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09 giugno 2023

Le insidie di via De Turre

 

Torniamo a parlare di via DeTurre, la doppia strada dai sensi impossibili. Avevo già inserito una mia proposta in un post pubblicato quattro anni fa. La ripropongo in questo video perché i problemi vanno peggiorando.

12 agosto 2019

Via De Turre chiusa


Dopo le recenti piogge che hanno aperto due voragini in via Madonna degli Angeli, in prossimità dell'incrocio con via Baroncini, e hanno sconnesso tutto il rivestimento in sanpietrini, il tratto iniziale di via De Turre è stato chiuso, ed è ancora chiuso da una settimana.

Questi inconvenienti provocano sempre qualche disagio però stavolta c'è anche un vantaggio per tutti i residenti a cui la chiusura ha regalato un'insolita quiete. Da qui nasce la mia proposta di rendere permanente la chiusura mettendo fine a diverse anomalie:

1 - via De Turre è una strada a doppia regolamentazione, senso unico nella parte alta (Giovanni De Turre) e doppio senso nella parte bassa (Bertrando De Turre);
2 - il senso unico viene abitualmente ignorato e sono molti i mezzi che percorrono tutta la strada in discesa creando situazioni molto pericolose;
3 - il percorso in salita viene utilizzato come scorciatoia per le vetture dirette verso il centro storico, ma è una scorciatoia ingannevole poiché riesce ad abbreviare il percorso ma allunga i tempi a causa della difficoltà di immettersi sulla via Madonna degli Angeli: le vetture restano a fare la bilancia sui pedali bruciando gas e frizioni;
4 - la confluenza di via De Turre con la curva di via Madonna degli Angeli coincide con l'incrocio di via Baroncini, molto stretta e percorsa a doppio senso.

Tutti questi problemi si potrebbero evitare chiudendo definitivamente la parte alta di via De Turre, che potrebbe terminare con una breve gradinata. L'accesso di via De Turre all'incrocio tra via Baroncini e via Madonna degli Angeli sarebbe riservato ai pedoni e il risultato sarebbe quello illustrato nell'immagine.

Questa soluzione offrirebbe un doppio vantaggio:
migliorare l'accesso a via Baroncini, che sarebbe più agevole, inoltre si eviterebbe l'attraversamento pericoloso in piena curva sia per le auto dirette in via Baroncini, sia per quelle intenzionate a percorrere contro-mano l'attuale discesa di via De Turre;
- i residenti in via De Turre dovrebbero accedere sempre dal sottostante viale Majella (la strada infatti diventerebbe un cul de sac) ma diventerebbe una zona tranquilla, non avrebbe più l'uscita in alto sulla curva di via Madonna degli Angeli, ma la rinuncia sarebbe molto ben ripagata dalla scomparsa del traffico che ora viene generato dai tanti che pensano di utilizzare la ripida salita di via De Turre come scorciatoia, senza calcolare le notevoli difficoltà di inserimento nel pericoloso incrocio con via Madonna Degli Angeli e dai tanti che percorrono la strada controsenso. Tutta la zona avrebbe una notevole riduzione dell'inquinamento, del rumore e dei pericoli. 

Per completare l'opera si dovrebbe realizzare anche una rotatoria a valle, dove via De Turre incrocia viale Majella. Anche quello è un innesto in curva con scarsa visibilità e con vetture che lo attraversano in velocità.

Nell'immagine che segue ho provato a disegnarla.


Nel disegno la rotatoria assume una forma ellittica che si potrebbe migliorare ampliandola verso valle, dove non ci sono costruzioni. Comunque anche una rotatoria oblunga consentirebbe un migliore accesso sia dalla parte di via De Turre (che è già oggi un doppio senso), sia dalla parte di strada Madonna della Vittoria.

Infine si dovrebbero riallineare i gradini in prossimità del campetto di via De Turre (li ho ridisegnati in azzurro). Attualmente quei gradini si allargano creando un pericoloso restringimento della strada proprio nel punto in cui le vetture che salgono si  incrociano con quelle che scendono.



25 febbraio 2011

Incredibile

Il grosso furgone blu visibile nella foto non sta attraversando l'incrocio. Era posteggiato là, in mezzo all'incrocio tra via De Turre e via Baroncini. La foto è stata scattata ieri alle ore 15,00. Anche la vettura bianca che si vede dietro il furgone è parcheggiata.

Si tratta dello stesso incrocio che avevo fotografato anche in altre occasioni per segnalare l'irriducibile abitudine al parcheggio selvaggio. Vedo che al peggio non c'è mai fine!

16 febbraio 2011

Un assaggio di marciapiede

Si chiama via Tirino, è la strada che va dalla via Tiburtina al Megalò. Non ci sono servizi urbani che collegano Chieti al più grande centro commerciale della zona. Molti ci vanno a piedi  Non è male camminare  un po'. Molti giovani passano là anche di sera per raggiungere l'unico cinema della città o incontrarsi con gli amici.


Gli incroci con le rampe di accesso all'asse attrezzato sono stati risistemati di recente. Adesso ci sono grandi rotatorie (forse troppo grandi) e qualche palo di illuminazione che prima non c'era. Hanno costruito anche i marciapiedi.


