero (troppo libero?) di Chietiscato.it,  che è anche il motivo di questo post

Il mio è un blog personale e modesto, eppure nel tempo ho avuto anch'io qualche visita sospetta, qualche commentatore troppo sfottente e troppo insistente.

16 luglio 2010

Prima risposta sulla politica del blog

Normalmente cerco di rispondere ai commenti lasciati dai lettori del mio blog. Però i più recenti interventi di Luciano Pellegrini toccavano diverse questioni piuttosto complesse a cui mi sembrava scortese dare una risposta sbrigativa. Lo farò affrontando le questioni separatamente: la gestione del blog, la vicenda dei terremotati, la politica e le manifestazioni di piazza. Sarò lungo, abbiate pazienza, per la sintesi ci vuole troppo tempo.

26 novembre 2009

Chieti Blog

La blogosfera teatina si è arricchita di un nuovo blog collettivo: "ChietiBlog". E' un progetto che vede la luce dopo attenta preparazione. L'iniziativa si avvale dell'esperienza di Maxime, veterano dei blogger teatini, e la qualità si vede già dall'eleganza grafica.

Il nuovo blog si affiancherà agli altri urban blogs: "Teate.net" e "ChietiScalo.it" ormai considerati alla stregua di testate giornalistiche. Su molti temi, come lo smantellamento della cartiera, gli articoli di Chietiscalo.it hanno offerto un servizio alla città che può essere di lezione anche per i professionisti della carta stampata.

L'arrivo del nuovo blog collettivo arricchisce l'offerta e ci auguriamo che produca anche una crescita di pubblico. Obiettivo difficile nella fascia della popolazione anziana, naturalmente poco propensa ad avvicinarsi alle nuove tecnologie, ma ben perseguibile tra i giovani. Là c'è molto da fare perché se un blog come quello dei "Ragazzi di Chieti" non riesce a coinvolgere i giovani evidentemente c'è un problema. Forse esiste un digital divide oppure i ragazzi preferiscono navigare tra chat, videogiochi e le catene di santantonio della facebookmania.

Facebook sta alla blogosfera come il vouyerismo da Grande Fratello sta ai documentari di Piero Angela. Il blog può veicolare anche contenuti importanti, può usare i tag per organizzarsi come una biblioteca, evitando così il rapido scivolamento nell'oblio; inoltre con link che selezionano bene tematiche e autori può diventare un nodo funzionale della rete.

Per non smentire il motto di "città d'arte e di cultura" Chieti dovrebbe privilegiare la virtualità ricca di contenuti artistici e culturali. Anche le scuole potrebbero usare i nuovi strumenti della rete insegnando ad usare forum, blog e social network come strumenti di elaborazione delle conoscenze. Invece molti ragazzi continuano a vedere nella rete solo un confuso serbatoio di testi da saccheggiare col copia-incolla spacciato come "ricerca".


Nei giorni scorsi ho scoperto il mio blog al 18° posto di una classifica nazionale di blog locali: sorprendente ed incoraggiante per il mio piccolo sforzo solitario, ma anche una prova che la comunità virtuale teatina, per quanto piccola, non è trascurabile e non merita di restare rinchiusa in una nicchia amatoriale.

ChietiBlog è già nel blogroll: usatelo.

22 giugno 2009

Tre anni di blog

Nel compimento del terzo anno del blog ho fatto un piccolo restyling, senza cambiare la struttura essenziale che ritengo molto funzionale. In questi ultimi mesi molti cibernauti sono migrati verso Facebook. C'è perfino qualcuno che preannuncia il definitivo declino dei blog, superati dalla facilità degli scambi, dalla versatilità e dalla velocità delle nuove piattaforme tipo Facebook. Queste ultime sono più rispondenti alla cultura "liquida" che oggi tende a prevalere ovunque, cioè quella cultura leggera ed effimera che in un recente articolo ho definito "barbara".

Continuo a preferire il blog come ottimale equilibrio tra la stabilità della scrittura (quella articolata e strutturata, tipica del testo cartaceo o dell'opera digitale realizzata per durare) e la dinamica comunicativa. Questa preferenza mi costringe a star lontano dalle nuove mode, che sono anche più invasive e mi costringerebbero a trascorrere troppo tempo davanti al computer. Non proponetemi di gestire le pagine via cellulare perché appartengo a quella generazione che vive ancora come una perdita di libertà il dover uscire di casa con un telefono in tasca.

