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31 agosto 2023

Gran Criterium Vetturette 2023

 

La seconda edizione del Gran Criterium Vetturette ci ha dato la possibilità di rivedere alcuni esemplari che  avevano già partecipato alla gara dello scorso anno e altre vetturette dal fascino antico e dal rombo selvaggio.

14 maggio 2022

Gran Criterium Vetturette

 

Riproposta a Chieti dopo quasi settant'anni la manifestazione motoristica di auto d'epoca. Erano presenti esemplari bellissimi.

 

13 febbraio 2013

Carnevale tradizionale


Come le altre feste anche il carnevale è diventato una noiosa fiera dei consumi. Una festa che, ridotta alle sfilate di carri e di maschere, scade nella tristezza. A Chieti ieri qualcuno ha cercato di recuperare il carnevale tradizionale e lo spirito di questa antichissima festa popolare. Musica, danze, arrangiamenti e teatro di strada. Il carnevale senza i paraocchi di carta è molto più simpatico,  mette in scena una rivoluzione dei costumi in cui ognuno diventa per qualche ora quello che non è: medico o prete, giudice o donnaccia, ladro o carabiniere. Tutto per ridere e scherzare in una giornata di gioco comunitario.  Spero che nei prossimi anni l'iniziativa possa coinvolgere un maggior numero di persone.

06 gennaio 2011

Teatro freddo

Siamo lieti che la stagione teatrale sia ricominciata. Il cartellone degli spettacoli corrisponde al ciclo Atam. Purtroppo sono finiti i bei tempi del Teatro Marrucino che presentava una propria programmazione diversa dagli altri teatri abruzzesi e richiamava pubblico anche da fuori città con proposte molto particolari soprattutto nell'ambito delle nuove scritture, con le tre serate, i concerti aperitivo della domenica mattina e molte iniziative proprie, talvolta straordinarie come quel magnifico concerto dell'orchestra del Marrucino insieme a Edoardo Bennato e gli ospiti del Chieti Festival. Tempi passati, attività realizzate con risorse che forse ora non ci sono più, ma non è di questo che vogliamo lamentarci perché dopo i ben noti rovesci l'importante è che l'attività teatrale sia ripresa e nelle prossime settimane riprenderà anche il teatro dialettale, gli spettacoli per ragazzi e il cabaret.
Bene, ne siamo felici, però il teatro è un piacere e se dentro il teatro fa freddo e si battono i denti allora che piacere è? 
Visto che ora si paga anche di più, per favore, non lasciate al freddo attori e spettatori.

10 ottobre 2010

Bellissimi ludi

Visita turistica, storia, spettacolo, curiosità... c'è tutto nei "ludi teatini". Un formula indovinata, molto bravi gli organizzatori e gli attori. Ieri è stata rievocata la corsa dei cavalli alla Pescheria, questa mattina abbiamo potuto apprezzare la storia di Lusius Storax alle Terme Romane.

C'è sicuramente molto lavoro dietro queste rappresentazioni, in luoghi che non possono accogliere grandi folle, ma l'iniziativa merita di essere coltivata e potenziata perché gradevole, istruttiva e davvero utile a promuovere la città e dare buoni stimoli ai cittadini.

18 agosto 2010

Chietinstrada 2010

L'appuntamento di Chietinstrada è uno dei più belli che offre la nostra città. Anche l'edizione 2010 si è fatta apprezzare da moltissimi visitatori.

20 novembre 2009

Riapertura del Supercinema

L’associazione Chieti nuova 3 febbraio, sollecitata dalla numerosa presenza del pubblico, nei locali del Supercinema, in occasione della diciannovesima edizione del “Chieti film festival-Scrittura e Immagine”, ha raccolto, in soli due pomeriggi (13 e 14 novembre 2009), novecentodiciassette firme di cittadini, per chiedere all’Amministrazione Comunale, proprietaria della struttura, la riapertura del Supercinema, per una programmazione mirata di qualità, almeno uno o due giorni alla settimana.

