02 febbraio 2018

La banalità del male, che sta tornando


Per il Giorno della Memoria è stata proposta a cura dell'associazione Chieti Nuova 3 febbraio la rappresentazione di un testo elaborato dal regista Antonio Tucci e basato sulle memorie di Liliana Segre, da poco nominata senatrice a vita.

08 gennaio 2018

Immigrati nel presepe

 La madonna nera nel presepe vivente della nostra città ha suscitato stupore e qualche prevedibile polemica. Però dobbiamo registrare in positivo l'intervento con cui il sindaco ha voluto difendere la scelta ricordando a chi l'avesse dimenticato che le madonne nere fanno parte della tradizione cristiana. 
Quelli che vedono qualcosa di blasfemo nella scelta probabilmente sanno poco del cristianesimo che pretendono di difendere come elemento identitario. No, non c'è soltanto la Vergine Nera di Częstochowa, che fu molto cara a Papa Giovanni Paolo II°, e quella altrettanto famosa di Montserrat, in Catalogna, le madonne nere sono tante, in Sicilia abbiamo la madonna di Tindari alla cui base si legge un verso del cantico: nigra sum sed formosa, poi c'è la Regina Mundi di Oropa in Piemonte. Molte raffigurazioni di madonne nere sono attribuite a San Luca. La tradizione lo ritiene autore di un vero ritratto di Maria, l'unico eseguito da chi avrebbe avuto la possibilità di conoscerla personalmente. Le numerose copie dell'opera originaria del santo evangelista ci mostrano sempre una donna dalla pelle scura. Per illustrare questo post ho utilizzato l'icona della Madonna nera di Bologna.

Se questa tradizione contiene qualcosa di vero si potrebbe anche pensare che Maria avesse davvero la pelle scura. Là dove lei viveva non sarebbe molto strano.

Di che stupirsi dunque? La scelta fatta a Chieti mi è sembrata molto indovinata perché la donna che ha rappresentato Maria nel presepe teatino è una giovane madre che reggeva tra le braccia la sua bimba, non una finzione quindi ma un'autentica maternità. Discutere del sesso per un bebè di pochi mesi appare davvero pretestuoso. Naturalmente gli sciocchi si sono scandalizzati anche di questo. Un neonato di sesso femminile non sarebbe degno di rappresentare il bambinello del presepe.

Accanto alla madonna di origini africane che è stata salvata dalla schiavitu' della prostituzione c'era un Giuseppe impersonato da un ex tossicodipendente. Una coppia che può davvero rappresentare il messaggio di salvezza. Sono riusciti a proporre un presepe con simboli che vanno oltre l'apparenza, una magnifica idea. Anche lo scandalo che può aver suscitato nei farisei dei nostri giorni non fa che riproporre quello del Messia nato in una stalla.

16 dicembre 2017

Il palazzo di giustizia e le sue memorie

Il restauro del palazzo di giustizia di piazza San Giustino ha dato occasione per una cerimonia di inaugurazione che ha restituito alla città una memoria importante. Non solo quella del famigerato processo Matteotti, ma soprattutto quella degli uomini che all'epoca ebbero il coraggio di contrastare il regime fascista contrassegnato da abusi e violenze: l'avvocato Galliano Magno, che nel processo Matteotti fu il legale della vedova, e il magistrato Mauro Del Giudice, che aveva coordinato le indagini a Roma prima che il processo fosse trasferito a Chieti. Una terza aula è stata intitolata al giudice Antonella Radaelli, spentasi prematuramente la scorsa estate.

Nel blog abbiamo parlato più volte dell'avvocato Galliano Magno sostenendo l'importanza di ricordarne l'opera, qui nella città dove ha svolto il suo difficile compito esponendosi alle minacce e alle violenze dei fascisti che lo costrinsero a trasferirsi a Pescara.

