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04 giugno 2011

Un'accademia gastronomica

Sul blog Chieti-Domani ho trovato una proposta interessante che voglio segnalare anche qui:

"...avendo coscienza del diniego elegante finora manifestato dal Rettore, Prof. Cuccurullo, a trasferire un corso già esistente dal campus di via dei Vestini nella parte alta della città; conscio del patrimonio culturale che in provincia già esiste, ed è manifesto in tutto il mondo, riferito alla Scuola Alberghiera e per Cuochi di Villa Santa Maria, in accordo magari con l'Associazione Sloow Food, si potrebbe istituire un corso triennale o addirittura magistrale di Scienze Gastronomiche da ubicare in uno dei tanti palazzi del centro storico, ad esempio a Palazzo De Pasquale in via Vicoli se gli uffici comunali, ora lì stazionanti, potessero essere trasferiti nell'attuale sede del tribunale finalmente libera"

La proposta merita di essere sostenuta per diversi motivi:

05 maggio 2010

Piedibus a Chieti

Il quotidiano Il Centro pubblica oggi una bella notizia: una scuola elementare di Chieti ha realizzato un "piedibus" per i propri alunni. Ottima iniziativa!

E' una delle proposte che faccio da tempo nel mio blog e sono lieto che ora c'è qualcuno che la sta realizzando. Mi sembra ottima anche l'idea di far guidare il "piedibus" ad alcuni vigili urbani in pensione, così il nuovo mezzo di trasporto urbano acquista anche un aspetto più professionale.

Non credo che sia necessario spiegare ai lettori cos'è il piedibus. Quelli più anziani potrebbero scandalizzarsi all'idea che la modernità sia giunta a tanto, ma così è: il "piedibus" è un mezzo moderno, veloce, economico, ecologico e perfino istruttivo e divertente.

Approfitto per segnalare (e lodare) anche l'iniziativa teramana di dotare gli assessori di biciclette 'istituzionali'.

12 dicembre 2009

Turismo scolastico

Ricordate la visita a Chieti del Presidente Ciampi? All'incontro con gli imprenditori abruzzesi egli si trovò a discutere di sagra della ventricina e del pecorino. I giornali ci hanno riferito che sbottò dicendo: «Scusate, ma mi avete chiamato qui per questo? Ma non possiamo cominciare a ragionare delle cose vere che riguardano questa terra?».

Ciampi non stava parlando con una delegazione di ambulanti, e quindi possiamo ben capire il suo stupore. Se politici e rappresentanti degli imprenditori ragionano così è facile capire perché ci siamo ridotti ad elemosinare posti di lavoro ai petrolieri ed altri avvelenatori pubblici.

Proviamoci a ragionare di cose vere che riguardano questa terra, compresa la gastronomia, ovviamente, ma non per fare sagre paesane. Anche sui prodotti tipici occorre costruire sistemi.

Un sistema realizzabile a Chieti riguarda il turismo scolastico. Chieti ha risorse storiche particolari, non per importanza ma per varietà. C'è il Museo della Civitella con reperti delle civiltà italiche preromane; il Museo Archeologico Nazionale con molti reperti di epoca romana; Terme Romane in buono stato di conservazione, senza contare i templi, il Teatro e l'Anfiteatro; poi ci sono i diversi esempi di architettura barocca. Inoltre basta un tour nei borghi e nelle abbazie per gustare aria di medievo. Tutto questo consente di realizzare un percorso storico-didattico che può essere arricchito da sale didattiche. Sto parlando della realizzazione di una specie di città-macchina-del-tempo.

Chi ha ascoltato lo scorso 26 ottobre la relazione del prof. Luigi Capasso sui primi abitanti di Chieti presso il Salotto Semprevivo sarà stato sicuramente sbalordito di scoprire che Chieti possiede reperti di epoca preistorica che non sono esposti in alcun Museo. Chieti è nota a tutti gli studiosi di archeologia per ritrovamenti catalogati dai testi universitari che oggi, dopo la chiusura del Museo della preistoria e della protostoria che era allestito nell'edificio ex Chiarini (quello ancora esistente accanto alla Villa Frigerj) nessuno può più vedere.

Nomi di zone a cui non prestiamo più alcuna attenzione (Madonna del Freddo, Terrazzi Vannini, Vallone Fagnano) sono universalmente noti agli studiosi delle antichissime origini dell'uomo. I reperti risalenti a centinaia di migliaia di anni fa sono stati scoperti e descritti da studiosi dell'800 e hanno trovato cultori anche nel '900. Il prof. Capasso ci ha dato notizia di un tesoro ignorato che merita di essere riscoperto e valorizzato e che ben si potrebbe inserire in un sistema integrato di accoglienza del turismo scolastico.

Sappiamo che pochi studiosi non potrebbero creare un flusso turistico. Però la valorizzazione dei reperti archeologici si può fare creando un sistema di laboratori didattici per i diversi livelli di scolarizzazione. Solo così si può creare un flusso che si riproduce con regolarità e che distribuisce lavoro a diverse attività.


