01 ottobre 2008

Toponomastica burocratica

Tra le diverse cose di cui m'ero proposto di parlare nel blog senza mai trovare l'occasione giusta, ci sono le stranezze della nostra toponomastica. Chieti ne ha una ufficiale e una popolare: piazza San Giustino sulle cartine è segnata col nome di Vittorio Emanuele II; piazza della Trinità agli atti ufficiali è denominata Trento e Trieste, Piazza Matteotti per alcuni si chiama Piano Sant'Angelo, per altri è ancora Largo Carisio. Non riuscirete mai a trovare sullo stradario la Pietra Grossa, la via delle Terme, Femminella, la discesa del gas e tanti altri luoghi che esistono solo nella toponomastica popolare più utilizzata di quella ufficiale. Piccola proposta: perché non stampare cartine con i nomi antichi e popolari dei diversi luoghi. Si potrebbe fare con l'aiuto di qualcuna delle associazioni che curano la memoria collettiva della città.

Nella cartina ci metterei anche un'altra toponomastica, quella burocratica, che non è solo teatina. Tra i luoghi pubblici oltre alle vie e le piazze ci sono anche gli uffici. Gli uffici sono importanti perché regolano alcuni passaggi della nostra vita. Qual è l'ufficio che può certificare la nostra nascita, il nostro matrimonio e la composizione ufficiale del nostro nucleo familiare? dovrebbero saperlo anche i bambini e dovrebbero sapere anche che si trova dentro il Palazzo Municipale e si chiama Anagrafe oppure Stato Civile. Qualche volta lo si trova anche in sportelli periferici, fuori dal Municipio, ma è sempre lo stesso ufficio.

Chissà se le maestre spiegano queste cose agli scolaretti o se questo è compito dei genitori. Per quanto riguarda me, ricordo che fu mio padre a farmi da guida: mi spiegava la differenza tra la Conservatoria immobiliare (detta anche Ufficio delle Ipoteche) e l'Ufficio del Catasto, che sempre di case e terreni si occupa ma in modo diverso, e diverso era anche il Genio Civile che a me faceva pensare a favole da 'Mille e una notte' e mi veniva voglia di andare a frugare negli archivi nascosti del palazzo di via Asinio Herio in cerca di qualche vecchia lampadina dimenticata, sicuro che bastasse strofinarla un po' per veder comparire il servizievole fantasmone in giacca e cravatta!

Mio padre mi spiegava che in quello stesso Palazzo c'era anche la Direzione Provinciale del Tesoro (DPT) da non confondere con la Tesoreria che era cosa altrettanto diversa dalla Ragioneria, non intesa come scuola, ma ufficio finanziario. E la differenza tra uffici delle imposte dirette e imposte indirette? uno è (era) accanto al Catasto in via Amendola, l'altro davanti alla chiesa di Mater Domini nello stesso palazzo della Ragioneria. E la Cassa Depositi e Prestiti? magari è chiusa lì la vecchia lampadina di Aladino.

La mappa era davvero vasta perché comprendeva Provveditorati e Intendenze, Questura e Prefettura, INPS ed ENPAS, INA e INAIL, Pretura e Procura, Archivio di Stato e Sovrintendenza, Tribunale e Corte d'Assise... un labirinto di nomi. Per orientarsi dentro la città burocratica serviva un filo d'Arianna che probabilmente ciascuno ha provato a fabbricarsi da sé annodando vari pezzetti: per le faccende di lavoro c'era l'ufficio di collocamento dove potevi metterti in lista, ma poi, quando il lavoro ce l'hai, è l'Ispettorato che provvede alla vigilanza, L'ispettorato del Lavoro è autorità statale mentre la Camera del Lavoro non lo è. Devi sapere però che il libretto richiesto per iniziare un lavoro non si trova né al Collocamento, né all'Ispettorato e nemmeno alla Camera o al Patronato. Non stupitevi, non sarebbe un labirinto se non avesse vicoli ciechi e svolte impreviste. E' difficile riannodare tutti i fili. Capire che l'Ufficio IVA dà (dava visto che non esiste più) la 'partita' a chi voleva avviare un'impresa, ma là non si giocava nessuna partita e non c'era nemmeno il registro delle imprese che è di competenza della Camera di Commercio. Non confondetela con la ConfCommercio che è solo un sindacato. La licenza di commercio a quale ufficio va chiesta? all'Ufficio del Lavoro? alla Camera di Commercio? all'Ufficio IVA? sbagliato: devi andare in Comune, ma non all'anagrafe però. Se a tutto questo ci aggiungiamo gli uffici militari, la Legione, il Distretto, il c.a.r. e l'ufficio per le visite collegiali che si fanno in ospedale, ma non all'ospedale civile... ecco che la labirintica mappa della Chieti burocratica è quasi completa.