Però i pedoni sono costretti ad attraversare le rotatorie senza riparo e senza strisce. Nel tratto finale il marciapiede sparisce completamente.


Perché costruire solo un tratto di marciapiedee lasciare il resto peggio di prima, visto che le isole e le rotatorie hanno ridotto lo spazio carrabile?

16 settembre 2010

Incidenti evitabili


Ieri c'è stato un incidente all'incrocio tra via Baroncini, via De Turre e via Madonna degli Angeli. Si tratta di un incrocio assurdo perché due strade confluiscono insieme nella curva tornante di via Madonna degli Angeli. Per entrambe è previsto lo stop e tra le due postazioni di stop non resta quasi spazio per accedere a via Baroncini.

18 ottobre 2009

La città depedonalizzata

Qualcuno ha aperto un nuovo sito web. Si chiama "pedonia" (questo è il link) e mostra l'assurda situazione dei pedoni teatini. Mi associo all'iniziativa e spero che sia utile a sensibilizzare i nostri concittadini verso uno dei più gravi problemi di Chieti. Un problema di cui si parla poco forse perché è difficile da scaricare addosso a qualche autorità. E' un semplice problema di civiltà e di buona educazione.

Voglio contribuire con alcune immagini scattate alcuni mesi fa. Le scene sono ben note a chiunque abbia avuto occasione di frequentare Chieti.

Non sono paesaggi da "pedonia". Direi piuttosto che si tratta di una città "depedonalizzata".
Eppure è la stessa città che è anche vietata alle due ruote.


L'invasione delle automobili, che non hanno più rispetto di niente e di nessuno, rende impossibile la deambulazione anche per le persone più atletiche.

Lo spettacolo è desolante e vergognoso. Gli amministratori della città non si distinguono dai cittadini e hanno sempre contribuito a questo pessimo andazzo. La vecchia amministrazione aveva abolito le poche isole pedonali, trasformando la piazza principale della città in un grande parcheggio selvaggio. L'attuale amministrazione non ha avuto il coraggio di cambiare e ha anche dato pessimi esempi (prima e dopo). Così i cittadini di buona volontà sono sempre più emarginati e umiliati.

Non ci resta che buttarla sul ridere.


Aggiungo alle foto anche un simpatico confronto che aiuta a capire il movente di certi comportamenti.

08 ottobre 2009

Ci vorrebbe un tunnel

Sembra davvero vicino l'inizio dei lavori per la realizzazione del tunnel. Hanno transennato una zona del Terminal accanto all'ingresso della scala mobile. Il tunnel consentirà di raggiungere gli ascensori che andranno a sbucare in Largo Barbella, probabilmente in quella zona attualmente coperta da una tettoia, dove sono stati rinvenuti i resti del longobardo e una bella cisterna.

Come tutte le opere messe in cantiere dall'amministrazione Ricci anche questa è un fuori programma che ha destato molte critiche sull'utilità, l'opportunità e i rischi. Non stiamo qui a ripeterle. Di buono sembra esserci solo il fatto che i costi dell'opera sono coperti all'80% da fondi europei.

Come tutte le opere dell'amministrazione Ricci anche questa ha avuto una gestazione quasi segreta e la maggioranza dei cittadini ne ha avuto notizia da voci diffuse solo quando ormai era tutto deciso. Fare proposte a questo punto diventa quasi inutile, ma questo è un blog di proposte e ci proviamo lo stesso.

Un tunnel realizzato con finanziamenti europei è una buona cosa. Potrebbe risolvere molti problemi di viabilità e potrebbe aiutarci ad alleggerire il centro storico dall'intenso traffico che lo soffoca. ovviamente non va fatto per i pedoni e soprattutto non serve accanto alla scala mobile. Là il mezzo di risalita esiste già.

Un tunnel potrebbe essere realizzato per completare l'intercollinare in modo da collegare i principali accessi alla città.

Non sono un tecnico perciò la mia cartina è molto approssimativa (cliccare per ingrandire), comunque il tracciato in rosso dovrebbe dare un'idea della mia proposta. La galleria dovrebbe creare un prolungamento dell'intercollinare (tratto arancione) fino alla zona di Santa Barbara. Questo raccordo consentirebbe alle vetture provenienti da Pescara e da Francavilla di raggiungere via Papa Giovanni (zona Terme Romane), Santa Barbara e poi arrivare anche a Filippone senza attraversare il centro storico. Nel senso opposto consentirebbe alle vetture provenienti da tali quertieri di incanalarsi verso l'ospedale, il campus, l'autostrada e l'asse attrezzato senza percorrere le viuzze del centro.

Per completare l'anello viario intorno alla città sarebbe necessaria anche una seconda galleria dalle Terme all'ex San Camillo e poi magari una terza che, passando sotto il quartiere Filippone, potrebbe allacciarsi alla via di Colle Marcone. Credo comunque che già il primo tunnel sarebbe sufficiente ad alleggerire notevolmente il traffico in tutta la zona di Piazza Garibaldi, Piano Sant'Angelo, via Papa Giovanni e ridare respiro al centro storico molto congestionato. Si valorizzerebbe anche l'ex San Camillo rendendo possibile un collegamento veloce con la zona Ospedale-Università e si avrebbe un accesso più normale alle stradine di Santa Barbara.