L’interesse e addirittura l’entusiasmo, che la iniziativa ha suscitato, manifestano la volontà dei cittadini di Chieti di far riaprire, come cinema, una struttura che è parte integrante del patrimonio culturale di Chieti.

L’appello è stato firmato anche dai politici e dagli amministratori locali, dai registi e dagli attori ospiti, accrescendo, così, l’aspettativa diffusa sul buon esito della iniziativa.

La raccolta delle firme continua presso i seguenti esercizi commerciali:
  • Bar Supercinema,via Spaventa, n. 30
  • Clip – Cartoleria e Oggettistica, via Arniense, n. 51
  • Magia di fiori, via Tabassi, n. 5
  • Mancini Eliografie, via Marco Vezio Marcello, n. 20
  • Poligraph, via Mater Domini, n. 14
  • Silvan, via Marino da Caramanico, n. 69
  • Tabaccheria Artese, corso Marrucino, n. 189

14 settembre 2009

Magnifiche serate

Due magnifiche serate nel mite clima di settembre: sabato e domenica gli spazi del centro storico sono stati animati da spettacoli e concerti. Ieri sul palco allestito davanti alla Chiesa della Trinità ci sono stati anche nomi di spicco come Tony Pancella e Piero Mazzocchetti. Oggi una simpatica illustrazione recitata di un pezzo poco conosciuto della storia di Chieti. Dentro la cripta di San Giustino c'era tanta gente da sentirsi soffocare.

Si sono combinate assieme due iniziative. La prima curata dalla Fondazione Luca Romano ha saputo abbinare all'Achille d'oro Film Festival diversi spettacoli di musica, danza e teatro in vari luoghi della città. La seconda curata dall'Associazione ScopriTeate ha provato a raccontare la storia di Chieti attraverso una messa in scena che ha riportato tra noi il monaco Giselperto, decano degli scrivani dell'antico scriptorium medievale teatino, per farci conoscere qualcosa del suo tempo e del suo mestiere di amanuense, ma anche per presentare oggetti di quel mondo antico.

Ennesima dimostrazione che Chieti riesce facilmente a trasformarsi in un piacevole salotto all'aperto diventando un palcoscenico naturale. Che bella la Piazza San Giustino senza automobili! Che bello il largo Valignani (il pozzo) senza gimkane di vetture tra i pedoni!

Per la Trinità invece vorrei solo far notare che se qualcuno dei nostri amministratori comunali avesse seguito il suggerimento che questo blog tiene ormai da 3 anni (TRE) tra gli articoli in evidenza nel blogroll, ci sarebbe stata la possibilità di collocare il palco davanti al Museo delle Scienze (il palazzo dei fasci, ex Garden Cine) con ben altro effetto scenico e molto più spazio per gli spettatori. Ci vorrebbe così poco!

15 agosto 2009

Artisti di strada a Chieti

Anche quest'anno sono tornate le bellissime serate con gli artisti di strada (Chieti Busker Festival) e nelle piazzette di Chieti ieri sera c'era davvero una folla impressionante intorno agli artisti che suonavano, cantavano e giocavano anche col fuoco (ma loro possono farlo).
L'unica nota critica che mi permetto di inserire riguarda il complesso che suonava in piazza Vico con un volume di amplificazione davvero eccessivo, completamente fuori luogo in questo genere di manifestazione. Per tutto il resto complimenti agli organizzatori.

***

P.S. - E' sempre una magia quella che si compie nel cerchio formato dai passanti. Dentro il cerchio c'è l'acrobata, il giocoliere, il funambolo, la contorsionista o il mangiafuoco: artisti di strada con il loro armamentario essenziale che non rinuncia al vezzo di qualche ornamento bizzarro; c'è la polvere dell'eterno viaggiare; l'inquietudine del forestiero e l'inganno del gesto che ripete ogni volta la sua impossibile naturalezza; c'è la tensione di una forza primordiale, la stessa che rende unico ogni destino, irripetibile ogni incontro, rischiosa ogni scelta.

Davanti al gioco dell'artista c'è lo stupore dei bambini. Quello più contenuto degli adulti ci fa capire che le maschere sono tutte fuori dal cerchio, nella compostezza di chi guarda.

