Le ragioni non riesco a comprenderle, ma è evidente che il quotidiano "Il Centro" si batte da anni per la svendita dell'Abruzzo ai petrolieri. Oggi ha messo in prima pagina un fondo titolato "Se il depuratore inquina più delle trivelle". Cosa c'entrano i problemi di un depuratore con l'estrazione di petrolio? Niente, ovviamente, ma ogni scusa è buona per fare un po' di propaganda al petrolio, per dire che ridurre anche l'Abruzzo come la Basilicata non è problema.
L'articolo è firmato da Antonio De Frenza, lo stesso giornalista che aveva firmato anche il capolavoro di cinque anni fa, quando i tecnici dell'Eni provarono a presentare le loro ragioni, tutte miseramente smentite.
Una decina di giorni fa i signori del Centro sono riusciti a mettere in una sola pagina le lamentele per l'indotto petrolifero che potrebbe finire fuori regione; la mancanza di investimenti per la filiale ortonese di una azienda di Ravenna e altre lamentele per un'impresa di Notaresco. Inutile dire che le opinioni degli operatori nell'indotto petrolifero vengono riportate sempre senza nessuna obiezione e rasentano il ridicolo: a uno gli piange il cuore per vedere questo territorio ridotto così male (cioè senza trivelle, oleodotti e ciminiere di raffinerie), l'altro dice che ci sono troppi pregiudizi sul petrolio. I pregiudizi sul petrolio sarebbero quelli che si fondano su dati scientifici, mentre la verità da difendere è quella dei fabbricanti di tubi che non sanno come riconvertirsi ad altre attività che esistono però potrebbero richiedere tecnologie un po' avanzate e complesse.
Dicono che gli ambientalisti siano nemici del progresso, ma davanti alle reali opportunità di ricerca e di tecnologie avanzate sono i trivellatori antiambientalisti che annaspano e vanno in panico. Non ci riescono proprio a capire che l'energia si può ottenere senza distruggere e intossicare. E se proprio vogliomo continuare a trivellare, bruciare, inquinare lo si faccia senza mettere a rischio l'equilibrio del pianeta e nei luoghi dove i danni collaterali (leggasi aumento della mortalità e delle malformazioni neonatali) sarebbero ridotti. Qui si distruggerebbe anche tutta la nostra economia e le nostre prospettive di sviluppo. Quelli de Il Centro lo sanno perché qualcosa avranno pur letto, ma forse la nostra salute non vale i trenta denari.
Vi consiglio di leggere il commento sull'incontro "scientifico" organizzato dall'Università di Chieti.
18 giugno 2013
14 giugno 2013
Miliardi sprecati per aerei F35
Sul sito disarmo.org c'è un appello al Parlamento in cui si chiede di evitare una scelta dispendiosa e scellerata.
Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l'intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere
Per questo chiediamo a tutti i Deputati di sostenere questa mozione e tutte le iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani.
Ascanio Celestini - Luigi Ciotti - Riccardo Iacona - Chiara Ingrao - Gad Lerner - Savino Pezzotta - Roberto Saviano - Cecilia Strada - Umberto Veronesi - Alex Zanotelli
In democrazia è il Parlamento che dovrebbe decidere, ma c'è il sospetto che qualcuno abbia già deciso.
"La Camera voti la cancellazione del programma F-35"
Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati discuterà una mozione di
158 parlamentari di SEL, PD e M5S che chiede la cancellazione della
partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint
Strike Fighter.
In linea con le richieste e indicazioni della campagna “Taglia le ali
alle armi” (che dal 2009 si batte contro i caccia) sosteniamo questa
nuova iniziativa parlamentare e tutte quelle che si renderanno
necessarie per bloccare una scelta così sbagliata.Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l'intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere
Per questo chiediamo a tutti i Deputati di sostenere questa mozione e tutte le iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani.
Ascanio Celestini - Luigi Ciotti - Riccardo Iacona - Chiara Ingrao - Gad Lerner - Savino Pezzotta - Roberto Saviano - Cecilia Strada - Umberto Veronesi - Alex Zanotelli
In democrazia è il Parlamento che dovrebbe decidere, ma c'è il sospetto che qualcuno abbia già deciso.
12 giugno 2013
Una domanda a Enrico Letta
Non sono io a porre la domanda. E' una domanda che la scienza si pone di fronte alla tecnica. La madre alla figlia: "Quello che vorresti fare supera i limiti della nostra conoscenza. L'esperimento potrebbe avere conseguenze inimmaginabili".
Voi che dite, sarà il ragionevole discreto moderato Enrico Letta a dare il via libera ad esperimenti che solo una scellerata somma di ignoranza e incoscienza potrebbero rendere accettabili?
