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13 ottobre 2024

I petrolieri tornano alla carica

Petrolieri tornano alla carica per lo stoccaggio di metano da 157 milioni di MC a S.Martino sulla Marrucina (CH).

Avviata al Ministero dell'Ambiente la richiesta di proroga per la V.I.A. nazionale, osservazioni entro il 24 ottobre.

Commissione VIA nazionale chiede chiarimenti su sismicità indotta e perdite di gas in atmosfera, quello che avevamo già denunciato anni fa inascoltati.


Forum H2O "Tra nuovi gasdotti, stoccaggi e pozzi di metano a Bomba l'Abruzzo rischia di diventare un piccolo paradiso delle fossili in piena crisi climatica".

Il Ministero dell'Ambiente lo scorso 9 ottobre ha avviato la fase pubblica per le osservazioni in merito alla richiesta avanzata dalla Gas Plus Storage per vedersi prorogare il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale del 2014 relativo alla realizzazione di uno stoccaggio di gas da 159 milioni di MC a S.Martino sulla Marrucina (CH).

Solo ora la Commissione V.I.A. nazionale, con ben 10 anni di ritardo, accogliendo di fatto tutti i dubbi che già allora avevamo posto sull'incredibile prescrizione contenuta nel decreto di VIA del 2014 sulla possibilità  di "controllare" l'entità dei terremoti indotti  dal funzionamento dell'impianto (la rialleghiamo), chiede alla società di chiarire le criticità relative alla possibilità che l'iniezione di gas nel sottosuolo provochi forti e ovviamente non controllabili terremoti indotti, in una zona già a massimo rischio sismico.

Scrive il Ministero "Rispetto all’assetto tettonico dell’area proposta per lo stoccaggio anche a seguito dei sismi che hanno caratterizzato l’Abruzzo negli ultimi anni si chiede di chiarire se quanto avvenuto possa aver influito sulle importanti sorgenti sismogenetiche presenti nell’area marchigiana e abruzzese (vedasi anche richiesta prot. 19477/MATTM del 24.02.2021, acquisita al prot. CTVA/920 del 24.02.2021); tale richiesta peraltro era già prevista dalla prescrizione N.1 del parere CTVA n. 1171 del 01/03/2013 non ha trovato, ad oggi, riscontro adeguato. Tutto questo anche alla luce del fatto che il Comune di San Martino sulla Marrucina è classificato come zona simica 1, ovvero a pericolosità sismica elevata. Si chiedono altresì approfondimenti sulla microsismicità dell’area (background) dell’area del giacimento e la relazione tra contesto sismogenetico naturale e sismicità potenzialmente indotta dalle stagionali attività di stoccaggio. Si segnala a questo proposito il recente lavoro scientifico di revisione pubblicato su Nature Reviews Earth & Environment  che apre nuovi scenari concernenti il ruolo delle attività antropiche collegate all’iniezione/estrazione di fluidi al fine di valutarne l’impatto."

Inoltre il Ministero chiede di approfondire la questione delle perdite di gas dirette in atmosfera. Il metano è un pericoloso gas clima-alterante. Anche su questo aspetto avevamo scritto al Ministero e alle altre autorità competenti già nel 2014, senza ottenere risposte.

Dichiara Augusto De Sanctis del Forum H2O "Fa specie che il ministero arrivi dopo dieci anni a sollevare quei dubbi che, pubblicazioni scientifiche alla mano, avevamo posto senza ottenere risposta già al momento del rilascio del Decreto V.I.A. Allora avevano posto una prescrizione ridicola sul tema, una vera e propria supercazzola per riprendere un film famoso. Infatti il ministro addirittura sosteneva che i terremoti indotti dall'impianto potessero essere modulati, come se esistesse una manopola del terremoto. Poi nel 2016 la compianta Nadia Toffa, con la partecipazione del Prof. Ortolani, aveva girato un servizio sui rischi di sismicità indotta dall'impianto, intervento che in alcuni, evidentemente ignoranti della materia, suscitò scetticismo per non dire di peggio. In generale, a parte questi inaccettabili rischi specifici, l'Abruzzo tra nuovi gasdotti, stoccaggi e pozzi di estrazione come a Bomba, rischia di diventare una piccola capitale delle fossili in piena crisi climatica. È sconcertante"

Chiunque può presentare osservazioni entro il 24 ottobre al Ministero.

