25 aprile 2009

Università e sviluppo locale


Ho studiato e mi sono laureato nella città di Bologna e tra le prime riflessioni che feci, vivendola, ci fu che quella città prosperava e viveva in perfetta simbiosi con la sua centenaria Università e con noi ragazzi universitari che provenivamo da tutta Italia. Essa sembrava già predisposta ad accoglierci. Tutto ciò che ci occorreva, quasi magicamente, passava sotto i nostri occhi e per noi non restava che studiare. A tutto il resto, sembrava davvero pensarci la città di Bologna. Librerie, copisterie, uffici, informazioni, convegni, dibattiti, alloggi, mercati dove fare spesa risparmiando, ecc.. Noi universitari eravamo il target prediletto di negozi, punti vendita, iniziative culturali, cinema, teatri e quant'altro. Quanti soldi, noi studenti, lasciammo in quella città, eppure ancora oggi, nessuno di noi ritiene davvero che quei denari siano stati spesi male. Il ritorno ci fu in termini di istruzione, cultura, esperienza ed anche divertimento.
Bologna era una città accogliente, in quanto pensata attorno alla sua Università. E questa accoglienza le fruttava enormi quantità di denaro, che passavano dalle nostre tasche alle casse della città. Dico questo, perchè ritengo che sia proprio quanto oggi la città di Chieti non colga. Essa non riesce a profittare della presenza di una Università di tutto rispetto, in forte espansione in termini di credibilità e rinomanza. Ecco, io credo, che la città di Chieti debba ricercare con convinzione la consapevolezza che l'Università può rappresentare un volano di crescita formidabile per lo sviluppo locale della città. Qualche tempo fa si parlava di trasferire una facoltà universitaria sul colle. Io proponevo di individuare un palazzo storico nel centro di Chieti e dedicarlo alle cerimonie di laurea. Comunque al di là delle proposte concrete, che sia chiaro devono arricchire tutta Chieti e non penalizzare nessuno, il senso del mio dire vuole essere quello di spezzare una lancia a favore di quanti sostengono e vogliono attuare l'idea che la direttrice strategica lungo la quale va pensato lo sviluppo locale della città deve essere quella della "Chieti Città Universitaria".
Gli studenti possono far affluire grandi quantità di ricchezza per tutta la città, ma devono trovare grande accoglienza, servizi, strutture, spazi fisici, opportunità culturali e in ultimo, anche divertimenti e svaghi. Per questo io credo si debba fare davvero di più in tal senso, perchè quanto più e meglio Chieti saprà offrire, tanto più tutta la città potrà crescere e prosperare.

Andrea Polidoro - Ripa Teatina

3 commenti:

Tom P. ha detto...

Ho voluto riproporre il contributo di Andrea Polidoro, già pubblicato anche in altri siti, perché coglie bene il senso delle mie "Proposte per Chieti".

L'idea di una città universitaria era già presente nei miei tentativi, come questo, di abbozzare un progetto per la città. Ma anche dove abbiamo parlato del recupero dell'ex San Camillo.

L'articolo di Polidoro coglie bene quello che anche a mio parere è il problema principale: lo spirito di accoglienza. L'università non può creare una città universitaria senza la collaborazione di tutti i cittadini, dei commercianti, dei promotori culturali.

Mentre l'Università d'Annunzio conosceva il suo periodo di maggiore sviluppo subiva lo sfratto dalla parte alta della città. Poi, per una iniziativa futuristica come quella dell'Università Telematica, è stata scelta la sede, molto bella, ma appartata, del Palazzo Valignani di Torrevecchia.

Nello spirito della città universitaria sono arrivato anche a proporre iniziative goliardiche come quella di un "carnevale universitario". Ma come tante altre proposte è rimasta solo nelle pagine del blog.

66100 ha detto...

Mazza...che tristezza Tommasiello..
Non scrive più nessuno qui sù..
Mi spiace..
Quando ho un pò di tempo ti posto qualcosa per ridare un pò di verve al tuo stupendo Blog, un pò giù di tono.

Cià Zio Tom

- 66100 -

Tom ha detto...

Grazie del pensiero, ma preferirei che tu non spendessi il tuo prezioso tempo in questi tristi e sinistri luoghi.
Qui i piccoli contributi di qualche buon assessorato o attento giornalista, che a te paiono "nessuno", sono più apprezzati della inutile cagnara. Anche il silenzio lo sarebbe, ma sono certo che in altri blog la tua 'verve' potrebbe essere utile e gradita.