Si potrebbe anche prevedere qualche parcheggio in corrispondenza delle uscite di Santa barbara e San Camillo. Un impianto di risalita (scala mobile o tapis roulant) sarebbe utile per collegare l'ex san Camillo alla zona ex Pediatrico, ma questa è una proposta già fatta da tempo (il post è qui).

Sarebbe una grande opera che la morfologia del territorio e la criticità geologica rendono di difficile realizzazione, però si poteva approfittare dei fondi europei per fare qualcosa davvero utile alla città.


02 maggio 2009

Guerra alle moto

Dovunque si cerca di disincentivare l'uso dell'automobile. A Chieti invece si lavora al contrario: disincentivare le due ruote.

Ho già dedicato un post alla mancanza di parcheggi per moto. Ora siamo certi che non è una dimenticanza. L'amministrazione Ricci soffre di una vera intolleranza nei confronti dei centauri. E' troppo affezionata allo spettacolo delle automobili che invadono ogni marciapiede, ogni piazzetta, ogni vicolo. Macchine parcheggiate, edicole traboccanti e cassonetti di immondizia sommergono tutto il centro storico di Chieti. Ci siamo abituati a tutto, ma le moto e gli scooter no, quelli non li vogliamo!


Il posteggio per moto dietro i tempietti c'era sempre stato. Era uno spazio nascosto e quasi naturale per le due ruote perché le automobili non potrebbero manovrarci. Da alcuni mesi era ingombrato dagli attrezzi di qualche cantiere. Ora è stato definitivamente abolito. Ci hanno messo tre panche di pietra tra grossi vasi di piante. Quanto potranno sopravvivere quelle piante? chi se ne prenderà cura? i vasi di terracotta resisteranno ai soliti vandalismi? e soprattutto chi avrà voglia di sedersi su quelle panche poste in un passaggio angusto quando a pochi passi ce ne sono di più comode nello spazio aperto davanti ai tempietti e c'è anche la possibilità di sedersi nel magnifico scenario di piazza Vico?

20 febbraio 2009

Non passate sulle strisce!

Le foto sono scattate nella zona centrale di Chieti, nei pressi dell'Albergo Abruzzo. Le prime ci mostrano le strisce pedonali disegnate a ridosso di una curva tornante dove gli automobilisti sono sempre distratti dal difficile incrocio con altre vetture (in una città normale ci avrebbero messo le transenne per evitare l'attraversamento, ma noi dietro le transenne ci mettiamo le strisce e anche lo scivolo per disabili, tiè!);
l'altra foto ci mostra un cucù pedonale dietro un grosso cassonetto che impedisce la visuale. Ma l'attraversamento più impegnativo è quello vicino al monumento alla Resistenza, là il temerario pedone che vuol passare sulle strisce è nascosto dalle siepi rispetto ad entrambi i sensi di marcia.

Si dice che Harrison Ford venisse ad allenarsi qui prima di affrontare le scene più spericolate di Indiana Jones. In verità ci rischiano la vita tutti i pedoni che risalgono dalla scala mobile per andare verso San Giustino.

Lo so, questi sono argomenti fuori luogo in un blog di proposte. Cosa dovrei proporre: di fare gli attraversamenti in modo meno criminale? senza mettere in pericolo i poveracci che vogliono rispettare le regole? c'è bisogno di dirlo? forse che gli addetti ai lavori non lo sanno?

Quando m'è capitato di vederli nei pressi di casa mia mentre disegnavano le linee di delimitazione di corsia facendo un posto auto e una bella strettoia in piena curva senza lasciare spazio per l'incrocio di due normali vetture, mi sono affrettato a scrivere al sindaco e all'assessore. Non lo scrivo sul blog perché non mi va di protestare per una svista o un banale errore (anche se molto pericoloso). Può succedere a tutti. Meglio scrivere riservatamente e non per protestare, ma solo per collaborare, per fare in modo che l'errore venga riparato in fretta evitando qualche brutto incidente senza costruirci sopra un inutile castello di chiacchiere. Sì, ma quelle strisce da autoscontro sono ancora là, solo un po' sbiadite dopo oltre un anno. Il cittadino che vorrebbe collaborare non collabora più. Nessuno ha voglia di fare la parte del seccatore e per cose che non riguardano il proprio tornaconto. Ecco, ora sfiduciato lo scrivo sul blog, tra di noi, nella piccolissima cerchia dei teatini computerizzati. Tanto qui non ci sente nessuno.

E' probabile che a volersi occupare di queste cosucce si dovrebbe accompagnare ogni mattina ogni tecnico comunale e sorvegliarlo a vista. E per non raddoppiare la spesa dei lavori pubblici si potrebbero utilizzare i pensionati che invece di vigilare davanti alle scuole come nonni anti-droga, potrebbero vigilare i vigili, gli operai, i tecnici... una squadra di nonni capataz. Purché abbiano un po' di senno, naturalmente.

