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23 ottobre 2016

Fiaccolata antiviolenza


Il corteo composto dai familiari e amici di Fausto Di Marco, da suoi ammiratori e da tanti semplici cittadini che non possono accettare il livello di stupidità e di violenza a cui siamo giunti, ha percorso i viali della città dalla zona universitaria fino alla stazione ferroviaria. S'è fermato davanti al luogo del delitto, nella zona in cui sono avvenuti altri gravi episodi di violenza.
E' stata una giusta iniziativa. Spero che possa aiutare a riflettere. Però lasciatemi dire anche un paio di cose che non mi sono piaciute: mi aspettavo di vedere molti studenti universitari perché le tragiche vicende che hanno portato alla morte di Fausto Di Marco e di Simone Daita e i numerosi episodi di violenza che si sono verificati negli ultimi tempi toccavano direttamente i giovani e anche gli universitari. Non m'è piaciuto neanche vedere che il negozio di Kebab era normalmente aperto. Forse non vi era alcuna ragione di sottoporlo a sequestro come il vicino circolo, però un segno di lutto non sarebbe stato inopportuno.

14 ottobre 2016

Condivisione e infamità


Martedì scorso il funerale di Fausto Di Marco ha riunito in piazza San Giustino una moltitudine di persone di straordinaria varietà. C'erano parenti e amici, c'erano i colleghi d'arte, musicisti e teatranti, c'erano le associazioni dei sordomuti, i compagni dei circoli di estrema sinistra, alcuni sembravano appena tornati dal raduno di Woodstock, e c'erano gli ultras che annoverano tra le loro file molti "camerati". Forse a Chieti non s'era mai visto un evento capace di riunire persone così diverse. 

La morte atroce, violenta, assurda del "brigante" buono ha compiuto uno strano miracolo, ha costretto gruppi che si sentono nemici a stare fianco a fianco nella condivisione dello sgomento e del dolore. L'autentica commozione di molti lo confermava e quando la folla gli ha tributato l'ultimo saluto con un applauso fragoroso di mani che sbattevano e altre mani alzate che si agitavano silenziosamente nell'applauso dei sordomuti s'è visto un momento di "pura condivisione". Il motto di Fausto.


13 ottobre 2016

La morte del brigante buono



Gli inquirenti non possono chiedere a Fausto Di Marco qual è la sua versione dei fatti. Quando la vittima muore non ha più voce. Nessuno ha mai potuto conoscere la versione di Simone Daita, deceduto dopo un anno di coma e di silenzio. Così gli assassini possono facilmente costruirsi una verità di comodo ed ecco che persone assolutamente pacifiche sarebbero improvvisamente diventate moleste e irascibili,  e chissà perché questo sarebbe accaduto proprio negli istanti che hanno preceduto la loro fine.


11 ottobre 2016

In ricordo di Fausto Di Marco

Strappato alla vita da una brutalità assurda che continua ad infangare la nostra città. Anche Fausto Di Marco come Simone Daita.



Fausto era un musicista apprezzato da molti e qui vorrei ricordarlo con un video in cui ho unito le foto che avevo scattato durante una sua esibizione a Pescosansonesco con la sua musica che ho tratto da un video trovato in rete.