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20 marzo 2015

La commissione dei non esperti

Il parere favorevole espresso per l'impianto Ombrina Mare dalla Commissione di Valutazione Impatto Ambientale è l'amara e incredibile conclusione di anni di lotte.

Leggo con infinita amarezza l'elenco dei commissari: su cinquanta nomi vedo un solo docente di ecologia con un curriculum da esperto. Poi ci sono quattro geologi e un biologo, ma non sono accademici e nei loro curricula c'è solo attività burocratica. Tra i geologi uno solo vanta tre articoli pubblicati su una rivista. C'è un agronomo che ha insegnato statistica e ha collaborato con Eni. Medici zero. Nessun esperto di biologia marina. Gli altri sono quasi tutti architetti o ingegneri. Poi ci sono tredici tra avvocati, magistrati e laureati di area giuridica. Cosa ci fanno gli architetti e gli ingegneri in una commissione V.I.A? forse per valutare l'impatto estetico della piattaforma petrolifera rispetto alle increspature del mare? Gli ingegneri saranno stati chiamati a calcolare la resistenza del fondale marino rispetto al peso della piattaforma? E gli avvocati? Chi ha potuto inventarsi una commissione a stragarnde maggioranza di non esperti in questioni ambientali? Basterebbe questo, invece c'è anche altro quando si va a guardare meglio: P2, mafie, comitati d'affari. Poi rispunta il nome di Antonio Sorgi.  E' pazzesco!

E' stata una batosta anche per Maria Rita D'Orsogna, la scienziata che dagli Stati Uniti è riuscita a sensibilizzare molti abruzzesi e ci ha informato per anni dal suo blog. Non finiremo mai di ringraziarla per tutto quello che ha fatto. Più di tutti gli abruzzesi messi insieme. Ora sul suo blog c'è una lettera a Luciano d'Alfonso.

Se il governatore dell'Abruzzo è un abruzzese e se ha un poco di coscienza non dovrebbe riuscire più a prendere sonno finché non farà qualcosa. Le parole di Maria Rita d'Orsogna dovrebbero riecheggiare nelle sue orecchie senza dargli pace finché non farà qualcosa. Perché ora è chiaro, chiarissimo, che non ha fatto niente, proprio niente per salvare l'Abruzzo dalla più grande sciagura che ci sia mai capitata. Non ha fatto niente lui, come non hanno fatto niente neanche gli altri.

24 ottobre 2012

Tempi oscuri tra filovie, gabibbi e dottori

Giornali e tv sono tornati sulla interminabile vicenda della Filovia di Pescara. Una storiaccia molto triste,  un'opera che i cittadini non vogliono, perché inutile e costosa. Una vicenda che riproduce in piccolo l'assurdità del TAV in Val di Susa. Un'opera pubblica da imporre a tutti i costi, violando leggi, direttive e sprecando un fiume di denaro pubblico. Adesso la questione è passata dalle mani dei funzionari europei a quella dei magistrati che dovranno accertare se sono stati commessi reati.

A Chieti c'è un'altra Filovia di cui nessuno parla più. Quella che unisce la città alta alla città bassa e avrebbe potuto ridurre un po' di rumore e di inquinamento. Era diventata il cavallo di battaglia dell'opposizione contro l'ex sindaco Ricci che fu chiamato a rispondere alla Iene e sbeffeggiato su grandi manifesti. Il filobus non c'è. Tutto il tempo e i soldi investiti per farlo funzionare sono stati buttati al vento. ma nel frattempo il sindaco è cambiato e il caso è archiviato.

29 dicembre 2010

Borse al merito

Prima che passi nel dimenticatoio facciamoci un nodo al fazzoletto. Sto parlando di una promessa fatta  lo scorso 18 novembre dal presidente della regione Gianni Chiodi e del rappresentante locale della Confindustria Paolo Primavera. Sollecitati da Roger Abravanel durante la conferenza  svolta nel salone della Camera di Commercio di Chieti hanno fatto una promessa solenne davanti ad una platea di studenti giunti da tutta la provincia.

13 agosto 2009

Scherzando col fuoco

Il teatrino della politica cittadina si sta animando. Il duello di parole tra il sindaco Ricci e lo sfidante Di Primio (botta e risposta) sembra quello di un finale di campagna elettorale, per la quale tuttavia mancano ancora molti mesi all'inizio. La schermaglia era cominciata sul fuoco (leggi qui), era proseguita sui soldi (premessa, botta e risposta) e ora torna sul fuoco, quello che ha distrutto i computer del municipio. Tutta colpa del caldo che dà alla testa, come suggerisce il sindaco Ricci? oppure c'è solo un vuoto di idee e di concretezza, come sostiene Vittorio Ramundi? qualcuno potrebbe anche dire, qualunquisticamente, che la politica è sempre e comunque un teatrino. Ma a Chieti pare proprio che si voglia davvero esagerare: siamo arrivati alle bibliche cavallette, incredibile ma vero!

Io l'avevo scritto più di due anni fa e mi ero anche divertito a comporre un vignetta satirica ispirata alle piaghe d'Egitto. Non avrei mai immaginato che si arrivasse davvero all'invocazione delle cavallette e perfino a paragonare il primo cittadino al Nerone che incendia la città. Ora mi tocca aggiornare la vignetta: eccola!


