22 giugno 2008

Il triste silenzio della Chiesa

Oggi è domenica, questo è l'orario della santa messa, ma questa lettera scritta ai vescovi abruzzesi da una nostra conterranea che vive a Los Angeles vale più di un'omelia.

Carissimi Vescovi,

ho gia' scritto a tutti in precedenza, e a parte vaghe promesse fatte a me personalmente, non ho, a tuttoggi, visto alcuna presa di posizione pubblica della chiesa abruzzese contro il petrolio in abruzzo. E' scandaloso che non abbiate fatto nulla finora.

Da cattolica praticante, sono profondamente ferita ed indignata del vostro silenzio e mi sento abbandonata. Non usero' mezze parole ma saro' schietta. Non e' accettabile che non diciate nulla. Ponzio Pilato, se posso ricordarvelo, non e' stato giudicato troppo bene dalla storia ed il vostro silenzio, secondo me, vi rende piu vicini al suo comportamento che al messaggio autentico di Gesu' Cristo.

Pregare non e' sufficiente, occorre sporcarsi le mani, occorre prendere posizioni, occorre stare con il popolo, aiutarli, guidarli, darsi da fare. Gesu' amava la gente e non aveva paura a sporcarsi le mani con questioni pratiche, volte anche al benessere fisico e di salute dei suoi seguaci. Gesu' diede da mangiare alla sua gente, li risuscito' dai morti, li curo' dalle malattie. Sono sicura che non sarebbe stato zitto di fronte alla possibilita' di dare ai suoi fratelli un bel tumore a causa di impianti petroliferi.

NON E' UNA QUESTIONE DI POLITICA: la salute e' un bene prezioso, e la chiesa DEVE difendere la vita dei vivi al pari di quella dei nascituri e dei moribondi. E' cosi difficile capirlo?

Perche' la morte di un neonato per aborto terapautico e' piu' importante di quella di un bimbo che morira' perche' la mamma ha respirato i fumi velenosi delle raffinerie? Questo fatto e' scientificamente provato: le donne che vivono vicino agli impianti petroliferi hanno maggiori rischi di aborti spontanei. Quelle non sono forse vite? E la gente che si ammalera' di tumore? Quella non e' vita? A Falconara dove gia' esiste una raffineria i tassi di leucemie e di tumore sono superiori e di gran lunga che in altre parti delle Marche.

Al largo di San Vito e di Ortona gia' si sono osservate delle macchie di catrame ed e' solo l'inizio. Quella roba e' CANCEROGENA e finira' nella catena alimentare. La raffineria di Ortona emettera' veleni che la gente respirera'. Vi ho mandato un report, a ciascuno di voi, con oltre 100 citazioni medico-scientifiche. E' tutto chiaro, e solo chi e' in malafede puo' contestare le veridicita' dei fatti: il petrolio si estrae e si raffina nei deserti e non fra la gente.

La TV ha fatto dei servizi su Gela e i bimbi che nascono deformi a causa degli inquinanti petroliferi, su Viggiano e la fine dell'agricoltura li, il papa ha detto che inquinare e' un peccato, di quante piu prove avete bisogno?

Quanto e' difficile essere UOMINI di Chiesa e non timidi prelatini alla Don Abbondio? Se non prendete posizioni voi e chi deve farlo? La gente normale sta facendo degli sforzi sovrumani per proteggere la terra, e voi cosa fate? Dove siete? Perche' tacete? Di cosa avete paura? Abbiamo bisogno di voi, ora piu' che mai.

Esiste anche il peccato di omissione. Star zitti, secondo me, e' inaccettabile. Non mi importa il quieto vivere, non mi importano gli accordi che avete per promuovere il turismo religioso coi vari sindaci, non mi importa se siete di destra o di sinistra, non mi importa quale arcidiocesi sia competente, la VITA deve venire prima di ogni altro calcolo, prima di ogni altra paura, prima di ogni altro compromesso.

Questo e' quello che il Vangelo ha insegnato a me. Spero che vogliate essere piu' attivi ed impegnarvi maggiormente. Attendo che prendiate posizioni pubbliche.