Però li vorrei conoscere gli addetti alle strisce: lo fanno apposta? si divertono? sono ubriachi già di mattina oppure non vedono quello che fanno? o magari sono di quel genere di italiano che è sempre troppo impegnato a criticare gli altri per vedere il disastro che sta facendo. Come l'imbianchino che venne a lavorare a casa mia quando ero bambino: passò tre giorni a brontolare contro il governo, i politici ladri, gli statali fannulloni, i giovani capelloni, le femministe. Diceva che in galera non ci va nessuno, neanche quelli che esportano i capitali all'estero... era troppo indignato per badare a dove finivano le sue pennellate. Sembrava l'unico onesto in lotta contro tutti i mali del mondo, ma quando mio padre gli chiese la fattura per il lavoro da pagare c'è rimasto male: l'unico onesto del mondo non se l'aspettava che qualche regola potesse valere anche per lui. No, la fattura non la fece, piuttosto avrebbe rinunciato ai poco meritati quattrini! Ecco, se i nostri maestri zebrai sono così, allora non voglio neanche conoscerli, ne conosco già troppi così. Chissà se sono gli stessi che l'ex sindaco Cucullo mandava a piazzare i pali per la filovia. Sembrava proprio imminente il filobus nel 2003 e squadre di solerti operai arrivarono a prendere le misure lasciando sui marciapiedi i loro segnetti di vernice. Ricordo lo stupore dei passanti nel constatare che in certe zone non c'era collocazione peggiore di quella scelta dagli "esperti". Infatti qualche palo fu poi collocato in modo diverso dal previsto. Chieti fu palificata come una foresta tropicale. Ci mancavano solo le liane, ma se aspettiamo ancora un po', quando i fili elettrici cominceranno a staccarsi e a penzolare giù dai pali, avremo anche quelle. Sì, forse sono sempre loro, gli stessi che ora piazzano i cassonetti sulle strisce pedonali, lasciano materiali e attrezzi nei cantieri aperti così appena arriva il vento qualcosa vola ad ammaccare le vetture percheggiate. Paga Pantalone.

Lo fanno sempre di proposito? si divertono? sono già ubriachi di mattina presto? Magari sono gli stessi incaricati di far ripartire il filobus, magari sono loro stessi che chiameranno le iene televisive per riderci sopra: sai che risate col sindaco che non saprà più cosa rispondere e forse gli basterebbe dire semplicemente: "sono il sindaco di Chieti".

08 luglio 2008

Chieti, città deciclizzata

Chieti alta ha una struttura urbana non ciclabile. Le bicliclette non esistono: troppe salite, troppe strade strette, troppi spazi invasi dai parcheggi selvaggi.

Dieci anni fa ci provai, convinto che almeno il tratto compreso tra la Villa e piazza Garibaldi fosse percorribile. Mi fermai a comprare il giornale in un'edicola lungo il corso e vidi la mia normalissima bicicletta circondata da un capannello di curiosi, come se fosse un oggetto sconosciuto. Nei giorni seguenti, dopo aver rischiato la vita per scendere e risalire via dello Zingaro o via Arniense tra auto, bus, pedoni in costante pericolo e macchine in sosta vietata, dovetti rinunciare.

Con le motociclette il discorso è diverso perché una moto può affrontare comodamente salite e discese compiendo gli stessi percorsi delle automobili. Chieti ne avrebbe bisogno perchè le due ruote occupano poco spazio e riducono gli ingorghi di traffico.
Si dovrebbe incentivare l'uso dei motocicli, magari escludendo da certe zone i cinquantini a due tempi che sono rumorosi e inquinanti, in modo da promuovere l'uso di motoveicoli più civili. Così, anche senza arrivare alla pedonalizzazione totale che ormai sembra un sogno impossibile, la città ne guadagnerebbe.

Vent'anni fa a Chieti c'era qualche zona pedonalizzata (via Arniense, piazza San Giustino e, qualcuno ricorderà, il tappeto lungo il corso). A quei tempi molti commercianti non capivano ancora il vantaggio della pedonalizzazione per lo shopping e la restituzione di questi luoghi al caos automobilistico provocò poche proteste. Ma ora i tempi sono cambiati e, almeno in teoria, dovrebbe essere cambiato anche l'orientamento dell'amministrazione. Tutti i centri storici sono stati pedonalizzati, invece a Chieti esistono solo automobili parcheggiate ovunque, tra poco le vedremo anche sui tetti e sui balconi. Uno scempio incredibile.

