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22 ottobre 2025

Il cardinale Menichelli è tornato alla casa del Padre


 Un uomo brillante, dinamico che ha lasciato la sua impronta anticonformista nella nostra città.

21 gennaio 2025

La Maestra Carmela

A salutarla oggi sono venuti in tanti. Intorno al marito e alla figlia c'erano altre maestre, ex alunni, genitori, attori, registi... c'erano soprattutto compagne e compagni.
Nessuna messa, nessun prete, nessun simbolo religioso. Intorno alla bara pochi fiori e piccole candele che singolarmente ognuno è andato ad accendere. Nessuna musica sacra, però qualcuno ha cominciato a cantare uno di quei canti dal significato misterioso a cui lei, la Maestra di via Bosio, ci aveva abituati. Poi in tanti hanno preso la parola per condividere con gli altri qualche frammento di memoria e molte parole di gratitudine.
La sala dell'obitorio era piena, molti sono rimasti fuori. Dopo i primi interventi di chi ricordava la collega o la maestra o l'animatrice teatrale o l'organizzatrice del Consiglio Comunale dei Ragazzi o la viaggiatrice instancabile... la commozione è diventata palpabile. 

08 novembre 2024

Padre Camillo e Padre Quirino

Padre Quirino se n'è andato a 86 anni. Era un frate, col saio e i sandali, un vero francescano. Ora giornali e Tv lo salutano come un personaggio autorevole: Rettore della basilica aquilana di Collemaggio, Direttore del Centro Studi Celestiniani, fondatore di un Movimento Celestiniano, organizzatore di una mensa per i profughi (Fraterna Tau), responsabile della Caritas... Padre Quirino è stato un grande animatore di iniziative, in gran parte ispirate a san Pietro da Morrone, il Papa che fece costruire la meravigliosa Basilica di Collemaggio: il cammino del Fuoco del Morrone, la cerimonia di apertura della Porta Santa, la festa della Perdonanza, la rivista della Perdonanza...
Nel corso degli anni ha incontrato Papa Giovanni Paolo II°, madre Teresa di Calcutta e anche il Dalai Lama, ma per me padre Quirino resta il simpatico fraticello di quando eravamo bambini. 


Veniva nella nostra scuola e ci faceva riunire intorno al pianoforte per farci cantare. A me non piaceva cantare, sono sempre stato un po' stonato, ma lui non era un severo direttore di canto, era sempre scherzoso e sorridente. Con lui era tutta una burla, ma lo era anche quando veniva Padre Camillo, il suo confratello, parroco del convento di Santa Maria, fondatore di una squadra di pallavolo, l'impavida che divenne una gran squadra e nessuno ora potrebbe sospettare che tutto era nato nel cortiletto di Santa Maria.

Padre Camillo lo ritrovai alle scuole medie come professore di religione. Ora mi dicono che abbiamo perso entrambi. Padre Camillo D'Orsogna se n'è andato pochi mesi fa.

Padre Quirino me lo ricordo in bici lungo la salita che risale dal porto di Ortona. Agile come il don Matteo della televisione, ma non era una fiction. Padre Camillo era l'animatore sportivo. 

Dove la ritroveremo più una coppia così formidabile?
Non ci sono neanche le parole per descrivere quel clima in cui i "padri" erano ragazzi giocherelloni pieni di entusiasmo ed energia.


Solo due anni fa Chieti aveva perso un altro straordinario frate, Padre Lorenzo Polidoro. 


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03 novembre 2021

Raffaele Fraticelli


 Si è spenta una voce di Chieti. Raffaele Fraticelli ha incarnato per molti anni la memoria della città. Ha dato voce ai sentimenti popolari nel dialetto locale. Possiamo riascoltarlo qui.

15 luglio 2020

Fabrizia ci ha lasciato

L’ha portata via la malattia con la quale combatteva da molti mesi, sempre col sorriso sulle labbra



Il WWF piange la scomparsa di Fabrizia Arduini
Grandi battaglie a livello nazionale e locale: tra tutte il no a Centro Oli e Ombrina Mare
Oggi pomeriggio ci ha lasciati Fabrizia Arduini, presidente del WWF Zona Frentana e Costa Teatina e referente a livello regionale e nazionale per l’energia. Fabrizia da molti mesi, sempre col sorriso sulle labbra, combatteva contro un male spietato che non le ha lasciato scampo. Ha continuato sino all’ultimo a combattere le sue battaglie, incoraggiando chiunque nel WWF si rivolgesse a lei per un consiglio o una informazione. Sempre lasciando i suoi problemi e il male che la stava consumando in secondo piano: molti, anche all’interno del WWF, hanno drammaticamente scoperto oggi quel che Fabrizia stava affrontando.
 

