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26 aprile 2023

Se Chieti viene dimenticata


  Sì, nel nuovo sito ITALIA, appena rinnovato dal Ministero del Turismo che attualmente è guidato da Daniela Garnero (in arte Santanché) sembra che Chieti non esiste.
Alla pagina dell'Abruzzo sono citati solo gli altri tre capoluoghi. I teatini hanno ragione a dichiararsi risentiti. Forse nessuna delle città segnalate ha da offrire ai turisti i siti archeologici e i musei che sono presenti a Chieti. Eppure io credo che non essere presenti in quel portale è meglio, perché è un progetto con cui il governo Meloni-Santanché ha toccato il limite estremo dell'incapacità. Meglio essere dimenticati piuttosto che rinominati come Toast oppure Homosexuell (sic).

Hanno speso NOVE MILIONI per una pacchianata di cui tutti stanno ridendo, un pastrocchio che poteva essere partorito solo dal livoroso ingegno della signora che qualcuno ha già ribattezzato "regina del pecoreccio". 

 Il progetto di promozione del turismo parte malissimo già del nome: "Open to Meraviglia". Orrendo miscuglio di parole che umilia la nostra bella lingua. Un servilismo culturale che diventa ancor più ridicolo se accostato alla recente trovata mussoliniana con cui lo stesso governo vuole sanzionare l'uso di parole straniere. 

  La splendida Venere di Sandro Botticelli ridotta a fumetto disegnato raccattando immagini dal web e scopiazzando le pose di una nota influencer. Al pessimo gusto, percepito da molti come uno stupro al capolavoro di Botticelli, si aggiunge anche ignoranza e incompetenza tecnica: hanno dimenticato di registrare il dominio internet, hanno usato un pessimo traduttore automatico che genera errori di esilarante comicità; hanno vantato i vini italiani mostrando una cantina slovena; hanno usato immagini compresse dall'algoritmo di whatsapp. Di peggio non si poteva fare. Forse l'obiettivo della Santanchè era quello di battere il record finora detenuto da Mariastella Gelmini col suo comunicato sul tunnel dei neutrini.

17 agosto 2012

Parcheggio curioso

Parcheggiata lì, accanto al comodino? forse no, però quella vettura dietro la finestra mi ha fatto tornare in mente lo stupore per l'asino che s'affacciava dal secondo piano. Succedeva a Pennapiedimonte e forse anche a Pretoro. Ora gli asini non ci sono più e bisogna venire a Chieti per vedere le automobili affacciate al secondo piano. Ci arrivano salendo quattro rampe di scale, ovviamente.

23 maggio 2010

Grandi opportunità

Finora ho scritto nel blog solo piccoli suggerimenti dettati dal buon senso. Nei limiti della mia immaginazione non avrei mai potuto concepire le vere grandi opportunità che ora ci vengono offerte.

Non so se l'immagine riesce a darne un'idea: il campanile di San Giustino si staglia sul panorama della valle come apparirà nei prossimi anni. Sarà fantastico. No, state tranquilli: la cupola bianca non è una moschea e il pinnacolo a strisce non è il minareto (qui non vogliamo cose pericolose) è l'inceneritore termovalorizzatore di ultima generazione: funziona a biomasse pirolizzate. Se ne potranno servire tutti gli addetti allo smaltimento (legale o abusivo) di rifiuti tossici pericolosi. Nella zona dello Scalo ce ne sono molti e in futuro non avranno più bisogno di incendiare i depositi.

Accanto all'inceneritore c'è la centrale nucleare "Sugar Baby", così denominata perché sorge sul sito dell'ex-zuccherificio. E' un modello piccolo rispetto alla futura megacentrale di Termoli. Le scorie nucleari verranno trasportate direttamente a Bussi usando la linea ferroviaria. I materiali radioattivi casualmente dispersi lungo i binari potranno essere raccolti dagli abitanti che potranno metterli direttamente dentro il lampadario per risparmiare sulla bolletta della luce.

24 agosto 2008

Penelope 2

Provate a confrontare questa foto scattata oggi con quella che avevo pubblicato a maggio qui.
Ditemi se quella scala non è davvero la tela di Penelope: ora la parte bassa è completata, ma il muretto è smontato più in alto. Cuci e scuci, all'infinito. Ora hanno cominciato a smantellare la Villa. Speriamo bene.