La performance rianima le piazzette, occasionali contenitori della scena improvvisata, come da sempre lo sono per i mille destini di chi le ha abitate e vissute: i commercianti che per lustri hanno aperto e chiuso le loro botteghe, gli ambulanti, i carrettieri, i gendarmi, gli spazzini, le coppie di innamorati: tutti scomparsi come artisti di passaggio.

Mentre le scena si svuota, dopo lo scroscio degli applausi e le monete raccolte dal cappello, resta la domanda dei bambini: era vero? era finto? e dove vanno domani quegli artisti con le loro valigie di straccetti? dove trovano la magia che rende meravigliose quelle piccole cose consunte?

09 agosto 2009

Per custodire la memoria


Entro il 14 agosto p.v. saranno ultimati i lavori per la produzione di 4 nuovi DVD della serie “La Guerra in Casa”, sulla memoria della Seconda guerra mondiale in Abruzzo, per la regia di Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli.
Si tratta di un impegno sul territorio che da molti anni i due registi teatini portano avanti con la raccolta di testimonianze orali, con la ricostruzione di fatti storici coinvolgendo le popolazioni locali, con il reperimento di materiali di repertorio e foto originali, con la ricostruzione in computer grafica sia degli avvenimenti che dei territori dove questi si sono svolti.
Lo scopo principale di questo lavoro capillare sul territorio abruzzese è quello di trasmettere ai giovani l’esperienza negativa della guerra vissuta in casa, qui in Abruzzo, soltanto sessant’anni fa dai loro nonni; una guerra che ha seminato lutti e distruzioni e ha prodotto sconvolgimenti radicali nella vita privata e sociale di tutti, con conseguenze devastanti per l’intero territorio. Bisogna conoscere per capire e quale migliore conoscenza di quella che possono trasmettere i protagonisti di quel terribile periodo storico?
Ogni racconto ha una durata di circa un’ora e mantiene la matrice stilistica delle precedenti opere già realizzate sulla Linea Gustav (2006) e su Chieti città aperta (2007).
E’ importante sottolineare quanto nell’impegno profuso sul piano regionale si rifletta la missione quotidiana che l’autore Fabrizio Franceschelli svolge con la trasmissione “Chi l’ha Visto?” e l’autrice Anna Cavasinni con la trasmissione “Un mondo a colori”, entrambe produzioni R.A.I. di impegno sociale e di servizio.

I titoli:
1) “La Battaglia del Sangro” – che include la ricostruzione delle giornate di Lanciano;
2) “La Brigata Maiella” – che include la strage di S. Agata e la battaglia di Pizzoferrato;
3) “Il Sangue dei Limmari” – ricostruzione della strage di Pietransieri (Roccaraso);
4) “…E venne la Guerra” – Roccamontepiano nel dramma della Seconda guerra mondiale.

Le opere verranno proiettate in anteprima, nelle piazze dei paesi maggiormente interessati e che hanno collaborato alla realizzazione, con il seguente calendario:

La Brigata Maiella
2 agosto - Gessopalena ore 21,30
7 agosto - Torricella Peligna ore 21,00
13 agosto - Casoli ore 21,00
14 agosto - Orsogna ore 22,00
17 agosto - Pizzoferrato ore 21,00

Il sangue dei Limmari
11 agosto - Pietransieri ore 21,30

La Battaglia del Sangro - Atessa e Lanciano, in data da definire
…E venne la guerra - Roccamontepiano, in data definire

Le presentazioni avverranno all’aperto e con ingresso gratuito.

04 luglio 2009

Habemus Mozartiana e ci manca il Guerriero


Nel sito del Teatro Marrucino c'è il programma della Settimana Mozartiana. Finalmente! Pubblicare il programma con pochissimi giorni d'anticipo non è la scelta migliore. Alimenterà le solite polemiche e farà crescere il malumore, ma l'importante è che alla fine anche quest'anno ci sarà il gradevole appuntamento teatino dedicato al genio di Salisburgo.

