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14 luglio 2020

Un altro pestaggio

Davanti ad un pub nei pressi di Porta Pescara un ragazzo di 23 anni è stato aggredito con pugni e colpi di bicchiere. Probabilmente in tre contro uno. Ora è ricoverato con fratture al volto. I carabinieri stanno cercando di individuare gli aggressori.

Gli episodi di violenza, soprattuttto tra giovani, sono troppi frequenti.

Solo ieri la notizia di una coppia di 22enni filippini aggrediti a Pescara da ragazzini di 16 anni. A pochi giorni dall'altra violenta aggressione omofoba ai danni di due giovani.

Perché tanta inutile e gratuita violenza?
Cosa spinge un ragazzo o una ragazza (c'era anche una donna tra i picchiatori) a pensare di dover punire qualcuno che ha una diversa nazionalità o una diversa tendenza sessuale?
La coppia  era insieme a due amici ed è stta prima avvicinata da due ragazzi e poi da un branco di 8 giovani sulla riviera all’altezza della Nave di Cascella. «Stranieri di m..., voi portate il Covid», la frase indirizzata ai due ragazzi prima che gli aggressori colpissero sia lei che lui provocando loro  una serie di ematomi. I due sono stati portati in ospedale e curati dai medici.
Vergognosa e inqualificabile anche l'aggressione razzista subita da Beatrice e dai dai suoi genitori di Giulianova. Beatrice è una ragazza italiana, ma è disabile e ha genitori di origini straniere. E' rivoltante la vigliaccheria di questi giovani che agiscono sempre in gruppo, sempre pronti a fuggire, sempre contro chi appare più vulnerabile, sempre animati da odio ingiustificabile.

05 maggio 2015

Corteo per la scuola pubblica


Lo sciopero unitario indetto per oggi da tutte le sigle sindacali (alcune avevano già scioperato il 24 aprile, nessuna condivide il progetto governativo di riforma) hanno portato in piazza mezzo milione di persone. 
Anche a Chieti c'è stata una simpatica manifestazione animata soprattutto dalle scuole elementari. 
L'impianto della "buona scuola" del governo Renzi nasce da una visione che si contrappone totalmente a quella istituzionale molto ben raffigurata dal celebre discorso di Piero Calamandrei. Non più una scuola che forma cittadini consapevoli educandoli ai valori della solidarietà sociale, ma un arcipelago di aziende scolastiche in concorrenza tra loro, dove gli stessi insegnanti vengono messi forzatamente in competizione reciproca per guadagnarsi qualche misero aumento di paga e dove i ragazzi cresceranno in un clima di feroce individualismo.
Mentre recenti scoperte scientifiche ci mostrano l'importanza, finora quasi sconosciuta, dell'empatia e sono ben note le possibilità di rinnovare in meglio i paradigmi dell'educazione, l'ideologia dell'assolutismo capitalistico, che si nasconde dietro l'inganno della presunta fine delle ideologie, ci impone leggi che costringono tutti i settori della società a compiere scelte opposte.

02 maggio 2015

Cos'è il 25 aprile


Ormai ci siamo abituati, non fa notizia, ogni anno alla ricorrenza del 25 aprile compaiono strani manifesti che dovrebbero ricordarci il significato della Festa della Liberazione, quel giorno del 1945 in cui le ultime città italiane del nord furono liberate dalla tirannia nazi-fascista. A Milano sfilarono i comandanti dei gruppi partigiani.
Chieti sembra ignorare tutto. Ogni anno compaiono manifesti con strani esercizi di omertosa retorica. Sembrano i compitini scritti da alunni che non hanno studiato. Non sapendo cosa scrivere nel tema ci mettono parole vaghe, concetti generici che vanno sempre bene, per ogni occasione. Fanno ridere, ma fanno anche piangere perché sappiamo che gli autori di questi manifesti non sono scolaretti ignoranti, sanno benissimo cos'è il 25 aprile e da cosa siamo stati liberati. Non vogliono dirlo, perchè a dirlo dovrebbero rinnegare una parte di se stessi che probabilmente non gioisce della LIBERTA', della GIUSTIZIA e della TOLLERANZA, preferiscono lasciare nel vago il richiamo alla RESISTENZA per non urtare i loro amici che quella resistenza non l'hanno mai potuta digerire e sono ancora oggi impegnati a demolire le logiche e gli equilibri della DEMOCRAZIA.

12 settembre 2013

La salute non è di parte


La vera crisi non sta nell'economia, sta nei cervelli. Il bombardamento incessante di idiozie ci sta facendo un lavaggio dei cervelli da cui è difficile difendersi. Prendo qui un piccolo esempio che riguarda i nostri problemi locali: è stata presentata una interrogazione parlamentare sulle filastrocche recitate in due scuole elementari e proposte in video. E' un progetto scolastico attinente alla salute e alla partecipazione dei cittadini alle scelte che riguardano l'intera collettività. Trovandosi a San Vito Chietino e Rocca San Giovanni  non c'era esempio migliore del mostro marino "Ombrina" che hanno davanti alla spiaggia. Ne ha parlato anche la stampa nazionale.

