01 marzo 2007

Una piazza con la città intorno

Sul quotiano IL CENTRO molto spazio è dedicato a Piazza San Giustino, giustamente indicata con questo nome perché a chiamarla piazza Vittorio Emanuele molti ne sarebbero disorientati.

Il giornale parla della piazza a causa di una indecorosa e trascurabile vicenda che ricorda quei vecchi film in cui il talento di Alberto Sordi e di Aldo Fabrizi, nei panni del vigile urbano o del solerte maresciallo, s'invischiava nel contrasto tra senso del dovere e ossequio al potere. Stendiamoci un velo pietoso sperando che, se davvero vogliamo evitare di soffocare la città con le nostre auto, il buon esempio parta anche dai nostri amministratori.

Nel giornale si parla di Piazza San Giustino anche per un più serio motivo, quello di eliminare il parcheggio e ridare vivibilità alla piazza. A tal riguardo l'assessore ai lavori pubblici, Luigi Febo, dichiara che è già pronto un concorso di idee per trovare la miglior soluzione. Il concorso sarà pubblicizzato su internet e sulle riviste di architettura e designer. Sarà premiato il migliore progetto e sono già stati stanziati 800.000 euro per gli interventi da fare sulla piazza.

Se l'intento dell'assessore è quello di fare bella figura e di ostentare uno stile moderno e professionale, forse avrà fatto la mossa giusta, ma se vogliamo pensare all'utile della città allora i nostri amministratori dovrebbero fermarsi a riflettere. Cosa potranno mai proporre i geniali architetti che vorranno cimentarsi nell'impresa? nel migliore dei casi ci proporranno uno spazio vuoto reso originale da invisibili inciampi alla maniera della nuova piazza Salotto di Pescara e nel peggiore riempiranno la piazza con il frutto del loro genio creativo, cioè con qualcosa che apparirà come un'astronave aliena atterrata davanti a San Giustino.

Se vogliamo restituire la piazza all'uso "umano" della città, dobbiamo partire dalle esigenze concrete dei cittadini, cioè dobbiamo parlare con loro e non con gli architetti giapponesi o americani. Questo ci farebbe anche risparmiare soldi.

La comunicazione con i cittadini sembra essere fuori dalle possibilità e dagli intenti di questa amministrazione, ed è sicuramente l'elemento di maggior delusione di chi aveva sperato nel cambiamento politico del 2005, però anche senza partecipazione di idee possiamo renderci conto che non avrebbe senso domandare in giro se in piazza ci stanno meglio le pachine o le aiuole, se sia preferibile una grande fontana oppure un giardinetto, se prima non diciamo a chi e a che cosa quella piazza dovrebbe servire. Sappiamo tutti che il Palazzo di Giustizia non riesce più a contenere i suoi uffici ora dislocati anche in un palazzo di Piazza Malta e in quello delle Poste; sappiamo anche che Palazzo d'Achille ha lo stesso problema e gli uffici comunali sono stati sistemati anche nel fatiscente palazzo di via Sant'Eligio e nell'ex inps; dunque è necessario prima trovare un'adeguata e funzionale collocazione a queste importanti strutture per poter capire chi potrebbe andare nei palazzi di piazza San Giustino.

Se potessi decidere io darei il Palazzo di Giustizia all'Università, come sede del Rettorato, e metterei le facoltà umanistiche a Palazzo d'Achille e a Palazzo De Pasquale. In questo modo anche l'idea di trasformare in studentato l'ex convento del SS. Rosario sarebbe più apprezzabile. Tutta l'area a partire dall'ex caserma Pierantoni (dove il Ciapi dovrebbe collocare strutture scolastiche) fino a San Giustino e a Palazzo De Majo (dove è già previsto un centro di studi universitari) diventerebbe zona universitaria e così la piazza tornerebbe a vivere senza bisogno di ingegnosi giochi architettonici. Gli studenti che ora sono tutti concentrati negli spazi verdi del Campus, avrebbero come naturali luoghi di incontro la Piazza San Giustino e i magnifici spazi del quartiere Santa Maria, in particolare penso alla gradinata di Porta Pescara e all'ex pescheria trasformata in Internet Point. Ma forse anche l'antico seminario potrebbe essere coinvolto in questo circuito.