Servirà anche a risollevarci dalla delusione dei Giochi del Mediterraneo. Evento annunciato come grande vetrina internazionale che invece sembra destare pochissimo interesse al di fuori degli appassionati alle singole discipline sportive. Non voglio sminuire l'importanza dell'evento e nemmeno lo sforzo che è stato fatto. Non voglio neanche sminuire i risultati. Però l'enorme investimento fatto su questi giochi era stato presentato e giustificato anche come occasione che si sarebbe proiettata ben oltre l'ambito sportivo. L'impressione ora è ben diversa.
Chieti s'è presa la sua buona fetta realizzando il Villaggio, di cui ho già parlato e torneremo a parlarne quando se ne vedrà la destinazione. Ma chi aveva lavorato per ampliare l'ambito dell'evento e quindi per mettere Chieti al centro di incontri culturali del Mediterraneo non è stato capito o semplicemente non è stato sostenuto. Era più facile aspettare che l'organizzazione dei Giochi provvedesse a tutto. La solita strategia di cui ho già avuto modo di parlare, quella del "pera. cascami in bocca". Ora abbiamo la conferma che non è una strategia vincente.

Solo per fare un esempio, nei giorni scorsi un importante quotidiano nazionale dedicava allo Sport una doppia pagina di calcio (la partita giocata dagli USA, un articolo sulla Juve e uno su Luis Fabiano) una pagina intera per il tennis (Francesca Schiavone a Wimbledon) e meno di mezza pagina sulle dichiarazioni poco riguardose di un dirigente sportivo nei confronti della nuotatrice Federica Pellegrini. A leggere attentamente quest'ultimo articolo si poteva scoprire che la Pellegrini ha stabilito un record mondiale e c'era anche un fugace accenno ai Giochi del Mediterraneo. Nessun titolo, nessun cenno ai luoghi. Nel blog di Maxime c'è una simpatica indagine su questa senzazione che sto descrivendo.

Speriamo che il mondo sportivo possa comunque apprezzare l'evento. Gli atleti in città sono arrivati. Qualcuno è salito anche sul nostro colle e ne ho incontrati diversi nei centri commerciali.

Il programma di accoglienza delle associazioni teatine è stata un'ottima e doverosa iniziativa anche se (com'era facile immaginare) la gente venuta al seguito degli atleti è interessata alle gare e non è molto disponibile a seguire anche altre rappresentazioni,. Comunque, se qualcuno ha rivolto un po' d'attenzione alla nostra Chieti, questa volta non ha trovato solo serrande abbassate. Avrei voluto approfittare anch'io della buona occasione per visitare le Terme. L'occasione c'è stata sabato scorso, prima dello spettacolo "Le troiane", ma sono arrivato tardi perchè l'ho saputo solo all'ultimo momento. Speriamo di non dover aspettare altri decenni per una nuova occasione. La tragedia di Euripide rappresentata da attori teatini dilettanti sotto la direzione di Carmela Caiani ha trovato nelle terme uno scenario davvero suggestivo.

A queste considerazioni, che non vogliono essere critiche verso quello che s'è fatto e che si sta facendo, ma vogliono solo essere un richiamo a quello che si poteva fare, devo aggiungere un'ultima nota dolente: La statua del Guerriero di Capestrano trafugata a L'Aquila. Una notizia quasi incredibile che mi fa capire che le visite guidate organizzate per ieri e oggi al Museo Archeologico (giustamente intitolate al Guerriero di Capestrano) mostreranno ai visitatori una pedana vuota.