Gli incendi ci sono stati davvero, come il terremoto che ha danneggiato Palazzo d'Achille e palazzo di giustizia, però ci vuole una bella fantasia ad immaginare in questi eventi una responsabilità amministrativa sfruttabile per attacchi politici. Naturalmente io ne approfitto per rallegrare il blog con una nuova vignetta dedicata al Sindaco-Nerone (quella del Sindaco-Mosè l'avete già vista), ma i politici, e chiunque volesse lanciare la propria candidatura alla guida amministrativa della città, farebbero meglio a fare qualche proposta seria per il futuro: non semplici promesse, ma progetti che possano dar conto anche dei mezzi che si intendono utilizzare.

A dire il vero Di Primio ci sta provando: in una recente intervista televisiva parlava di una redistribuzione razionale degli uffici nei diversi palazzi della città. E' una proposta che nel blog porto avanti da anni (post di marzo 2007) e sono lieto che qualcuno ora voglia seguire questa strada. Sull'aspetto economico necessario a sostenere l'operazione Di Primio dice che è necessario fare in modo che ogni immobile ristrutturato sia immediatamente "messo a reddito". In questo dettaglio si nasconde il vero problema: riesce Chieti ad attivare processi capaci di produrre reddito?

Ne parleremo, ma non ora: aspettiamo prima che siano i politici a farlo. Se non lo faranno, allora dobbiamo dare ragione a Vittorio Ramundi e dire che i nostri politici parlano a vuoto, non vogliono applicare il pensiero alla realtà dei problemi.

A proposito di realtà dei problemi, visto che gli incendi sono veri, e se quello al comune s'è risolto senza gravi danni e quello della SEAB fortunatamente non ha vuto conseguenze catastrofiche, vogliamo cominciare ad attrezzarci? invece di discutere del passato e litigare sull'interpretazione delle analisi, vogliamo predisporre un piano per le emergenze? vogliamo dare all'ARTA gli strumenti di cui ha bisogno? vogliamo controllare meglio l'attività dei 17 impianti di trattamento dei rifiuti ospitati in città? vogliamo revocare le autorizzazioni a chi risulta fuori norma o provoca disastri?

Lo so, lo so: sono tutte cose da chiedere alla Regione, perché è lì che si decide sull'ARTA , è lì che si danno e si revocano le autorizzazioni per il trattamento dei rifiuti. Bisogna chiedere a Chiodi, cioè allo stesso politico da cui stiamo ancora aspettando una risposta sull'Abruzzo regione mineraria, l'Abruzzo svenduto ai petrolieri di cui egli non vuole parlare. Ma ne dobbiamo parlare perché non è vero che il problema non esiste, non è vero che la raffineria di Ortona non si farà, non è vero che l'ENI ha rinunciato. In Lombardia l'ENI ha davvero presentato una rinuncia alle autorizzazioni, invece ad Ortona l'ENI continua a presentare varianti al progetto del Centro-Oli: ce n'è una depositata al municipio di Ortona. Perciò credo che la vignetta da fare dovrebbe essere quest'altra:


perché questa riguarda i problemi veri, quelli gravi che minacciano la salute di tutti noi, e non il corto-circuito nella sala computer. Forse l'assessore El Zohbi nella vignetta avrebbe preferito metterci la faccia dell'avv. Di Primio, della cui dis-amministrazione in Comune sentono ancora le conseguenze, ma noi quei disservizi amministrativi li consideriamo piccoli problemi. Invece del futuro petrolifero, minerario e di discarica tossica nazionale che si profila per la nostra regione siamo molto molto molto preoccupati e ancora di più lo siamo se il Presidente della Regione continua a sottrarsi alle sue responsabilità come ha fatto a Cupello.

Ecco cosa potrebbe fare l'avv. Di Primio per guadagnarsi la fiducia della città: potrebbe intercedere presso le autorità regionali (suoi amici e colleghi di partito) e chiedere che si faccia qualcosa di concreto: una legge regionale, la revoca delle autorizzazioni petrolifere oppure una forte pressione affinché l'Eni possa davvero recedere dai suoi intenti. Cioè qualcosa che non sia solo un frullato di chiacchiere e le solite false promesse. Qualcosa che i cittadini possano vedere ed apprezzare.

Se poi il governatore Chiodi volesse anche ridare ai comuni abruzzesi i soldini per sostenere i servizi sociali sarebbe ancora meglio, ma questo viene dopo. Prima è necessaria la garanzia di un futuro vivibile. Non scherziamo col fuoco!

23 dicembre 2008

Come il Congo

L'articolo di Rumiz pubblicato da La Repubblica di domenica scorsa non ci dice niente di nuovo, salvo che mostrarci ciò che vede il visitatore venendo da fuori. E' uno specchio impietoso sul quale sarebbe opportuno fermarsi a riflettere. Dopo aver descritto la nostra valle, con i suoi centri commerciali tra cementifici e discariche, Rumiz conclude:

Gli abruzzesi sono abituati a tacere da secoli. La loro è una "regione camomilla", utilmente nascosta in una zona d'ombra dei media. Il dossier di un'azienda multinazionale la descrive così: "facilità di penetrazione, costi d'insediamento minimi, zero conflittualità sociale". Soprattutto, "poche obiezioni ecologiche". Sembra il Congo, invece è Italia.