Chiudete gli occhi e pensateci: gli studenti di Chieti non avrebbero niente da invidiare a quelli di Perugia, di Macerata, di Camerino, di Urbino...

Ovviamente resta il problema del Comune e del Palazzo di Giustizia. Dove li mettiamo? io metterei il Tribunale nella vecchia sede dell'Ospedale Civile, come da tempo s'era prospettato e prima che la struttura venga rioccupata per le esigenze del San Camillo. Invece il Municipio troverrebbe una sede magnifica nel castello della caserma Spinucci. Basterebbe adattare le grandi strutture interne all'area militare per poter riportare là tutti gli uffici comunali ora sparpagliati.

Inoltre si potrebbe trasformare in parcheggio l'area di rimessa dei filobus. Piazza Garibaldi diventerebbe così il centro amministrativo della città e questa sì dovrebbe essere ridisegnata adeguatamente con utile apporto di bravi architetti, ai quali si potrebbe anche chiedere di realizzare un collegamento diretto (un ponte) che consenta di raggiungere in pochi passi il parcheggio di via Papa Giovanni da piazza Garibaldi.

Per recuperare l'area di rimessa dei filobus è necessario costruirne una nuova all'altro capolinea, cioè nella zona di via dei Vestini o nel Villaggio Mediterraneo ora in progettazione. Se la nostra amministrazione volesse si farebbe ancora in tempo.

In cambio dei palazzi offerti in centro all'Università si dovrebbe chiedere la cessione di una struttura del Campus per le esigenze del San Camillo. Così si avrebbe:
1- un polo amministrativo della città in piazza Garibaldi, che in futuro potrebbe anche acquisire l'ex Caserma Berardi per realizzarvi un palazzo di uffici finanziari e una caserma della Guardia di Finanza rimettendo anche in uso il palazzo dell'Enel;
2 - una città universitaria nel centro storico che potrebbe godere anche dei musei, di una biblioteca provinciale nell'attuale struttura dell'Ospedale Militare e di studentati nell'ex pediatrico ed ex inps. L'attuale sede dei vigili urbani potrebbe diventare una biblioteca con sale di studio e postazioni internet e spazi sociali. In futuro si potrebbe pensare anche ad un recupero della Caserma dei Carabinieri di via Arniense che non sembra logisticamente adatta ad un comando operativo;

3- un polo scientifico-sanitario a Madonna delle Piane con l'ospedale clinicizzato, l'ospedale San Camillo e le strutture universitarie di Medicina, di Farmacia e di Scienze motorie.

4 - Naturalmente non mi nascondo le difficoltà dovute al fatto che molte strutture (Caserma Spinucci, Ospedale Militare, ecc.) da utilizzare sono di proprietà del Ministero della Difesa e che gli accordi sarebbero sicuramente complessi, ma non credo che gli apparati militari abbiano interesse a conservare immobili ormai imprigionati in un centro storico che limita la mobilità, quindi al Ministero della Difesa si potrebbero offrire gli ampi spazi e le moderne strutture del Parco Paglia in modo da creare un polo militare nella zona di via Piaggio.

A me questo momento di apparente stallo e di incertezza creato dal declino e dallo svutamento che Chieti ha subito negli ultimi anni sembra una grande occasione per ridisegnare in modo razionale la città. Se Chieti vuol "ripartire" deve riuscire a proporsi in modo nuovo senza lasciare niente di intentato. Chi governa la città deve tracciare il disegno, anche ambizioso, per poi coinvolgere nella realizzazione gli enti pubblici e le imprese private, invece si ha l'impressione di una subalternità della politica rispetto alle esigenze particolari e alle pressioni dei privati, che coltivando i loro orticelli finiscono inconsapevolmente con il limitare le loro stesse possibilità.
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8 commenti:

Anonimo ha detto...

concordo totalmente
anche se mi viene tristezza quando leggo i vari blogs teatini,pieni di interessanti idea da realizzare ma che vengono ingiustamente ignorati.
La città è nostra,noi ci viviamo e quindi sarebbe giusto ascoltare il nostro parere.Non copiamo i vicini,con le loro megalomanie inutilmente sfarzose e poco funzionali.Risparmiamo soldi e clamore,più fatti e poche(o nessuna)parole.
Vogliamo una volta per tutte una città bella(basta poco visto che è già bella di sua),senza auto e alla portata di tutti.
Possiamo solo sperare che sia la volta buona
R

enio ha detto...