Un aiuto alla memoria di quegli anni oscuri, in cui gli italiani persero la libertà e la dignità, ci viene anche dal libro di Pablo Dall'Osa presentato oggi presso la libreria De Luca. "Il tribunale speciale e la presidenza di Guido Cristini" è una ricerca storica su un protagonista della (in)giustizia fascista. Anche Cristini era avvocato ed era originario di Guardiagrele, a lui si deve l'idea di portare il processo a Chieti e anche lui partecipò al processo come difensore di uno degli imputati, affiancando il famigerato Farinacci.
Negli anni successivi Cristini diventò il presidente del Tribunale Speciale istituto da Mussolini per reprimere il dissenso politico e in tale ruolo si guadagnò la fama di "boia del duce" e di "presidente macellaio".

Gli ideali di legalità, di giustizia e di solidarietà che guidavano il pensiero e l'azione di Giacomo Matteotti, Mauro del Giudice e Pasquale Galliano Magno si scontravano con la cieca brutalità di Cristini e dei suoi "lupi", che godevano del sostegno del Barone dell'Aterno, Giacomo Acerbo, e dell'eroe di guerra Raffaele Paolucci. Paradossalmente, nonostante la sconfitta del nazi-fascismo che celebriamo tutti gli anni il 25 aprile, questi capibastone della dittatura fascista sono stati onorati anche dopo, negli anni della Repubblica democratica, lasciando ancora nell'ombra i veri eroi.

Dei conti che l'Italia non ha mai fatto rispetto ai trascorsi del fascismo si è occupato anche Romano Canosa in Storia dell’epurazione in Italia (Baldini&Castoldi), Hans Woller in I conti con il fascismo (il Mulino) e Mimmo Franzinelli in Il tribunale del Duce. La giustizia fascista e le sue vittime (1927-1945).

Presso il Tribunale di Chieti ora è allestita anche una mostra dedicata all'avvocato Galliano Magno.

23 novembre 2017

Un uomo di Stato

"In una società senza dignità, Guido era uno che ne aveva fin troppa, fino a morirne"

Con queste parole Giulio Rapetti, autore noto con lo pseudonimo di Mogol, ha riassunto il rigore dell'uomo e lo sgomento causato dalla sua scomparsa. Intanto si cercano le ragioni che possono aver indotto il generale Guido Conti a mettere fine alla propria esistenza.

Qualcuno ha rievocato la tragedia dell'Hotel Rigopiano, ma anche in quel caso il generale della Guardia Forestale aveva fatto il proprio dovere e non aveva alcuna responsabilità. La delusione dei suoi ultimi giorni era legata al suo nuovo incarico nei cantieri petroliferi della Total. Al riguardo è emersa una corrispondenza con un ambientalista lucano che aveva cercato di metterlo in guardia sulla torbide vicende delle estrazioni petrolifere. Altri interrogativi ruotano intorno alla memoria del computer che il generale aveva fatto cancellare.

Prima di lasciare la divisa il generale Conti aveva anche cercato di salvare la sua amata Guardia Forestale scrivendo una lettera (potete leggerla qui) all'allora premier Matteo Renzi che ha avuto la sciagurata idea di abolirla. 

18 novembre 2017

Un suicidio inquietante

La notizia della scomparsa di Guido Conti, generale della Guardia Forestale, già noto per le importanti inchieste condotte a tutela del nostro patrimonio ambientale, è una bruttissima notizia che impone interrogativi inquietanti.
Com'è possibile che a pochi giorni dall'assunzione del nuovo lavoro che gli avrebbe consentito di impiegare le sue competenze nella sicurezza e nella prevenzione dei danni ambientali abbia deciso di uccidersi?
Se aveva scoperto che il nuovo lavoro di dirigente alla Total di Tempa Rossa (Basilicata) non corrispondeva alle sue aspettative non sarebbe stato sufficiente dimettersi?
Per il momento possiamo solo aggiungere il nome dell'ex generale a cui tutti riconoscono grande professionalità, competenza e correttezza, a quello dell'ing. Gianluca Griffa che dirigeva l'impianto Eni di Viggiano (Basilicata) morto nel 2012, ufficialmente suicidato dopo un incontro con i dirigenti della compagnia petrolifera.
 