14 agosto 2019

Nadia Toffa, sempre dalla parte dei cittadini abruzzesi

Da Bussi al Gran Sasso, dal suo lavoro rigoroso il sapore della verità e le domande e le risposte che il potere rifiutava.

Abbiamo conosciuto Nadia sul campo, nei luoghi delle battaglie civili per i diritti dei cittadini.

Ha trattato l'inquinamento di Bussi, il rischio sismico con lo stoccaggio del gas di S. Martino sulla Marrucina e l'elettrodotto Villanova-Gissi. Poi ricordiamo gli ultimi due servizi sull'acqua del Gran Sasso e i laboratori di Fisica Nucleare.

Agli abruzzesi, a tanti italiani, dal caso dell'acqua contaminata da PFAS nel Veneto alla ferriera di Trieste, ha dato quelle risposte e posto quelle domande che il potere rifiutava, spesso da anni.

27 luglio 2019

Germano De Cinque

Chieti ha perso un illustre rappresentante politico, il notaio e senatore Germano De Cinque.
Nativo di Casoli, dove iniziò la sua carriera politica come consigliere comunale e sindaco del paese, divenne poi Presidente della Provincia di Chieti e fu eletto senatore per tre legislature. Negli anni novanta ebbe anche ruoli di governo come Sottosegretario alla Giustizia.

Ha esercitato la professione di avvocato ed è stato nataio per molti anni, ma merita di essere ricordato soprattutto per l'impegno politico nella Democrazia Cristiana. E' stato un rappresentante politico di raro equilibrio, mai sfiorato da ombre, neanche nel periodo 92-93, quando molti esponenti democristiani furono implicati nelle vicende giudiziarie di Tangentopoli.
De Cinque è stato una figura limpida e nobile, un signore della politica esercitata seriamente,  dovrebbe essere tenuto a modello da tutti coloro che svolgono oggi attività politiche.

Ho avuto modo di conversare con lui quando venne a mettere la sua firma al banchetto di Piazza Vico per la salvaguardia della Costituzione. In quel gesto, compiuto quando era ormai fuori dai giochi politici, manifestava ulteriormente il suo autentico sentimento democratico. R.I.P.

La notizia dei funerali su Rete8

26 luglio 2018

Marchionne, un protagonista

Sergio Marchionne, un abruzzese, un emigrante, un teatino arrivato alla guida della più grande industria italiana. La sua scomparsa troppo repentina produce un senso di smarrimento anche tra coloro che non hanno apprezzato le sue scelte.

Non ho mai visto un abruzzese arrendersi, mai visto aspettare che arrivasse un salvatore da chissà dove a regalargli un domani migliore. Gli abruzzesi cadono e si rialzano da soli, non perdono tempo a lamentarsi, ma fanno, producono, ricostruiscono. Credo che questo sia l'atteggiamento di cui ha bisogno l'Italia oggi.   

(Sergio Marchionne) 






23 novembre 2017

Un uomo di Stato

"In una società senza dignità, Guido era uno che ne aveva fin troppa, fino a morirne"

Con queste parole Giulio Rapetti, autore noto con lo pseudonimo di Mogol, ha riassunto il rigore dell'uomo e lo sgomento causato dalla sua scomparsa. Intanto si cercano le ragioni che possono aver indotto il generale Guido Conti a mettere fine alla propria esistenza.

Qualcuno ha rievocato la tragedia dell'Hotel Rigopiano, ma anche in quel caso il generale della Guardia Forestale aveva fatto il proprio dovere e non aveva alcuna responsabilità. La delusione dei suoi ultimi giorni era legata al suo nuovo incarico nei cantieri petroliferi della Total. Al riguardo è emersa una corrispondenza con un ambientalista lucano che aveva cercato di metterlo in guardia sulla torbide vicende delle estrazioni petrolifere. Altri interrogativi ruotano intorno alla memoria del computer che il generale aveva fatto cancellare.

Prima di lasciare la divisa il generale Conti aveva anche cercato di salvare la sua amata Guardia Forestale scrivendo una lettera (potete leggerla qui) all'allora premier Matteo Renzi che ha avuto la sciagurata idea di abolirla. 