Non basta il terremoto che continua a scuotere la terra aquilana, i caroselli di eserciti e di polizia, le misure di sicurezza, le tendopoli di gente stremata a cui hanno imposto una militarizzazione e che non ha diritto neanche a protestare. Non bastano le grandi manovre per allestire i prefabbricati, né gli allarmi per disordini veri o presunti che circondano sempre queste riunioni dei potenti della terra. Ci voleva anche la statua del Guerriero messa in mezzo. Ce l'hanno portata nonostante il parere contrario della direttrice del Museo. Pazzesco! Le proteste del nostro sindaco sono arrivate troppo tardi. Dall'articolo di PrimaDaNoi non si capisce se il Comune non era stato avvisato o se l'avviso non era stato preso sul serio. Resta il fatto che la Provincia di Pescara ha inviato solo una copia della tela di Michetti (anch'essa richiesta per decorare il G8), mentre la nostra preziosa statua è stata traslocata a dispetto dello stesso Museo. Forse di questi tempi non possiamo più meravigliarci che accadano queste cose. Forse il rispetto per una statua è anche meno importante del rispetto per le persone umane, che siano lavoratori o belle ragazze, profughi stranieri o cittadini che vorrebbero informazione e giustizia. Il ritorno del Principe (o del Sultano per usare il più appropriato termine utilizzato dal prof. Sartori) travolge ogni regola legale o costituzionale, penale, civile o morale, figuriamoci i pareri di un sindaco o di una direttrice di museo. Vedo però che mentre il sindaco Ricci, sia pur tardivamente, protesta per il sopruso, invece colui che si prepara a sfidarlo coglie quest'occasione per anticiparci il suo stile di governo: prono servilismo. Secondo Di Primio chi non s'inchina felice ai capricci del Sultano è solo un misero 'provinciale'. Ma sì, diciamola tutta: solo un cafone attaccato alla robba sarebbe più preoccupato dell'incolumità della vecchia statua che della possibilità di compiacere i Signori. Questa è un'informazione che potrà tornarci utile.

01 luglio 2009

Il distillatore teatrale


Tra le rappresentazioni di grande professionalità e bravura ospitate dal Teatro Marrucino e i bagliori di estro e improvvisazione del Teatro di Strada (che speriamo di vedere anche quest'anno in una nuova edizione del Busker Festival) ci sono spazi intermedi per forme artistiche nuove ed interessanti.

La vita di quartiere rappresentata nello spettacolo di lunedì in piazzetta Vico di Chieti non era un dramma o una commedia. Era molto di meno e molto di più. Non c'erano gli attori professionisti capaci di annullarsi nel personaggio. C'erano persone vere che proponevano storie vere. Persone con tratti particolari e segni di storie difficili. La fatica della loro recitazione mostrava slanci e disagi autentici che le relazioni quotidiane obbligano normalmente a celare. Se nel teatro tradizionale è l'attore che dà vita al personaggio, qui c'erano personaggi che offrivano un affaccio alla personalità degli attori.


Il teatro di Antonio Tucci non nasce dalla fantasia di un autore, ma prende spunto dalle vicende vissute di persone comuni. Fatti normali rimasti nella memoria di qualcuno per qualche insondabile ragione. Però i racconti non sono portati sulla scena come interviste, non c'è una ricostruzione storica o giornalistica dei fatti. C'è solo il teatro che agisce, nella sua essenzialità, come un distillatore: i fatti già stagionati nella memoria e semplificati dal racconto vengono ulteriormente ridotti e stilizzati nella rappresentazione che travisa le vicende reali e nello stesso tempo le esalta. I frammenti di memoria escono così dall'intimità personale e diventano vissuto comune guadagnandosi anche la dignità del palcoscenico. La vicenda privata si pone al centro della pubblica piazza. Si fa storia e identità collettiva.


Il teatro, per chi lo ama, è sempre uno specchio magico interposto tra attori e spettatori. Da una parte ci sono gli spettatori che si specchiano in pezzi di vita altrui variamente deformati sulla scena, dall'altra l'attore contempla nella propria recitazione pezzi deformati di se stesso come in uno specchio dell'anima. Il teatro di Antonio Tucci è questo, ma è anche uno specchio che crea uno scambio tra pubblico e privato. Mostra la valenza collettiva delle vicende individuali e la valenza pubblica ed identitaria delle relazioni che si instaurano nella vita di quartiere.