07 novembre 2017

Lampi sull'Eni

Il Centro Oli di Viggiano ce lo magnificavano come un modello esemplare da copiare anche qui, tra Ortona e Tollo. L'ENI raccontava la balla di non aver mai avuto incidenti, di essere rispettosa dell'ambiente e della salute delle persone. Erano balle evidenti perché era facilissimo trovare notizie sugli incidenti. Però neanche noi che abbiamo combattuto la battaglia contro il Centro-Oli di Ortona e poi quella contro Ombrina Mare e ancora dobbiamo impegnarci contro le dannosissime tecniche di ricerca con Air-Gun e di estrazione con Fracking, no, neanche noi potevamo immaginare quello che stava davvero succedendo a Viggiano.

05 novembre 2017

Inquinamenti a oltranza

A Colle Marcone "ci sono ancora i fusti con i rifiuti pericolosi bruciati nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 2015; ci sono le carcasse di batterie per auto squagliate; ci sono i cumuli di immondizia alti fino a 6 metri in cui sono mischiati gli scarti della vita di tutti i giorni. A due anni e mezzo dal rogo doloso, la discarica abusiva di Colle Marcone resta un mostro senza bonifica". (Il Centro)

Ci sono anche altre brutte notizie per il nostro ambiente,riguardanol'area fortemente inquinata dell'ex conceria a Chieti Scalo.

Sono notizie che si sommano alla decisione di rinnovare la concessione petrolifera a Rospo Mare: altri cinque anni.

21 settembre 2017

Ferrovie turistiche abruzzesi

La legge 9 agosto 2017 n.128, pubblicata sulla G.U. del 23 agosto, istituisce alcune ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso in aree di particolare pregio. Al primo posto della lista c'è la linea Sulmona-Castel di Sangro, conosciuta anche come transiberiana d'Abruzzo. E' una bella notizia, però nella lista manca la Sangritana, un gioiello abbandonato da anni, un patrimonio che merita di essere recuperato.

La Sangritana ha il suo capolinea a Castel di Sangro e potrebbe rappresentare la continuazione della transiberiana abruzzese attraverso i meravigliosi borghi della Val di Sangro e i declivi rocciosi della Majella.

10 settembre 2017

L'Abruzzo bruciato


Dopo le molteplici emergenze ambientali che ci attanagliano da anni, è arrivato il fuoco. Incendi dolosi. Abbiamo trascorso un'estate tra fumo e fiamme. L'incendio più grave nella zona del Morrone, ma abbiamo avuto fuochi anche nella vicina Sambuceto e ieri è bruciata perfino la pineta di Pescara.

Nella seconda metà di agosto per arrivare a Sulmona si attraversava un paesaggio infernale. E nessuno ne ha parlato. Ho visto solo un servizio, comunque tardivo, nel telegiornale di Enrico Mentana. Ora un articolo su Internazionale.

Che cosa sta succedendo? Chi ha interesse ad appiccare i fuochi?

Per queste domande, a cui non sono in grado di rispondere, vi rinvio agli articoli di PrimaDaNoi:

Incendio spento dopo due settimane
Forestali, Canadair e Burocrazia  
Sul problema del rimboschimento



03 settembre 2017

La saggezza dei norvegesi

La Norvegia non autorizzerà i pozzi petroliferi nel Lofoten. La notizia non ci riguarda, la Norvegia è lontana, ma non posso non pubblicarla. Per anni questo blog ha cercato di contrastare la petrolizzazione delle nostre coste e delle nostre terre. Abbiamo sentito le argomentazioni più assurde per sostenere la sciagurata idea di rovinare tutto per assicurare un po' di profitto a compagnie straniere.
La Norvegia invece impedirà lo sfruttamento alla propria industria petrolifera nazionale. I norvegesi sanno che ci sono cose che non hanno prezzo.

18 luglio 2017

Le centrali e biomasse fanno male.