Le "Proposte per Chieti" sono cominciate quando l'amministrazione Ricci era in carica da un solo anno e molti teatini erano ancora speranzosi di veder "ripartire" la città. Grandi novità non s'erano viste e quindi sembrava quasi doveroso dare un contributo affinché l'occasione di un cambiamento politico, assolutamente eccezionale per Chieti, non fosse vanificato.

Non ho mai pensato che il mio blog dovesse interloquire direttamente con l'amministrazione o che potesse diventare uno strumento di comunicazione o di critica politica. Speravo però che almeno qualcuna delle proposte (non solo mie) potesse essere presa in considerazione. Questo invece non è successo. L'unico caso in cui un politico è intervenuto nel blog è stato per una reazione (stizzita) ad alcune mie considerazioni. Ho sperato che l'incidente fosse stato utile ad aprire un varco, rompendo così il muro di incomunicabilità, invece, dopo il pesante rimprovero ricevuto dall'interessato, non è sortito nient'altro.

L'esperienza di blogger mi ha insegnato molte cose e mi ha offerto anche belle soddisfazioni, come quella di vedere che, digitando su Google "chieti blog" o "blog chieti", mi trovo in pol position; ottima è anche la posizione nella classifica dei blog locali di Blogbabel (l'unico blog abruzzese che mi precede è l'Associazione Barbarica di Vasto - i barbari, sempre loro!); alcuni siti specializzati hanno mostrato interesse per il mio blog e ciò è avvenuto senza che io abbia mai fatto nulla per promuovermi. La soddisfazione maggiore però è venuta dalle ottime conoscenze personali che senza il blog non sarei riuscito a fare.

Tuttavia le soddisfazioni personali non bastano. Occorre anche rivalutare la situazione nel nuovo contesto: l'amministrazione Ricci (con l'unica eccezione dell'assessore Bassam el Zohbi) in questi anni ha voluto ignorare la blogosfera, ha perseguito i propri obiettivi snobbando anche le istanze di blog collaborativi come Chietiscalo.it e perfino gli stimoli provenienti dalla Consulta delle Associazioni nata, per iniziativa della medesima amministrazione comunale, a tal proposito basta leggere l'accorato appello lanciato nell'approssimarsi dei Giochi del Mediterraneo. Così tra l'amministrazione e i cittadini di Chieti s'è formata una barriera di reciproche incomprensioni.

Da una parte abbiamo visto crollare il consenso verso gli amministratori che furono eletti a larghissima maggioranza, dall'altra c'è stata la frustrazione di quanti avrebbero voluto collaborare a quell'ambizioso obiettivo di far ripartire la città (o almeno di risollevarne lo spirito). Mi chiedo quindi se in quest'anno che vedrà l'approssimarsi della scadenza elettorale non sia opportuno, anche per il blog, un cambiamento di rotta.

Non avendo risposte pronte, giro la domanda ai lettori attraverso un sondaggio posto nel blogroll (colonna a destra). Strumento rapido ed immediato (eh sì, barbaro!) che non vi richiede la fatica di postare un commento. Approfittatene. Le vostre risposte mi saranno sicuramente utili. Potete selezionare più opzioni votando una sola volta.

14 febbraio 2009

Lo smarrimento delle parole

Dall'inizio del 2009 ho pubblicato solo avvisi e due post. I due post erano presi da altri siti. Dipende dai miei altri impegni ma non solo, c'è anche qualcosa che non dipende da me, piuttosto dal malessere generato dall'incalzare di notizie che mostrano un quadro devastante, un progressivo disfacimento delle istituzioni, dell'economia e del tessuto sociale. Quali proposte fare, di quali problemi discutere mentre tutto sembra crollarci addosso? Se la situazione è quella del si salvi chi può, il blog sarà una delle prime cose da abbandonare. Altri l'hanno già fatto ed è sparito anche il Piccolo di Chieti (o d'Abruzzo) che era un vero giornale telematico. Chiuderà il Forum del MeetUp.

Noia? stanchezza? sconfitta? camomilla digitale? per quanto mi riguarda non c'è un esaurimento di argomenti o di stimoli, anzi talvolta mi accorgo di non poter scrivere niente perché avrei troppe cose da scrivere, ma nello stesso tempo vedo che è più importante leggere, ascoltare, capire... L'implosione dei telegiornali ci costringe a cercare le notizie come se fossimo detective, altrimenti come capire cos'è l'archivio Genchi o perché un Procuratore della Repubblica è stato rimosso dall'incarico o cosa sta succedendo nelle scuole o cosa potrà succedere se anche la Corte dei Conti sarà asservita alla politica. L'informazione, che prima era un piacere, sta diventando fatica.