Qui tutta la documentazione:
https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/419

In allegato la prescrizione del Decreto VIA del 2014 sul "controllo" dell'intensità dei terremoti indotti.

FORUM H2O

27 agosto 2016

Il terremoto di martedì notte

La scossa sismica ci ha svegliato alle 3,36. Quasi la stessa ora dell'altra volta, quel 6 aprile 2009, quando il terremoto distrusse L'Aquila e uccise più di trecento persone. Anche stavolta il numero di morti è spaventoso: 281 e speriamo che non ce ne siano altri.

Alla tristezza della tragedia già si aggiungono altre tristezze e altre miserie.

01 settembre 2014

La fabbrica dei disastri

L'ultimo numero de L'Espresso dedica un angoletto a uno dei nostri disastri (lo stoccaggio di gas a Poggiofiorito, lungo la statale Marrucina: qui il progetto) e lo fa con un titoletto da brivido: "GAS DA TERREMOTO".

La zona tra San Martino sulla Marrucina e Poggiofiorito è considerata a "massimo rischio sismico" (quanti lo sanno?), la pressione del gas nel sottosuolo produce piccoli terremoti ("microsismicità", lo sapevate?), neanche tanto piccoli visto che il ministero raccomanda alla ditta di non superare la magnitudo 3.0. Come se il terremoto che sarà provocato dalla forza del gas compresso nel sottosuolo si potesse decidere a tavolino.

Iniettare enormi quantità di gas in una zona ad alto rischio sismico è un'idea semplicemente folle. Eppure il ministero la autorizza, con qualche raccomandazione che potrà escludere responsabilità future. Poi basterà una scossa, anche di origine naturale, per generare perdite e danni incontrollabili. 

Ma quanti lo sanno? Non ho mai visto una locandina che ci allertasse (ammesso che il capoluogo teatino possa mai allertarsi per qualcosa). Non ho visto né titoli sui giornali locali, né assemblee pubbliche per discutere di qualcosa che riguarda da vicino la nostra sicurezza. 
Salvo quei soliti rompiscatole degli ambientalisti e dei grillini,  tutto passa nel silenzio e nel torpore generale: acque avvelenate, trivelle petrolifere, mega-elettrodotti, gasdotti, cementifici, inceneritori, concentrazioni di antenne, discariche di materiali tossici...
 
Rassegnato silenzio: la crisi di lavoro ha trasformato la camomilla in papagna, ma intanto certi lavori sembrano non conoscere crisi. La fabbrica dei disastri è sempre attiva.

19 gennaio 2013

L'insostenibile leggerezza dei prefetti


Non ci sono dubbi: quello aquilano è stato il terremoto gestito nel modo peggiore. Nei giorni in cui stampa e Tv celebravano il "miracolo" di efficienza di San Silvio da Arcore e del suo arcangelo Bertolaso, i terremotati venivano deportati e reclusi in campeggi militarizzati con divieto di ingresso, divieto di riunione, divieto di  volantinaggio, divieto di giornalismo, divieto di caffè, ecc.

I terromotati del Belice e dell'Irpinia hanno subìto lunghi anni di disagi, ma solo a L'Aquila sono stati indotti a rientrare nelle case quando il rischio aveva già diffuso un ragionevole allarme, solo per L'Aquila gli sciacalli ridevano già nella stessa notte del sisma, sicuri di poter lucrare sulla disgrazia degli altri, solo gli aquilani sono stati diffamati e perfino manganellati. Solo a L'Aquila (ora l'hanno capito perfino i giornalisti di Libero) gli scienziati erano stati precettati a certificare il falso dal comandante Bertolaso.


09 dicembre 2012

L'Aquila: palazzi abbattuti

Il capoluogo abruzzese distrutto dal terremoto del 2009, aggredito dalle cricche berlusconiane che si attivarono, ridendo, la stessa notte del sisma, e infine insultato dai fans del pataccaro di Arcore che dovevano accreditare il "miracolo" mentre si compiva uno scempio urbanistico e umanitario. Ora leggo di ulteriori stravolgimenti nel centro storico aquilano. Ne parla uno dei pregevoli blog del Fatto Quotidiano, curato da uno storico dell'arte toscano che insegna a Napoli: Tomaso Montanari. Credo che L'Aquila meriterebbe maggiore attenzione e cura da parte degli abruzzesi.


