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18 agosto 2012

Notizie indigeste

Notizie che vorrei non leggere. Vorrei non crederci:


1) Juliane Assange è rifiugiato politico nell'ambasciata del Ecuador. Non fugge dalle spie del KGB, non teme le conseguenze di una fatwa, non rischia la vita per essersi ribellato a qualche dittatura. Ha paura degli inglesi che vogliono consegnarlo agli svedesi che potrebbero poi consegnarlo agli Stati Uniti. Ma non erano proprio queste le democrazie che offrono maggior tutela ai diritti e alle libertà individuali?

06 novembre 2008

Stupor mundi

Non è un film. E' molto più bello di un film: è vero.

Non so se il vento del cambiamento potrà arrivare fino a noi, a questa nostra Italia depressa e incartapecorita, prigioniera di mafie, di clientelismi, di illegalità diffuse e rigurgiti di odioso squadrismo che si cerca di occultare o di giustificare.

Non so se il programma elettorale di Obama basato anche sulle energie rinnovabili potrà portare un buon vento anche al nostro Abruzzo che sta per essere schiacciato sotto il tallone dei petrolieri.

Non so neanche se Obama riuscirà, o fino a che punto riuscirà, a superare gli ostacoli che troverà numerosi sulla sua strada. Di certo poteri magici non ha, ma per noi è la prova vivente che non siamo condannati al peggio: non è vero che l'America è diventata feudo di poteri invisibili e di dinastie familiari; non è vero che il nuovo secolo dev'essere necessariamente fatto di guerre, orrori, sopraffazioni, sfruttamenti e distruzioni; non è vero che il futuro è un inevitabile ritorno alla miseria, alla paura e agli scontri di civiltà in una terra disperata destinata a morire soffocata. No, il futuro può essere diverso!



Guardate il filmato perché è un pezzo di storia. Comunque andranno le cose riempirà i copioni hollywoodiani dei decenni a venire. Questa coppia di nuovi inquilini della Casa Bianca, con le loro figliolette sorridenti è uno smacco per i razzisti e per i profeti di sventura, ma lo è anche per la sinistra italiana, quella sempre pavida, incerta, rifugiata nell'ordinaria amministrazione. Una sinistra senza speranza che si vergogna dei propri ideali, che tende a negare le opportunità e tradisce puntualmente le aspettative dei suoi elettori. La sinistra a cui appartengono molti lettori di questo piccolo blog, sempre nascosti, che non hanno mai osato lasciare un solo commento.



L'afro-americano, nato a Honolulu, figlio di un immigrato islamico, che sale sul più alto trono del pianeta mi riporta emotivamente a quella sera di ottobre di trent'anni fa, quando al monumentale balcone di San Pietro s'affacciò un polacco dal cognome impronunciabile, uno straniero che in quella solennità osava scherzare. Voglio augurare a Obama che possa anche lui calamitare l'amore dei popoli e cambiare il corso della storia con la stessa forza tranquilla del ragazzo di Wadowice.

Il filo delle emozioni ci farà accompagnare le sue bimbe, Sasha e Malia, fino alla camera ovale e alla scrivania sotto cui giocavano Caroline e John-John, come a ricongiungere il filo di un sogno spezzato. Ma non è solo l'onda emotiva di una realtà romanzesca quella che oggi viene a risollevarci gli animi. C'è un'altra ragione di soddisfazione che dobbiamo accogliere e riproporre anche qui, in Italia e in Abruzzo: la meritocrazia. In Obama io non vedo il nero immigrato, vedo soprattutto il brillante laureato di Harvard. Barak e Michelle sono entrambi plurilaureati, sono persone colte, non affaristi improvvisati, non rampolli ignoranti e viziati, non saputelli ideologizzati. Dopo i clamorosi strafalcioni di Bush e l'ostentato orgoglio da massaia di una Sara Palin che spende 5000 dollari al mese di parrucchiera è il merito che ristabilisce l'ordine delle cose: 349 a 162.

Per una cronaca più diretta vi rimando qui. Per un breve ripasso di quello che avevano detto i nostri esperti di cose politiche potete leggere questo.