Perché ci siamo ridotti così? In questi giorni, commentando i risultati elettorali con alcuni amici, ho ascoltato la loro orgogliosa difesa della scelta di non votare: tanto sono tutti uguali, destra e sinistra. Nessuno è onesto. Così, dietro questa giustificazione che sembra nobile e pura, fondata su fatti ben noti, e nel nome della perfetta onestà, gli abruzzesi onesti continuano a tacere. Tralasciano, come se fosse un dettaglio di poco conto, che i nostri sfruttatori non sono più gli aragonesi, i d'Avalos, i Torlonia che prendevano il frutto delle terre senza per questo distruggerle. E i nostri nonni potevano essere servi remissivi conservando nel privato la propria dignità. Anche ai tempi del fascio o in quelli dei clientelismi democristiani e socialisti si poteva essere orgogliosi di restarne fuori. Ma ora, di fronte a quello che hanno fatto e che potrebbero fare Montedison, Eni, Orim e le varie ecomafie questa possibilità non c'è più. Ora si profila una devastazione senza precedenti, un disastro irrimediabile. Eppure in tanti, giustamente disgustati da una politica che reca danni morali e materiali senza mai chiedere scusa, preferiscono stare chini sull'orticello privato. Un amor proprio che però è anche un modo per tacere e subire. Si rinuncia al voto per questioni di principio: "finché non mi dimostrano serietà, onestà e competenza, non avranno il mio voto!". Giusto, perfetto, intanto gli opportunisti si candidano, si votano, approvano ogni scempio, progettano l'Abruzzo minerario e lo consegnano ai trafficanti di scorie tossiche e radioattive.

Oggi il silenzioso orgoglio degli abruzzesi onesti rischia di negare il futuro ai propri figli.

21 dicembre 2008

Atti dovuti

Degli elettori abruzzesi (1.209.079) hanno votato in 640.520 e tra questi 11.846 hanno inserito la scheda bianca, 23.481 l’hanno annullata. I voti espressi sono meno della metà degli elettori. Il nuovo presidente è stato eletto con 295.371 voti, cioè meno di un quarto del corpo elettorale. Tuttavia è un numero sufficiente per imporre agli altri tre quarti la libertà di inquinare e di rendere invivibile la nostra terra. Forse non era quello che avevano in mente gli elettori di centro-destra. Forse a loro il cavallo di legno sembrava innocuo, sembrava perfino utile e bello. A dividersi i trenta denari dei petrolieri saranno in pochissimi. Gli altri sono solo pinocchi che corrono dietro al carrozzone di Mangiafuoco. Una rumorosa minoranza di sciocchi. C’è quasi un milione di abruzzesi che non s’è fatto incantare, ma ha preferito il silenzio.

E c’è Cassandra. L’avevo nominata nel mio post pre-elettorale, colei che avvisò i suoi concittadini dell'inganno e dell’imminente sciagura, colei che non fu creduta. Non viene mai creduta Cassandra e mi accorgo d’averla sottovalutata anch'io. Pensavo ingenuamente che il premier, dopo la corsa a Pescara per annunciare la sua contrarietà al Centro-Oli, dovesse aspettare qualche tempo prima di smentirsi e di svelarci l'inganno. Immaginavo che volesse prudentemente attendere la scadenza della legge regionale (un anno) per poi creare un po' di diversivi, confondere e far dimenticare. Ragionavo così perché perfino i truffatori più sfacciati dovrebbero sapere che in fondo “nisciun è fess”. Una logica d’altri tempi, evidentemente. Ora i fessi abbondano, si sentono maggioranza, sono felici e orgogliosi di esserlo, ci tengono a ostentare la propria fessaggine. Sono passati solo tre giorni e l’uomo che si diceva contrario al petrolchimico è già in azione per eliminare l’ostacolo che il precedente consiglio aveva frapposto ai petrolieri e lo fa platealmente, per la gioia dei suoi adulatori che continueranno a servirlo.

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato oggi la Legge regionale n.14 del 15/10/2008 - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 marzo 2008, n. 2 (Provvedimenti urgenti a tutela della Costa Teatina) con la quale, tra l'altro, si vietava a rilasciare, fino al 31 dicembre 2009, permessi per costruire insediamenti di industrie che svolgano attivita' di prospezione, ricerca, estrazione e lavorazione di idrocarburi, come il Centro oli dell'Eni a Ortona (Chieti). I rilievi riguardano il fatto che la Regione 'agisce in prorogatio' e, inoltre, che la legge prevede inoltre divieti generalizzati alle attivita' di prospezione, ricerca, estrazione, coltivazione e lavorazione di idrocarburi. Tali divieti contrastano con la normativa nazionale e comunitaria in materia di energia e di liberta' di iniziativa economica. (ANSA 18 dic. 2008)

Adesso c'è chi si rivolge implorante al nuovo Presidente regionale chiedendogli di farsi promotore di nuove iniziative a difesa del nostro territorio. Dimenticano però che Chiodi non ha promesso niente. Non è lui che decide. Non è lui che cancella la legge regionale. Qualora il progetto dell’Eni dovesse sciaguratamente realizzarsi, sarà difficile accusare Chiodi d’averci mentito o tradito.