Voi che dite, sarà il ragionevole discreto moderato Enrico Letta a dare il via libera ad esperimenti che solo una scellerata somma di ignoranza e incoscienza potrebbero rendere accettabili?
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no petrolio
08 giugno 2013
Violenza di Stato
Mentre scrivo c'è il televisore acceso e sento la voce di Ilaria Cucchi che racconta a Enrico Mentana la tragedia e l'ingiustia di suo fratello Stefano, ucciso di botte e di abbandono. Dopo la sentenza che cerca di seppellirlo tra ingiurie e falsità La7 sta trasmettendo un film-documentario di Fabrizio Cartolano.
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violenza
04 giugno 2013
Bocconi avvelenati per gli orsi
La notizia nel sito di Repubblica è paragonata a una bomba dentro il Colosseo. Uccidere gli orsi del Parco Nazionale d'Abruzzo (uno era già morto avvelenato) è un tentativo di svilire il parco, gioiello d'Europa e del nostro già molto svilito Abruzzo.
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ambiente
03 giugno 2013
Le mani dei petrolieri sull'Università
A Chieti c'è stata una protesta degli studenti contro l'asservimento dell'Università agli interessi privati. Una protesta contro una iniziativa che appare scandalosa. Basta guardare la locandina per vedere che si tratta di interessi privati di pochi petrolieri, anzi uno solo: Medoilgas Italia Spa. Quattro relatori tutti della stessa compagnia petrolifera che vanno a raccontare la favoletta della "sostenibilità ambientale". Se la suonano e se la cantano, senza alcun contraddittorio con qualche rappresentante della vera ricerca scientifica, magari uno di quei docenti universitari che ormai da anni ci hanno illustrato i rischi di attività petrolifere in un mare piccolo come il nostro e in una zona fortemente abitata.
Oltre che interessi privati sono anche interessi che si scontrano con quelli generali di salvaguardia della salute, dell'ambiente e dell'economia locale (industria agroalimentare, turistica, ittica, ecc.) e solo per questo l'Università avrebbe il dovere di mantenere una posizione indipendente. Perché l'Università deve essere e deve restare luogo di ricerca e di studio. Unica guida dei professori e degli studenti deve essere la scienza e la conoscenza.
E' vero che la scienza si sviluppa anche per essere applicata, ma l'applicazione curata e illustrata dall'Università deve avvenire sempre nell'interesse generale. Qui invece siamo di fronte ad un interesse quasi predatorio.
Per rendere ancora più paradossale la situazione il seminario, affidato ai quattro tecnici della trivellazione, si svolgeva in un'aula di "medicina"!
Gli studenti hanno pienamente ragione ad opporsi all'uso privato dell'Università. Spero che la loro protesta sia utile ad evitare altre figuracce.
Oltre che interessi privati sono anche interessi che si scontrano con quelli generali di salvaguardia della salute, dell'ambiente e dell'economia locale (industria agroalimentare, turistica, ittica, ecc.) e solo per questo l'Università avrebbe il dovere di mantenere una posizione indipendente. Perché l'Università deve essere e deve restare luogo di ricerca e di studio. Unica guida dei professori e degli studenti deve essere la scienza e la conoscenza.
E' vero che la scienza si sviluppa anche per essere applicata, ma l'applicazione curata e illustrata dall'Università deve avvenire sempre nell'interesse generale. Qui invece siamo di fronte ad un interesse quasi predatorio.
Per rendere ancora più paradossale la situazione il seminario, affidato ai quattro tecnici della trivellazione, si svolgeva in un'aula di "medicina"!
Gli studenti hanno pienamente ragione ad opporsi all'uso privato dell'Università. Spero che la loro protesta sia utile ad evitare altre figuracce.
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22 maggio 2013
Il partigiano di Gesù
Se n'è andato l'anarchico angelico. Che il suo spirito resti tra noi!
***
Aggiungo qualche link alle cronache del funerale:Il pianto, gli applausi e i fischi;
Tutti riuniti alla chiesa del Carmine;
Il commento di don Paolo Farinella.
Una vignetta di Vauro lo immagina in paradiso a cantare canzoni insieme al suo amico Fabrizio De Andrè, che lui considerava autore del quinto vangelo.
C'è anche l'articolo del prof. Barberis: cardinale si converta!
C'è la voce critica di Pellizzetti
Nel tributo popolare alla memoria di don Andrea Gallo Lorenzo Fazio vede un patrimonio umano, ideale, politico immenso e ricchissimo che è rimasto da anni senza rappresentanza. Monica Lanfranco ci racconta il suo linguaggio diretto e il suo rapporto umano con i drogati.