Il mio tempo poi vorrei anche usarlo per seguire quello che c'è a Chieti: gli spettacoli del Marrucino, di cui finalmente è arrivato il cartellone, le Quaestio quodlibetalis del nostro arcivescovo, Itinerarte, Piccolo Teatro dello Scalo, gli incontri Semprevivo, le conferenza organizzate dalle varie associazioni, le iniziative di ScopriTeate, le belle mostre allestite al Museo... tutte cose che dimostrano una vivacità culturale che Chieti continua ad esprimere. Tra pochi giorni avremo Zingaretti al Marrucino e il giudice Ayala all'ITIS. In città ci sono anche nuovi locali (pub e "fumetterie") che segnalano nuove mode e nuovi forme di aggregazione giovanile. Ma nelle pagine del web tutto questo non arriva. I giornali riducono le loro recensioni a formule stereotipe, al massimo troviamo una traccia su Chietiscalo.it com'è avvenuto per il recente incontro con Piercamillo Davigo, occasione ricca di riflessioni che avrebbero meritato di essere portate all'attenzione di tutti.

Il web teatino è un giocattolo che ha già stufato oppure è arrivato troppo presto e rimane una frontiera dove s'arrischiano solo pochi temerari?

Rileggendo la lettera scritta da Francesco Lo Piccolo in occasione della chiusura della sede teatina del Messaggero, mi sono accorto che forse stiamo vivendo un'esperienza di rinuncia alla parola che non riguarda solo il web. Gli eventi, tutti gli eventi, vivono, acquisiscono un significato e prendono posto nella nostra memoria attraverso le parole. E' la riflessione a cui ci costringe lo sforzo di elaborazione verbale che attribuisce un significato agli avvenimenti che altrimenti fuggono. Questo vale per la partita di calcio, per quello che fa il vicino di casa, per i fatti di cronaca, la mostra o il concerto. La rielaborazione scritta sulla pagina del giornale offre spunto alle discussioni. Discutendo tra amici, colleghi o familiari di quello che abbiamo visto alla mostra, che abbiamo ascoltato alla conferenza, che abbiamo apprezzato o detestato al teatro, impediamo all'evento di passar via come effimero fantasma. Le parole scritte sul giornale sono un supporto importante per questa importante attività quotidiana, eppure mi capita sempre più raramente di vedere persone che nella pausa di lavoro o ai tavolini di un bar sfogliano un giornale.

Le parole sono fili estratti dall'arcolaio delle nostre coscienze e usati per cucire insieme gli animi in un unico tessuto sociale. Devono essere parole vere, non frasi o slogan ripetuti automaticamente. Devono passare attraverso la mente e il cuore di chi parla e di chi ascolta. Se le parole vere spariscono per mancanza di tempo o pigrizia e vengono sostituite dal sonoro televisivo, dal copione dei film, dallo snocciolarsi dei programmi scolastici e dai conformismi, allora tutto perde di senso.

Talvolta ho l'impressione che le nuove generazioni si trovano a vivere in un rumoroso silenzio che le fa crescere senza coscienza. Giovani che istintivamente si radunano in branchi pronti perfino a stuprare la compagna di scuola, ad ardere vivo qualche innocuo ed innocente senzacasa, a devastare la scuola o lo stadio. Giovani normali che mostrano improvvisamente un volto disumano. E noi adulti: muti! L'indignazione ormai sembra esistere solo se lo stupro , il delitto o l'incidente possono essere attribuiti all'untore straniero.

Davanti all'inumanità dei nostri ragazzi: muuuti! come dice la caricatura satirica di Pino dei Palazzi, balordo delle case popolari. Un mutismo dal doppio senso terribile in cui lo sgomento diventa approvazione. Un silenzio che si fossilizza in indifferenza. E di fronte ai gravi problemi che mettono a rischio anche l'ambiente e le condizioni per la sopravvivenza, l'indifferenza diventa additittura un obiettivo da perseguire allenandosi a non vedere, non decidere, non indagare, non agire: spallucce e rassegnazione. Tanto ormai...
.