Non basta sballottare i bambini di qua e di là. Non basta tenere aperti i musei. Occorre organizzare tutto in modo che gli scolari possano fare qualcosa che li rende partecipi. Laboratori come quelli che furono organizzati negli anni scorsi presso il Museo Barbella. Storie teatralizzate come nelle esperienze proposte nei mesi scorsi dall'Associazione ScopriTeate. Luoghi attrezzati come la Città della Scienza di Bagnoli.

Il turismo scolastico in genere è limitato ad una sola giornata, non lascia soldi agli alberghi e ai ristoranti. Per fare di più occorre creare un progetto articolato di immersione nel passato. Qualcosa che si svolge sui siti e anche con ausilio di audiovisivi. L'immersione richiede un certo tempo. Occorre un progetto che faccia capire agli insegnanti che la permanenza a Chieti può davvero insegnare qualcosa, può realizzare un'esperienza ricca di stimoli su cui essi potranno continuare a lavorare per costruire conoscenza. Gli insegnanti non dovranno essere loro stessi a fare da guida perché arrivando a Chieti troveranno tutto bene organizzato. Così i gruppi potrebbero anche fermarsi più giorni. Per questo diventa necessario realizzare un ostello con una mensa in modo da offrire vitto e alloggio a prezzi convenienti.

Non si deve pensare ad un unico pacchetto turistico. Il sistema dev'essere differenziato per fasce: bambini, ragazzi di scuola superiore, studiosi e magari un pacchetto potrebbe essere rivolto alle associazioni culturali o alle università della terza età.

Occorre una buona sinergia tra servizio di parcheggio per pulmann, ostello, mensa, guide turistiche e guide didattiche, orari di apertura dei musei, terme, templi, siti e luoghi dove organizzare i laboratori reali o virtuali. Tutto questo potrebbe anche essere affidato ad agenzie turistiche private capaci di offrire un servizio serio ed affidabile. Un ufficio di tour operator dovrebbe essere destinato solo per mantenere costanti relazioni con tutte le scuole d'Italia. Non bastano quattro impiegati, un sistema complesso che offre un vero servizio richiede molto lavoro. E' il lavoro che crea lavoro.

E' importante che tutto questo non sia basato su lavoro precario, non ci si deve affidare ai soliti appaltatori d'assalto o istallazioni improvvisate. Chi ci lavora deve credere in quello che fa. Solo in questo modo si può costruire qualità. Il lavoratore sfruttato non svolge il compito con passione, invece qui ci vuole passione. Occorre saper dare e trarre dal lavoro il gusto della conoscenza che lascia un buon ricordo a chi è venuto. Una qualità che si trasforma in stabilità del lavoro.

Se poi ci sono persone dotate di vero spirito imprenditoriale potrebbero spingere lo sguardo anche all'utenza straniera, ai paesi in via di sviluppo. Non credo che altrove ci siano luoghi nei quali si può costruire un viaggio completo nel passato. La Muraglia Cinese vale più del Guerriero di Capestrano, ma là c'è solo quella. Noi abbiamo tanto da fare e la cosa più difficile è allargare lo sguardo dei teatini.

(le immagini sono tratte dal sito della Regione Toscana e del Comune di Torino)

01 gennaio 2009

Luci natalizie

Con la speranza che in questo 2009 qualcosa (la Divina Provvidenza?) possa salvarci dalle fosche prospettive che ci hanno regalato gli ultimi due inquinatissimi anni, voglio mettere come primo post dell'anno nuovo una proposta per Chieti già pubblicata su chietiscalo.it.

L'idea è di Paolo Miscia, che ha suggerito una decorazione natalizia per il Parco di via Maiella: una sagoma d'albero di Natale che si vedrebbe dalla valle e dall'autostrada. La punta potrebbe arrivare sul belvedere della Civitella dove sorgevano gli antichi templi italici.

Un'idea semplice e simpatica che avrebbe un effetto molto più suggestivo di tante banali luminarie commerciali. Miscia suggerisce anche di piantare alberi e mimose trasformando così il 'parco di via Maiella', in perenne stato di abbandono, in un piccolo bosco profumato. Approvo.

Buon 2009
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10 febbraio 2008

Orti sociali

non è un'idea nuova, non è nemmeno originale: gli orti sociali esistono già. Ricordo tanti anni fa quelli di Bologna, ma ce ne sono anche in altre città dell'Emilia e della Toscana. Sono semplicemente terreni situati in zone facilmente raggiungibili, che vengono divisi in piccoli lotti e assegnati gratuitamente a chi ne fa richiesta.

Gli assegnatari sono quasi sempre pensionati che colgono l'occasione per dedicare il tempo ad un'attività che tiene impegnati fisico e mente. E' anche un modo per incontrarsi e scambiarsi consigli, ma la cosa più bella è che consente di avere sempre qualche buon prodotto fresco da usare in cucina o da regalare ai conoscenti. Nessun hobby offre soddisfazioni altrettando tangibili e commestibili!

Per i bambini l'orto può essere un utilissimo gioco didattico perciò anche le scuole in cui già si svolgono esperienze di questo tipo (come la Scuola Elementare di via Bosio) potrebbero essere interessate a farsi assegnare qualche lotto.