25 ottobre 2012

La scienza non è stata condannata

A L'Aquila il tribunale penale ha emesso una condanna che sta creando molte polemiche. Riguarda il terremoto. Sono stati condannati gli esperti che il 31 marzo 2009 (pochi giorni prima della grande scossa sismica) si sono riuniti per dare qualche informazione alle autorità locali e alla popolazione.

Ora molti gridano allo scandalo. Il ministro Clini dice che questa condanna equivale a quella di Galileo: la scienza condannata sulla base di un pregiudizio. La Santa Inquisizione condannò Galileo sulla base di presunte verità intangibili contenute nella Sacra Bibbia, ma quale sarebbe il pregiudizio che ha condizionato i giudici aquilani? Alcuni giornali dicono che gli scienziati sono accusati di non aver saputo prevedere il terremoto: non l'hanno previsto, quindi è come se l'avessero provocato. Ma questa è una falsificazione assurda.

08 giugno 2012

L'Aquila sotto processo.

Le colpe degli aquilani portate davanti ai giudici. Su Il Centro oggi c'è la notizia del rinvio a giudizio di tre aquilani e un articolo di fondo scritto da Giustino Parisse (l'articolo è qui). 

Chi ha seguito la tragedia del terremoto nel nostro capoluogo non può leggere questa firma senza riprovare emozione. Giustino Parisse ci dice che ora tutta L'Aquila viene portata alla sbarra perché il lancio di bandiere con l'asta di plastica davanti alle cariche di polizia è stata una reazione che non può avere nulla di criminale. E' stata criminalizzata l'intera manifestazione perché quella manifestazione era pericolosa, perché rischiava di svelare la verità nascosta sotto  lo spettacolo mirabolante del "miracolo" berlusconiano. 

29 maggio 2012

Gli smemorati del sisma

Ci sono altri smemorati oltre ai tifosi. Ce lo ricorda con violenza la nuova scossa di terremoto in Emilia. Una terra che a molti sembrava poco sismica. Il terremoto è tornato a farsi sentire facendo nuove vittime.
Sono passati tre anni dall'aprile 2009 e mentre L'Aquila aspetta ancora l'avvio della ricostruzione, qui a Chieti abbiamo quasi dimenticato. I ragazzi sono tornati nelle scuole che tre anni fa avevano mostrato notevoli insicurezze. La Banca d'Italia richiede indietro il suo palazzo trasformato provvisoriamente in Municipio e tutte le esigenze di prevenzione sembrano ormai diventate inutili. Ora bisogna pensare allo spread, alla crisi di fiducia dei mercati finanziari. Ma che fiducia dareste voi a chi non mette in sicurezza il proprio patrimonio e nemmeno la vita delle persone?

24 maggio 2012

Terremoti gasati e privatizzati

Il terremoto in Emilia è stato un gran disastro nonostante la fortuna di aver causato poche vittime. Ci sono molte industrie con i capannoni distrutti, gli impianti bloccati, gli uffici devastati, gli automezzi fermi... se non interviene la collettività (cioè lo Stato) molti lavoratori resteranno a carico della Cassa Integrazione INPS per lunghissimo tempo e si aggiungeranno al gran numero di disoccupati generato dalla crisi economica. I lavoratori che non possono lavorare producono altra crisi perché non c'è spreco più grande. Tuttavia l'orientamento del governo Monti ritiene che lo Stato non deve più farsi carico delle spese di ricostruzione (ne abbiamo già parlato qui). Alle calamità naturali si dovrà far fronte con le assicurazioni private che al momento non ci sono. E' una buona scelta? bisognerebbe almeno discuterne perché si tratta di una scelta politica fondamentale.

