04 settembre 2008

La voce della Chiesa

Se il quadro politico resta sempre avvolto dalle nebbie può confortarci però che quello che avevo definito triste silenzio della Chiesa è finito: la Chiesa in occasione della III Giornata per la Salvaguardia del Creato ha preso una posizione chiara e netta nel documento (Abitare la Terra - PDF) della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana.

Il richiamo al "dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo destinato a tutti" ci esorta alla difesa del "fazzoletto di terra che ci è stato affidato". I vescovi hanno espresso la loro contrarietà al Centro-Oli, si dicono contrari anche alla mercificazione e privatizzazione dell'acqua ed esprimono una chiara condanna per le vicende dell'inquinamento di Bussi.

Il documento non si limita ad esprimere un parere, la voce dei vescovi ci sprona alla "mobilitazione morale e spirituale per garantire alla regione un futuro sereno e costruttivo". Come cristiani dobbiamo agire, fare la nostra parte, senza nasconderci dietro la solita comoda scusa che tanto sono i politici a decidere. Quali politici? quelli che tra qualche mese noi avremo eletto, dunque il futuro dipende molto anche da noi, dalla nostra capacità di non farci prendere in giro e di non seguire l'istinto che porta a privilegiare i piccoli tornaconti (la conoscenza, la promessa, il favore).

La recente inchiesta giudiziaria ha sollevato un velo mostrando un marciume profondo a sinistra come a destra. E' necessario seguire il consiglio dei vescovi e porre, da cittadini, le nostre condizioni imprescindibili a TUTTI i partiti escludendo radicalmente i candidati che volessero continuare a fare i giocolieri con le parole e con le solite sciocche furbizie.

Credo che le questioni principali siano proprio quelle indicate nel documento dei vescovi:
  • il rifiuto della petrolizzazione dell'Abruzzo, netto, totale, definitivo, senza se e senza ma, perché il petrolio è inconciliabile con tutto quello che l'Abruzzo è, fa e rappresenta;
  • la bonifica della mostruosa discarica di Bussi;
  • la sana gestione degli acquedotti e delle acque, incompatibile con qualunque privatizzazione che inevitabilmente anteporrebbe ilprofitto immediato alle altre più importanti esigenze della popolazione;
  • il risanamento dei fiumi, ormai ridotti in condizioni spaventose, troppo dannose per la nostra salute, per il turismo balneare e per la pesca;
  • la salvaguardia dei parchi naturali che devono tornare ad essere risorsa economica, richiamo turistico e patrimonio inalienabile.
Ma tutto questo non si farà mai senza restituire la politica al suo ruolo di guida che non si concilia con gli affari e con le convenienze immediate. Bisogna riuscire a guardare oltre la nebbia, riconoscere gli uomini veri da quelli falsi.

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