18 novembre 2017

Un suicidio inquietante

La notizia della scomparsa di Guido Conti, generale della Guardia Forestale, già noto per le importanti inchieste condotte a tutela del nostro patrimonio ambientale, è una bruttissima notizia che impone interrogativi inquietanti.
Com'è possibile che a pochi giorni dall'assunzione del nuovo lavoro che gli avrebbe consentito di impiegare le sue competenze nella sicurezza e nella prevenzione dei danni ambientali abbia deciso di uccidersi?
Se aveva scoperto che il nuovo lavoro di dirigente alla Total di Tempa Rossa (Basilicata) non corrispondeva alle sue aspettative non sarebbe stato sufficiente dimettersi?
Per il momento possiamo solo aggiungere il nome dell'ex generale a cui tutti riconoscono grande professionalità, competenza e correttezza, a quello dell'ing. Gianluca Griffa che dirigeva l'impianto Eni di Viggiano (Basilicata) morto nel 2012, ufficialmente suicidato dopo un incontro con i dirigenti della compagnia petrolifera.
 

16 settembre 2016

Il Presidente quasi abruzzese

Non era abruzzese però conobbe gli abruzzesi nel momento più difficile della storia italiana.
"Una popolazione povera, provata da anni di guerra, semplice ma ricca di profonda umanità, accolse con animo fraterno ogni fuggiasco, italiano o straniero, vide in loro gli oppressi, i bisognosi, spartì con loro "il pane che non c'era"; visse quei mesi duri, di retrovia del fronte di guerra con vero spirito di resistenza, la resistenza alla barbarie."
Carlo Azeglio Ciampi era allora un giovane ufficiale di un esercito che non aveva più comandanti, suo malgrado era diventato un fuggiasco. Trovò ospitalità a Scanno dove viveva da confinato politico il professor Guido Calogero, di cui Ciampi era stato allievo.

19 maggio 2016

Oh Capitano, mio capitano

Ciao Capitano,
sei stato il volto sorridente pulito onesto e coraggioso della politica italiana. In nome della ragionata sregolatezza dei sensi, che era il tuo motto tratto dalle pagine di Rimbaud, voglio salutarti in piedi sul banco come uno dei ragazzi della Welton Academy che salutavano il professor Keating nella scena finale dell'Attimo fuggente. "Ciao Capitano, mio capitano!". 

Lo sappiamo che Marco Pannella non poteva essere un capitano perché era antimilitarista e non avrebbe mai voluto essere un comandante come Garibaldi e Che Guevara. Non combatteva battaglie armate. Lui era il signor Hood che usava solo pistole caricate a salve, un creativo sempre ispirato dal sole con un canestro pieno di parole nuove.

E' bello sapere che un uomo così è esistito vicino a noi. Ci ha accompagnato per decenni portando la sua luce da illuminista nelle bolge nauseabonde della politica italiana. Gli piaceva camminare in equilibrio tra le due chiese come un funambolo beffardo.

Tra goliardia e utopia ci ha indicato la strada della non violenza e della disobbedienza civile, la strada tracciata da Gesù e san Francesco, da Tolstoj e Thoreau, da Gandhi e Martin Luther King, da Danilo Dolci e Aldo Capitini. Su quella strada abbiamo incontrato Ronald Laing e Timoty Leary, Rudy Deutsche e Michel Foucault, Herbert Marcuse e Franco Basaglia. Era la strada che passava per Woodstock e Poona, tra i figli dei fiori e gli indiani metropolitani, tra la società dello spettacolo e il labirinto dell'informazione. Là ci hanno guidato Marshall Mac Luhan e Guy Debord, Pier Paolo Pasolini e Carmelo Bene, ma era lui che stava nelle strade ad insegnare la non violenza e combattere l'indifferenza; lui ci insegnò che bisogna combattere la violenza della disinformazione, quella che non riuscì mai ad oscurarlo pur riuscendo spesso a denigrarlo.

Il suo coraggio era fatto anche di sconsideratezza. Tanti ne hanno approfittato, l'hanno usato e l'hanno tradito per arrivare ai posti di potere che lui non ha mai avuto. Sul neo-liberismo non saprei dire se è stato lui stesso a non capirne il lato oscuro e fortemente anti-liberale o se era giusto continuare a dichiararsi liberisti in senso einaudiano nonostante il tradimento generale.

E' bello ricordare che Pannella era abruzzese, un abruzzese forte e gentile che continuerà a guidarci, noi che siamo sulla strada di Pescara dove lui scaricò le sue pistole in aria e regalò le sue parole ai sordi.

Ora dobbiamo raccogliere le sue pistole e ricaricarle di parole nuove per continuare a sparare ancora in mezzo alla folla dei narcotizzati e dei sordi. 