26 giugno 2008

Secondo blogheanno

In questi giorni il blog ha compiuto due anni. Nell'occasione sono andato a fare un giro nel pannello delle statistiche. Ho scoperto così che una parte dei visitatori viene indirizzata su questo blog da Google. Niente di strano: tutti usano Google. Strane però sono certe chiavi di ricerca che hanno condotto i visitatori sul mio blog. Alcuni esempi dalla statistica delle ultime settimane:

- cercare un nome e cognome di un pirata
- si pagano i parcheggi a francavilla al mare provincia di chieti
- quando un sindaco non è capace di amministrare
- come dare delle forme ai palloncini
- che cose la trasparenza sulle gare di appalto (sic)
- divieto di sosta davanti ai portoncini
- come vivono i ominidi (sic)
- zanzare a chieti
- avvistamento ufo 8 giugno 2008

L'ultimo probabilmente cercava notizie su un vero avvistamento di astronavi aliene e s'è ritrovato a leggere la storiella del cesso chimico piazzato alla Trinità. Mi dispiace per lui, ovvio però che Google non può distinguere tra un titolo ironico e uno seriamente ufologico. Speriamo che ora non arrivino gli ufologi a farci un sopralluogo. Per tutti gli altri è difficile capire perché siano stati indirizzati qui.

Il personaggio che l'8 giugno alle 19,30 cercava "chieti fogna", per qualche suo problema di tipo idraulico, probabilmente non ha niente in comune con i gentiluomini chietini che fanno ricerche su "pescara zingari" per interessi di tipo squisitamente etnico-culturale;

Il 7 giugno alle 18,42 qualcuno si è rivolto a Google in cerca di informazioni su "i pazzi di chieti.blogspot.com". Ma se conosce già l'esatto indirizzo perché non viene a cercarli direttamente nel blog questi pazzi? oppure pensava di trovare qualche forum di discussione o qualche sito di istituto psichiatrico che studia i famosi pazzi di chieti.blogspot.com? E' quel plurale che m'intriga, "pazzi": non sono solo io ad essere considerato pazzo (cosa plausibile visto che porto avanti da due anni un blog di proposte per chieti nonostante l'evidenza che nessuno intende raccoglierle tali proposte) ma probabilmente anche voi che mi leggete siete considerati pazzi: meditate gente meditate!

In occasione del secondo bloggheanno voglio dare soddisfazione ad alcuni di questi miei casuali (o pazzi) visitatori:

1) al tipo che cercava il nome di un pirata (e Google non ha saputo far meglio che inviarlo inutilmente qui) gliene voglio segnalare tre: Edward Teach, meglio noto come Barbanera (vissuto tra il XVII° e XVIII° sec.), Sir Henry Morgan fu l'altra figura leggendaria dello stesso periodo, Sir Francis Drake invece è vissuto almeno cento anni prima. Ma chissà, forse lui cercava semplicemente Marco Pantani oppure qualche famoso hacker.

2) alla richiesta dei "nominativi abitanti di chieti scalo" forse dovrei rispondere scalini, ma siccome a me non piace la divisione della città direi teatini, altrimenti possiamo coniare al volo un teatiscalini, può andare? oppure gli occorreva l'intero archivio dell'anagrafe?

3) all'amico che ha cercato "abruzzo decrescita felice" e che è stato spedito da Google sul banale avviso dell'iniziativa "m'illumino di meno" posso solo chiedere di ripassare, perché di decrescita abbiamo parlato. Qualcosa c'è in questo articolo e anche in questo e nei commenti di quest'altro, ma Google non li ha trovati, peccato.

4) all'aspirante letterato che chiede a Google "chi fa il liceo classico a chieti?" (il punto interrogativo è essenziale altrimenti Google non capisce che gli stai ponendo una domanda) risponderò supponendo che "fa" sta per "frequenta" e non per "costruisce" visto che il Real Liceo è stato costruito un po' di tempo "fa". La risposta è la seguente: il liceo classico di Chieti è frequentato da giovani studenti liceali maschi e femmine.
Finché Google non sarà attrezzato per dare questo tipo di risposte ci vuole ancora un cervello umano particolarmente dotato.

5) vorrei rispondere anche all'ignoto ricercatore di "pesci dei marrucini", ma non saprei proprio cosa dirgli. Qualcuno ci aiuta? i marrucini erano pescatori? trattavano qualche tipo particolare di pesci? oppure erano pesci d'aprile?