Su MicroMega ci sono ricordi scritti dal teologo Vito Mancuso, da don Luigi Ciotti e da don Aldo Antonelli che usa queste parole:
"La tua presenza, nel grigio panorama italiano, sia ecclesiale che politico-sociale, ha avuto il merito di saper tenere accesa la speranza; luce nel buio cadaverico dell'indifferenza qualunquista; voce chiara nel silenzio cupo del servilismo e dell'interesse di bottega."
***
Aggiornamento:e poi se n'è andata anche Franca Rame che era come lui, generosa e sincera, due facce della stessa moneta ci dicono i Modena City Ramblers. Qualcuno potrebbe chiedersi come fanno a stare insieme un prete e una donna anticlericale, ce lo dice il figlio Jacopo con le sue parole: "Ricordati che Dio c'è ed è comunista".
Qui Marco Travaglio ce la racconta e un po' ce la svela. Infine le parole di Dario Fo.
17 maggio 2013
Oltre alle trivelle anche il fracking
La grande manifestazione del 13 aprile a Pescara ha dato un segnale molto chiaro, ma non basta perché siamo circondati: la Confindustra insiste e la stampa asservita agli interessi di pochissimi continua a produrre disinformazine e confusione. I politici restano su posizioni troppo ambigue e sempre inconcludenti. Ora trovo una notizia ancora più allarmante: esperimenti di fracking già realizzati davanti alle coste abruzzesi.
La notizia proviene da un giornalista, Pietro Dommarco, che ha recentemente pubblicato un libro sulle Trivelle d'Italia.
Il fracking è una tecnica relativamente nuova con cui si cerca di estrarre petrolio frantumando le rocce in cui è contenuto. I rischi di questa tecnica sono molto elevati e poco noti. Nel blog della professoressa D'Orsogna sono raccolte molte informazioni al riguardo. I danni provocati da questa tecnica hanno indotto alcuni paesi a vietarla. In Italia non esistono norme che vietano espressamente il fracking, ma le compagnie petrolifere finora avevano assicurato che non era mai stata utilizzata. Le rassicurazioni furono ribadite anche dopo il terremoto in Emilia che aveva generato timori e sospetti.
La professoressa D'Orsogna aveva già denunciato l'uso del fracking in Italia: in provincia di Grosseto, in provincia di Siena, in Sardegna e forse anche a Foggia. Se è vero quello che ci riferisce ora Dommarco gli esperimenti di fracking sono stati fatti anche in Abruzzo. Questo significa che la minaccia del petrolio in Abruzzo è molto più grave di quello che si poteva pensare.
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no petrolio
02 maggio 2013
Come i cani in chiesa
La situazione politica è alquanto confusa. Il governissimo di Enrico
Letta gode della fiducia di amplissima maggioranza, eppure fuori dal Palazzo
non piace a nessuno. Gli elettori del PD sono tramortiti, il voto
"utile" ha sortito l'effetto contrario, ma non a tutti è chiaro il
come e il perché sia accaduto. I berlusconiani hanno evitato la disfatta per
l'ennesima volta. Ci sono riusciti aggrappandosi al buon PD. E' una scena terribile: si salvano affogandolo.
La stampa lavora alacremente per convincerci che meglio di così proprio non si
poteva.
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politica
29 aprile 2013
In vacanza sulla trivella
Di fronte alla grande manifestazione anti-petrolio del 13 aprile il quotidiano "Il Centro" aveva nascosto nel messaggio fotografico la posizione che non vogliono o non possono esprimere a chiare lettere. Ora riprendono la propaganda a favore del petrolio con un articolo paradossale che descrive la bella vita che si conduce sulle piattaforme petrolifere: mare pulito, buona cucina, ottime paghe...
Nel blog collettivo "I due punti" ci dicono che dunque conviene andare in vacanza su una bella piattaforma petrolifera. Dietro gli affari del petrolio e del gas ci sono interessi molto grossi che restano sempre oscuri e sembra evidente che il noto quotidiano abruzzese, nonostante gli equilibrismi, abbia interesse a convincerci della bontà del petrolio senza timore del ridicolo.
Nel blog collettivo "I due punti" ci dicono che dunque conviene andare in vacanza su una bella piattaforma petrolifera. Dietro gli affari del petrolio e del gas ci sono interessi molto grossi che restano sempre oscuri e sembra evidente che il noto quotidiano abruzzese, nonostante gli equilibrismi, abbia interesse a convincerci della bontà del petrolio senza timore del ridicolo.