Aggiungiamoci poi che qualcuno sta sollevando un dubbio sull'origine "naturale" del terremoto in Emilia. Non voglio alimentare i complottismi o le dietrologie, ma vi invito a leggere questo articolo. Per chi volesse approfondire la questione consiglio, come al solito, di leggere il blog della prof.ssa D'Orsogna, sempre ben documentato, dove il possibile nesso tra estrazioni e movimenti sismici è stato affrontato più volte:
anche per il caso Texas, e per lo stoccaggio di gas a San Martino sulla Marrucina, nonché per il problemi legati alla pericolosa tecnica del fracking.

La geologia è una scienza complessa e credo che non possa darci certezze al riguardo, però a me sembra difficile che l'estrazione di enormi quantitativi di greggio e di gas dal sottosuolo possa restare senza alcuna conseguenza. E finché certezze non ci sono si deve applicare sempre un principio di precauzione. 

Se saranno i privati cittadini a dover subire le conseguenze (umane e ora anche economiche) credo che sia necessario dar loro un maggior peso nelle decisioni. Invece accade il contrario. La decisione di avviare estrazioni di gas nei pressi della diga del Lago di Bomba è stata presa in tavoli riservatissimi. Il progetto s'è fermato un mese fa per un parere contrario espresso dal comitato di V.I.A., ma ora quel provvedimento è stato impugnato e sospeso dal T.A.R. e tutto torna a inabissarsi nei meandri della burocrazia e delle doppiezze politiche. Per saperne qualcosa c'è solo il preziosissimo blog della prof.ssa D'Orsogna che non finiremo mai di ringraziare.

20 maggio 2012

La liberalizzazione dei terremoti

La cronaca di questi giorni è monopolizzata dal mostruoso atto criminale compiuto a Mesagne (BR). Giornalisti e opinionisti si esercitano nella ricerca di un movente. Ma non c'è spiegazione accettabile. Solo un gioco di rimandi tra il nome della scuola (Morvillo-Falcone) e l'anniversario della strage di Capaci; tra il luogo del crimine e le radici della mafia pugliese; poi c'è l'opera svolta dalla scuola a sostegno della legalità e per qualcuno può essere una colpa da punire. Non sappiamo ancora quale sia la matrice del gesto criminale che ha ucciso Melissa Bassi e tiene in sospeso la vita di Veronica Capodieci, studentesse sedicenni che si recavano a scuola. Potrebbe anche essere il gesto di un folle, ma gli italiani che hanno buona memoria sanno che ci sono momenti in cui la follia sanguinaria diventa una medicina sociale, un antidoto contro le proteste politiche e le rivendicazioni sociali. Sembrava opera di un folle anche la bomba alla banca di Piazza Fontana,

07 aprile 2012

Miserere nobis

Declino, una parola usata troppe volte, sono stufo di ripetermi. Il declino di Chieti, dell'Abruzzo e dell'Italia appare sempre più ripido, quasi inesorabile. Così i versi del miserere ieri mi giungevano come se avessero un significato diverso da quello religioso, mi pareva di ascoltare un miserere civile.

Tre anni fa il coro del miserere diventò un saluto civile quando, passando alla Civitella, si rivolse verso le montagne in direzione di L'Aquila. Un segno di fratellanza che forse non s'è più ripetuto, benché L’Aquila non sia mai risorta, là tutto è rimasto fermo, tra macerie, transenne e puntelli. nella periferia le case della new-town berlusconiana fanno da sentinelle al silenzio. Le promesse del G8 potrebbero non concretizzarsi mai.

Anche Chieti ha perso qualche pezzo col terremoto, come il vecchio Municipio ricoperto da impalcature. Anche qui sembra tutto fermo e nessuno protesta perché ci sono problemi più gravi. Chieti perde pezzi vitali come la Burgo, la Sixty, ora se ne vanno anche i militari della caserma Berardi.

13 aprile 2011

Sempre peggio

Il 6 aprile, a due anni dal terremoto, ho scritto che s'era visto il peggio, invece non era ancora tutto. Ora arriva l'ennesima amnistia, che si chiama "processo spezzato". Toglierà alle vittime del terremoto la possibilità di avere giustizia. Manderà assolti anche i responsabili di altri fatti gravissimi.
Un regalo per quelli che hanno speculato sulle costruzioni e sulle ricostruzioni, sulla sicurezza dei treni, sulla buona fede dei risparmiatori che acquistavano obbligazioni Parmalat. A L'Aquila sarà un regalo per quelli che hanno violato le leggi consegnando la vita di centinaia di persone al drago tellurico. Un regalo anche per quelli che si apprestano a nuove speculazioni.