Vedi anonimo (R)sulla piazza S.Giustino e sul suo riordino se ne sono dette tante,matante, forse troppe che sarebbe già dovuto succedere qualcosa già da quest'anno, ma la cosa è ferma come si dice al "palo" per mancanza di fondi (io dico di volontà). Il suo ripristino a piazza più importante della città non costerebbe molto, basterebbe levare subito tutte le macchine, rimettere le piante, magari aggiungendone, che cucullo fece tagliare, ripavimentarla e incominciare ad utilizzarla per tutte quelle manifestazioni che solitamente d'estate e d'inverno si dovrebbero fare a Chieti per ingolosire il turista a caccia di emozioni, tipo spettacoli folcloristici e sagre di vario genere. Se poi si volesse esagerare, si potrebbero recuperare i pezzi sparsi per la Villa Comunale dell'antica fontana ( vedi il mio blog ) e rimetterli nella sua sede naturale. Soltanto che oggi tutti ne parlano,riempiendosene la bocca, dal sindaco in primis, all'assessore per passare da monsignore ma nessuno fà un bel niente perchè a Chieti non ci sono soldi, o meglio se ce ne sono, vengono spesi malamente. Si è parlato di far salire i turisti solla torre campanaria per ammirare la città dall'alto, come vedi se ne è solo parlato! Meeting su come restaurare la piazza più importante di Chieti se ne sono fatti l'anno scorso, qualcuno abbastanza importante, ma nessuno ha avuto memoria della cosa. Solitamente nelle buone amministrazioni, si da pubblicità alle cose fatte, portandole a conoscenza di tutti in quanto a tutti interessano che le coscose vengano fattea. Si chiama trasparenza o meglio bilanci, tanti soldi entrano e tanti ne spendo o ho intenzione di spenderne! Si è parlato di un parcheggio sotterraneo dietro il palazzo di giustizia, si è parlato di alzare il parcheggio al terminal,aumentandone la capienza.... ma si parla da noi troppo invece di fare anche queste piccole cose. L'amarezza è rimasta perchè si sono spesi tutti quei milioni inutilmente per il festival bar (8 mila euro solo per tirare giù un lampione e rimetterlo su )nella speranza di far venire più turisti a Chieti poi non si hanno i soldi per pagare o assumere il personale, un solo addetto al museo della Civitella, così domenica scorsa è rimasto chiuso e i turisti hanno dovuto constatare con mano quanto sia inutile salire sul colle. Mancano alberghi in centro per molti sono costretti a pernottare sulla costa ( ce n'è uno solo degno di questo nome, antichissimo,tanto antico che adesso rischia di cadere a pezzi: l'Albergo Abruzzo ). E' tutta la politica sulla città che va rivista e chiunque, io sono convito che questa quì verrà spazzata via alle prossime elezioni, andrà a governarla dovrà affrontare daccordo con la popolazione. Troppe sono le cose che non vanno oggi, non ultimo i vigili che, nonostante in tutte le città d'Italia fanno il loro dovere e sono portati a vanto dalle varie amministrazioni; basta guardare nella piazza del pozzo, dove si riesce a parcheggiare in terza fila senza che si veda un vigile o un carro attrezzi per portar via tutte le macchine in divieto. Ho visto di persona segnalatomi anche da questo blog le famose palle di cannone a Porta Pescara per impedire il parcheggio sulle scale !!!!!! Rimedi da miserabili, da ultimi della classe signori miei.

Anonimo ha detto...