Mio padre mi aiutava a trovare i nodi dicendomi che una casa riguarda il Catasto se t'interessa sapere com'è fatta, la Conservatoria se vuoi sapere di chi è, l'ufficio Anagrafe se vuoi sapere chi ci abita, il Genio Civile se vuoi sapere come si regge. E poi mi spiegava che il Prefetto rappresenta l'autorità su tutta la Provincia, ma non è lui il Presidente della Provincia e per capire la differenza tra questi due signori bisogna studiare anche un po' di storia. Ma fermiamoci qui.

Perché tutto questo discorso? semplicemente per dirvi il mio fastidio nel vedere che questa mappa, così faticosamente costruita per poterci orientare nel labirinto della burocrazia, ce la stanno smontando. E' come se qualcuno volesse spezzettare il nostro filo d'Arianna e trasformare la città in una Babele.

Non solo gli uffici si spostano traslocando da un edificio all'altro e talvolta spariscono del tutto - e questo possiamo anche capirlo perché ci sono esigenze che cambiano - ma vengono stravolti tutti i nomi: Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Centro per l'impiego sembrano nomi di intermediari privati, anche gli arredamenti sono fatti per somigliare a TecnoCasa. Certe volte i nomi li cambiano più volte: avevo appena imparato che il Provveditorato agli Studi si chiama CSA ed ecco che è già cambiato un'altra volta. L'Ospedale era diventato USL e ora s'è trasformato in ASL.

Stamattina ero in cerca della Direzione del Tesoro, sparita dalla sua vecchia sede, e mi hanno indirizzato nello stesso palazzo che ospita l'Agenzia del Territorio e che prima ospitava le Imposte Dirette, ma lì dentro non ci sono indicazioni utili: e come l'avranno chiamato adesso il Tesoro? potrebbe esser diventato Agenzia del Forziere o Centro dei Servizi Preziosi. Invece no: girando scale e corridoi come un cercatore di passaggi segreti nell'isola misteriosa, ho capito che ora la Direzione del Tesoro si chiama "Dipartimento dell'Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi del Tesoro". Speriamo che domattina il Tribunale non diventi un "Centro Territoriale per l'Amministrazione Pubblica Locale Decentrata dei Servizi Giudiziari al Cittadino".

Sarà una reazione al modo di comunicare dei giovani fatto di acronimi e criptiche contrazioni di consonanti? per me si sta solo perdendo il fascino, un po' kafkiano, dei bei nomi di una volta. Sarà pure che comincio ad invecchiare, ma che potrei insegnare a mio figlio? il tempo di spiegargli dov'è un ufficio, come si chiama, a cosa serve e hanno già cambiato tutto e traslocato altrove. Forse dovrei accompagnarlo direttamente nei palazzi della burocrazia virtuale dove la Direzione del Tesoro la trovi nella scheda SPT accanto al GAD del MEF, prima del DPSV.
SPT sta per Service Personale Tesoro (sic!) oscena mescolanza di italiano e inglese nella stessa sigla di un dipartimento ministeriale, ma dopo il ministero del Welfare non c'è da meravigliarsi. Il, lo, la (non so proprio che articolo usare) STP si trova nel Ministero delle Finanze ora inglobato in quello dell'Economia situato all'url mef.gov.it. Attenzione se digitate mef.it finite negli stabilimenti MonteFibre dove fabbricano le stoffe di Leacril, ve lo ricordate questo nome? una volta erano nomi come questo che ci davano la suggestione della modernità. Adesso sa di muffa come le intendenze: la modernità è un Ministero MEF tutto virtuale che cartolarizza i debiti e smaterializza i contratti: meraviglie del Genio burocratico, quello civile in giacca e cravatta. Lo sapevo io che da qualche parte esisteva veramente!

1 commento:

Enrico ha detto...

Siamo ormai entrati nei mondi descritti da H.G. Wells e G. Orwell... La fantascienza, o meglio la fantastoria, sono state superate dalla realtà.
erri