Leggo un’intervista in cui il neopresidente cerca di tranquillizzarci parlando di “atto dovuto”. Sembra un altro cavallo di troia (l’avranno costruito col sistema delle matriosche?). Non basta dire che la legge regionale era incostituzionale e quindi non poteva non essere impugnata. Se il Governo impugna dicendo che la regione non può imporre “divieti generalizzati” sta dicendo che la Regione (in prorogatio di poteri o in pienezza di poteri) non deve porre veti alle autorizzazioni governative (e l'autorizzazione data nel 2002 dal precedente governo Berlusconi, non è revocata) sta ripetendo quello che già ha detto l’on. Vito nell’interrogazione parlamentare (il petrolio in Abruzzo è una priorità del governo e la regione deve collaborare come ha fatto la Basilicata), sta insistendo nella linea scelta con la proposta di legge 1441, cioè si vuol togliere alla regione il potere di decidere sulla vocazione del territorio. E Chiodi su questo tace? anzi lo ritiene un “atto dovuto”? ma così non si dichiara lui stesso presidente-fantoccio? Non sarebbe dovuto piuttosto un atto contrario, cioè quello di revocare l'autorizzazione, di cancellare la destinazione “mineraria” dai programmi del governo e dare voce all’Abruzzo (e a Chiodi eletto da un quarto degli abruzzesi, ma ora presidente di tutti gli abruzzesi) come è stato fatto nella L.133/08 per il Veneto? perché invece di tranquillizzarci il nuovo Presidente non chiede con fermezza al premier del suo stesso partito di poter esercitare al meglio i propri poteri (e doveri) nei confronti degli abruzzesi? perché il governo non aspetta neanche l'insediamento del nuovo consiglio regionale?


08 dicembre 2008

Uno strano regalo di Natale


Il regalo che gli abruzzesi aspettavano è arrivato. L'uomo della provvidenza è giunto di sorpresa a Pescara e ha detto che il Petrolchimico di Ortona non si farà.

Siamo tutti lieti di questo repentino ripensamento. Le Cassandre ovviamente ci mettono in guardia, ci dicono di non credere alla parola di un uomo abituato a mentire. Il re di denari che ha regalato agli italiani una vita finta di miraggi, di veline, di tronisti, finte pupe e finti secchioni; con la legge porcellum ci ha regalato una finta democrazia dove si vota senza poter scegliere alcun candidato; col suo carisma ci ha regalato una finta politica senza partiti e senza idee, dove tutti rincorrono il leader più figo; con la ex-cirielli ci ha regalato una finta giustizia dove tutti i processi cadono in prescrizione, si fanno solo per finta; con l'era della finanza creativa ci ha regalato una finta economia, cartolarizzata, dove abili prestigiatori muovono conti, titoli, derivati, bilanci falsati, manovre finanziarie, carta che vince, carta che perde, e alla fine vincono sempre gli stessi, i soliti banchieri, gli alti papaveri dell'alta finanza e i loro accoliti. Per tutti gli altri restano pochi posti di lavoro, tutti finti, precari, flessibili, talvolta perfino letali, sono i lavori della Legge 30 beffardamente intitolata al professore che fu lasciato indifeso da vivo e poi denigrato da morto.

Ogni trovata del grande illusionista è una scatola vuota, uno scherzo, una beffa. Ad ogni fregatura c'è sempre qualcuno che ti dice: sorridi, sei su scherzi a parte! Sorridi, sei su candid camera! Sorridi, perché solo i comunisti non sorridono! Sorridi, che non hai vinto niente e ora puoi spendere tutti i tuoi soldi con ottimismo!

Cassandra è lì che ci ammonisce di non ascoltare le parole ingannevoli del fabbricante di finti balocchi, distributore di stupidi scherzi. Anche questa facile promessa, giunta in soccorso del suo candidato costretto a dire e non dire, a dichiararsi favorevole o contrario a seconda di chi gli poneva la domanda, sarà da lui facilmente smentita dicendo, come al solito, d'esser stato frainteso.

Quando avrà incassato i consensi elettorali manderà uno dei suoi lacché ad inaugurare la nuova raffineria e dirà che mai lui aveva pensato di negare all'Abruzzo la grande fortuna del petrolio, del lavoro, dello sviluppo... dirà che tutto era così chiaro, scritto nei decreti, nelle leggi, nelle autorizzazioni, dichiarato come priorità nelle interrogazioni parlamentari, stampato a chiare lettere nel programma del governo, portato avanti ancora in questi giorni con un disegno di legge (1441) che spoglia l'Abruzzo di ogni facoltà decisionale sulla questione del petrolio. L'art. 117 della Costituzione affida la tutela della salute, la produzione dell'energia e la valorizzazione dei beni ambientali alla competenza regionale, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali fissati dallo Stato. Quindi l'attuale maggioranza parlamentare sta compiendo un ennesimo strappo alla Costituzione per fare scempio dell'Abruzzo anche contro la volontà degli abruzzesi. Tutto è così chiaro che avrà pienamente ragione il cavaliere quando si chiederà chi può essere stato tanto stupido da fraintendere le sue intenzioni e travisare le sue parole.

Comunque noi abruzzesi il regalo del cavaliere lo apprezziamo ugualmente e aspetteremo fiduciosi che già dai prossimi giorni la maggioranza bloccherà il disegno di legge 1441 già approvato alla Camera; il governo provvederà a revocare il decreto Marzano del 2002; il Ministro Scajola cancellerà dal suo programma economico la trasformazione dell'Abruzzo in regione mineraria, e tutti gli esponenti locali del centro-destra saranno invitati a non sostenere più i progetti dell'Eni ponendo fine a quel che hanno fatto dal 2001 fino ad oggi, sia a livello regionale (unica eccezione la legge regionale n.3/2008 che comunque registrò il voto contrario del responsabile di FI) sia nella giunta di centrodestra che regge il comune di Ortona. Noi aspettiamo i fatti, vogliamo vedere la legge che impone la moratoria almeno ventennale per ogni speculazione petrolifera in Abruzzo, e solo dopo giudicheremo.