Vabbè che è un bloggheanno e i palloncini ci starebbero bene, ma si può continuare a scrivere di Chieti se i miei visitatori sono interessati a sapere "come dare delle forme ai palloncini"?
-

17 febbraio 2008

Studenti smarriti

Il post non appena esce dalla prima pagina, scivolando nell'ombra degli archivi, perde di visibilità e quindi viene meno l'interesse ad inserire commenti. Però ci sono anche lettori che arrivano dai motori di ricerca che li indirizzano direttamente su qualche articolo 'vecchio'. Facendo un piccolo controllo tra i commenti che si sono aggiunti alle pagine archiviate sono rimasto colpito da questo:

Anonimo ha detto...

vorrei sapere come funziona la seduta di laurea specialistica in management delle politiche sociali a chieti qualcuno può aiutarmi? serve la toga, c'è un colore di riferimento? aiutatemi vi prego.
Sono uno studente fuori sede

29/10/07 10:38

Il commento era inserito nel post pubblicato esattamente un anno prima (29.10.2006) e quindi è rimasto lì invisibile, senza risposta e la seduta di laurea ormai si sarà già chiusa. Però il messaggio di questo studente smarrito mi pone un interrogativo: la sua è una colpevole negligenza, visto che s'appresta a diventare dottore specialista in politiche sociali e perciò dovrebbe ben conoscere gli usi universitari, oppure gli studenti arrivano alla laurea come pollicini smarriti nel bosco per colpa di troppe e troppo confuse informazioni?

In effetti digitando su Google "chieti accoglienza studenti fuori sede" viene immediatamente segnalato il mio blog e non viene segnalato alcun sito istituzionale dell'Università o dell'Azienda per il diritto allo studio: misteri del web o scarsa capacità degli esperti che gestiscono i siti istituzionali?

Io la laurea in Scienze delle Comunicazioni o in Politiche Sociali non ce l'ho, l'unica cosa che posso fare è quella di aggiungere al mio blogroll un paio di link utili agli studenti universitari che hanno scelto la nostra Chieti:

- Azienda per il Diritto agli Studi Universitari

- Servizi ADSU

Temo però che neanche qui ci siano informazioni sulle toghe.
.

22 dicembre 2007

L'importanza di chiamarsi Nick

Con o senza nick-name fa lo stesso. Non basta chiamarsi Ernesto per essere onesto. E' il contenuto dei messaggi che conta. Giustamente un lettore del blog si domanda se non sia la stessa cosa firmarsi Theate o restare completamente anonimo. Dipende da cos'è un blog: se vogliamo considerarlo un muro dove ogni passante incide un segno, non importa chi esso sia, ma fateci caso: anche sui muri, su quelli più esposti al gioco dello scrivere, appaiono più nomi che frasi compiute. Se invece il blog è strumento di comunicazione allora c'è un obbligo di presentazione, come ci sarebbe tra persone che conversano davanti al bar. Poi ci sono gli ambienti esclusivi nei quali è necessario farsi introdurre e presentare da qualcuno e non è possibile spacciarsi per quel che non si è.

Anche nella case virtuali della rete ci sono circoli esclusivi. Questo blog non lo è, l'accesso è aperto a tutti, senza presentazioni e senza obbligo di annunciarsi. Ma per buona creanza ho chiesto la cortesia di usare almeno un nick (pseudonimo) per consentire agli altri di individuare un soggetto a cui eventualmente replicare.

Il nick è una maschera, non ci dice l'identità della persona, però ci dà la possibilità di conversare. Se c'è uno mascherato da Napoleone so che non è il vero Napoleone, tuttavia lo riconosco tra gli altri, posso chiamarlo e ritrovarlo. Il gioco avviamente non funziona più se alla stessa festa arrivano tutti vestiti da Napoleone. Ed è quello che sta succedendo qui con i commenti firmati Theate, Teate, Theate74 oppure teatino, obiettivamenteatino, fondamentalista-teatino, forzachieti, ecc. Sono tutti nomi che in un forum internazionale potrebbero suscitare qualche attenzione ma non qui: Teate, teatino o anonimo è proprio la stessa cosa.

Se la maschera oltre che nascondere un volto vuol essere ed agire, allora va scelta in un altro modo. E mi sembra davvero strano che nessuno (neanch'io a dir la verità) abbia voluto divertirsi al gioco delle maschere, quello di svelare nascondendo. Creare l'alter ego. Abbiamo avuto il piacere di un Robin Hood e per breve tempo di un Little John, ma nessuno (tranne forse mastro Gendalf) ha provato a darsi un nick personale ed originale. Eppure è un bel gioco anche questo. Poi c'è il gusto dell'unicità. Ve l'immaginate se in casa Bonaparte avessero ripegato su un semplice Giovanni o Antonio? la storia dell'umanità ci avrebbe perso. Noi non abbiamo più la meravigliosa fantasia degli antichi greci che riuscivano a coniare un nuovo nome per ogni nuovo nato e nemmeno quella poetica degli indiani d'America che costruivano il nome sul gesto capace di manifestare il carattere della persona. Eppure nel gioco dei nick ci si potrebbe provare.