Sincerely,
Maria R D'Orsogna

***
AGGIORNAMENTO 27.6.08 : nel blog "No al Centro Oli dalla California" c'è anche una risposta di Mons. Valentinetti, Vescovo di Pescara. Aiuta a capire la posizione della Chiesa e la gravità della questione di cui il prelato si dice ben consapevole.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

vi invioparte di uno scritto di don Aldo della rete non violenta:
Oggi, 16 giugno 2008, quel mondo aurorale sembra distante anni luce.
Oggi viviamo una eccezione unica nella storia con una chiesa affarista, concubina con uno stato opportunista e con una chiesa opportunista che fornica impudentemente con uno stato affarista. Il tutto nella più completa indifferenza della società sia ecclesiale che politica e sotto i sorrisi beffardi e gli abbracci osceni delle autorità sia politiche che ecclesiali.
I fattori principali di questo sprofondamento in basso sono il Berlusconismo e il Ruinismo.

Berlusconismo
Qui inteso non come semplice forma politica, ma come antropologia. Come "linguaggio", direbbe Revelli. "Come modo di dare volto e voce ai peggiori vizi privati degli italiani (la volgarità, l'egoismo, il farsi i fatti propri senza guardare in faccia nessuno, il frodare il fisco e corrompere i giudici), sdoganandoli". (Marco Revelli su Carta 17.3.07 in una lettera a Fausto Bertinotti).
Gli effetti sono sotto la vista di tutti: "La decadenza di un intero popolo e della sua creatività, l'omologazione in basso dei costumi e delle credenze, gli ostacoli messi sistematicamente tre la gambe di chi ha meno di 30 anni, lo scempio della moralità e delle regole, lo svilimento della costituzione, l'assassinio del bello, il servilismo appagato e appagante, lo "squadrismo culturale", l'imbecillità del nuovo ceto politico...", come denunciava già Filippo Ceccarelli su La Repubblica del 22 marzo di due anni or sono.

Ruinismo
Per spiegare il Ruinismo è necessario far riferimento alle gestione più che ventannale di papa Wojtila che il Ruini lo ha coltivato, innaffiato e benedetto.
Il gesuita francese Albert Longchamp ha paragonato la C.di Wojtyla a quella di Innocenzo III, sette secoli prima: la Chiesa crollante del famoso sogno di Francesco di Assisi: "laici imbavagliati, teologi senza tutela, Vescovi in libertà vigilata, iniziative locali bloccate, centralismo forsennato. L'atmosfera è pesante, carica di tensioni, colma di risentimento. Il grande slancio spirituale si è spento, frenato dagli interdetti, paralizzato dai giuramenti, polarizzato dal Catechismo".
E la domanda che Bonhoeffer si poneva negli anni bui della guerra, oggi, dopo la breve primavera conciliare, si ripropone in maniera drammatica: "E' mai possibile che il Cristianesimo, iniziato in modo così rivoluzionario, ora sia per sempre conservatore? Che ogni nuovo movimento debba aprirsi la strada senza la Chiesa, che la Chiesa intuisca sempre con un minimo di venti anni di ritardo ciò che è effettivamente accaduto?" (Predica su Col.3,1-4)

Datemi una mano onde poter recitare un requiem!
Aldo Antonelli
a presto Fabrizia

Anonimo ha detto...

Il criterio per giudicare l'uomo e la vita non può essere l'efficienza, anzi occorre dare "un'anima al progresso e all'economia". Lo ha affermato l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco

Tom P. ha detto...

@ Fabrizia

Io condivido pienamente, anche nello spirito, la lettera della prof.ssa D'Orsogna. Vorrei che la Chiesa si muovesse, vorrei che facesse qualcosa per fermare i MERCANTI che sono, oggi come allora, profanatori del Tempio. Non c'è più il tempio ebraico di Gerusalemme, ma proprio la Chiesa ci insegna che dobbiamo considerare Tempio il nostro corpo. Quel corpo fisico che sarebbe brutalmente profanato dalle emissioni sulfuree del petrolio. Non vorrei che la giusta difesa della salute che riguarda tutti, credenti e non credenti, politici e gente comune, sia utilizzata per sollevare polemiche.
Lo scritto di don Aldo ci aiuta a capire che la Chiesa ha molte anime. Non è una novità, quasi tutti i santi hanno trovato opposizioni dentro la Chiesa.

Tom P. ha detto...