Ciao Capitano, mio capitano!

06 marzo 2016

E' morto l'economista De Cecco

La scomparsa del prof. Marcello De Cecco, l'economista abruzzese docente alla Scuola Normale di Pisa, è un grave lutto per tutti gli italiani che vorrebbero vedere risorgere il Bel Paese. Viviamo in un momento di declino e di grave confusione. De Cecco era uno dei pochi che avrebbero potuto indicarci la strada giusta per un riequilibrio economico, come Umberto Eco avrebbe potuto farlo per la cultura che l'Italia sta trascurando da decenni.

Il Sole24Ore scrive che "la riflessione di De Cecco poggiava su una conoscenza profonda delle relazioni economiche e finanziarie internazionali che egli riconosceva come il sistema nervoso del sistema politico internazionale. La confidenza con questi temi fu all’origine di un libro che a distanza di quarantadue anni seguita a essere un punto di riferimento: Money and Empire (Blacwell 1974)"

A questo link potete trovare un ricordo del prof. De Cecco scritto dal suo allievo Emiliano Brancaccio.

17 novembre 2015

Pour le Theatre Bataclan et Paris


Il manifesto col segno di lutto davanti al Teatro Marrucino mi sembra il miglior segnale di fratellanza verso le vittime di Parigi. Un teatro che si segna del lutto di un altro teatro. Mi sembra la migliore tra tante reazioni scomposte e irrazionali.

31 maggio 2014

Un indiano tra noi

Tra le varie forme di ribellione giovanile, negli anni settanta, ci fu quella degli indiani metropolitani. Riunivano le tematiche degli hippies (i figli dei fiori) col gioco goliardico. Era un fenomeno dei grandi centri urbani come Roma e Bologna, ma noi dicemmo subito che a Chieti l'indiano metropolitano ce l'avevamo già. Era Luciano Vinciguerra, il podista senza scarpe, il Cherokee d'Abruzzo. Lui c'era stato davvero tra gli indiani d'America, ne condivideva lo spirito, vinceva le gare e regalava i trofei appena vinti a qualche bambino. Ora il nostro indiano se n'è andato, scalzo tra le nubi, come ha scritto un anonimo sulla pagina a lui dedicata dall'ASD di Manoppello.
Resterà per sempre un'icona di Chieti, un'icona al contrario, perché lui ha incarnato nella forma e nella sostanza i valori opposti a quelli che caratterizzano normalmente la nostra città. Aveva scoperto gli indiani guardandoli al contrario dietro lo schermo del cinema "pidocchietto" in via dello zingaro. Correndo sull'erba e sull'asfalto è diventato un indiano vero, viveva in una casa arredata come un tapee, e così ha rovesciato la realtà chietina facendoci un dono di autenticità.

22 maggio 2013

Il partigiano di Gesù


Se n'è andato l'anarchico angelico. Che il suo spirito resti tra noi!
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Aggiungo qualche link alle cronache del funerale:
Il pianto, gli applausi e i fischi;
Tutti riuniti alla chiesa del Carmine;
Il commento di don Paolo Farinella.
Una vignetta di Vauro lo immagina in paradiso a cantare canzoni insieme al suo amico Fabrizio De Andrè, che lui considerava autore del quinto vangelo.

Aggiornamento:
C'è anche l'articolo del prof. Barberis: cardinale si converta!
C'è la voce critica di Pellizzetti
Nel tributo popolare alla memoria di don Andrea Gallo Lorenzo Fazio vede un patrimonio umano, ideale, politico immenso e ricchissimo che è rimasto da anni senza rappresentanza. Monica Lanfranco ci racconta il suo linguaggio diretto e il suo rapporto umano con i drogati.
Su MicroMega ci sono ricordi scritti dal teologo Vito Mancuso, da don Luigi Ciotti e da don Aldo Antonelli che usa queste parole:
 "La tua presenza, nel grigio panorama italiano, sia ecclesiale che politico-sociale, ha avuto il merito di saper tenere accesa la speranza; luce nel buio cadaverico dell'indifferenza qualunquista; voce chiara nel silenzio cupo del servilismo e dell'interesse di bottega." 
Interessante la lettura delle prime pagine proposta da Roberto Codazzi: l'Avvenire, testata di orientamento cattolico, lo ignora. 
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Secondo aggiornamento:
e poi se n'è andata anche Franca Rame che era come lui, generosa e sincera, due facce della stessa moneta ci dicono i Modena City Ramblers. Qualcuno potrebbe chiedersi come fanno a stare insieme un prete e una donna anticlericale, ce lo dice il figlio Jacopo con le sue parole: "Ricordati che Dio c'è ed è comunista".
Qui Marco Travaglio ce la racconta e un po' ce la svela. Infine le parole di Dario Fo.

