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18 maggio 2026

Buone pratiche per migliorare la qualità della vita

 Comunicato stampa del 16 maggio 2026

Una lista di “buone pratiche” per migliorare la qualità della vita e la resilienza della città
In sei punti le proposte del WWF ai sei candidati sindaco di Chieti

Tra pochi giorni, il 24 e il 25 maggio, i cittadini di Chieti saranno chiamati a scegliere la nuova amministrazione municipale. Il WWF propone ai sei candidati sindaco, e alle liste che li sostengono, tra le tante possibili e necessarie - e al di là di quanto promesso nei vari programmi elettorali -, alcune azioni che, se portate avanti, potrebbero contribuire a cambiare la città e ad arrestarne il progressivo degrado. Chiede in particolare che la prospettiva nella quale chi sarà eletto dovrà agire non sia quella del consenso a ogni costo in attesa della prossima votazione ma che sia guidata da una visione strategica sul futuro della città anche in tempi lunghi, una visione che a Chieti è assente da troppi anni e la cui mancanza è probabilmente tra le principali cause della crisi che la comunità sta soffrendo. Analogamente si chiede alla futura maggioranza e all’opposizione di agire non più con logiche di appartenenza partitica ma nell’interesse della collettività, coinvolgendo cittadini e imprese.
Im premessa ricordiamo che i dati scientifici disponibili confermano un’accelerazione senza precedenti della crisi climatica, in particolare in Europa. Una situazione che impone di agire in fretta, anche a livello municipale, con azioni mirate a rendere la città più resiliente e meglio vivibile. Bisogna puntare soprattutto su tutela della salute, energia, mobilità, gestione dei rifiuti, verde e rigenerazione urbana. Intervenire prima che si creino danni è non solo necessario, ma anche economicamente conveniente.
Sintetizziamo le proposte in sei punti:


1.  Consumo suolo zero: meno cemento e più verde. Chieti ha un “anello” di vegetazione spontanea intorno al centro storico e nelle vallate verso i due fiumi Pescara e Alento, un polmone verde che non va intaccato in alcun modo: protegge dal dissesto idrogeologico, mitiga il clima, costituisce un importante corridoio ecologico. Gli spazi verdi vanno implementati anche all’interno della città: il giardino di piazza Garibaldi deve essere accogliente, ricco di piante che creano ombra e assorbono gli inquinanti da traffico e da riscaldamento. Ogni possibile spazio, anche piccolo, può rappresentare un giardino: un Parco in ogni quartiere può contribuire a rendere la città più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici e certamente migliorerebbe la qualità della vita degli abitanti. È fondamentale in tal senso dotare il Comune di un “Piano del verde” con relativo regolamento che disponga una pianificazione di lungo periodo su implementazione, gestione, sostituzione di alberature e aree a verde ispirata alle più recenti conoscenze tecniche e scientifiche ricostituendo un ufficio del verde con personale competente che non riproponga danneggiamenti, presentati come manutenzione, al patrimonio arboreo cittadino. Le frane che stanno interessando la zona di Santa Maria e altre fasce collinari devono insegnarci a rispettare il territorio: si trovino soluzioni per i tanti cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni scommettendo in via prioritaria sul recupero del patrimonio edilizio esistente e si trasformino in aree verdi i siti liberati dalle costruzioni che dovranno essere abbattute. Si dovrà inoltre mappare tutta la collina in modo da poter intervenire prima che si attivino nuove frane. Nella parte più bassa della città invece di autorizzare ulteriori costruzioni nelle aree di espansione naturale del fiume, si cominci a delocalizzare gli insediamenti esistenti rigenerando le aree industriali, artigianali e residenziali dismesse invece di sciupare i soldi dei cittadini per casse di laminazioni artificiali che comporteranno costosissimi e infiniti lavori di manutenzione. Bisogna puntare al consumo di suolo zero anche perché mentre gli abitanti diminuiscono e molti edifici sono vuoti non ha senso continuare a costruire ex novo. È altresì necessario valorizzare il commercio di prossimità, importante anche sul piano sociale, sia nel centro storico che nelle vie tradizionalmente vocate, e favorire in ogni quartiere attività che possano sottolineare e rilanciare le peculiarità del territorio, abbandonando la scelta ormai “antica” dei centri commerciali.