Fino a quando tutto questo non accadrà le parole restano nell'aria. Credo che nessun abruzzese consapevole della grave situazione possa dare il proprio voto ai partiti che, nella giunta regionale Pace del 2001, avviarono segretamente lo scellerato piano di petrolizzazione dell'Abruzzo, gli stessi partiti che al Governo nel 2002 lo autorizzarono e che in tutte le occasioni successive hanno continuato a sostenerlo guadagnandosi alla fine, anche a sinistra, la complicità di Del Turco e di alcune forze sindacali. Chiunque oggi ha nel cuore il futuro dell'Abruzzo voterà solo per chi, sulla questione del petrolio, ha dimostrato da sempre una chiara e ferma contrarietà. Ci sono forze e gruppi ambientalisti che da anni si sono battuti per il Parco della Costa Teatina, per le energie alternative, per la tutela dell'ambiente e del territorio. Insieme a questi gruppi, che purtroppo finora sono stati deboli e frammentati, ora c'è anche il partito dell'Italia dei Valori che, in piena coerenza col programma elettorale del candidato presidente Carlo Costantini, ha inserito nella propria lista un vero protagonista della battaglia contro il Centro-Oli, uno dei fondatori del Comitato Natura Verde.

A Cassandra vorrei dire che il sorprendente regalo del cavaliere resterà sulla spiaggia di Pescara. Sperando che nessuno commetta la sciocchezza di portarlo in tutta fretta dentro l'emiciclo regionale. Vedremo in seguito se era un regalo sincero oppure un ingannevole cavallo di troia pronto a trasformarsi in un cane nero a sei zampe e distruggerci col suo fiato sulfureo e fiammeggiante.

08 novembre 2008

Cartolina per i candidati


La classe POLITICA abruzzese deve prendere una posizione netta e agire per il bene della nostra TERRA

ABRUZZO RINNOVABILE ONLUS
MOVIMENTO D’OPINIONE CONTRO L’ABRUZZO PETROLCHIMICO

Consorzio tutela Vini d'Abruzzo, Confesercenti Abruzzo, CIA Abruzzo, CNA Abruzzo, Confcooperative Abruzzo, Associazione Cantine Sociali Abruzzo, ANCI Abruzzo, Unione delle Colline Teatine, Slow Food Abruzzo, Lega Agroalimentare Abruzzo, Coldiretti Abruzzo, Citta' del Vino, Confederazione Produttori Agricoli, Consorzio Agrario Chieti-Pescara, WWF, Legambiente, Comitato Natura Verde, Abruzzo in Movimento

Sono con noi le Province di Chieti e Pescara e i Comuni di: Chieti, Pescara, Alba Adriatica, Archi, Ari, Bellante, Canosa Sannita, Casacanditella, Casalbordino, Casalincontrada, Casoli, Castelfrentano, Crecchio, Fara Filiorum Petri, Fara San Martino, Filetto, Fossacesia, Francavilla al Mare, Frisa, Giuliano Teatino, Guardiagrele, Lanciano, Lettopalena, Loreto Aprutino, Miglianico, Mozzagrogna, Notaresco, Orsogna, Paglieta, Palena, Pineto, Pretoro, Roccamontepiano, Rocca S. Giovanni, Roseto, Sant’Eusanio del Sangro, San Giovanni Teatino, San Martino sulla Marruccina, San Salvo, San Vito Chietino, Scerni, Silvi, Spoltore, Tollo, Torino di Sangro, Tornareccio, Torricella Peligna, Treglio, Vacri, Vasto, Villamagna

e inoltre: Pastorale Sociale Arcidiocesi Lanciano-Ortona, Emergenza Ambiente Abruzzo, Nuovo Senso Civico, Associazione Medici per l’Ambiente

01 novembre 2008

A volte ritornano

Non puoi mai prevedere da che parte arrivano: una volta vengono da destra, poi da sinistra, poi ancora da destra. Ci tocca di stare sempre in guardia, è la notte di Halloween!

25 ottobre 2008

Dietro il sipario: una cronologia

Il sipario chiuso sui gravissimi problemi della nostra terra consente ai protagonisti della finta politica di condurre una campagna elettorale basata sulle solite insulsaggini. le questioni di schieramento, di alleanze, di nomenklature, le promesse clientelari, i santini e i listini e credo che i primi ad adeguarsi a questo teatrino saranno proprio quelli che in apparenza urlano più forte contro la mala politica.

Per chi vorrà invece svolgere il proprio dovere di elettore facendo una scelta consapevole potrà essere utile questa cronistoria (se c'è qualche errore vi prego di segnalarmelo nei commenti).

ATTO PRIMO: scena Stato-Regione

18.10.2001 - l'ENI presenta al Ministrero delle Attività Produttive una richiesta di concessione per la coltivazione del giacimento petrolifero individuato ai confini tra Ortona e Tollo.

20.12.2001 - il Min. Attività Produttive esprime parere favorevole alla concessione. Il Ministro era Antonio Marzano (FI) e il sottosegretario all'energia era Giovanni Dell'Elce (FI) onorevole eletto nel collegio di Chieti.