@ Fabrizia
il tuo "a presto" equivale ad una promessa di continuare ad intervenire.
Saluti

enio ha detto...

ma proprio la Chiesa ci insegna che dobbiamo considerare Tempio il nostro corpo


...non sò da dove hai preso questa considerazione ne quanto questa possa essere veritiera in quanto, proprio domenica, alla messa delle 10 alla Madonna degli Angeli, si leggeva nel brano dal Vangelo secondo Matteo dove Gesù invece dice l'esatto contrario: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima» e aggiunge «due passeri non si vendono forse più di un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri».Dando naturalmente tanto più valore all'anima e non al corpo. Gesù ci dice infatti: «Temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella geenna». Fa perire l'anima colui che ti svuota dentro, ti fa sentire niente, inutile, ti abbandona. La geenna è la discarica dove vengono buttati i rifiuti: il corpo nella geenna significa farti sentire un rifiuto. Gesù dice: «Non abbiate paura» per il Padre non siete mai un rifiuto perché «perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; voi valete più di molti passeri». È questa la forza della fede: di farci sentire validi quando tutti dicono che sei un rifiuto; quando, nonostante tutte le apparenze, ti dici che non è crollato nulla: «Voi valete più di molti passeri!». In pratica Gesù ci invita a non essere deboli, ma a essere forti.

Tom P. ha detto...

@ Enio

Probabilmente stiamo dicendo tutti la stessa cosa. Avrai notato anche tu che la lettera con cui una donna di scienza si rivolge accoratamente agli uomini che rappresentano l'autorità nella fede cristiana chiede loro di essere FORTI, di usare la forza della FEDE e non i sotterfugi e i compromessi tipici di chi vive nel continuo timore delle violenze umane e dei ricatti del potere (non a caso nella lettera cita Don Abbondio) e ci indica la giusta direzione.

A te non è piaciuta l'analogia che io ho voluto fare con l'episodio dei mercanti nel Tempio. Non importa, non sono un esperto di questioni religiose, forse mi sbaglio. L'idea del corpo da considerare come Tempio mi era rimasta in mente dalle lezioni di catechismo di quando ero bambino. Il parroco la usava per spiegarci il peccato degli "atti impuri". L'immagine era efficace perché ci faceva capire che bisogna rispettare il proprio corpo e anche quello degli altri, che il pudore non è una stupida vergogna infantile ma ha un significato profondo, una sacralità. Forse è solo una metafora senza uno specifico riscontro nelle scritture. Io l'ho sempre presa per buona.

Tom P. ha detto...

Potrà sembrare un puntiglio avvocatesco però ho voluto fare un piccolo controllo anche se non avrei mei immaginato che il blog potesse portarci a disquisizioni teologiche e non vorrei essere scambiato per uno che ama aggirarsi tra i dogmi religiosi. E' stato Enio a mettermi il dubbio d'aver ricevuto un'istruzione religiosa "eretica". Inoltre se insieme alla prof.ssa D'Orsogna vogliamo interloquire con un teologo del calibro di mons. Bruno Forte non possiamo farci trovare troppo impreparati. Vengo al dunque:

1) non è vero che viene dato più valore all'anima che al corpo perché nel Catechismo ufficiale della Chiesa c'è un paragrafo intitolato "Corpore et anima unus" in cui si dice chiaramente che i due elementi vanno considerati insieme come se fossero una sola cosa [capoverso 362];

2) Nel Nuovo Catechismo (approvato nel 1992) non c'è una esplicita indicazione del corpo come Tempio, però ci sono paragrafi dedicati ad una metafora della metafora. La Chiesa viene definita come "Corpo di Cristo" e in quanto tale "Tempio dello Spirito Santo" [cv 805-809].
Che la Chiesa fosse Tempio vivente di Dio lo diceva già San Paolo e il catechismo cattolico riprende questa simbologia richiamandosi alle parole di Sant'Agostino: "Quod est spiritus noster, id est anima nostra, ad membra nostra, hoc est Spiritus Sanctus ad membra Christi, ad corpus Christi, quod est Ecclesia": quello che il nostro spirito, che è nostra anima, è per le nostre membra ugualmente è lo Spirito Santo per il corpo di Cristo che è la Chiesa.