26 giugno 2008

Secondo blogheanno

In questi giorni il blog ha compiuto due anni. Nell'occasione sono andato a fare un giro nel pannello delle statistiche. Ho scoperto così che una parte dei visitatori viene indirizzata su questo blog da Google. Niente di strano: tutti usano Google. Strane però sono certe chiavi di ricerca che hanno condotto i visitatori sul mio blog. Alcuni esempi dalla statistica delle ultime settimane:

- cercare un nome e cognome di un pirata
- si pagano i parcheggi a francavilla al mare provincia di chieti
- quando un sindaco non è capace di amministrare
- come dare delle forme ai palloncini
- che cose la trasparenza sulle gare di appalto (sic)
- divieto di sosta davanti ai portoncini
- come vivono i ominidi (sic)
- zanzare a chieti
- avvistamento ufo 8 giugno 2008

L'ultimo probabilmente cercava notizie su un vero avvistamento di astronavi aliene e s'è ritrovato a leggere la storiella del cesso chimico piazzato alla Trinità. Mi dispiace per lui, ovvio però che Google non può distinguere tra un titolo ironico e uno seriamente ufologico. Speriamo che ora non arrivino gli ufologi a farci un sopralluogo. Per tutti gli altri è difficile capire perché siano stati indirizzati qui.

Il personaggio che l'8 giugno alle 19,30 cercava "chieti fogna", per qualche suo problema di tipo idraulico, probabilmente non ha niente in comune con i gentiluomini chietini che fanno ricerche su "pescara zingari" per interessi di tipo squisitamente etnico-culturale;

Il 7 giugno alle 18,42 qualcuno si è rivolto a Google in cerca di informazioni su "i pazzi di chieti.blogspot.com". Ma se conosce già l'esatto indirizzo perché non viene a cercarli direttamente nel blog questi pazzi? oppure pensava di trovare qualche forum di discussione o qualche sito di istituto psichiatrico che studia i famosi pazzi di chieti.blogspot.com? E' quel plurale che m'intriga, "pazzi": non sono solo io ad essere considerato pazzo (cosa plausibile visto che porto avanti da due anni un blog di proposte per chieti nonostante l'evidenza che nessuno intende raccoglierle tali proposte) ma probabilmente anche voi che mi leggete siete considerati pazzi: meditate gente meditate!

In occasione del secondo bloggheanno voglio dare soddisfazione ad alcuni di questi miei casuali (o pazzi) visitatori:

1) al tipo che cercava il nome di un pirata (e Google non ha saputo far meglio che inviarlo inutilmente qui) gliene voglio segnalare tre: Edward Teach, meglio noto come Barbanera (vissuto tra il XVII° e XVIII° sec.), Sir Henry Morgan fu l'altra figura leggendaria dello stesso periodo, Sir Francis Drake invece è vissuto almeno cento anni prima. Ma chissà, forse lui cercava semplicemente Marco Pantani oppure qualche famoso hacker.

2) alla richiesta dei "nominativi abitanti di chieti scalo" forse dovrei rispondere scalini, ma siccome a me non piace la divisione della città direi teatini, altrimenti possiamo coniare al volo un teatiscalini, può andare? oppure gli occorreva l'intero archivio dell'anagrafe?

3) all'amico che ha cercato "abruzzo decrescita felice" e che è stato spedito da Google sul banale avviso dell'iniziativa "m'illumino di meno" posso solo chiedere di ripassare, perché di decrescita abbiamo parlato. Qualcosa c'è in questo articolo e anche in questo e nei commenti di quest'altro, ma Google non li ha trovati, peccato.

4) all'aspirante letterato che chiede a Google "chi fa il liceo classico a chieti?" (il punto interrogativo è essenziale altrimenti Google non capisce che gli stai ponendo una domanda) risponderò supponendo che "fa" sta per "frequenta" e non per "costruisce" visto che il Real Liceo è stato costruito un po' di tempo "fa". La risposta è la seguente: il liceo classico di Chieti è frequentato da giovani studenti liceali maschi e femmine.
Finché Google non sarà attrezzato per dare questo tipo di risposte ci vuole ancora un cervello umano particolarmente dotato.

5) vorrei rispondere anche all'ignoto ricercatore di "pesci dei marrucini", ma non saprei proprio cosa dirgli. Qualcuno ci aiuta? i marrucini erano pescatori? trattavano qualche tipo particolare di pesci? oppure erano pesci d'aprile?