Oltre alla natura, che è già una brava maestra, i bambini avrebbero occasioni per parlare con gli anziani, per farsi guidare nell'uso degli attrezzi, sperimentare il compostaggio e la differenza tra una concimazione chimica e una naturale.

Il contatto tra vecchi e giovani è essenziale per la formazione della personalità ed è fondamentale per la trasmissione delle tradizioni e delle identità collettive. Non possiamo lasciare che i nostri figli si nutrano solo di Simpson, Pokemon e Dragonball, mentre qualche badante slava porta a passeggio i nonni. I ghetti generazionali non sono una conquista della modernità, sono soltanto una trappola consumistica.


Vicino ai campi da tennis, sul lato di Madonna degli Angeli, stanno sistemando un'area di verde pubblico con viali e percorso ginnico. Una buona cosa per una città in cui il verde pubblico sembra quasi non esserci, però temo che quel parco rischia di essere abbandonato non appena sarà portato a termine. E non dico questo per mostrare sfiducia, lo dico solo perché questo è già accaduto per il parco sotto la Civitella e per il Parco Fluviale, andato in rovina ancor prima di essere inaugurato. Mancano sempre i soldi e il personale per garantire la manutenzione.
Invece gli orti sociali non richiedono oneri di manutenzione, nè spese per giardinieri: basta una piccola spesa iniziale per una sistemazione a terrazze e per qualche rimessa degli attrezzi.

Chieti potrebbe realizzare orti in ogni quartiere e poi si potrebbe far riferimento a questa rete di orti sociali per un futuro programma di riciclaggio dei rifiuti, ma questo è un argomento che ci riporta ad un problema più grave che tratteremo in un apposito post-icino.
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13 dicembre 2007

Carnevale universitario

Non so come andranno le prossime feste natalizie, ma sono sicuro che poi, tra un paio di mesi, sentiremo di nuovo i piagnistei per quello che a Carnevale non si sarà fatto. Vedremo i carri di Francavilla, il carnevale tutti fiori recentemente inventato a Pescara, e noi...

Non vorrei rovinare a nessuno il gusto teatino di piangersi addosso ad ogni occasione, ma credo che qualcosa si potrebbe organizzare anche a Chieti utilizzando l'unica risorsa attiva in città: l'università e il vasto mondo giovanile che le gira intorno.

Si potrebbe organizzare una bella festa nel Campus, in perfetto stile goliardico, con maschere rigorosamente autocostruite o riciclate. Agli studenti sicuramente non manca la fantasia per l'elaborazione delle maschere, ma si potrebbe anche cercare la collaborazione dell'Istituto d'Arte e all'Istituto Professionale, entrambi dotati di un corso di moda e abbigliamento, poi ci sono tante aziende tessili a cui non potrebbe dispiacere di comparire col proprio nome collaborando all'iniziativa.

Al Campus non mancano gli spazi e là si potrebbe organizzare un burlesco concerto con tanto di ballo in maschera e toga party. Altre carnevalate potrebbero essere ospitate nei locali. E non credo che tra le migliaia di studenti della nostra università non ci siano ragazzi capaci di esibirsi per gioco e magari qualcuno che abbia voglia di travestirsi ad imitazione del maestro Veleno o del magnifico Rettore. Non siamo mica obbligati a ridere solo dei comici TV.

Potrebbe essere una buona occasione per far confluire a Chieti anche gli studenti delle altre facoltà pescaresi, tra i quali ce ne saranno sicuramente molti che al Campus di Madonna delle Piane non ci sono stati mai. Se poi la festa potesse proseguire anche con uno spettacolo alla Civitella (affidato a bravi musicisti e a qualche comico abruzzese) si darebbe modo a molti di conoscere (in allegria) anche un pezzetto della vecchia Chieti. Non dubitiamo sul fatto che negozi e locali resterebbero tutti chiusi come al solito, ma in un Carnevale ci si divertirà comunque. Niente carri e niente acconciature sofisticate. Solo scherzi e lazzi. Una sfilata di improbabili medici e infermieri, di improbabili letterati e filosofi e di psicopatici psicologi... Propongo anche un nome: Carnevale Campusiano.

Se poi ci fosse (ma qui sto sognando alla grande, lo so) un politico di larghe vedute, negli anni successivi una cosa così - fatta in casa, senza star veline e royalties da pagare - potrebbe reclamizzarla in tutta Italia: dove si fa il Carnevale Campusiano? dov'è la festa goliardica degli studenti universitari? il carnevale economico ed ecologico in cui nessuno usa bombolette spray, schiume colorate e maschere di plastica, ma solo coriandoli di giornale e cartapeste, solo il frutto artigianale del proprio estro personale? dove ti diverti da matti e la sera si chiude ballando un fragoroso cancan? si fa a Chieti, naturalmente!

Non risolleva l'economia, ma potrebbe risollevarci un po' lo spirito e sarebbe già tanto.

Buona notte e sogni d'oro, anche a voi.