I grandi data-base mondiali come Skype e Google esauriscono subito i Nick, Pippo, Antonio e Giovanni e allora si è costretti a trovare qualcosa di nuovo. Possiamo metterci un Pippo84zx, il sistema probabilmente l'accetta, ma che maschera è? un pastrocchio che non si capisce. Invece sarebbe bello che ognuno sapesse nominarsi con la stessa naturalezza con cui madre natura ci ha assegnato una faccia unica al mondo. Così nel web teatino si potrebbe conversare tra un Valignano e un Giustiniano, tra un Pollions e un Marruk, Acky Pelideo e Max Tetison oppure John Free Gerj e Don Dee Mayo. Per inventare questi nomi bisogna conoscere qualcosa di Chieti, ovviamente, e ognuno di questi Nick potrebbe dirci qualcosa della persona. Un Romualdo forse ha qualche affinità elettiva col barone de Sterlich; un Nicoletto potrebbe essere un cultore dell'aristotelismo o dell'ecumenismo; uno che volesse firmarsi Zingaro Pittore forse ha un legame con la via Solario e Selecchione ci fa pensare a qualcuno che alle usanze chietine e al venerdì santo chi tiene davvero tanto. Siccome tutto questo non succede mai io continuo a chiedermi se i chietini amano e conoscono davvero la loro città.

Forse, parafrasando Oscar Wilde, potremmo dire che non basta dirsi "Teatino" per essere teatino.

24 giugno 2007

I° bloggheanno

In questi giorni il Blog ha compiuto un anno. Era nato come semplice prova mentre cercavo di verificare la funzionalità delle piattaforme blog per un progetto didattico. Nei primi post avevo scritto solo cose banali: una buca lasciata sulla strada, una bancarella mal posizionata, un palo pericoloso... Non immaginavo che sarei diventato un blogger, perciò non ne avevo neanche parlato agli amici. Poi c'è stato il Festivalbar (una scelta che mi è sembrata sciocca, dispendiosa e inutile) e tra ottobre e novembre sono arrivati sul blog i primi visitatori e alcuni commenti mi hanno spinto a continuare.

La gestione del blog mi ha insegnato diverse cose. Ho capito che il Blog è come una pianta che va innaffiata periodocamente, altrimenti appassisce. Bisogna fare attenzione alle infestazioni da troll, ma nel mio caso ho dovuto prestare attenzione ad un fenomeno diverso: la formazione di malintesi. Forse è la stessa natura ambigua del blog che favorisce il malinteso. Il blog è un po' giornale e un po' diario personale, un po' manifesto pubblico e un po' corrispondenza privata. Ha un pubblico di lettori invisibili e un pubblico partecipante che in genere si protegge dietro la maschera di un nickname, ma talvolta si nasconde nel totale anonimato e questo genera altri malintesi.

Il blog è strutturato come una bacheca dove ognuno può lasciare il suo foglietto con un annuncio o un messaggio o una critica. Parole scritte per casuali passanti. Ma passerà proprio in quel vicolo nascosto del web la persona interessata? non saranno quei messaggi come lettere gettate in mare dentro una bottiglia?

All'inizio era questo il pensiero prevalente, ma poi ho visto che alcune cose pubblicate sul mio blog venivano ripubblicate da altri, che alcuni visitatori arrivavano percorrendo a ritroso questi collegamenti e che certe idee trovavano riscontri e integrazioni. I link consentono al blog di ramificare. Si protendono da un sito all'altro creando una rete di connessioni simili alle sinapsi dei neuroni in un cervello. Quindi la rete non è un mare caotico, direi piuttosto che è un'intelligenza collettiva che si sviluppa liberamente, disordinatamente, producendo scarti, zone destinate all'oblio, ma anche combinazioni fortuite, formidabili, che nessun progettista potrebbe programmare.

Di fronte a questo non c'è solo lo stupore simile a quello che devono aver provato i nostri padri davanti al primo televisore e i nostri nonni nella prima voce ascoltata alla cornetta di un telefono o all'altoparlante di una radio. Nel blog s'intuisce una possibile soluzione all'arretramento che la politica ha fatto da quando i salotti televisivi hanno sostituito i comizi nelle piazze. E' stato un arretramento della democrazia perché chiunque poteva prendere la parola in una piazza e nessun oratore poteva nascondersi alle reazioni della gente. Invece la televisione ha creato un recinto protetto per pochi eletti in cui anche le più evidenti sciocchezze diventano oro colato. La corte televisiva non è accessibile al popolo, perciò la politica filtrata dalla televisione è una falsificazione.