2. Acqua. Servono interventi urgenti sulla rete idrica per ridurre inaccettabili sprechi e anche per prevenire perdite sotterranee che aggravano le situazioni di dissesto. Va imposto a chi gestisce la rete un piano di sostituzione e ammodernamento dei vecchi impianti con tubature e tecnologie che impediscano la perdita e lo sperpero in gran quantità di preziosa acqua potabile.

3. Potenziamento del trasporto pubblico. Con l’obiettivo di favorire la mobilità collettiva con riduzione del traffico privato, ci sono almeno tre priorità: a) completamento dell’anello filoviario da Colle dell’Ara (Università e Ospedale) fino alla Pietragrossa; b) realizzazione ex novo di un collegamento diretto, rapido e continuo tra terminal bus e area ospedale-ateneo; c) maggiore e più frequente collegamento con i quartieri periferici, con mezzi elettrici non inquinanti. In tal senso si dovrebbe pretendere che nella zona di Brecciarola, largamente penalizzata dai lavori per il potenziamento della ferrovia Pescara-Roma, venga almeno realizzata una stazione che consentirebbe un efficiente trasporto metropolitano. Non si dimentichi che il traffico, oltre a produrre rumore, contribuisce attraverso il calore emesso dai motori termici all’aumento delle temperature, consuma Ossigeno ed emette Co2, aumenta il rischio di incidenti e procura danno alla salute pubblica.

4.  Città vivibile.
Per migliorare la qualità della vita è fondamentale la creazione di nuove aree pedonali, accanto alla valorizzazione e alla tutela delle poche già esistenti, a esempio con l’attivazione del “Parco fluviale”, finora rimasto sulla carta, dando la possibilità ai cittadini di fruire degli spazi naturali a ridosso del fiume Pescara semplicemente valorizzando come percorso pedonale e ciclabile la strada demaniale in terra battuta già esistente, senza mutarne le caratteristiche ma collegandola alla rete pedonale e ciclabile comunale ed extra comunale.  Occorre inoltre aumentare le Zone a Traffico Limitato e inaugurare “Zone 30” nei punti critici (area Ospedale e Università, nei pressi delle scuole, a ridosso delle zone pedonali, nelle vie di accesso alla città, ecc.), per la sicurezza stradale e per ridurre l’inquinamento. In tal senso è auspicabile il divieto di fumo anche all’aperto nei parchi pubblici, in prossimità di scuole, asili, luoghi di culto, parchi giochi per bambini e in altre aree sensibili.
5. Energia. Attivare un piano di risparmio energetico attraverso una maggiore efficienza e un utilizzo “intelligente” degli impianti energivori. Studiare un piano che, anche attraverso il coinvolgimento dei singoli cittadini possa favorire la produzione di energia rinnovabile con mini strutture non invasive (esempio su tetti, pensiline, ecc.), al fine di arrivare tendenzialmente all’autosufficienza dei fabbisogni energetici urbani. Preziosi, in termini di risparmio energetico, potrebbero essere anche progetti tesi a favorire la mobilità condivisa.

 6. Rifiuti. Puntare, con una efficace campagna d’informazione, innanzitutto alla riduzione della loro quantità già al momento dell’acquisto dei prodotti. Favorire il riuso attraverso la creazione, già efficacemente sperimentata altrove, di centri ai quali i cittadini possano rivolgersi per cedere o acquisire elettrodomestici e mobili usati. Potenziare la prevenzione e la repressione degli abbandoni incontrollati di rifiuti. Predisporre una norma, al pari di altri Comuni, che obblighi chi si occupa dello sfalcio delle aree verdi alla raccolta preliminare dei rifiuti non biodegradabili evitandone lo sminuzzamento con conseguente moltiplicazione e dispersione. Eliminare l’uso per la pulizia delle strade di macchinari rumorosi e talvolta assurdamente inquinanti. Migliorare per qualità e quantità la raccolta differenziata. La città va curata in ogni suo angolo e suo aspetto per essere accogliente con tutti.

Il WWF si dichiara sin d’ora disponibile a collaborare con la nuova amministrazione cittadina per il perseguimento di questi obiettivi e in ogni caso propone una gestione partecipata della città, con il coinvolgimento dei residenti e delle associazioni sin dalla fase di programmazione di scelte (ad esempio il capitolato d’appalto sulla raccolta dei rifiuti) che hanno una inevitabile ricaduta sul tessuto urbano e che sono dunque di pubblico interesse. 

WWF Abruzzo
Gruppo Chieti-Pescara

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