13.03.2002 - l'Ufficio V.I.A. (Valutazioni Impatto Ambientale) della Regione Abruzzo esprime parere favorevole di compatibilità ambientale. Il 22 marzo c'è anche il parere dell'Ufficio Intesa della Regione Abruzzo. La Giunta regionale presieduta dal teatino Giovanni Pace (AN) per approvare tutto in modo rapido e silenzioso non ha bisogno di disporre alcuna verifica o indagine scientifica: per tutti i passaggi della procedura basta la perizia giurata di un geologo incaricato dall'ENI.

19.04.2002 - sulla base dei pareri regionali il Ministero rilascia il Decreto di Concessione con il programma dei lavori per Centro Olio, 2 pozzi denominati 'Miglianico' ma situati nel territorio di Ortona, 2 serbatoi di 10000 m3, sistemi di trasporto, collegamento in rete dei pozzi, collegamento ad un terzo pozzo Bucchianico.
Il decreto è l'atto più importante di tutta la trafila. Porta la firma del ministro Antonio Marzano (FI). (L'on. Dell'Elce pochi giorni prima aveva subito un grave incidente che lo costrinse a lasciare il lavoro per un lungo periodo) Marzano è molto legato all'Abruzzo perché iniziò a Pescara, nella facoltà di Economia, la sua carriera universitaria. La matrice politica del Centro-Oli è costituita dalla piena intesa Pace-Dell'Elce-Marzano. Gli atti ulteriori sono soltanto conseguenze di ordine burocratico per una decisione politica già chiaramente espressa:

  • 09.08.2002 - l'Uff. V.I.A. Abruzzo comunica che non c'è impatto ambientale per l'oleodotto
  • 20.11.2002 - parere favorevole all'oleodotto
  • 09.04.2003 - nulla osta regionale per il tracciato di oleodotto da 5,8 km
  • 29.07.2003 - l'Uff. BB.AA. della Regione approva la variante di aumento dell'area del Centro Oli
  • 23.08.2004 - approvata la Legge n.239 di riordino del settore energetico, sostenuta dal governo Berlusconi. L'art.77 dispone che il permesso di ricerca e la concessione di coltivazione dei pozzi costituiscono titolo sostitutivo di qualunque autorizzazione, permesso, concessione e assenso. Gli interventi e le opere sono dichiarati di pubblica utilità.
  • 28.12.2004 - approvazione di altre varianti tra cui la reimmissione delle acque di lavorazione nel pozzo sterile Granciaro
  • 22.03.2005 - la Direzione Territorio Reg. Abruzzo conferma i pareri di compatibilità ambientale
  • 18.04.2005 - la Direzione Attività Produttive esprime parere favorevole alla variazione
  • 06.07.2005 - Il Min. Attività Produttive emana il Decreto di approvazione delle variazioni (N.B. - a questa data è ancora il Governo Berlusconi che agisce - in Abruzzo si è appena insediata la Giunta Del Turco, ma la Regione non è più coinvolta nelle decisioni).

ATTO SECONDO: scena dei poteri locali

In questa seconda fase l'Eni chiede i permessi al comune. Sono atti di cui, in base alla legge 239/2004 forse si potrebbe fare a meno, ma evidentemente si prefesisce seguire tutto l'iter previsto dalla legge per evitare ogni possibile contestazione.

11 LUGLIO 2006 - L'ENI si rivolge al comune di Ortona (giunta centro-destra) chiedendo un provvedimento di natura urbanistica per la variazione della destinazione d'uso dei terreni agricoli da utilizzare:
  • 21 luglio: nota comunale sulla difformità urbanistiche;
  • 24 luglio: l'Eni insiste proponendo domanda di costruzione del Centro-Oli di cui ha già il decreto di autorizzazione ministeriale su parare favorevole della Regione;
  • 10 luglio: l'Eni richiede di attivare la procedura semplificata mediante convocazione di conferenza dei servizi
  • 24 agosto: parere contrario ai permessi di costruire per difformità con il piano regolatore;
  • 1 settembre: parere contrario dell'ufficio tecnico comunale di Ortona;

19 MARZO 2007 - il responsabile del procedimento del Comune di Ortona convoca la conferenza dei servizi richiesta dall'Eni per superare gli ostacoli;

[l'art.5 del Dpr 447/1998 prevede che "alla conferenza può intervenire qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dalla realizzazione del progetto dell'impianto industriale" perciò questa procedura non dovrebbe agevolare la richiesta dell'Eni se davvero tutti fossero avvisati]

3 APRILE 2007 parere dell'Arta;

4 APRILE 2007 Conferenza dei servizi Regione Abruzzo, unica e conclusiva, si decide solo sulle emissioni atmosferiche;

[si noti che sulla questione delle emissioni in atmosfera i parametri da rispettare erano già stati bocciati con una procedura di infrazione alla normativa europea. Il problema era già segnalato come urgente nella nota 7.9.2006 del Servizio Politica Energetica quindi sarebbe stato logico attendere la definizione dei nuovi parametri, ma il preocedimento invece di rallentare accelera]

  • 17 APRILE 2007 parere comitato regionale beni ambientali e nullaosta della Direzione regionale Parchi;
  • 18 APRILE 2007 determina dirigenziale di autorizzazione della Direzione dei Parchi
  • 19 APRILE 2007 parere dei servizi del Genio civile regionale e parere dell'Assessorato urbanistica provincia di Chieti;
  • 20 APRILE 2007 apertura della conferenza dei servizi al Comune di Ortona per la variante urbanistica; acquisiti i pareri del consorzio ASI Chieti e Pescara; relazione tecnica descrittiva del progetto Eni; parere del servizio prevenzione Asl sul parere settore viabilità della Provincia di Chieti; 27 APRILE 2007 conclusione della conferenza dei servizi. Nonostante i dubbi espressi dal servizio sanitario (mai chiariti) la conclusione è favorevole al progetto Eni.