Caro blogger, permettimi di dirti che non condivido il tuo buonismo nelle proposte per questa città.
Da come scrivi mi sembri un veltroni o ancor peggio un d'alfonso.
Se non te ne sei accorto, quando ti lamenti dei commenti che qui vengono lasciati, che spesso giudichi incivili o "rivoltanti" (parole tue...) stai insultando il malcontento della tua gente.
Se i commenti dei teatini oggi sono questi, è perchè giustamente la popolazione si è rotta le palle di vedersi continuamente depredata dalla politica di quella fogna che sta tra montesilvano e francavilla.
Qui il problema è che mentre tutti hanno finalmente individuato il nemico, tu da buon saccente giudichi questi pensieri come dettati da becero campanilismo.
Ma campanilismo non è caro amico mio, è voglia di rivalsa di una città che ha dovuto sopportare di tutto negli anni.
E poi non capisco perchè mentre gli altri possono davvero essere campanilisti nei nostri confronti, noi non possiamo esserlo nei confronti loro.
E' proprio per colpa dei pensieri tipo il tuo che Chieti la prende sempre nel culo.
Gli altri (e quando dico altri sai bene a chi mi riferisco) si fanno i cazzi loro, e noi continuiamo a regalare.
Io sinceramente nel livore dei tuoi commentatori intravedo una luce di speranza, perchè significa che finalmente sta iniziando una presa di coscienza che giocoforza porterà ad una ribellione tipo quella aquilana del 71.
Tu continua a predicare i tuoi valori ecumenici, ne hai il diritto, ma io e gli altri teatini stiamo già con la spada e l'elmetto!
p.s.: come ho già avuto modo di leggere in un altro blog teatino,l'impoverimento anche economico di Chieti sta pian piano infiltrando un certo tipo di criminalità.
Ti sei accorto -o vivi sulla luna- che a Chieti gira droga a tutto spiano e la "criminalità alta", quella di un certo livello per intenderci, inizia a prendere piede???
A chi dobbiamo dire grazie di tutto questo? Ai Chietini o a chi ci affama?
Lo sai che a Chieti risultano iscritti al collocamento ben 18mila disoccupati?
Ti rendi conto che questa è una polveriera che può esplodere da un momento all'altro?
Ah no, ma il problema sono le scritte contro la polizia che stanno vergate sui muri...

Tom ha detto...

Gentile Anonimo,

apprezzo la tua critica argomentata. L'avrei apprezzata di più se l'avessi firmata almeno con uno pseudonimo in modo da poter capire se sto parlando con un nuovo lettore o con qualcuno dei soliti.

Ho aperto questo blog che, fin dal titolo, vuol guardare Chieti in positivo perché ho visto che i tanti spazi già dedicati alla nostra città erano pieni di lamentele, di rimpianti e di rabbia. Non ho mai detto che quelle lamentele fossero ingiustificate, ma ho pensato di fare una cosa diversa credendo (illudendomi?) che questo taglio potesse anche essere utile. C'è chi ha fatto la scelta contraria alla mia dicendo di voler evidenziare quello che non vogliamo, quello che non ci piace. E' una scelta altrettanto legittima ed apprezzabile, ma anche lì (mi riferisco a Chieti Migliore) il blogger chiedeva di risparmiare gli insulti e invece è subito arrivato qualcuno a insultare chi si lamentava troppo. Tu non sopporti che io mi lamento poco. Ma credo che anche questa, come quella di destri e sinistri, sia una contrapposizione inutile, l'importante è riuscire a fare la somma tra i nostri diversi approcci. Ognuno può frequentare il blog che gli è più confacente e sarebbe bello se qualcuno (magari Maxime ;)) riesca a realizzare un portale che mette insieme le varie anime della comunità.