Le due ruote sono meno invadenti, esistono anche modelli elettrici puliti e silenziosi, ma le strade scoscese di Chieti rendono molto difficile il parcheggio perché il veicolo a due ruote può facilmente rovesciarsi. Perciò, per incentivarne l'uso, occorrono parcheggi riservati: MOLTI parcheggi. Nelle zone vicine alle scuole il parcheggio motorini è un obbligo perché sappiamo che la maggioranza degli studenti non è patentata, usa solo motorini. Ma a Chieti si fa il contrario: l'amministrazione comunale ha imposto un tacito bando contro le due ruote. Infatti nei diversi parcheggi esistenti abbiamo questa situazione:

- Trinità: il parcheggio sulla piazza ABOLITO (salvo un pezzo di marciapiede all'inizio del viale)
- Villa: niente (né sul viale principale, né dalla parte di viale Europa)
- nei pressi dell'Istituto Galiani: niente;
- Liceo scientifico: niente;
- Civitella e istituti pedagogico e della comunicazione: niente;
- Liceo classico: ABOLITO (i pochi posti dietro i tempietti sono utilizzati a deposito materiali e perennemente transennati) sotto il vicolo del Liceo, in via Principessa di Piemonte, non c'è niente;
- piazza Barbella: niente;
- Piazza San Giustino: ABOLITO (numerose moto vengono lasciate dentro i portici)
- quartiere Santa Maria: niente;
- Piazza Matteotti: niente;
- Piazza Malta: niente;
- Piazza Umberto: niente;
- via Nicolini e zona Clinica Spatocco, scuole De Lollis: niente;
- zona Istituto Industriale e Istituto d'Arte: niente;
- Piazza Garibaldi: niente (si parcheggia abusivamente sui marciapiedi);
- tutto il percorso delle vie Salomone, Olivieri, Herio, Pianell: niente (anche lo spazio davanti all'ingresso della scala mobile in eterno rifacimento sembra essere interdetto alle moto); e si potrebbe continuare perché anche a Chieti Scalo, nonostante la forte presenza di studenti e la comodità del territorio pianeggiante, la situazione non è molto diversa.

Una città di 50mila abitanti ha concesso alle moto solo pochi metri di spazio davanti alle Poste di via Spaventa e all'incrocio tra il corso e via Arniense. La stessa città, con la stessa logica, trasforma TUTTE le piazze e TUTTI i marciapiedi in parcheggi per autovetture e ammette perfino il transito di enormi autobus di linea alla Trinità e lungo Via della Liberazione. Sono convinto che tra non molto ci sarà anche l'atterraggio di Jumbo Jet nel corso Marrucino.

La mia proposta è quella di creare una zona riservata alle moto in ogni parcheggio (fisicamente riservata, con una sorta di rastrelliera che impedisce l'invasione da parte delle vetture) e creare parcheggi per soli motorini nei pressi delle scuole.
Alcune vie (via dei domenicani, via Paolucci, via di Porta Napoli, il tratto aperto del corso Marrucino) dovrebbero essere riservate alle moto almeno per il periodo estivo. Ogni spazio per auto può ospitare 4 o 5 motocicli o scooter: è un modo quasi miracoloso per moltiplicare la mobilità urbana!

Poi si potrebbe istituire alla Villa o alla Trinità un servizio di noleggio e ricarica di veicoli elettrici con autorizzazione a percorrere anche le zone pedonali.
L'utilità di questi mezzi è sicuramente discutibile anche perché la loro circolazione sarebbe limitata al solo centro storico, credo però che potrebbe essere un modo, anche divertente, per cominciare a familiarizzare con questi nuovi mezzi

03 aprile 2008

Rondò acrobatico

Nel pericoloso incrocio di cinque strade tra via Picena, Via Gran Sasso e la discesa ripida del Tricalle (via dei Marsi) sono in costruzione ben due rotatorie (ma non era il vecchio sindaco ad avere la mania dei rondò?). Ce n'è una piccola col trullo insormontabile e una enorme posta in forte pendenza.

Così non ci saranno più pericoli: l'incrocio diventerà un percorso acrobatico per spettacolari gimkane. Ci potranno passare solo i campioni di Rally automobilistico. Sul muraglione verrà sistemata una webcam che riprenderà gli spettacoli di car-crash 24 ore su 24, visibili in diretta dal sito internet del comune di Chieti, che così farà concorrenza ai filmati di you-tube.

Il massimo di share sarà sicuramente raggiunto dalla carambola di chi, proveniendo da via Gran Sasso, riuscirà a fiondarsi nella rotonda in discesa saltando giù direttamente davanti alla Chiesa di via dei Marsi. Tutto questo gratis, mentre per le montagne russe in genere si paga.

Chiedo scusa se tratto così una faccenda molto seria. E' di pochi giorni fa la notizia della morte di un giovane a Sambuceto, finito di notte contro un rondò male illuminato. Pace alla sua anima. Spesso gli automobilisti sono incoscienti, corrono, trasgrediscono le regole, però dove si può i pericoli vanno evitati. E dei pericoli di questa zona ne avevamo parlato già in uno dei primi post di questo blog e avevo anche suggerito una semplice soluzione. Una proposta identica alla mia era poi comparsa sul quotidiano Il Centro. Evidentemente erano suggerimenti troppo semplici, quasi ovvi, perciò nessuno ha voluto prenderli in considerazione. Se ora mi permetto di ironizzare è solo perché non si sa più come dire le cose per evitare il peggio.
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17 dicembre 2007

Gli irriducibili

Provate a confrontare questa foto con quella che avevo pubblicato nel post del 5 ottobre. Allora nell'ultimo tratto di via De Turre non c'erano i paletti dissuasori. C'era il divieto di sosta con avviso di rimozione e vetture parcheggiate in divieto fino ad intralciare l'incrocio (nella foto non si vede ma sulla sinistra c'è l'imbocco di via Baroncini).

