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20 novembre 2012

Grande spreco per una strada inutile

Leggo su PrimaDaNoi che è stato impegnato un altro milione di euro per la Postilli-Riccio. Con questo finanziamento si arriva a SEI MILIONI.

La Postilli-Riccio è una piccola bretella che dovrà prolungare il lungomare di Francavilla fino al Lido Riccio di Ortona. Congiunge due zone vicine già ben collegate dalla nazionale Adriatica. Dicono che serve a migliorare il traffico. In realtà in quel tratto non c'è alcun problema di traffico. Lo percorro spesso e non ho mai trovato rallentamenti.

La Postilli-Riccio distruggerà uno dei pochi tratti di spiaggia in cui s'è miracolosamente conservato l'aspetto autentico delle spiagge abruzzesi. Distruggerà anche una zona rifiugio per una rara specie di uccelli (i fratini). Quindi i soldi vengono spesi per diminiure le attrattive turistiche della zona, non per aumentarle. Al posto di una tratto di spiaggia naturale ci sarà una grande spianata d'asfalto e una spiaggia omogeizzata con quelle ben visibili del litorale francavillese.

E' un'opera inutile, dannosa e costosa che ha suscitato molte proteste da parte dei cittadini preoccupati di perdere l'ultimo pezzo di paesaggio naturale dopo le costruzioni autorizzate nella zona di Punta Ferruccio e dopo gli scempi e le recinzioni abusive ai Ripari di Giobbe.

Tanto inutile, dannosa e costosa da suscitare gravi sospetti: a chi giova? Qualcuno aveva pensato che l'opera fosse stata progettata a servizio della famigerata raffineria Centro-Oli che l'Eni voleva costruire proprio in quella zona. La rinuncia da parte dell'Eni aveva rallentato i lavori della Postilli-Riccio. Ora in tempi di Spending-Review si ricominciano a spendere milioni. Cosa dobbiamo pensare?

15 luglio 2009

Grandi opere a Chieti

Leggo sui giornali che presto vedremo la "cittadella giudiziaria", con il suo megaparcheggio sotterraneo e la sua moderna costruzione in cemento e acciaio. Leggo che presto cominceranno i lavori sul famigerato tunnel Terminal/Largo Barbella, che collegherà "più velocemente" via Gran Sasso al centro cittadino... Leggo però che i lavori di ampliamento del parcheggio del Terminal sono rimandati, a chissà quando, e che, per il Tribunale, ora parzialmente inagibile, paghiamo un affitto di 650.000 euro l'anno.

Spontaneo quindi chiedersi: a chi serviranno queste grandi opere? Perchè snaturare una città con moderne costruzioni, se ci sarebbero priorità più importanti per i cittadini, quali ad esempio la ristrutturazione delle reti idriche? Quanti e quali soldi pagheranno i cittadini di Chieti per tutto questo?

Continuiamo a snaturare questa bella città, piena di reperti antichi e antichi palazzi, ostinandoci a cementificare luoghi che vorrebbero invece ritrovare l'antico splendore (vedi Villa Comunale).


Nulla da eccepire alla modernità, una bella costruzione moderna risolverebbe molti problemi, anche legati agli sprechi energetici, ma non è sicuramente da costruire in pieno centro dittadino.
Piazza San Giustino non ha bisogno di un edificio in cemento e acciaio, e Chieti non ha bisogno di essere ulteriormente "bucata", oltretutto nel centro cittadino, per ricavare spazi sotterranei per "seppellire" le nostre auto.
Ci sono città completamente chiuse al traffico, che potenziano il trasporto pubblico (anche ecologico) per attenuare l'inquinamento. Ci sono città che ristrutturano i vecchi edifici per donarli a nuovo splendore, seguendo moderni criteri di adeguamento. Ci sono città che non hanno edifici abbandonati (Chieti ne è piena) o che si curano di riutilizzarli e dar loro nuova vita.
E' così utopico farlo anche qui? Edifici abbandonati, cura per la città e le sue strutture, ristrutturazioni ed adeguamento degli edifici esistenti (vogliamo parlare delle scuole?), questi i problemi da affrontare.
La rete idrica colabrodo, ad esempio, è un problema che va affrontato con determinazione e alla radice, non mettendo "le pezze" qua e là quando le innumerevoli perdite puntualmente si ripresentano ovunque.
Ho visto Palazzo Durini puntellato. Mi dicono che il danno è stato cagionato dagli scavi vicini, alcuni mi dicono che è stato il terremoto. E' un vero colpo al cuore vedere quelle antiche volte con vistose crepe che spuntano tra un puntello ed un altro. Quel palazzo è ancora "agibile", le persone salgono e scendono da quelle scale puntellate. Il Palazzo di Città è stato invece dichiarato inagibile dopo il terremoto, come tante altre costruzioni, antiche o moderne di questa città. Ma continuiamo a costruire, speriamo che almeno seguiranno criteri antisismici...

Mara Miccoli
[articolo già pubblicato 6 giugno 2009 su Chietiscalo.it]