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03 aprile 2021

La processione in tempo di Covid

 

Dopo secoli in cui la città ha vissuto ogni anno la processione del Venerdì Santo come evento cruciale della comunità, ora, per la seconda volta, Chieti assiste a una processione sospesa nel vuoto. L'arcivescovo percorre le strade deserte accompagnato da un chierico, due carabinieri in alta uniforme e, seguito a distanza, da quattro incappucciati della Congrega del Santo Sepolcro. 

Durante la processione solitaria dell'anno scorso c'era stato un momento di difficoltà, quando il crocifisso portato a mano dall'arcivescovo s'era sganciato e la statuina del Cristo s'era capovolta. Un piccolo inconveniente che da molti era stato interpretato come presagio di sciagura. A fine aprile del 2020 sembrava essere ormai usciti dalla fase peggiore, ma il presagio purtroppo ha trovato conferma in quel che poi è accaduto nell'autunno e Chieti è diventata uno dei principali focolai del contagio indotto da gennaio 2021 a causa della "variante inglese" del virus. 

23 ottobre 2012

Per una Chiesa e una società custodi della terra d'Abruzzo e Molise

Documento della Conferenza Episcopale dell'Abruzzo e Molise

Noi, vescovi delle Chiese che sono in Abruzzo e Molise, ancora una volta leviamo alta la voce per denunciare le ferite delle nostre terre, minacciate da progetti di "sviluppo" che sono invero segnati da gravi rischi ambientali, socio-economici e umani, in cui viene meno la tutela della vita e la custodia del creato, dono di Dio e impegno morale di tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

Ci riferiamo, in particolar modo, ai progetti di sfruttamento energetico, in particolar modo petrolifero, su cui ci siamo già pronunciati come Conferenza episcopale regionale nel 2008 e, mediante l'intervento di alcuni di noi delegati, in varie occasioni nel corso degli ultimi anni. In luogo di una vera "conversione" a progetti di crescita sostenibile, in ascolto della voce dei territori e delle popolazioni di cui abbiamo la cura partorale, si confermano e si aggravano le scelte più rischiose per la salute e il benessere di tutti. La stessa promessa di uno sviluppo economico viene a cadere di fronte alla grave situazione economica e sociale, ancora nel pieno della crisi che investe il nostro Paese e, in particolar modo, la nostra Regione: con l'eventuale sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, si avanzerebbe nella spogliazione del nostro ambiente naturale e della nostra economia agricola e turistica, in maniere irreversibile e irresponsabile.

Come afferma il recente documento della CEI in occasione della 7^ giornata nazionale per la salvaguardia del creato ("Educare alla custodia del creato per sanare le ferite della terra"), noi non possiamo "dimenticare le ferite di cui soffre la nostra terra, che possono essere guarite solo da coscienze animate dalla giustizia e da mani solidali. Guarire è voce del verbo amare, e chi desidera guarire sente che quel gesto ha in sé una valenza che lo vorrebbe perenne, come perenne è l'Amore che sgorga dal cuore di Dio e si manifesta nella bellezza del creato, a noi affidato come dono e responsabilità. Con esso, proprio perché gratuitamente donato, è necessario riconciliarsi quando ci accorgiamo di averlo violato" (n.1). Questo compito comune veda coinvolti tutti, in particolar modo coloro che, a livello locale, regionale e nazionale, hanno ricevuto il mandato di governare lo sviluppo del territorio, perché agiscano in nome del bene comune e non di una singola parte, prestando ascolto al grido della nostra terra, del nostro mare, del nostro cielo: in essi riconosciamo la presenza di Dio, come ci ricorda il "Cantico delle creature" del santo patrono d'Italia Francesco d'Assisi. Allora il nostro grido comune si muterà in canto di lode e di grazie, perché consapevoli di aver realizzato un passo in avanti nella concordia tra noi e quella parte della creazione che ci è affidata, per cui essere degni della nostra chiamata più grande: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9)

Chieti, 2 ottobre 2012

dal sito http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it

04 settembre 2008

La voce della Chiesa

Se il quadro politico resta sempre avvolto dalle nebbie può confortarci però che quello che avevo definito triste silenzio della Chiesa è finito: la Chiesa in occasione della III Giornata per la Salvaguardia del Creato ha preso una posizione chiara e netta nel documento (Abitare la Terra - PDF) della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana.

Il richiamo al "dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo destinato a tutti" ci esorta alla difesa del "fazzoletto di terra che ci è stato affidato". I vescovi hanno espresso la loro contrarietà al Centro-Oli, si dicono contrari anche alla mercificazione e privatizzazione dell'acqua ed esprimono una chiara condanna per le vicende dell'inquinamento di Bussi.

Il documento non si limita ad esprimere un parere, la voce dei vescovi ci sprona alla "mobilitazione morale e spirituale per garantire alla regione un futuro sereno e costruttivo". Come cristiani dobbiamo agire, fare la nostra parte, senza nasconderci dietro la solita comoda scusa che tanto sono i politici a decidere. Quali politici? quelli che tra qualche mese noi avremo eletto, dunque il futuro dipende molto anche da noi, dalla nostra capacità di non farci prendere in giro e di non seguire l'istinto che porta a privilegiare i piccoli tornaconti (la conoscenza, la promessa, il favore).

La recente inchiesta giudiziaria ha sollevato un velo mostrando un marciume profondo a sinistra come a destra. E' necessario seguire il consiglio dei vescovi e porre, da cittadini, le nostre condizioni imprescindibili a TUTTI i partiti escludendo radicalmente i candidati che volessero continuare a fare i giocolieri con le parole e con le solite sciocche furbizie.