[Le foto di questo articolo sono di Mario D'Amicodatri, che ringrazio]

20 luglio 2008

Settimana Mozartiana 2008

Anche quest'anno c'è stata a Chieti la Settimana Mozartiana. Non ho dedicato nessuna recensione a questo appuntamento, sempre molto apprezzato in città, perché ho potuto goderne una sola serata. Poco per formulare un giudizio. Tuttavia voglio raccogliere la sollecitazione dell'amico Luciano Pellegrini a parlarne nel blog. Egli ci fa notare alcune carenze organizzative:
  • Servizi di bus urbani per collegare i quartieri - ASSENTI
  • Servizi igienici - ASSENTI
  • Pulizia delle strade - INSUFFICIENTE
  • Distribuzione acqua - LIMITATA
e soprattutto ritiene che la nostra settimana mozartiana sembra scollegata dal circuito nazionale delle associazioni e degli eventi dedicati al genio salisburghese, infatti al sito www.mozartitalia.org non c'è traccia dell'evento teatino e non c'è un'associazione locale che possa rappresentarlo e sostenerlo.

La sua proposta è quella di pubblicizzare meglio l'evento invitando anche musicisti di "grosso calibro" il cui costo potrebbe essere meglio sopportato con una cadenza biennale.

Visto che la proposta questa volta non è mia, ve la segnalo ringraziando Luciano Pellegrini per il contributo nello spirito propositivo del blog. Poi aggiungerò qualche mia considerazione nell'area dei commenti.

17 agosto 2007

Note ferragostane

Interrompo la pausa estiva con un post dalla mia villeggiatura francavillese dove posso godermi interessanti mostre (Nuovi Realismi, Giorgio Morandi e la mostra Re-Use, una serie di esercizi di fantasia per stimolare il riutilizzo degli oggetti che normalmente buttiamo nella spazzatura) e ottimi spettacoli gratuiti da Enzo Avitabile a Fiorella Mannoia, dalle coreografie d'arlecchino ai complessi rock degli anni '60 e '70, ragazzi con i capelli bianchi o grigi che sono ancora capaci di urlare e dimenarsi alla maniera dei Rolling Stones.

Purtroppo anche a Francavilla al Mare ci sono cose che non vanno come la riduzione delle spiagge libere e le quattro rotatorie tra la nazionale adriatrica e la provinciale per Chieti. Sembrano crateri lasciati da una caduta di asteroidi. La rotatoria sulla nazionale era necessaria, ma le altre tre potevano facilmente ridursi ad una creando un unico incrocio tra la linea Chieti-Francavilla e quella che da una parte conduce a Valle Anzuca (dove c'è l'allaccio alla nuova strada di collegamento tra Pescara e la Val di Foro) e dall'altra immette al quartiere Villanesi. Una sola rotonda e meno pericoli, meno disorientamento, meno spreco di terreno e meno desolazione urbana. Quattro rotatorie sono davvero troppe e quella di Villanesi è molto mal posizionata perché sta di lato rispetto alla strada principale, così c'è sempre qualcuno che passa dritto, senza rispettare la precedenza e senza neanche rallentare.

Per ferragosto sono tornato a vedere Chietinstrada.
A dire la verità non l'avrei fatto se non fossi stato costretto dalle insistenze dei miei ragazzi. Il manifesto di rara bruttezza non mi sembrava invitante e poi Chieti non è luogo da villeggiatura e non dovrebbe avere interesse agli intrattenimenti di ferragosto, invece, con mia grande sorpresa, la città era piena gente. Era difficile penetrare la folla lungo il Corso Marrucino ed era impossibile avvicinarsi agli artisti sempre circondati da centinaia di persone.

Anche a Francavilla c'è stata una serata con gli artisti di strada, tutti sulla stessa strada, tra vetrine e tavolini di bar, quasi niente al confronto con Chieti. Le piazze e le piazzette teatine dove si sono esibiti i funamboli, i giocolieri, i musici e i mangiafuoco ritrovano così la loro anima antica, quando ogni piazza era teatro di vita vissuta, scenografia naturale, salotto collettivo. Negli occhi dei bambini seduti per terra a guardare in prima fila le magie del fuoco, le acrobazie e gli scherzi dei buffoni c'era quel meraviglioso stupore che nessun varietà televisivo avrebbe mai potuto dargli.
Una bellissima iniziativa. L'unica nota critica la farei alla Coca Cola che distribuiva lattine gratis tra una limousine e un grande pallone luminoso. Lattine di bevanda light, quella col retrogusto chimico di aspartame. Purtroppo le distribuzioni gratuite sono sempre una cuccagna irresistibile e così c'erano lattine vuote gettate ovunque. Impossibile fermare l'invadenza dei logo.