Non è una novità. Lo sapevamo già. Abbiamo visto le proteste a Vallemare di Cepagatti e le lenzuola con le scritte anche nella zona di Santa Filomena. Le proteste vengono sempre liquidate allo stesso modo: "quelli che dicono sempre no", "ambientalisti che si oppongono a tutto", "non si può mica fermare il progresso".

Inceneritori di varia natura non rappresentano alcun progresso. Ora c'è una sentenza che lo stabilisce in modo chiaro condannando il gestore della centrale a biomasse di Treglio, vicino Lanciano (la notizia è qui).  Otto mesi di arresto, commutati in 60mila euro di multa all'amministratore della Gestione Calore Treglio e sei mesi commutati in 40mila all'amministratore della Sansifici Vecere per inquinamento atmosferico con emissione di monossido di carbonio al triplo dei quantitativi autorizzati oltre a un illecito smaltimento delle ceneri.

A Cupello invece degli odori nauseabondi e delle nubi tossiche che stanno intorno all'impianto Stogit per l'estrazione di gas metano non si conosce ancora la causa e non si può sapere se c'è una responsabilità. Intanto i cittadini respirano.

Chissà se qualcuno se ne ricorderà quando ci verranno a proporre il prossimo impianto e ci diranno che è sicuro, controllato, innocuo, a prova di incidente e che solo i soliti "ambientalisti" non lo capiscono.

23 giugno 2017

Gli animali a Pescasseroli

Ai rari visitatori di questo blog voglio lasciare un regalo: un filmato realizzato in un anno di videoregistrazioni davanti a un faggio nella zona di Pescasseroli.



Grazie a Bruno D’Amicis e Umberto Esposito che lo hanno realizzato e al Il Post che lo ha segnalato.

AGGIORNAMENTO del 18-07-2017: il video non è più disponibile, mi dispiace. E' già successo in altri casi e sfogliando all'indietro i miei post si trovano varie cornici rimaste vuote. Internet dovrebbe essere un luogo di condivisioni e di conservazioni, ma gli strumenti non bastano se manca la consapevolezza dei valori.

AGGIORNAMENTO del 3 settembre 2017: ho trovato altri due video che possono compensare almeno in parte la scomparsa dell'altro. Godeteveli.





13 febbraio 2017

Studente aggredito all'uscita di un pub

Ancora violenza. All'uscita di un pub di Chieti Scalo nella notte fra venerdì e sabato uno studente universitario è stato aggredito ed è finito al pronto soccorso con contusioni ed escoriazioni. La notizia potete trovarla su Chieti Today. Sono stufo di continuare a leggere questo tipo di notizie. Questa è una piaga che Chieti deve sanare. I giovani che dicono di amare la città e che vogliono fare qualcosa di concreto dovrebbero prenderne coscienza e cominciare a fare qualcosa, perché questi fatti riguardano quasi sempre i giovani. Invece si attivano per  alimentare polemiche sul nome dell'Università e sui cartelli autostradali, come se i cartelli e le insegne fossero più importanti delle persone e della loro incolumità. L'esibizione muscolare di orgoglio campanilistico in aggiunta ai frequenti casi di violenza non migliora, ma peggiora pesantemente l'immagine della nostra città.

09 febbraio 2017

La tragedia del Rigopiano


La tragedia dell'Hotel Rigopiano è nota a tutti. A gennaio ci ha tenuto per giorni e giorni col fiato sospeso. Il palasport di Penne era diventato la base operativa di tutte le televisioni nazionali. Chieti ha partecipato al lutto raccogliendosi intorno alla famiglia Di Michelangelo. Poi sulle lacrime è sceso il silenzio.
Per molti le 29 vite schiacciate dalla valanga sono state vittime della natura. In un primo momento anch'io l'ho pensato.Ora però sto leggendo le inchieste di Primadanoi e sto cambiando parere. E' una lettura che consiglio a tutti.

1)  Una valanga di sviste;
2)  Una valanga di favori;
3)  Una valanga di dimenticanze;
4)  Lo scaricabarile;
5)  Nessuno è Stato.