
Sul sito "teate.net"
un articolo di A. Marzoli rilancia la proposta della facoltà universitaria a Chieti alta. Questo mi spinge a tornare sull'argomento perché "teate.net" è un importante organo di informazione che indubbiamente guarda al bene della città e in alcuni casi ha messo in risalto anche le mie proposte.
Sulla richiesta della facoltà in centro ho espresso un'opinione che potrebbe apparire decisamente contraria. In realtà non sono contrario ad un ritorno dell'Università nel centro storico, che mi sembra un posto perfetto per un centro di studi. Sono contrario al modo precipitoso e non razionale con cui si sta cercando di farlo.
A mio modesto parere l'utilizzo dell'ex San Camillo creerebbe troppo disagio agli utenti (ne ho parlato
qui e anche
qui) e una scissione del Campus si potrebbe giustificare solo se ci fosse la capacità di realizzare a Chieti alta un secondo polo universitario con diverse facoltà e strutture accessorie (se n'era parlato
qui). Mi sembra però che non ci sia alcuna voglia di ripensare in modo serio e funzionale il rapporto tra la città e il mondo universitario e la petizione con cui si chiede un facoltà in centro (senza se e senza ma) equivale ad una supplica di chi aspetta la
manna dal cielo.
Nell'articolo citato si fa leva su due aspetti: riequilibrio degli affitti e mezzi di trasporto.
Un miglioramento dei
mezzi di trasporto, con l'utilizzo di navette
"pollicino" e il tanto sospirato
filobus, consentirebbe agli studenti di poter risiedere anche a Chieti alta e frequentare il Campus senza troppi disagi. Su questo sono perfettamente d'accordo. Per lavorare sul miglioramento della mobilità urbana non c'è bisogno di spostare pezzi d'università. Anche per dare un buon collegamento all'ex San Camillo (con scala mobile o
"tapis roulant") non c'è bisogno di averci già trasferito una sede universitaria. Facciamole prima queste cose. Una migliore mobilità è davvero un vantaggio per tutti a prescindere dalle destinazioni urbanistiche.
Quanto agli
affitti mi sembra evidente che i proprietari degli immobili a Chieti alta non hanno la capacità o la voglia di adeguarsi alle regole del mercato. L'attuale tendenza degli studenti a preferire la città bassa avrebbe dovuto creare un calo dei prezzi degli alloggi nella parte alta. Questo calo avrebbe potuto riportare verso il centro le famiglie (
affitto agli studenti il mio appartamento a Chieti Scalo e me ne vado ad abitare in una vecchia casa del centro che costa meno) ma anche questo a Chieti non succede: perché?
Come si può pensare che riportando gli studenti a Chieti alta ci sarà un miglioramento degli affitti? Secondo me ci sarà solo una ripresa dei prezzi anche per le case più vecchie del centro. Purtroppo conosciamo con quale mentalità di pura speculazione si offrono alloggi agli studenti.
Il problema degli alloggi va affrontato in modo diretto, parlando con i proprietari, coinvolgendoli in un progetto di rilancio del centro storico, premiando chi vuole ristrutturare e rimettere immobili sul mercato. Ci vogliono idee e tanta voglia di fare, proprio quello che a Chieti scarseggia.
Il Comune ha fatto un grande sforzo per il
Villaggio Mediterraneo che sicuramente offrirà nuove possibilità a vantaggio del
Campus. E' tempo di preoccuparsi anche di altre zone della città, ma bisogna trovare il modo di farlo in una logica costruttiva di miglioramento dei servizi e della vivibilità, non immaginando travasi abitativi imposti d'autorità.
Su questo
blog avevo provato a lanciare anche la proposta di favorire la convivenza tra anziani e studenti (potete rileggere il post
cliccando qui). In altre città si lavora su progetti di questo tipo. Perché a Chieti non si fa niente?
Sono convinto che si potrebbero elaborare anche proposte migliori e più complete. Penso invece che la richiesta che sia l'università a dover fare il primo passo staccando una facoltà dal Campus sia una pretesa illegittima, perché una città che non ha fatto niente per l'università non ha diritto di intervenire sulle strategie organizzative del Campus, senza neanche tenere conto delle esigenze della comunità studentesca. Soluzioni di questo tipo alla fine potrebbero contribuire all'immobilismo della città:
adesso ci riportano gli studenti in centro, quindi stiamo apposto, non dobbiamo fare niente.
Conclusione: facciamo subito e bene tutto quello che si può fare perché gli studenti abbiamo convenienza a risiedere nel centro storico e abbiano voglia di venirci a passare il loro tempo libero. Per questo avevo visto con molto favore l'idea di
un internet-point alla pescheria di via Arniense, poi non se n'è fatto niente: perché? Poteva essere l'inizio di un programma di riutilizzo, poi si sarebbero potute aprire salette di studio anche a Piazza Malta
, si potrebbe aprire un caffè letterario, si potrebbe dare in gestione a qualche associazione studentesca l'ex GIL... sono così tante le cose da fare senza bussare alla porta del rettorato. Cominciamo a FARE qualcosa.
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