Indulti, condoni, amnistie, prescrizioni brevi e brevissime sono inviti a nozze per quelli che vogliono far peggio di quanto non si sia già fatto finora. Sarà sicuramente peggio se in futuro le scosse sismiche troveranno anche un reattore nucleare o un deposito di sostanze radioattive accanto alle palazzine di cemento disarmato. Credo che questo sia evidente, non possono esserci opinioni diverse, ma la regione Abruzzo resta incapace di esprimere una contrarietà ai progetti nucleari. Perché?

A Chieti si raggiunge il peggio del peggio visto che una richiesta di sollecito nei confronti della regione è stata respinta dal Consiglio Comunale. Perché? Cosa c'è di male o di sconveniente nell'invitare il titubante e timoroso presidente della Regione a fare un passo per la tutela del territorio? Davvero vogliamo una centrale nucleare oppure un deposito di materiali radioattivi? Davvero pensiamo che quello che è successo ai giapponesi, non può succedere anche a noi?  No, a noi no, perché ci sarà sempre un indulto, un'amnistia o una prescrizione confezionati apposta per mettere in salvo i responsabili del possibile disastro. Degli altri chi se ne frega.

[L'articolo di Mara Miccoli nel sito di Chietiscalo.it pubblica anche un video del dibattito in Consiglio Comunale e i voti espressi dai consiglieri. Da annotare] 

06 aprile 2011

Due anni dopo

A due anni dalla distruzione del capoluogo abruzzese possiamo dire d'aver visto e sentito il peggio: dalla scossa che ci ha buttato giù dal letto qui a Chieti, alla tragedia degli studenti; dalla passerella del G8 alle tendopoli recintate del tutto proibito; dalle telefonate esultanti già nella notte del sisma ai conti segreti della protezione civile (sapevano già quelli della "cricca" che gli affari d'oro erano tutti per loro, senza gare d'appalti e senza controlli); poi abbiamo visto la deportazione degli anziani e le palazzine costruite in tutta fretta; la consegna degli alloggi di proprietà ignota, edifici costruiti su diritti temporanei di superficie e quelli pagati il triplo del loro valore; le inchieste sul cemento disarmato e quelle sulle false rassicurazioni diffuse dopo una riunione senza verbale; le finte promesse del premier che non ha mai ospitato alcun aquilano e non ha mai trascorso vacanze a L'Aquila. Abbiamo visto una città blindata e perfino le manganellate dei poliziotti sulle teste dei terremotati. Abbiamo saputo deilavori assegnati a imprese mafiose e l'accusa di vittimismo per chi non accettava tutto questo. L'ultima beffa, recentissima, è stata realizzata al Forum televisivo di Rita Dalla Chiesa.

18 luglio 2010

Terza risposta sulle manifestazioni

Proseguo con le risposte al commento di Luciano Pellegrini:

Saprai, Tom, che per le manifestazioni bisogna essere autorizzati anche sul percorso. Se poi vuoi fare cose diverse, usando la prepotenza con spintoni ed altro, chi sorveglia deve intervenire.

Credo che alla maggioranza dei lettori questa osservazione appare quasi ovvia. Luciano Pellegrini, che scrive su vari blog teatini dimostrando sempre alto senso civico, la porge come semplice richiamo al buon senso. Eppure in questo modo di guardare i fatti c'è qualcosa che proviene da una concezione illiberale della società:

17 luglio 2010

Seconda risposta sugli aquilani

Gli aquilani sono stati posti sull'altare della compassione, esposti allo sguardo pietoso del mondo intero, mentre qualcuno già intuiva che dopo i riflettori sarebbe calato il silenzio, la solitudine, l'angoscia. Purtroppo non è andata così, è stato peggio: dopo il teatro del dolore è arrivato il biasimo: gli stessi aquilani che il premier voleva ospitare nelle proprie ville, quelli con cui voleva trascorrere la villeggiatura estiva (chissà perché non l'ha fatto) e che abbracciava davanti alle telecamere ora sono diventati tutti scrocconi:

16 luglio 2010

Prima risposta sulla politica del blog

Normalmente cerco di rispondere ai commenti lasciati dai lettori del mio blog. Però i più recenti interventi di Luciano Pellegrini toccavano diverse questioni piuttosto complesse a cui mi sembrava scortese dare una risposta sbrigativa. Lo farò affrontando le questioni separatamente: la gestione del blog, la vicenda dei terremotati, la politica e le manifestazioni di piazza. Sarò lungo, abbiate pazienza, per la sintesi ci vuole troppo tempo.