Dagli atti della variante urbanistica affissi all'albo pretorio del Comune di Ortona i residenti della contrada Feudo vengono a conoscenza del progetto e inizia a circolare la notizia.
Si costituisce così il Comitato Natura Verde che comincia a diffondere informazioni. Ma a molti sembra essere una questione locale che riguarda solo le contrade di Ortona e Tollo. L'Eni ha denominati i pozzi 'Miglianico' come efficace sistema di depistaggio. Nonostante le informazioni fatte circolare la gente non capisce bene cos'è questo Centro-Oli e dove sta.

Va detto anche che s'era già creata una certa attenzione in quella zona grazie all'opera svolta l'anno precedente dal Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina che aveva contrastato anche con manifestazioni popolari la realizzazione del tratto stradale Postilli-Riccio (proprio sul litorale antistante la contrada Feudo) al fine di istituire una riserva che avrebbe salvato la spiaggia dalla strada e la collina dal Centro-Oli, ma non rientrò nel sistema delle riserve (L.R. 5/2007). La strada fu un eccellente deterrente.

I primi volantinaggi fatti da alcuni ambientalisti di Tollo nelle contrade ortonesi incontrarono strane forme di ostilità prima di riuscire a far capire che la minaccia riguardava tutte le attività economiche dell'intera zona e non era una questione di confini comunali.


Ricorsi al TAR presentati da WWF e produttori di vino.

3 agosto 2007 - Sala Marmi PE: pubblica consultazione con enti e associazioni locali

13 agosto 2007 - Delibera Giunta Regionale n. 861/c approva (finalmente) il Piano di Qualità dell'Aria

25 SETTEMBRE 2007 decisione del Consiglio comunale sulla variante al Prg. Non è possibile fare opposizione per contrasto con la normativa sulla qualità dell'aria che non è ancora vigente. Lo stesso giorno il Consiglio Regionale delibera il Piano della qualità dell'aria accogliendo la proposta di Giunta del 13 agosto, ma ormai è tardi perché tutto è già deciso.

Formalmente gli atti della regione non sembrano favorevoli alla petrolizzazione (i parametri sulle emissioni in atmosfera infatti non sono compatibili col progetto) ma i tempi danno l'impressione che anche l'amministrazione regionale di centro-sinistra abbia contrinuito ad agevolare le procedure di autorizzazione. Del Turco (SDI-PD) si dichiara apertamente favorevole al progetto anche se appare isolato rispetto alla sua giunta.

Il sindaco di Ortona (FI) è sempre stato molto favorevole e viene indicato tra coloro che potrebbero trarre diretti vantaggi in virtù di sue partecipazioni in imprese del settore e per via del conseguente potenziamento delle attività portuali di Ortona. Tuttavia anche l'amministrazione ortonese aderisce ad una dichiarazione contraria agli impianti Eni. Sembra un ripensamento, ma sarà rapidamente smentito.

ATTO TERZO - La presa di coscienza

C'è una congiura del silenzio che non fa trapelare quasi nulla sui giornali, ma il Comitato Natura Verde e il tam-tam della rete fanno emergere il problema.

10 ott 2007 - il WWF propone un ricorso al Min. dell'Ambiente ai sensi dell’art. 309 del D.Lgs. n. 152/2006.
Lo stesso giorno il presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti (Margherita - PD), su pressione degli ambientalisti richiede un'indagine affidata all'Istituto Mario Negri Sud.
Il Mario Negri Sud scopre che i dati forniti dall'ENI per ottenere le autorizzazioni non sono corretti. L'impatto ambientale generato dagli impianti di desulfurazione è molto più alto di quello dichiarato negli atti ufficiali.

10 nov. 2007 - Una delegazione del Comitato Natura Verde si reca a Roma per parlare con il ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio. Il ministro dell'Ambiente comunque non potrebbe revocare un decreto del Ministro delle Attività Produttive, incarico passato a Bersani (DS-PD).

17 nov. 2007 - manifestazione dei trattori a Pescara

19 nov. 2007 - una mail inviata dalla California dalla prof.ssa Maria Rita D'Orsogna comincia a far comprendere che il problema già pubblicamente segnalato dal Comitato Natura Verde è gravissimo, non riguarda solo una piccola zona, ma rappresenta una seria minaccia per tutto l'Abruzzo.

29. dic.2007 - Il Mario Negri Sud certifica la nocività del Centro-Oli

Gennaio 2008 - il ciclo di conferenze della prof.ssa D'Orsogna e di altri eminenti scienziati, benché totalmente ignorato dalla stampa (unica lodevole eccezione PrimaDaNoi.it) mette la classe politica abruzzese di fronte ad una verità indiscutibile: la svendita dell'Abruzzo ai petrolieri è stata compiuta con procedure durate anni e gestite con accurata riservatezza.