Ora lì, accanto al cartello ottagonale di Stop, sono stati messi i paletti - finalmente, ho pensato - ma guardate cosa sono capaci di fare i nostri concittadini. Si continua a parcheggiare prima dei paletti e l'utilitaria celeste in mezzo all'incrocio non è fotografata mentre sta manovrando oppure in fermata di emergenza, no, è proprio parcheggiata lì, in pieno incrocio e in piena curva!
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05 ottobre 2007

via De Turre

Il parcheggio selvaggio è uno dei più gravi problemi di Chieti. Ovunque le vetture invadono marciapiedi, incroci, spazi pedonali. Grave danno per il decoro cittadino e frequente impossibilità di camminare. L'ingombro fisico e visivo delle vetture crea anche pericolo, costringe i pedoni a camminare lungo la strada, crea barriere per i disabili, per gli anziani, per chi si muove con bambini piccoli.


In alcuni punti questo problema si somma ad altri disagi. E' il caso di via De Turre. Una strada stretta, in forte pendenza e in parte dissestata. In passato era utilizzata solo dai residenti ma ora s'è trasformata in un trafficato raccordo urbano continuamente percorso nei due sensi, nonostante il divieto di accesso nel tratto superiore.

Io credo che là si potrebbero fare diverse cose per alleviare i problemi.

1) Occorre impedire la sosta delle auto in prossimità dell'incrocio con via Madonna degli Angeli e via Baroncini. Un divieto con segnale di rimozione c'è già, ma non basta (la foto ne è una prova) occorrono i paletti dissuasivi.

2) Occorre allargare la strada nella parte inferiore (tra il campo da calcetto e l'incrocio con viale Majella). In quel punto la strada forma un'inutile curva dove spesso le auto in sosta vietata ostacolano la visuale e creano una pericolosa strozzatura.


3) il riallineamento della strada consentirebbe anche una migliore risistemazione della piccola l'area di parcheggio davanti al campo da calcetto.

4) ai due lati della via ci sono terreni inedificabili che il Comune potrebbe esproriare per creare parcheggi o spazi verdi.

5) le aree attrezzate a calcetto, campo da bocce, ecc. dopo un infelice esperimento di gestione privata compiuto dalla passata amministrazione, sono in stato di abbandono. I ragazzi usano quotidianamente il campetto grazie all'antico sistema del buco nella rete. Probabilmente basterebbe affidare la struttura ad una associazione sportiva senza scopo di lucro per evitare il decadimento e consentire un corretto e libero utilizzo.

Per coprire le spese di gestione si potrebbe consentire all'associazione concessionaria di aprire un punto di ristoro nella casetta del custode accanto al campo di bocce e agli spogliatoi. Un piccolo bar in quella posizione sarebbe utilizzato anche dagli utenti dell'attiguo parco di viale Majella. Un magnifico spazio verde abbandonato da circa vent'anni esteso fino al belvedere della Civitella.

Con poca spesa il comune potrebbe trasformare una zona urbanisticamente confusa in un ambiente gradevole con comodi parcheggi, spazi verdi attrezzati e strutture sportive. E ci sarebbe anche un'altra possibilità che non piacerà agli inseparabili dall'auto, ma dovrebbe invece essere molto apprezzata da chi sogna una Chieti più umana e più pedonalizzata. Sto parlando della possibilità di chiudere in entrambi i sensi l'accesso superiore a Via De Turre.
La chiusura migliorerebbe l'imbocco di via Baroncini e si eviterebbero i pericolosi attraversamenti di auto all'incrocio, in piena curva. In questo modo la via De Turre sarebbe accessibile solo dal basso, dove si potrebbe creare anche un doppio accesso. Il traffico automobilistico su via De Turre sarebbe limitato agli utenti del parco, dei campetti e ai residenti. Le auto di passaggio sarebbero costrette a transitare su viale Majella e via Madonna degli Angeli: un giro più lungo, ma più fluido, più regolare e meno pericoloso.

04 ottobre 2007

La discesa del Tricalle

Su Il Centro di oggi c'è una lettera del sig. Tarcisio Di Nicola che chiede il senso unico in discesa a via dei Marsi (la discesa del Tricalle) dove continuano a verificarsi molti incidenti.
E' la stessa proposta che avevo esposto in questo blog un anno fa.
Da allora il Comune si è limitato a realizzare isolotti spartitraffico in corrispondenza della rampa d'uscita della transcollinare. E' evidente che non è quella la soluzione per evitare gli incidenti. Anzi, ho l'impressione che i cartelli ad altezza di finestrino limitano la visuale e siano un pericolo in più.

Speriamo che ora la proposta fatta dalle colonne del quotidiano trovi l'ascolto che le mie non hanno mai trovato.