Internet sta diventando sempre più accessibile: forum e blog sono le nuove piazze dove si può esercitare una nuova democrazia. Ma i politici nostrani non hanno intenzione di presentarsi in queste nuove piazze telematiche. Preferiscono starne alla larga. Per ignoranza, per presunzione o per semplice precauzione. Forse il blog è visto come uno strumento poco serio, un passatempo da adolescenti. Forse li infastidisce quella sensazione di antipolitica prodotta dal più rinomato dei blogger italiani (il Grillo parlante che li tratta da lavoratori dipendenti) oppure è il fastidio per Antonio Di Pietro che meglio di tutti ha saputo usare un semplicissimo blog per farne un ottimo bollettino politico. Forse sono davvero diventati una casta che disdegna qualunque contatto col popolo.

Credo che i politici teatini non si siano neanche posti il problema. Parlando con alcuni di loro ho potuto constatare che non conoscono nemmeno PrimaDaNoi. Non sto dicendo che non lo leggono, sto dicendo che non sanno nemmeno che esiste! Evidentemente la rassegna stampa del municipio ignora le testate telematiche e le video-conferenze del sindaco sul Piccolo d'Abruzzo non sono riuscite ad aprire un varco verso la rete. Se è ancora sconosciuta una testata come PrimaDaNoi, con le sue notizie sempre aggiornate, le sue coraggiose inchieste, la sua eccellente presentazione illustrata del Villaggio Mediterraneo, allora un blog personale non ha alcuna speranza. L'obiettivo di mandare suggerimenti ai nostri amministratori attraverso il blog è stato mancato perché era un obiettivo impossibile.

Purtroppo il mio blog finora ha mancato anche il secondo possibile obiettivo, quello di creare discussioni intorno a certi argomenti di interesse cittadino. Il numero di scatti segnati dal contatore è superiore a quelle che erano le mie aspettative, ma nell'area dei commenti molti non osano entrare e le discussioni restano quelle che potrebbero fare quattro amici seduti al tavolo di un bar, con qualche anonimo passante che in genere si limita a lanciare improperi. Mi chiedo se vale la pena continuare.

21 gennaio 2007

La politica del blog

Mi sembra giusto proporre qui una questione che emerge da alcuni commenti ai precedenti post. Lo faccio anche perché vorrei sempre riproporre ogni buon suggerimento che mi perveniene attraverso i commenti ed è quindi giusto farlo anche per osservazioni di altra natura.

La questione è quella politica. Un gentile lettore del blog mi dice: la domanda circa il tuo orientamento sorge spontatnea quando si è al vertice anche di un semplice ed apparentemente " innocuo " blog!! Sai a volte proprio dall'utilizzo inopportuno dei mass-media in genere che si possono plagiare le persone intellettualmente più deboli. Non è il tuo scopo, spero.

E' noto che un blog può essere realizzato da chiunque e chiunque può intervenire. Il blog è uno spazio aperto, non è un sito in cui compare solo quello che vi inserisce l'amministratore. Inoltre il blog non può essere considerato un mass-media, perché non comunica alle masse, nel migliore dei casi riesce a ricavarsi un gruppo di frequentatori. Fa eccezione Beppe Grillo che ha raggiunto numeri da comunicazione di massa, ma ovviamente l'ha fatto sfruttando la fama che lui già aveva.

Per questo motivo io non confonderei il blog con il giornalismo. Nessuna manipolazione o plagio può essere fatta offrendo alla controparte l'opportunità di un'immediata smentita che può provenire da chiunque. Quindi il blog è per sua natura "innocuo" e il mio lo è in modo evidente perché è palese che i pochi commenti sono autentici e non nascondono una claque organizzata di sostenitori.

Perciò mi sembra del tutto fuori strada chi mi chiede di farmi portavoce nel dire a chi evidentemente sponsorizza questo sito... come se un blog avesse bisogno di sponsor. Sono io, e solo io, che 'sponsorizzo' il mio blog che, per fortuna, ha un costo economico pari a zero e un costo personale di alcuni ritagli tempo.

Le osservazioni che mi sono state fatte nascono a mio avviso da un atteggiamento sospettoso verso la libera comunicazione, ma non credo che provengano da qualche professionista del giornalismo che nella libertà dei blog potrebbe giustamente vedere una minaccia a certe sue prerogative professionali, perciò il sospetto mi appare strano.