Vabbè che è un bloggheanno e i palloncini ci starebbero bene, ma si può continuare a scrivere di Chieti se i miei visitatori sono interessati a sapere "come dare delle forme ai palloncini"?
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06 giugno 2008

Avvistamento UFO alla Trinità


La foto mostra una veduta attuale della piazzetta della Trinità. Non è molto cambiata rispetto al post del 2006. L'edicola, che potrebbe trovare un posto più adeguato sul marciapiede accanto al bar Sigismondi, è ancora lì, al centro della scena, tra cartelli e bidoni. Il parcheggio dei motocicli è ormai definitivamente destinato alle vetture. Pare che le due ruote a Chieti siano considerate oggetti extracomunitari perciò alle zone di sosta per ciclomotori si applicano i nuovi decreti di sfratto dei campi rom.

A parte i ponteggi che nascondono la Chiesa, l'unica vera novità è l'UFO azzurro elettrico atterrato proprio davanti al cancello del Museo delle Scienze. Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi per timore di qualche incontro ravvicinato dell'ultimo tipo. Anche se probabilmente là, nel punto più centrale della città, non c'è mai stato nessun tipo (né ultimo, né primo) che abbia osato utilizzarlo. Se qualcuno ci proverà e, col caldo che sta arrivando, ne uscirà fortunosamente vivo, boccheggiante e stravolto dalla claustrofobia, potremo scattare la prima foto autentica di un essere umano appena sfuggito ad esperimenti alieni. Sai quanti turisti!

Qualcuno dice che la posizione del misterioso oggetto potrebbe essere funzionale all'immediato ricovero della malacapitata cavia umana direttamente all'interno del Museo delle Scienze, tra ominidi e mummie. Per l'occasione ci sarà anche Alberto Angela e una troupe della BBC a girare un documentario. Sai che pubblicità!



Chi non vuol credere ai fenomeni extraterrestri sostiene (e il filmato riproposto qui sopra ne sarebbe la prova) che a sistemare l'indicibile "coso" con tanta geometrica precisione proprio davanti alla targa del Museo delle Scienze sia stato proprio lui. Certo! Ormai non ha più bisogno di truffare i gestori di bar e ristoranti, infatti è stato assunto come vero tecnico comunale e lavora con la sua consueta precisione e autorità. E dove poteva metterla questa moderna evoluzione plastificata dell'invenzione che rende omaggio al grande imperatore romano? poveva nasconderla sotto le scalette o tra le fratte della Villa? ma vogliamo scherzare? meglio collocarla in mezzo alla piazza, davanti all'ingresso principale del nuovo Museo, in modo che tutti i passanti possano fargli tanto di cappello. Un Totò tecnicamente profetico, ahinoi!

31 maggio 2008

La scala di Penelope

La scalinata in costruzione nei pressi di Porta Pescara sembra la tela di Penelope: continuamente tessuta e continuamente disfatta. Nessuno ricorda più a che epoca risale l'inizio dei lavori e nessuno può nutrire serie speranze di vederla completata. La cosa non sembra interessare molto perché nessuno ha capito il senso di una scalinata in quel luogo.

Probabilmente l'intento è quello di dare un'uscita pedonale a via dei Tintori, però arrivati in fondo alla gradinata non si prosegue da nessuna parte. Non c'è un passaggio pedonale né per andare verso la porta, né per risalire via Silvino Olivieri sul lato depedonalizzato. Il percorso bellissimo che avevo descritto qui, quasi sognando, non esiste e ovviamente non si farà mai. Non conviene neanche attraversare la strada perché ci si trova sotto curva.

La gradinata è non senso, un cul de sac. Resta però il valore simbolico di monumento dedicato all'attesa. Un'opera realizzata con l'arte della sposa di Ulisse nella città dedicata della madre di Achille. Per apprezzarla basta immaginare una donna in cima alle scale che guarda il mare in lontananza: è Teti che aspetta l'arrivo delle navi achee nell'illusione che il figlio tornerà quando l'ultimo scalino sarà terminato. Vogliamo infrangerle l'illusione?
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01 aprile 2007

Siam più furbi di Bertoldo

C'era una volta un paese dove tutti si lamentavano:
- Nel palazzo pubblico sono tutti ignoranti, maleducati, lavorano poco, lavorano male e commettono abusi di ogni genere.
Tali furono le lamentele che un giorno il Tesoriere chiese udienza al Capitano che governava la città:
- Eccellenza, il popolo è infuriato, la gente non vuol più pagare le tasse, non vogliono versare tributi che finiscono nelle tasche di impiegati inutili, sgarbati e sfaccendati.
- Io non posso farci niente - rispose il Capitano - io devo rispettare la legge e la legge stabilisce che gli impiegati e i valletti godono dei privilegi imperiali, sono inamovibili. Dite alla gente che bisogna aspettare che vadano in pensione.
- Non si può aspettare, Eccellenza, perché gli uffici non funzionano. Qualcuno sottrae i soldi dalle casse pubbliche e nessuno vuole indagare su queste malefatte, perciò tra qualche mese ci troveremo alla bancarotta.
Infatti dopo due mesi il Capitano e il Tesoriere furono condotti in prigione.