Se Tempio è la Chiesa, cioè l'intera comunità ecclesiale che ospita lo Spirito Santo, non già il corpo fisico del singolo uomo che ospita solo una misera anima allora perché Sant'Agostino sente il bisogno di fare una similitudine col corpo fisico dell'uomo per giustificare il concetto di Chiesa come Tempio? A rispondere a questo dubbio mi ha aiutato un articolo del prof. Cardini pubblicato su Avvenire 6.3.2005. Nell'articolo si spiega che la sacralità del corpo inteso come "tempio vivente di Dio" deriva dal gesto con cui il Creatore ha infuso nella materia la forza vitale alitandovi la sua Ruah, il suo spirito divino.

L'articolo del prof Cardini è utile anche per rendersi conto che la Chiesa è arrivata lentamente a mettere l'anima sullo stesso piano del corpo e l'ha fatto sulla scia di dottrine platoniche che ai tempi di Sant'Agostino non erano ancora ben assimilate, mentre nel periodo più antico la fede nell'immortalità non era affatto collegata con l'anima (che difatti non è menzionata nel "simbolo niceno", nel Credo), bensì con la resurrezione dei corpi.

Tutto questo solo per dire che resto convinto di quel che ho detto: il corpo umano è Tempio dell'Anima. In questo mi conforta anche l'intervento di Enio, che senso avrebbe infatti dire che i capelli del nostro capo sono tutti contati se poi dovessimo pensare che il corpo è solo un provvisorio involucro da buttar via?

Appurato che il mio vecchio parroco non era eretico, e non era eretico neanche Padre Pio che si dedicava a dare sollievo alla sofferenza dei corpi, qui ora non si tratta di fare teologia, ma abbiamo l'impellente necessità di scongiurare un flagello che appare motivato solo da meschine esigenze d'affari di pochissime persone. E nessuno può nascondersi dietro un dito (o dietro un'anima). Le persone che hanno responsabilità politiche, sanitarie o morali devono farsi sentire, subito e forte!

Gendalf ha detto...

Disquisizioni teologiche con tanto di latinorum, caspita ragazzi, a quando una bella "quaestio quodlibetales" sul sesso degli angeli?
No, scherzo, questo è un blog che propone sempre cose interessanti, non banali.
Il silenzio della chiesa è grave, certo. La chiesa non ha mai cacciato i mercanti dal proprio seno. Il papa ha benedetto il poverello di Assisi continuando a curarsi tutti gli affari suoi. Poi ci ha provato Lutero. Il problema non è la vista dei venditori di cartoline, rosari, souvenir, ornamento fisso di tutti i luoghi sacri. La Chiesa continua ad avere la sua banca, la sua zecca, i suoi interessi.

Buona Vita, in senso letterale stavolta.
M. Gendalf

Leone ha detto...

la chiesa deve pensare al benessere dei cittadini, ma forse ha pensato al benessere economico e non all'equilibrio di un posto non contaminato da siti del genere, forse la ricchezza, anzi sicuramente, la ricchezza vera dell'abruzzo é l'ambiente, non il petrolio.

barbiere di siviglia ha detto...

«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima»

Invece quella PAURA in molti ce l'hanno perché
la PAURA è un venticello,
un'auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
piano piano, terra terra,
sottovoce va scorrendo,
sono forti, sono duri,
s'introduce destramente
nelle teste e nei cervelli,
nel silenzio dei giornali,
dei fascicoli ufficiali,
delle prediche del prete,
del consiglio comunale.
Tutti sanno cos'è vero
e ti fa d'orror gelar
non hai forza di parlar
mentre già di loco in loco
quel flagello solforoso
prende forza a poco a poco,
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l'aria rimbombar.
E il meschino timoroso
piano piano, terra terra,
avvilito, calpestato,
incomincia a sussurrar,
va scorrendo, va ronzando
si vorrebbe ribellar
mannaggia alla paura
e alla sorte di crepar.

Tom P. ha detto...

Nel blog della prof.ssa D'Orsogna è pubblicata anche una risposta di Mons. Valentinetti, Vescovo di Pescara. Aiuta a capire la posizione della Chiesa e la gravità della questione di cui il prelato si dice ben consapevole.
Metterò un link dall'articolo.