Sto ragionando come Veltroni o D'Alfonso? credo che sia un bel complimento, in effetti mi piacerebbe avere anche a Chieti un sindaco capace di creare alleanze costruttive. Si chiama buonismo? la bonta è una grande virtù e anche questo appellativo sarebbe un complimento, ma credo che non c'entra niente, perché come hai visto nei commenti alla scritta contro la polizia, la mia posizione non è quella del tollerante o di chi tende a giustificare, anzi è vero il contrario. La parola buonismo potrebbe far pensare a lassismo o a perdonismo e allora sarebbe sbagliatissima. Non giustifico né le scritte, né le azioni delittuose, e condivido la tua preoccupazione per l'aumento della criminalità, che non è un problema di Chieti, ma di tutta la provincia: siamo arrivati all'assalto organizzato ai portavalori, alle rapine a mano armata a Rapino e perfino a Guastameroli e nel vastese la situazione è davvero allarmante. Se Chieti vuol essere capoluogo deve saper guardare con attenzione anche a quello che succede sul confine molisano, perché anche quello è territorio chietino.

Hai ragione quando colleghi il rischio criminalità alla disoccupazione e hai ragione anche quando dici che le scritte sui muri sono niente di fronte a 18 mila disoccupati. Io non voglio negare e nemmeno sminuire questi problemi, e tu sbagli pensare che chi li affronta in modo diverso vive sulla luna e non vede niente. Prima di organizzare una ribellione contro qualche presunto "nemico" vorrei capire qual è il problema e vedere se c'è qualche via d'uscita, vorrei farlo prima che i problemi si trasformino in tragedie. Credo quindi che per trovare una buona via d'uscita occorre mantenere una visione lucida e serena, altrimewnti si finisce con anticiparla la tragedia.

Non ho mai pensato che il lavoro possa essere un regalo elargito dai politici ai loro sudditi. I politici sono rappresentanti chiamati a svolgere un ruolo non secondario, ma non sono i padroni del gioco, anzi spesso agiscono come marionette. Se abbiamo sbagliato a votare al prossimo giro possiamo cambiare. Ma ci sono cose più difficili da cambiare: il lavoro dipende dalla capacità collettiva di fare le cose, dipende dall'operosità e dall'ingegnosità della gente e dipende anche dallo spirito con cui si affrontano i problemi. E di questo vorrei parlare anche nei miei prossimi post.

A me non risulta che "la spada e l'elmetto" abbiano mai portato a qualche risultato non distruttivo e non disastroso.

Tu forse mi dirai che sono state decisioni politiche a togliere a Chieti uffici e funzioni che un tempo aveva e che bisogna opporsi a queste decisioni. Questo ragionamento posso capirlo, ma non possiamo pretendere che una giunta di provincia possa fermare la tendenza al decentramento amministrativo, alla grande distribuzione commerciale, alla mobilità che favorisce le città con grandi strade e grandi parcheggi... sarebbe solo fonte di frustrazione e di rabbia. Possiamo cercare alternative e costruirle, come quella, che a me piacerebbe molto, di una città universitaria.

Grazie per gli spunti di riflessione e spero di poter contare ancora sul tuo contributo, magari non più completamente anonimo.

Anonimo ha detto...

Mò qua forse nin li vede cchiù nnisciun pecchè ja passate na mesate, ma sò sapute na cose che te laja dice: vu sapè pecchè la Spinucci, cioè clu belle Castelle, coma dici tu ca ci stesse tante belle lu Municippie di Achille, vù sapè pecchè lu munucippie nin ci si pofà? pecchè chulù frignone di Cucull largalate ali suldate, ca scì, ci steve pure prime, ma prime ci steve dentre a la proprietà comunale, dope Cuculle jel'argalate! anzi no, in cambie sa fatte dà lu vecchie distrette militare, cioè la Pierantonije ndò ci steve affà lu parchegge coperte. Ci aveme vennute lu Castelle pe nù parchegge, pecchè si sa ca mò la Pierantonije vale poche ca è tutt'arrivinate.

Lukiluke

Anonimo ha detto...

Allore, se je tutt'arruvnate, pije la cariole e lu cement, e valle armett a lù post!! M' sà tand cà sì capac!...nde preoccupà, che a pagart ce penz Ricc, e li "cumbagna" sì!!
Salut assignirì!!

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

perche si