Il tentativo di "stanarmi" politicamente è privo di senso. Non ho mai avuto tessere politiche e le mie scelte elettorali non sono costanti perché non ho un'ideologia che mi guida, se non quella democratica della mia libertà di voto. Devo anche dire che delle mie scelte non ne faccio segreto e chi mi conosce sa quali sono state nelle recenti consultazioni elettorali, ma chiedermi una presa di posizione in quanto blogger è come fermare per strada un cittadino qualunque e obbligarlo a una pubblica dichiarazione di voto perché tanto sappiamo bene che potrebbe plagiare l'opinione dei suoi familiari e conoscenti. E' un ragionamento assurdo che ricorda la logica della politica come cosa sporca, come cosa da evitare o comunque da circoscrivere dentro recinti precisi: qui la destra, di là la sinistra e guai a chi cerca di uscire dal recinto perché potrebbe contaminare l'ambiente con idee "politiche".

Anche la politica come cosa sporca è un'affermazione già comparsa esplicitamente nei commenti e ho già risposto (vedi commenti a 'Politica e informatica' del 5.1.2007) usando le parole di don Lorenzo Milani: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l'avarizia".

E' stato il prof. Raffaele Laporta a farmi capire il senso profondo di questa definizione e mi ha consensito di capire che il mio essere rimasto fuori dalla politica (una scelta che volendo si potrebbe anche giustificare con un eccesso di zelo o di onestà) non va certo a mio merito, ma è solo un peccato di avarizia o di "egoismo", come precisava il prof. Laporta (un uomo di grande sapienza che tanto ha dato alla nostra università senza essere in alcun modo ricordato in città).

L'idea che se qualcuno mi persuade a cambiare opinione mi stia "plagiando" è davvero profondamente "egoistica". Se ognuno di noi potesse rivendicare il diritto di conservare integre le proprie idee, la politica, quella buona di don Milani, non potrebbe esistere. Esisterebbe solo la politica delle contrapposizioni, degli scambi e degli intrallazzi che poi degenerano in veri abusi, soprusi e perfino violenze. E allora sì che la cosa diventa "sporca", ma non è più politica, è solo estremo egoismo.

Per non restare recluso nell'avarizia del privato ho deciso di aprire un blog che, diversamente dai tanti in cui ciascuno parla dei fatti propri, è dedicato ai problemi della città. E' sicuramente una iniziativa "politica", perché contiene una richiesta di affrontare insieme alcuni problemi della città. Se avessi avuto fiducia in qualche partito politico o nella stessa amministrazione comunale non avrei certo preso questa strada quasi solitaria e scarsamente efficace. So bene che la cura dei problemi comuni spetta all'amministrazione pubblica che dovrebbe farlo con una competenza e una trasparenza che nessun singolo cittadino può sostituire (con o senza blog).

Quindi l'esistenza del mio blog è di per sè una larvata critica all'amministrazione comunale e ogni lettore che arriva qui è conferma della mancanza di veri validi strumenti di comunicazione tra amministrazione e cittadini. Questo è sicuramente motivo di grande delusione per tutti i cittadini, sia per quelli che hanno votato per l'attuale maggioranza, sia per chi ha votato contro meritando ugualmente di essere correttamente amministrato ed informato. Ma forse i più delusi sono proprio gli elettori di maggioranza che nella nuova amministrazione avevano riposto le loro aspettative.

Se la delusione per l'attuale situazione di Chieti è la ragione di questo blog, non significa che ci fa obbligo ripetercelo continuamente. Non sarebbe solo inutile, ma decisamente dannoso. Un blog di lagnanze e recriminazioni diventerebbe noioso e fastidioso da leggere. I rancori e le polemiche, anche quando hanno un legittimo fondamento, sono sgraditi sia a chi non è direttamente coinvolto, sia a chi li ha già sentiti troppe volte.

Perciò rinnovo qui la mia richiesta di intervenire in modo propositivo, con suggerimenti e critiche motivate e costruttive, sperando che questa scelta di stile non venga scambiata per una difesa d'ufficio dell'amministrazione. Non so nemmeno se a Palazzo d'Achille ci sia qualcuno che ci legge, ma nel caso ci fosse non vorrei farlo fuggire, perché mi interessa far arrivare qualche buon suggerimento e continuare a sperare in qualche miglioramento per la città.

Sempre per questione di stile, o se preferite di obiettività, mi sembra giusto unire agli stimoli e alle critiche anche il riconoscimento di quanto potrà esserci di buono, sperando che ci siano cose apprezzabili da segnalare e che ce ne siano sempre di più.