All'una di notte ogni sera la Villa ha ospitato il raduno degli artisti. Un estemporaneo assortimento di archi chitarre, percussioni e sax che faceva sgorgare musica senza fine come una sorgente gioiosa di danze e allegria. Una musica trascinante da festa gitana con Salsicce Cosmiche, Makkaroni e Pappazum. In mezzo al pubblico dei nottambuli si riconoscevano le facce rilassate degli artisti che avevano appena smesso i loro bizzarri costumi: le facce simpatiche di Marcello e Daniela, i funamboli che fanno trio col dalmata; il profilo corsaro di Andrea Loreni, funanbolo mangiafuoco e giocoliere; la dolcezza di Jessica Arpin, senza più il piglio deciso della sposa ciclista che s'era immedesimata anche nel nostro dialetto; la grazia felina e lo sguardo fiero di Jay Toor, la mangiatrice di fuoco, e c'erano parecchi giovani vestiti senza tracce di loghi o marchiature di moda. Giovani che fanno sperare in un futuro con qualche sprazzo di intelligenza e libertà.

A settembre Chieti ospiterà anche Roberto Benigni, il folletto che ama declamare i versi del sommo poeta. Un altro tentativo di restituire anima e senso ad una ricchezza troppo oscurata dagli schiamazzi pubblicitari e dalla massificazione. Portarlo a Chieti è stata una scelta molto indovinata e spero che venga apprezzata anche dai tanti ragazzi che conoscono Dante solo come noia scolastica.
.

09 luglio 2007

La settimana mozartiana

Conclusa la settimana mozartiana possiamo trarre le somme, anche se non sono io la persona più adatta per farlo.

Purtroppo delle numerose rappresentazioni ho visto ben poco e solo nelle ultime giornate:
- ho assistito ad una esecuzione applauditissima del Michele Di Toro Trio nella gradinata di Porta Pescara strapiena di gente;
- sono stato travolto dagli effetti superbi del MozArtPercussion a piazza Umberto I°. Anche qui i posti a sedere non erano sufficienti per il gran numero di spettatori;
- il balletto Mozart Egyptian realizzato dal gruppo Danzaricerca è stato un magnifico esempio di creatività nel quale si miscelavano non soltanto le note di Mozart con evocazioni della musica araba, ma anche la coreografia riusciva a miscelare grazia e dolcezza con effetti nevrotici, psichedelici, talvolta ipnotici. Bellissimo!

Sono arrivato troppo tardi al Villa e non ho visto il Mozart in Abruzzo, ma credo che un tentativo come quello di Luciano Emiliani di trovare legami nascosti e profondi tra i nostri antichi miti, l'elogio della follia di Erasmo, la "follia" di Mozart fino alle "pazzije" di VolaVola sia una ricerca comunque apprezzabile.

Il merito della Settimana Mozartiana non sta nell'aver portato a Chieti un certo numero di artisti e di spettatori, questo è solo l'aspetto materiale dell'evento. Il suo valore culturale sta nall'incontro tra esperienze e ricerche molto diverse, nell'unione di generi contrastanti, nell'affiancare tanti artisti locali con artisti provenienti dall'Italia e dall'estero. E se alcune rappresentazioni, come quella del SalzburgPlaze nel cortile di Palazzo Martinetti, è stata di tipo "scolastico" perché recitavano i ragazzi (alcuni ancora bambini) del Corso di Recitazione del Marrucino, questo non è un limite al valore dell'evento, mostra piuttosto che la Settimana Mozartiana è anche laboratorio di formazione.