Una piattaforma petrolifera con desolforatore galleggiante che emette idrogeno solforato nell'aria è una chiara minaccia alla salute pubblica della zona anche se poi sarà un buon affare per la compagnia petrolifera inglese. Non credo che si possa dare un colore politico all'impianto petrolifero e non mi sembra che le maestre abbiano commesso questa sciocchezza. Le maestre hanno fatto ciò che ogni maestra deve fare. Anche quando insegnano agli scolaretti che non devono mangiare il sapone le maestre prendono una posizione che danneggia l'interesse economico delle ditte interessate a produrre sapone da tavola, ma di questo nessuno s'era mai meravigliato. Invece l'on. Tancredi ci fa una interrogazione parlamentare. Per lui una piattaforma petrolifera non è uno strumento meccanico, non è un oggetto di cui si può parlare a scuola, come si parla di saponette, alberi o sigarette. Per l'on. Tancredi la piattaforma è solo un proprio simbolo politico di cui a scuola non è giusto parlare. Genitori e maestre non possono farlo perché la difesa della salute in questo caso assumerebbe connotati politici di parte (di sinistra). Credo che sia il più bel complimento che sia mai stato fatto alla sinistra e che forse non merita. Neanche la vecchia ironica canzoncina di Gaber arrivava a etichettare politicamente la salute. 

Ormai si dicono assurdità che sembrano quasi normali perché vediamo ovunque ostracismi contro tutto ciò che può avere qualche vago valore politico. Stiamo dimenticando che in democrazia la politica non è vietata e prendere posizione non può essere considerato né osceno, né criminale. Invece un pezzo della "casta" politica pretende di avere il monopolio esclusivo di qualunque questione riconducibile alla politica: chiunque, qualunque mestiere faccia, non osi toccare alcun tema politico. Così, proprio quelli che dalle assemblee politiche dovrebbero essere cacciati per manifesta incapacità e indegnità si autoproclamano oligarchia. Se a loro piace autorizzare qualche amico compiacente a trivellare i fondali del Parco Nazionale della Costa Teatina nessuno vada a dire ai bambini che respireranno veleni per venti o trent'anni: tabù.

Secondo l'on. Tancredi un intervento autorizzato diventa perfettamente legittimo e quindi ogni opinione critica diventa opposizione illegittima e di questo passo si arriva a dire che le manifestazioni in difesa della salute pubblica sono atti di  terrorismo (Val di Susa docet).

17 giugno 2012

L'occultamento delle ideologie

Dopo aver letto le mie critiche alla strategia politica di Luttwak qualche amico mi ha chiesto se nell'1% in cui avevo collocato il politologo americano non ci sia anche Bernanke, direttore della FED, lo speculatore George Soros o magari Warren Buffett. Lasciamo perdere Bernanke che è solo un direttore di Banca. Gli altri due sono miliardari (in proprio) e si esprimono a favore di politiche "di sinistra". Dove li mettiamo?

La domanda rimanda ad un vecchio problema: un ricco può essere di sinistra? un ricco passerà mai per la famosa cruna dell'ago?

11 giugno 2012

Il 99 % può vincere


Ai pochi lettori del mio blog avevo promesso che quest'anno, stufo di fare proposte che Chieti non accetterebbe, avrei alzato lo sguardo e dedicato un po' di spazio ai problemi più grandi, a cominciare dagli "indignati" di cui tanto s'è parlato nel 2011, ma poco s'è capito. Gli indignati sono anche gli occupanti di WallStreet e di Zuccotti Park; giovani americani, spagnoli, greci, inglesi che sono in perfetta sintonia coi Gelsomini nordafricani e gli insorti della insanguinata Siria. In Italia vanno sotto altri nomi: Girotondi, Popolo Viola, Movimento 5 Stelle, SeNonOraQuando, Beni Comuni, No-Tav ecc. ma il vento è lo stesso. A Wall Street avevano già fatto il conto: siamo il 99%.

Sembra impossibile. Basta pronosticare i grillini al 20% per gettare nel panico le segreterie dei partiti e le redazioni dei giornali. Ma ora la crisi economica e il tentativo di risolverla cancellando pezzi di Welfare State e di democrazia sta indignando anche molte persone che non sanno niente di Stephan Hessel e di Mohamed Bouazizi, che non hanno mai letto un saggio di Slavoj Zizek o un manifesto per una nuova europa di Daniel Cohn Bendit. Sono indignati estemporanei e isolati, ma sono tanti. Persone che vedono sempre più cupo l'orizzonte del futuro e non sanno perché. Alcuni sono indignati anche contro i grillini, i girotondini e gli occupanti delle varie nazioni. Tra rabbia e confusione rischiano di finire accanto ai neonazisti e ai bombaroli. Dio ce ne scampi.

Siamo il 99% a condividere gli stessi interessi, un numero che dovrebbe farci vincere, ma c'è un grosso guaio: siamo dispersi, non riusciamo a comprenderci, siamo prigionieri di pregiudizi, siamo spaventati, siamo diffidenti, siamo sfiduciati, siamo disonesti, siamo ignoranti. Ci detestiamo vicendevolmente e molto del lavoro politico e giornalistico ha lo scopo di moltiplicare le divisioni e i conflitti.

20 marzo 2011

Nuove ideologie


Ci sono cose su cui è davvero difficile scherzare. Il film di Roberto Benigni ("La vita è bella") ha cercato di portare il sorriso nella vicenda dei campi di sterminio. L'incubo nucleare è un altro argomento talmente nefasto da rendere osceno ogni umorismo. Tuttavia Vauro ci ha provato con le sue vignette e un articolo di Marco Travaglio si burla dei giornalisti che davanti alla tragedia giapponese e alla evacuazione di Fukushima s'ingegnano a scrivere che non è successo niente.  Il quotidiano LIbero  nella prima pagina del 13 marzo è riuscito ad evocare una nuova Chernobyl scaricando la colpa su chi si oppone al programma governativo.