10 marzo 2008 - sotto la spinta di migliaia di abruzzesi arrivati a L''Aquila con auto e pulmann, viene approvata la legge regionale che sospende tutte le autorizzazioni. Unico voto contrario quello di Vito Domenici (FI).

15 marzo 2008 - manifestazione a Pescara per le emergenze ambientali - corteo di circa 2000 persone

25 giugno 2008 - il nuovo governo Berlusconi (FI) emana il DL 112 che contiene all'art.8 una legge obiettivo per sbloccare le estrazioni petrolifere nell'alto Adriatico, senza necessità di autorizzazioni locali. La legge obiettivo scavalca la volontà politica regionale.
Il Veneto, preoccupato per la sorte di Venezia che potrebbe inabbissarsi a causa di fenomeni di subsidenza, riesce, con una modifica in sede di conversione del decreto, ad ottenere l'obbligo di intesa con la regione Veneto. Per le altre regioni non c'è speranza.

[Il DL contiene un elemento incredibile: sono le stesse aziende interessate agli sfruttamenti che devono fornire al ministero i dati sui quali basare la decisione: un altro conflitto di interessi legalizzato! Non c'è nessun sistema di controllo indipendente.]

Gli intenti del nuovo governo Berlusconi sono dichiarati in un documento di sintesi diffuso dal Ministero dello Sviluppo Economico:

  1. Possibilità di ricerca e coltivazione di idrocarburi nelle acque dell’alto Adriatico, in Abruzzo e in Basilicata se questo non comporta rischi di abbassamento delle coste;
  2. Avvio delle procedure per la definizione della Strategia energetica nazionale con il ritorno all’energia nucleare,
  3. delega al Governo per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali con l’introduzione del principio generale dell’affidamento della gestione dei servizi mediante gara per tutti i settori (servizi idrici incluso), ferma restando la messa a disposizione delle reti pubbliche ai soggetti che si aggiudicheranno la gestione del servizio;
  4. velocizzazione del sistema di rilascio delle autorizzazioni.
L'obiettivo dello sfruttamento petrolifero dell'Abruzzo è ribadito anche nel piano economico triennale: in Abruzzo il problema della subsidenza delle coste non si pone.

27 giugno 2008 - Il Ministero per lo Sviluppo Economico (stiamo parlando di Claudio Scajola - Forza Italia) ha ufficialmente classificato l'Abruzzo come "regione mineraria".

13 - 29 luglio 2008 secondo ciclo di conferenze pubbliche della prof.ssa D'Orsogna e altri scienziati ed esperti. Alla conferenza presso l'università di Pescara partecipano anche i rappresentanti dell'ENI. Molti cittadini cominciano a capire la dimensione del rischio che stiamo correndo. I giornali sono costretti a parlarne, ma lo fanno utilizzando trucchi meschini per non far capire il livello di allarme lanciato dagli scienziati.

28 luglio 2008 - la Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana si esprime ufficialmente contro il progetto dell'ENI, contro la privatizzazione dell'acqua rilanciata dal governo, e sprona gli abruzzesi a fare qualcosa per i gravi rischi alla salute umana provenienti dall'inquinamento della zona di Bussi e dall'avvelenamento dei fiumi.

20 settembre 2008 - sentenza del TAR Abruzzo che respinge i ricorsi presentati dalle Cantine e dal WWF. Nella sentenza si afferma che le varianti e le autorizzazioni concesse dal comune erano inutili perché l'ENI aveva già acquisito il titolo necessario per intraprendere le opere.
Secondo i giudici del TAR la Legge Regionale n.2 del 2008 non può bloccare le attività estrattive che erano state autorizzate prima dell'approvazione della legge.

All'indomani della sentenza l'ENI porta i proprietari davanti al notaio per il rogito di vendita dei terreni sui quali sorgerà la raffineria.

Il CNV apre una sottoscrizione per l'acquisto dei terreni. I Comuni di Francavilla al Mare e Pescara aderiscono alla sottoscrizione. il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso (Margerita - PD) annuncia anche un proprio ricorso contro l'Eni.

Cala il sipario

il consiglio regionale uscente approva una nuova legge di blocco delle attività petrolifere fino alla fine del 2009.

L'ENI invia lettere con minacce di gravissimi risarcimenti ai due proprietari che si rifiutano di cedere i terreni se l'atto definitivo non avverrà entro il 7 ottobre. Inizia una sottoscrizione popolare in sostegno e garanzia per i due proprietari resistenti.

2 ottobre 2008 - All'interrogazione parlamentare del sen. Legnini il governo Berlusconi risponde per voce dell'on. Elio Vito (FI) che ribadisce l'obiettivo nazionale dello sfruttamento degli idrocarburi in Abruzzo, precisando che si tratta un interesse primario del governo. Alla richiesta di operare d'intesa con la regione Vito risponde che le intese rientrano nello spirito collaborativo, ma non c'è alcun obbligo per il governo che può decidere anche senza consenso delle regioni (salvo quanto previsto dalla legge per il Veneto) e auspica che anche l'Abruzzo si vorrà prestare alla stessa collaborazione che si è avuta con la Basilicata.

[per chi non lo sapesse la Basilicata ha visto trasformare il suo terrotorio in zona estrattiva di idrocarburi ed è stata anche prescelta come sede per stoccaggio di scorie nucleari radioattive (Scanzano) per questo, assicura Vito, il governo la ricompenserà nelle prossime programmazioni finanziarie]

15 ott. 2008 viene promulagata la legge regionale n.13.