Torniamo a parlare di via DeTurre, la doppia strada dai sensi impossibili. Avevo già inserito una mia proposta in un post pubblicato quattro anni fa. La ripropongo in questo video perché i problemi vanno peggiorando.
Torniamo a parlare di via DeTurre, la doppia strada dai sensi impossibili. Avevo già inserito una mia proposta in un post pubblicato quattro anni fa. La ripropongo in questo video perché i problemi vanno peggiorando.
1 - via De Turre è una strada a doppia regolamentazione, senso unico nella parte alta (Giovanni De Turre) e doppio senso nella parte bassa (Bertrando De Turre);
2 - il senso unico viene abitualmente ignorato e sono molti i mezzi che percorrono tutta la strada in discesa creando situazioni molto pericolose;
3 - il percorso in salita viene utilizzato come scorciatoia per le vetture dirette verso il centro storico, ma è una scorciatoia ingannevole poiché riesce ad abbreviare il percorso ma allunga i tempi a causa della difficoltà di immettersi sulla via Madonna degli Angeli: le vetture restano a fare la bilancia sui pedali bruciando gas e frizioni;
4 - la confluenza di via De Turre con la curva di via Madonna degli Angeli coincide con l'incrocio di via Baroncini, molto stretta e percorsa a doppio senso.
Voglio contribuire con alcune immagini scattate alcuni mesi fa. Le scene sono ben note a chiunque abbia avuto occasione di frequentare Chieti.
Non sono paesaggi da "pedonia". Direi piuttosto che si tratta di una città "depedonalizzata".
L'invasione delle automobili, che non hanno più rispetto di niente e di nessuno, rende impossibile la deambulazione anche per le persone più atletiche.
Lo spettacolo è desolante e vergognoso. Gli amministratori della città non si distinguono dai cittadini e hanno sempre contribuito a questo pessimo andazzo. La vecchia amministrazione aveva abolito le poche isole pedonali, trasformando la piazza principale della città in un grande parcheggio selvaggio. L'attuale amministrazione non ha avuto il coraggio di cambiare e ha anche dato pessimi esempi (prima e dopo). Così i cittadini di buona volontà sono sempre più emarginati e umiliati.
Non ci resta che buttarla sul ridere.
Non sono un tecnico perciò la mia cartina è molto approssimativa (cliccare per ingrandire), comunque il tracciato in rosso dovrebbe dare un'idea della mia proposta. La galleria dovrebbe creare un prolungamento dell'intercollinare (tratto arancione) fino alla zona di Santa Barbara. Questo raccordo consentirebbe alle vetture provenienti da Pescara e da Francavilla di raggiungere via Papa Giovanni (zona Terme Romane), Santa Barbara e poi arrivare anche a Filippone senza attraversare il centro storico. Nel senso opposto consentirebbe alle vetture provenienti da tali quertieri di incanalarsi verso l'ospedale, il campus, l'autostrada e l'asse attrezzato senza percorrere le viuzze del centro.
Le foto sono scattate nella zona centrale di Chieti, nei pressi dell'Albergo Abruzzo. Le prime ci mostrano le strisce pedonali disegnate a ridosso di una curva tornante dove gli automobilisti sono sempre distratti dal difficile incrocio con altre vetture (in una città normale ci avrebbero messo le transenne per evitare l'attraversamento, ma noi dietro le transenne ci mettiamo le strisce e anche lo scivolo per disabili, tiè!);
Si dice che Harrison Ford venisse ad allenarsi qui prima di affrontare le scene più spericolate di Indiana Jones. In verità ci rischiano la vita tutti i pedoni che risalgono dalla scala mobile per andare verso San Giustino.
Chieti alta ha una struttura urbana non ciclabile. Le bicliclette non esistono: troppe salite, troppe strade strette, troppi spazi invasi dai parcheggi selvaggi.
Nel pericoloso incrocio di cinque strade tra via Picena, Via Gran Sasso e la discesa ripida del Tricalle (via dei Marsi) sono in costruzione ben due rotatorie (ma non era il vecchio sindaco ad avere la mania dei rondò?). Ce n'è una piccola col trullo insormontabile e una enorme posta in forte pendenza.
Provate a confrontare questa foto con quella che avevo pubblicato nel post del 5 ottobre. Allora nell'ultimo tratto di via De Turre non c'erano i paletti dissuasori. C'era il divieto di sosta con avviso di rimozione e vetture parcheggiate in divieto fino ad intralciare l'incrocio (nella foto non si vede ma sulla sinistra c'è l'imbocco di via Baroncini).

Per coprire le spese di gestione si potrebbe consentire all'associazione concessionaria di aprire un punto di ristoro nella casetta del custode accanto al campo di bocce e agli spogliatoi. Un piccolo bar in quella posizione sarebbe utilizzato anche dagli utenti dell'attiguo parco di viale Majella. Un magnifico spazio verde abbandonato da circa vent'anni esteso fino al belvedere della Civitella.
La vista aerea del Terminal mi consente di spiegare meglio la proposta fatta nel post precedente.
Il Terminal delle autolinee è già un parcheggio che resta vuoto e inutilizzato per la gran parte della giornata. Salvo che nelle ore di punta (7,30 - 8,30 e 13,00 - 14,30) non vi stazionano mai più di due o tre pulmann. Non si potrebbe ridisegnare quello spazio per adibirlo anche a parcheggio di vetture?
Il parcheggio potrebbe essere anche ampliato realizzando altre terrazze più a valle con un accesso davanti agli uffici dell'acquedotto. Come si vede dalla fotografia c'è uno spazio notevole abbastanza pianeggiante.
Il cartello di benvenuto non c'è più, però c'è un utilissimo segnalatore dei parcheggi.