08 luglio 2010

Violenza, ce n'è per tutti


Non ho parole. Vi prego di leggere direttamente quelle di una blogger aquilana: prima quello che forse non sapete; poi la cronaca incredibile e cruenta di una giornata romana. Ne parla anche il sindaco di L'Aquila in questa intervista a L'Unità. Altri articoli sui blog di Andrea Sarubbi e di Hermes Pittelli.

La violenza politica nelle strade si specchia in quella che sta dentro il Parlamento: non è più esibizione di cappi e di mortadelle, non è più lo sputare in faccia al presunto 'traditore', ora è violenza vera che manda un parlamentare in ospedale e dovrebbe far riflettere (a questo link il video dell'episodio).

L'uso della violenza contro le pacifiche manifestazioni di cittadini sta diventando troppo frequente:

07 giugno 2010

Terremoto delle case e dei diritti

I danni del terremoto sono in gran parte ancora in attesa di qualche intervento: sulla piazza San Giustino (che ora si chiama San Giustino) ci sono lesioni alla cattedrale, al municipio, al palazzo di Giustizia e gli alunni di istituti come il Liceo Masci sono ancora esposti a gravi rischi. Unica consolazione: c'è chi sta peggio.

Sono andato a vedere il film di Sabina Guzzanti. Pensavo di poter rivedere un po' di quella satira che non c'è più in televisione. Invece Draquila non è un film, non c'è nessuna gag, nessuna satira. Solo un documentario che racconta il dopo-terremoto.

Sabina Guzzanti quasi non parla. La si vede in alcuni momenti mentre ascolta e ci fa ascoltare la voce degli aquilani. Il suo documentario è confezionato con la chiarezza e la sobrietà della vecchia Rai, nello stile di Sergio Zavoli.


06 aprile 2010

La notte della memoria

Questa è la notte della memoria. Un anno fa la scossa che ha distrutto il capoluogo abruzzese. Questa notte le candele sono accese per ricordare le vittime: gli aquilani e gli studenti.

Poco fa il programma Rai "Chi l'ha visto" ha trasmesso le interviste di Fabrizio Franceschelli agli anziani che ancora vivono negli alberghi di Roseto, Silvi, Montesilvano. Ha mostrato anche la nuova glaciale periferia di una città che non c'è più.

In questo lunghissimo anno L'Aquila ha visto tutto: dalla grande organizzazione dei soccorsi alle costose celebrazioni del G8, dalla dispersione dei suoi abitanti alla militarizzazione delle tendopoli, dalla celebrazione dell'efficienza della Protezione Civile allo scandalo della cricca che se la rideva fin dai primi minuti.

Quante volte L'Aquila è stata colpita? dalle mancate prevenzioni alle false rassicurazioni; dalla retorica propagandistica alla speculazione organizzata; dagli appalti affidati ad imprese mafiose alle tasse rinviate e mai cancellate; domenica scorsa è stata colpita anche la voglia aquilana di rinascere e ora, mentre i corrotti rivendicano il loro diritto di non essere inquisiti né intercettati, sul banco degli accusati ci vanno le vittime e le loro carriole sovversive.

La candela è accesa per la memoria e anche per la dignità aquilana.




Anche a Chieti molti palazzi recano ancora i segni di quella notte. La settimana scorsa gli studenti del Liceo Scientifico hanno manifestato per segnalare il problema della loro sede che continua ad essere utilizzata nonostante i pericoli riscontrati. I grandi scatoloni vuoti del Villaggio Mediterraneo non potrebbero ospitare il Liceo Scientifico? è mai possibile che la vita dei ragazzi dev'essere messa in pericolo solo per una questione di sciocca discriminazione tra la parte alta e la parte bassa della città?

[immagine e video da www.ilcapoluogo.it]