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no petrolio
24 aprile 2013
Ambiguità e incoerenza dei nostri rappresentanti
| La politica italiana non è sconcertante solo per quel che accade a Roma. Ambiguità e incoerenza dominano anche nel nostro territorio e ci danneggiano. Ripropongo qui un testo di Maria Rita D'Orsogna. |
| Moltissime personalità politiche sono scese in piazza contro il progetto Ombrina Mare della MOG di Sergio Morandi il giorno 13 aprile 2013 a Pescara. Fra loro consiglieri regionali, senatori e deputati che hanno dichiarato la propria contrarieta' alle trivelle in Abruzzo. Ma ai politici e' chiesto molto di piu' che scendere in piazza. Ai politici e' chiesto di agire.
E' stato l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera a riaprire la partita di Ombrina Mare, gia' nel luglio 2012. Questo decreto e' stato votato da Fabrizio Di Stefano (PDL), Giovanni Legnini (PD), Franco Marini (PD), Andrea Pastore (PDL) e Paolo Tancredi (PDL) al Senato, mentre alla Camera i voti favorevoli sono stati quelli di Ferdinando Adornato (UDC), Sabatino Aracu (PDL), Carla Castellani (PDL), Vittoria D'Incecco (PD), Marcello De Angelis (PDL), Giovanni Dell'Elce (PDL), Tommaso Ginoble (PD), Giovnani Lolli (PD), Paola Pelino (PDL), Maurizio Scelli (PDL), Lanfranco Tenaglia (PD), Daniele Toto (FLI) e Livia Turco (PD). A suo tempo, nessuno di loro ha manifestato alcuna preoccupazione o sollevato domande riguardo gli effetti dell'articolo 35 sulla petrolizzazione dei mari Abruzzesi. Non e' un controsenso prima approvare le norme che lasciano la strada aperta alle trivelle in mare, e poi sfilare contro le sue conseguenze? Ancora piu' grave il comportamento e la mancanza di coerenza a livello regionale. |
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21 aprile 2013
Napolitano nello stallo della politica
La rielezione di Napolitano non è un colpo di stato, come dice Grillo, e non è uno scandalo, rappresenta semplicemente la continuità. Ma è un brutto segno perchè, come aveva detto pochi giorni fa lo stesso Presidente Napolitano "ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti... restare sarebbe una non-soluzione." Invece la situazione pasticciata l'ha convinto a restare. Ha accettato la non-soluzione che è uno stallo del paese.
Di chi la colpa? dei grillini che rifiutano l'accordo di governo e poi lanciano candidature come bastoni tra le ruote del PD al solo scopo di incepparlo? Oppure la colpa è del PD che raccoglie voti a sinistra, ma poi si rifiuta di votare un candidato troppo riconoscibile come uomo di sinistra?
Di chi la colpa? dei grillini che rifiutano l'accordo di governo e poi lanciano candidature come bastoni tra le ruote del PD al solo scopo di incepparlo? Oppure la colpa è del PD che raccoglie voti a sinistra, ma poi si rifiuta di votare un candidato troppo riconoscibile come uomo di sinistra?
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20 aprile 2013
Elezione del Presidente della Repubblica
L'appello al Partito Democratico di votare senza indugi per Stefano Rodotà come prossimo Presidente della Repubblica è rimasto finora inascoltato.
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14 aprile 2013
L'informazione sulla manifestazione antipetrolio
Ieri ho pubblicato le foto della bella e grande manifestazione contro la trasformazione dell'Abruzzo in distretto minerario e petrolifero. Ora vedo altre foto disponibili a questi link:
PrimaDaNoi
AbruzzoWeb
AbruzzoQuotidiano
Leggimi
Abruzzo24ore
PrimaDaNoi (il corteo) - PrimaDaNoi (gli stiscioni) - PrimaDaNoi (le facce)
Ovunque si parla di 20mila o 40mila partecipanti in un corteo lungo quasi due chilometri.
Il grande successo della manifestazione è stato riconosciuto anche dal quotidiano Il Centro che già ieri aveva dato risalto all'evento. La foto di copertina era un'immagine di "repertorio" giacché sembra ancora impossibile fotografare un corteo dal giorno prima.
Il Centro oggi ammette che è stata "la più grande manifestazione di protesta mai avvenuta in Abruzzo" e riesce perfino a registrare l'isolamento di Confindustria
13 aprile 2013
Foto della manifestazione
No, il petrolio non lo vogliamo. La grande manifestazione a Pescara di oggi 13 aprile contro l'autorizzazione a Ombrina e contro le estrazioni minerarie in Abruzzo l'ha detto in modo chiaro e spero definitivo.
Tranne pochi speculatori che ammazzerebbero anche la mamma pur di fare soldi, siamo tutti per un mondo migliore. Respingere definitivamente i petrolieri dalle nostre spiagge, dalle nostre vigne, dai nostri parchi naturali significa contribuire ad un mondo migliore per "tutti", proprio tutti, come era scritto sull'immenso striscione del WWF, anche per quelli che non riescono a capirlo.
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