Il popolo riunito nella piazza decise di eleggere un nuovo Capitano.
- Sistemerò io la situazione in pochi giorni - tuonò Capitan Sfracassa appena eletto.
Pare che avesse davvero questa intenzione, ma dopo dieci anni la situazione non era cambiata. Gli impiegati erano rimasti tutti al loro posto, si comportavano sempre alla stessa maniera e ora chiedevano anche il diritto di trasmettere l'incarico ai propri figliuoli e nipotini.
- - disse il vecchio Capitan Sfracassa - vi concederò questo favore purché possiete garantirmi il buon funzionamento degli uffici.
- Certo, certo, sicuramente - risposero in coro tutti gli impiegati.
Ma la gente non credeva più a queste facili promesse. Tutti sapevano che le mezzemaniche non avevano fatto quel che dovevano quando il lavoro era ordinario, figuriamoci adesso che ci sono montagne di arretrati e troppi problemi ingarbugliati. Così fu indetto un nuovo plebiscito e qualcuno ebbe l'idea di chiamare il furbo Bertoldo che, tra lo stupore di molti, fu convocato a palazzo.
- Solo lui potrà salvarci, da una situazione così difficile.

Bertoldo sapeva di non poter licenziare gli impiegati e decise di aggirare il problema. Fece convocare un'assemblea di tutti gli addetti al palazzo e disse:
- Voi siete funzionari imperiali e siete stati ridotti a lavorare in uffici così brutti e così sporchi e guadagnate così poco, questo non si confà con la vostra dignità. Propongo che sia costruito un nuovo palazzo con uffici comodi, luminosi e ben attrezzati.
L'assemblea applaudì, ma l'annuncio suscitò lo sdegno generale e per le strade la gente si strappava i capelli dalla rabbia:
- Traditore di un Bertoldo, doveva cacciar via i nullafacenti e lui invece si è unito a loro e ora vuole spendere altro denaro pubblico per migliorarne la condizione! Vergogna! a morte Bertoldo!

Ma Bertoldo restava imperturbabile mentre i suoi compari realizzavano i nuovi uffici a spese della città. Quando l'opera fu terminata Bertoldo chiamò gli impiegati e disse:
- Ecco quello che vi avevo promesso. Però vedete che qui non c'è posto per tutti, quindi dovete presentare la domanda di trasferimento e i più meritevoli otterranno il posto.
Ma l'indomani un giornalista ben informato e convinto d'essere più furbo di Bertoldo, scrisse che gli impiegati del nuovo ufficio dovevano sottostare anche ad un nuovo statuto e ciò insospettì la coscienza sporca di alcuni scansafatiche, i quali chiesero l'intervento dei sindacati.

Un solerte sindacalista studiò lo Statuto e confermò i sospetti del giornalista:
- Cari impiegati è vero che i nuovi uffici sono belli e ben attrezzati e voi potrete lavorare in un ambiente migliore, ma il furbo Bertoldo vi sta attirando in una trappola, perché nello Statuto c'è scritto anche che là sarà necessario lavorare per conservare il posto, bisognerà essere aggiornati e trattare con gentilezza tutti i clienti.
- Inaudito! Non è possibile! E' una truffa indegna! - gridarono gli impiegati. Ma non gridavano tutti, c'era anche chi s'era troppo annoiato a non far niente o troppo umiliato nell'essere considerato male da tutti o troppo stanco di vivere tutti i giorni tra montagne di faldoni polverosi.
- Lavorare non è poi una tragedia - dicevano questi - e lavorare bene e rendere un buon servizio ai cittadini può anche essere una bella soddisfazione.
Ma i sindacalisti non badavano a tali sciocchezze e continuavano la loro eroica battaglia:
- Anche i vostri figli potranno essere assunti nei nuovi uffici, ma dovranno dimostrarsi capaci di svolgere il lavoro in modo egregio.
- Assurdo! Inaccettabile! morte a Bertoldo! - urlavano gli scaldaseggiole.

Dalla piazza la gente sentì le urla di protesta e disse:
- Questo è il momento buono per cacciare Bertoldo. Noi abbiamo capito subito il suo tradimento e la sua vigliaccheria, adesso l'hanno capito anche gli impiegati del palazzo. Forza, andiamo dentro e buttiamolo giù dalla finestra!
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