Sull'altra rampa d'uscita della transcollinare, quella che gira dietro la chiesa, c'è una depressione del terreno. Le aiuole spartitraffico costringono le vetture a passarci sopra, ma fa paura, sembra che la depressione possa diventare una voragine. Non sarebbe mica sbagliato fare un controllo.

30 settembre 2007

Un pirata della strada in pieno centro

Ieri, sabato 29, poco dopo mezzogiorno un anziano signore è stato travolto da un'auto a pochi passi dall'Albergo Abruzzo. La vettura che l'ha investito in via Madonna Degli Angeli, davanti alla bottega del barbiere Tonino, non s'è fermata. Quando è arrivata l'ambulanza l'uomo era steso a terra col volto ridotto ad una maschera di sangue. Probabilmente aveva urtato violentemente la testa sull'asfalto.

Ieri sera ho ascoltato le notizie del TG3 Regione e oggi ho cercato sul Messaggero e in Internet, ma non ho trovato niente. Probabilmente per i giornalisti l'incidente stradale non fa più notizia, ma qui c'è anche la vigliaccheria dell'investitore che fugge. Un atto molto grave avvenuto in un luogo centralissimo! Avrei voluto trovare la notizia per sapere chi era e come sta l'uomo investito, avrei voluto trovarla come primo titolo in prima pagina con nome e cognome del responsabile, se è stato individuato, o con le indicazioni utili a fare in modo che lo sia.
C'è un giornalista a Chieti????

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AGGIORNAMENTO - 1.10.2007

Questa volta sono stato troppo precipitoso nel giudicare: la notizia era stata data con dovizia di particolari da Il Centro. Nell'edizione di oggi c'è anche un aggiornamento in cui si parla di condizioni stazionarie dell'uomo investito, che è ancora in prognosi riservata, e di ricerche dei carabinieri per individuare il conducente della vettura rosso-amaranto.

AGGIORNAMENTO - 2.10.2007

Hanno trovato il pirata stradale: un nonnetto di 80 anni con AlfaRomeo. La notizia è su Primadanoi .
Dice che si è allontanato dopo aver visto che l'uomo investito si stava rialzando. Se questa è la sua difesa allora non è solo un pericolo stradale.
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22 giugno 2007

Mega-parcheggio al Terminal

La vista aerea del Terminal mi consente di spiegare meglio la proposta fatta nel post precedente.

La foto mostra abbastanza bene quale potrebbe essere lo spazio utilizzabile (linee gialle) per un mega-parcheggio alle porte del centro storico. Le frecce rosse indicano i possibili accessi.
La linea azzurra indica una possibile seconda scala mobile che potrebbe essere collegata a quella già esitente da un tapis roulant (linea celeste).

L'area del parcheggio dovrebbe essere disposta su più livelli perché il terreno è scosceso, ma questo potrebbe essere sfruttato per realizzare una terrazza sul livello più alto che si sovrappone parzialmente a quella inferiore. In questo modo una parte dello spazio per parcheggi sarebbe raddoppiata e si creerebbe un camminamento coperto per raggiungere la scala mobile.
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18 giugno 2007

Il Terminal delle autolinee

Quello dei parcheggi è un paradosso: Chieti alta ha bisogno di parcheggi perché nonostante la perdita di molti uffici la città non riesce ad accogliere chi arriva da fuori in automobile; però una maggiore ricettività porta ad un peggioramento della situazione, soprattutto in termini di respirabilità.

I politici non hanno molti dubbi, sia quelli di destra che quelli di sinistra tra le esigenze degli uomini e le esigenze del traffico sanno che è più importante il traffico. Non sono solo i politici a pensarla così, la maggioranza della gente non rinuncerebbe alla macchina per respirare meglio e non è disposta a separare la spazzatura in diversi contenitori solo per salvarsi dal fumo cancerogeno degli inceneritori.

La cultura del consumismo iniziata con la produzione in serie, meccanizzata e omologata, è diventata uno tsunami che sta travolgendo tutto: la salute, l'educazione, la moralità, il lavoro. Anche il Papa in questi giorni ne ha parlato. Poche parole per quello che in altri tempi sarebbe stato un anatema, ma i politici pensano solo a cavalcare l'onda, anche la più terribile, con assoluta incoscienza.

Per costruire parcheggi in un centro storico in cui non ci sono spazi si può pensare qualunque cosa. La vecchia amministrazione voleva scavare sotto la piazza di San Giustino, la nuova sta pensando di scavare sotto la Villa Comunale. Qualcuno aveva anche pensato di trasformare in parcheggio un campetto dove vanno a giovare a pallone i ragazzi. Se non contano niente le esigenze di vita degli uomini cosa potrebbero valere quelle dei ragazzi?

Mi è stato assicurato che il campetto non sarà sacrificato. Per quanto riguarda gli scavi sotto la Villa ho l'impressione che si tratta di un progetto faraonico destinato a rimanere nel libro dei sogni. Se così non fosse sarà aperto un cantiere di cui sarà difficile poter vedere la conclusione, anche se forse ci darebbe modo di vedere il ritrovamento di tanti antichi reperti.

Se proprio si vuol fare un parcheggio perché non guardare a quello che abbiamo quasi pronto ad un palmo dal naso?