Credo che le questioni principali siano proprio quelle indicate nel documento dei vescovi:
  • il rifiuto della petrolizzazione dell'Abruzzo, netto, totale, definitivo, senza se e senza ma, perché il petrolio è inconciliabile con tutto quello che l'Abruzzo è, fa e rappresenta;
  • la bonifica della mostruosa discarica di Bussi;
  • la sana gestione degli acquedotti e delle acque, incompatibile con qualunque privatizzazione che inevitabilmente anteporrebbe ilprofitto immediato alle altre più importanti esigenze della popolazione;
  • il risanamento dei fiumi, ormai ridotti in condizioni spaventose, troppo dannose per la nostra salute, per il turismo balneare e per la pesca;
  • la salvaguardia dei parchi naturali che devono tornare ad essere risorsa economica, richiamo turistico e patrimonio inalienabile.
Ma tutto questo non si farà mai senza restituire la politica al suo ruolo di guida che non si concilia con gli affari e con le convenienze immediate. Bisogna riuscire a guardare oltre la nebbia, riconoscere gli uomini veri da quelli falsi.

22 giugno 2008

Il triste silenzio della Chiesa

Oggi è domenica, questo è l'orario della santa messa, ma questa lettera scritta ai vescovi abruzzesi da una nostra conterranea che vive a Los Angeles vale più di un'omelia.

Carissimi Vescovi,

ho gia' scritto a tutti in precedenza, e a parte vaghe promesse fatte a me personalmente, non ho, a tuttoggi, visto alcuna presa di posizione pubblica della chiesa abruzzese contro il petrolio in abruzzo. E' scandaloso che non abbiate fatto nulla finora.

Da cattolica praticante, sono profondamente ferita ed indignata del vostro silenzio e mi sento abbandonata. Non usero' mezze parole ma saro' schietta. Non e' accettabile che non diciate nulla. Ponzio Pilato, se posso ricordarvelo, non e' stato giudicato troppo bene dalla storia ed il vostro silenzio, secondo me, vi rende piu vicini al suo comportamento che al messaggio autentico di Gesu' Cristo.

Pregare non e' sufficiente, occorre sporcarsi le mani, occorre prendere posizioni, occorre stare con il popolo, aiutarli, guidarli, darsi da fare. Gesu' amava la gente e non aveva paura a sporcarsi le mani con questioni pratiche, volte anche al benessere fisico e di salute dei suoi seguaci. Gesu' diede da mangiare alla sua gente, li risuscito' dai morti, li curo' dalle malattie. Sono sicura che non sarebbe stato zitto di fronte alla possibilita' di dare ai suoi fratelli un bel tumore a causa di impianti petroliferi.

NON E' UNA QUESTIONE DI POLITICA: la salute e' un bene prezioso, e la chiesa DEVE difendere la vita dei vivi al pari di quella dei nascituri e dei moribondi. E' cosi difficile capirlo?

Perche' la morte di un neonato per aborto terapautico e' piu' importante di quella di un bimbo che morira' perche' la mamma ha respirato i fumi velenosi delle raffinerie? Questo fatto e' scientificamente provato: le donne che vivono vicino agli impianti petroliferi hanno maggiori rischi di aborti spontanei. Quelle non sono forse vite? E la gente che si ammalera' di tumore? Quella non e' vita? A Falconara dove gia' esiste una raffineria i tassi di leucemie e di tumore sono superiori e di gran lunga che in altre parti delle Marche.

Al largo di San Vito e di Ortona gia' si sono osservate delle macchie di catrame ed e' solo l'inizio. Quella roba e' CANCEROGENA e finira' nella catena alimentare. La raffineria di Ortona emettera' veleni che la gente respirera'. Vi ho mandato un report, a ciascuno di voi, con oltre 100 citazioni medico-scientifiche. E' tutto chiaro, e solo chi e' in malafede puo' contestare le veridicita' dei fatti: il petrolio si estrae e si raffina nei deserti e non fra la gente.

La TV ha fatto dei servizi su Gela e i bimbi che nascono deformi a causa degli inquinanti petroliferi, su Viggiano e la fine dell'agricoltura li, il papa ha detto che inquinare e' un peccato, di quante piu prove avete bisogno?

Quanto e' difficile essere UOMINI di Chiesa e non timidi prelatini alla Don Abbondio? Se non prendete posizioni voi e chi deve farlo? La gente normale sta facendo degli sforzi sovrumani per proteggere la terra, e voi cosa fate? Dove siete? Perche' tacete? Di cosa avete paura? Abbiamo bisogno di voi, ora piu' che mai.

Esiste anche il peccato di omissione. Star zitti, secondo me, e' inaccettabile. Non mi importa il quieto vivere, non mi importano gli accordi che avete per promuovere il turismo religioso coi vari sindaci, non mi importa se siete di destra o di sinistra, non mi importa quale arcidiocesi sia competente, la VITA deve venire prima di ogni altro calcolo, prima di ogni altra paura, prima di ogni altro compromesso.

Questo e' quello che il Vangelo ha insegnato a me. Spero che vogliate essere piu' attivi ed impegnarvi maggiormente. Attendo che prendiate posizioni pubbliche.

Sincerely,
Maria R D'Orsogna

***
AGGIORNAMENTO 27.6.08 : nel blog "No al Centro Oli dalla California" c'è anche una risposta di Mons. Valentinetti, Vescovo di Pescara. Aiuta a capire la posizione della Chiesa e la gravità della questione di cui il prelato si dice ben consapevole.

28 dicembre 2006

Natale a Madonna degli Angeli

Quest'anno don Amadio ha celebrato la messa di Natale nella sua Chiesa di Madonna degli Angeli che è stata completamente risistemata. Ora volge l'ingresso sulla piazza e ha un interno più caldo e più accogliente.