30 marzo 2013

Il re degli stralunati


Abbiamo perso un re, un genio della musica e del non-sense. Enzo Jannacci, un medico che ha lavorato con Christian Barnard a Johannesburg, un pioniere del rock italiano, un attore che ha saputo interpretare Beckett in teatro e Kafka sugli schermi del cinema, un autore che ha lavorato con Dario Fo e ha scritto canzoni per Mina, un mito tra i miti, uno stralunato che ha dato profondità all'estro goliardico degli anni sessanta. Un genio vispo e malinconico. Un uomo semplice che girava con la vespa. Un maestro che ci ha insegnato a guardare il mondo attraverso il guizzo delle sue note el'ironia delle sue parole.

30 dicembre 2012

Rita Levi Montalcini

Oggi si è conclusa l'esistenza di Rita Levi Montalcini, una donna che è passata dalle persecuzioni al prestigio mondiale, dal disprezzo razziale di chi l'avrebbe destinata ai campi di sterminio agli onori del premio Nobel.
E' stata un modello per la scienza, per l'educazione, per lo stile e anche per la politica dove è tornata a subire vergognosi insulti a causa della sua volontà di recarsi, ormai centenaria, a compiere il suo alto dovere civico.
Le siamo grati per il contributo che ha dato alla scienza medica e ci sentiamo onorati di averla avuta come nostra rappresentante nel Senato della Repubblica, una istituzione dove purtroppo l'ignoranza degli italiani invia molti personaggi indegni.
Rita Levi Montalcini resterà un modello da seguire.

26 agosto 2012

Il pioniere della luna

Neil Armstrong è morto a 82 anni, come un vecchio professore in pensione, timido e schivo. Antichi poemi ci tramandano le storie eroiche di Giasone e dei suoi compagni alla ricerca del Vello d'Oro, oppure quelle di Ulisse che secondo la leggenda volle spingersi oltre le colonne d'Ercole. Miti, leggende, sogni. Fino a ieri, poche ore fa, c'era ancora lui, mito vivente tra noi viventi. Lui aveva compiuto un viaggio che sarebbe stato impossibile per Ulisse e per gli Argonauti, un viaggio che supera l'immaginazione degli aedi, un'impresa che ha fatto vacillare l'intera cultura umana e i suoi simboli più importanti: la Luna.

12 marzo 2012

Un ufologo teatino

Recentemente ho letto la notizia della scomparsa del prof. Stefano Breccia. PrimaDaNoi lo indica come "padre" dell'ufologia abruzzese. Non mi interesso di ufologia però alcune informazioni contenute nell'articolo mi hanno incuriosito.
Per chi, come me, stenta a dar credito agli avvistatori di dischi volanti o di marziani verdi appare abbastanza insolito che l'ufologo sia un docente universitario di discipline scientifiche come era Stefano Breccia. Ho fatto qualche ricerca nella rete trovando altri aspetti interessanti: è stato docente all'università di L'Aquila, ma era di Chieti ed è morto a Chieti, tuttavia non ho trovato il suo nome tra i consueti necrologi murali. Forse era un teatino solo d'adozione. 
Sicuramente era una persona schiva e, come si vede anche dall'intervista televisiva, poco disponibile a parlare di se stesso e delle proprie esperienze (qui c'è un'altra intervista) dunque non possiamo relegarlo tra i millantori in cerca di facile notorietà e neanche tra i semplici creduloni. Un ingegnere che s'incarica di tradurre dal russo i rapporti riservati del kgb mostra un approccio ben diverso dal giornalista che raccoglie testimonianze sensazionali. Titoli culturali, accuratezza e riservatezza, tutto depone a suo favore eppure tra i suoi scritti ci sono i resoconti di una delle vicende più incredibili che mi sia mai capitato di leggere, quella che ruota intorno alla figura del pescarese Bruno Sammaciccia e agli avvistamenti abruzzesi del 1978-79. Storie di alieni alti tre metri oppure piccolissimi che passeggiano tra noi e parlano un corretto italiano, basi costruite in cavità sotterranee, richieste di aiuti alimentari agli amici umani e guerre stellari combattute tra i pescherecci dell'Adriatico.
C'è uno scarto incommensurabile tra l'apparente serietà e credibilità dei testimoni e l'inverosimiglianza dei fatti raccontati.