Il Terminal delle autolinee è già un parcheggio che resta vuoto e inutilizzato per la gran parte della giornata. Salvo che nelle ore di punta (7,30 - 8,30 e 13,00 - 14,30) non vi stazionano mai più di due o tre pulmann. Non si potrebbe ridisegnare quello spazio per adibirlo anche a parcheggio di vetture?

Si potrebbe dividere lo spazio in più zone lasciando una parte sempre riservata alla fermata degli autobus e un'altra parte con accesso disciplinato in modo diverso in base all'orario.
Naturalmente ci vorrebbe anche un servizio di vigilanza che potrebbe provvedere anche al controllo delle scale mobili e degli ascensori. Quando dico vigilanza non mi riferisco a quel signore che in passato leggeva il giornale dentro il gabbiotto. Per quel tipo di lavoro è meglio usare un manichino con un bel berretto da vigile. Mi riferisco ad un gruppo di giovani che prende in carico la gestione di tutti gli impianti con l'impegno contrattuale di garantirne l'accesso e il regolare funzionamento anche nelle ore notturne (le scale mobili devono funzionare almeno fino a mezzanotte!). Per la loro retribuzione sarebbe sufficiente l'affitto che si può ricavare dai diversi locali già esistenti sotto le scale e altri locali si potrebbero realizzare sotto via Carlo Madonna dove c'è il muro che delimita la piazza.
Le attività commerciali già sperimentate in quella zona (Standa, A&O, ecc.) non ebbero fortuna, ma con un parcheggio vero la situazione potrebbe essere diversa.

Il parcheggio potrebbe essere anche ampliato realizzando altre terrazze più a valle con un accesso davanti agli uffici dell'acquedotto. Come si vede dalla fotografia c'è uno spazio notevole abbastanza pianeggiante.

A voler pensare in grande si potrebbe anche immaginare una terrazza sopra gli attuali posteggi dei pulmann, allo stesso livello della scala mobile e con funzione di copertura dell'area sottostante (si tratta solo di verificare se il terreno sarebbe adatto a reggere una tale struttura).

Per chi viene da fuori senza conoscere bene la città potrebbe essere un sicuro punto di approdo come succede con il parcheggio alla stazione vecchia di Pescara. Inoltre aggiungendo una serie di locali dall'ex ufficio postale (ora sfitto) fino alla scala mobile e considerando quelli già esistenti e sottoutilizzati si darebbe a Chieti la prima grande zona commerciale raggiungibile a piedi dal centro. E soprattutto potrebbe salvarci dalle imprese temerarie cui accennavo prima.

Credo che questa idea oltre a individuare un ampio e comodo parcheggio che non produce scempi nel centro storico, potrebbe anche dare lavoro a un po' di gente con poche spese per il Comune, ma sono consapevole che le ferree regole dell'"economia politica" vogliono progetti molto costosi in cui possano fare grossi affari sempre gli stessi che di affari ne hanno già fatti tanti.
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29 marzo 2007

Segnalatori di parcheggio

Il cartello di benvenuto non c'è più, però c'è un utilissimo segnalatore dei parcheggi.

Segnalare la disponibilità dei parcheggi già all'accesso della città (un cartello simile è posizionato nei pressi del Theate Center per chi proviene dalla via Tiburtina) è sicuramente una buona idea. Peccato che il sistema di segnalazione non è ancora in funzione. Peccato che il forestiero non ha altre indicazioni per raggiungere l'eventuale parcheggio libero. Ma soprattutto mi semba sbagliata la posizione: mettere il segnalatore nel punto di confluenza di due strade, dove nessuno dovrebbe distogliere l'attenzione dal movimento delle altre auto, è fonte sicura di pericoli.

31 gennaio 2007

Le vie del nuovo Santuario


Il cammino dei pellegrini non è mai agevole. I rischi e le fatiche sono come sacrifici e preghiere che essi offrono alla divinità.
Il pellegrinaggio verso il nuovo santuario è continuo e molti lo compiono anche a piedi. Camminano sulla strada, attraversano gli innesti delle rampe dove non ci sono marciapiedi o passaggi pedonali e passano anche quando è già buio, sprezzanti del pericolo. Nulla può fermare i pellegrini lungo via Piaggio, via Tirino, nei sottopassaggi della ferrovia e dell'asse attrezzato.

I pellegrini sono giovani attratti verso lo splendore del dio Mercato, la vera e unica divinità che domina i nostri giorni. Non è la mia fede, tuttavia so che ogni culto merita rispetto e anche i pellegrini del Megalò hanno diritto a raggiungere il loro Santuario commerciale, ma sarebbe opportuno evitare i pericoli a cui quei giovani si espongono: una linea d'autobus che prolunga la sua corsa fino al santuario non sarebbe male e anche i marciapiedi e gli attraversamenti pedonali per i più bigotti che vogliono continuare ad arrivarci a piedi. E qualche lampione in fondo alla via Piaggio.
La suggestiva processione senza canti e senza lumi si potrebbe continuare a farla lo stesso, ma nella zona pedonale del parco fluviale.
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