In conclusione io credo che la Settimana Mozartiana sia stata la migliore invenzione che si sia vista negli ultimi decenni nella nostra città. I recenti pasticci creati dalla volontà di rinnovare il Teatro hanno messo a rischio l'evento, e dunque non ci si poteva aspettare molto, ma per fortuna questa bella tradizione dell'estate teatina non s'è interrotta, ed è la cosa più importante.

Probabilmente quella di quest'anno è stata un'edizione complessivamente meno brillante e le critiche che alcuni lettori del blog hanno già espresso nei commenti e mi hanno fatto pervenire sono sicuramente fondate: anche a me le scritte sul corso non sono sembrate un esempio di buon gusto, anche per me i disservizi del Terminal sono un segno di cialtroneria organizzativa, anch'io ho visto che i figuranti con gli abiti d'epoca non sembravano entrati nel loro ruolo teatrale, ma sembravano ragazzi che non sapevano bene perché fossero vestiti a quel modo...

Sono critiche di cui si dovrà tenere conto, che comunque non intaccano il valore complessivo dell'evento e ci sono state anche cose positive come la maggiore partecipazione di alcuni commercianti. Quindi esprimiamo pure le nostre critiche e facciamo le nostre proposte purché siano finalizzate alla continuazione e al miglioramento di una tradizione che merita di restare legata al nome di Chieti anche per il futuro.

Non so se la qualità dell'evento si possa misurare dal numero di artisti stranieri. Un eventuale risparmio realizzato puntando maggiormente sugli italiani e cercando così di salvare l'appuntamento non è necessariamente da condannare, sempre che questo ripiegamento non diventi una regola, altrimenti la manifestazione perde di respiro. Anche le critiche ai manifesti e alla schermatura dei lampioni che Luciano Pellegrini ha espresso in questo blog e anche su PrimaDaNoi, sono sicuramente legittime, ma a me paiono eccessive. Il giudizio sulla grafica dei manifesti è molto soggettivo. La luce ambrata dei lampioni mi è sembrata adatta al tipo di suggestione che si voleva creare. Forse si poteva dedicare un po' di cura in più negli allestimenti dell'Antica Pescheria, anzi, visto che il portico di fronte alla pescheria era ancora tutto impacchettato da tavole e ponteggi, per quest'anno sarebbe stato meglio non usare per niente la pescheria e creare un salotto altrove, magari in piazza Malta.

03 dicembre 2006

Chieti Festival

Nei prossimi giorni (dal 7 al 10 dicembre) ci sarà la seconda edizione del Chieti Festival. Un evento diverso dalle solite manifestazioni paesane. Un incontro di artisti provenienti da vari luoghi dell'area mediterranea voluto dallo spirito cosmopolita di Tony Pancella. Un festival che unisce musica, cinema e altre espressioni artistiche con momenti di riflessione sull'incontro tra i popoli e la pacifica convivenza.

Peccato che tutto questo passa quasi sotto silenzio, quasi relegato in un angolo del calendario e del bilancio teatino. Eppure intorno a quest'idea si potrebbe costruire il grande evento capace di portare il nome della città nel circuito della comunicazione nazionale e internazionale.

Invece di far pagare al nostro comune le cifre astronomiche necessarie per confezionare un'ordinaria e banale serata televisiva di FestivalBar, si potrebbe dar forza e spazio ai nostri concittadini creativi e geniali come Tony Pancella capaci di promuovere iniziative che possono mantenere Chieti come sede stabile, facendone un crocevia di culture.

Io mi auguro che questo lentamente avvenga, perché poi, se vuole, la televisione dovrà venire qui a scoprire l'evento, magari pagando anche il biglietto d'ingresso.

Mi auguro che questa seconda edizione del Chieti Festival ottenga un adeguato successo che possa far aprire gli occhi a qualcuno.

10 luglio 2006

Campioni del Mondo


Chieti ha festeggiato la vittoria ai mondiali di calcio con l'ultimo decisivo rigore messo a segno da Grosso.

09 luglio 2006

La partita di pallone


Stasera la finale dei mondiali.

Ci vediamo tutti al campetto della Villa col maxischermo che vale molto più di un Festilbar, soprattutto se l'Italia vince.