13 agosto 2009

Scherzando col fuoco

Il teatrino della politica cittadina si sta animando. Il duello di parole tra il sindaco Ricci e lo sfidante Di Primio (botta e risposta) sembra quello di un finale di campagna elettorale, per la quale tuttavia mancano ancora molti mesi all'inizio. La schermaglia era cominciata sul fuoco (leggi qui), era proseguita sui soldi (premessa, botta e risposta) e ora torna sul fuoco, quello che ha distrutto i computer del municipio. Tutta colpa del caldo che dà alla testa, come suggerisce il sindaco Ricci? oppure c'è solo un vuoto di idee e di concretezza, come sostiene Vittorio Ramundi? qualcuno potrebbe anche dire, qualunquisticamente, che la politica è sempre e comunque un teatrino. Ma a Chieti pare proprio che si voglia davvero esagerare: siamo arrivati alle bibliche cavallette, incredibile ma vero!

Io l'avevo scritto più di due anni fa e mi ero anche divertito a comporre un vignetta satirica ispirata alle piaghe d'Egitto. Non avrei mai immaginato che si arrivasse davvero all'invocazione delle cavallette e perfino a paragonare il primo cittadino al Nerone che incendia la città. Ora mi tocca aggiornare la vignetta: eccola!


Gli incendi ci sono stati davvero, come il terremoto che ha danneggiato Palazzo d'Achille e palazzo di giustizia, però ci vuole una bella fantasia ad immaginare in questi eventi una responsabilità amministrativa sfruttabile per attacchi politici. Naturalmente io ne approfitto per rallegrare il blog con una nuova vignetta dedicata al Sindaco-Nerone (quella del Sindaco-Mosè l'avete già vista), ma i politici, e chiunque volesse lanciare la propria candidatura alla guida amministrativa della città, farebbero meglio a fare qualche proposta seria per il futuro: non semplici promesse, ma progetti che possano dar conto anche dei mezzi che si intendono utilizzare.

A dire il vero Di Primio ci sta provando: in una recente intervista televisiva parlava di una redistribuzione razionale degli uffici nei diversi palazzi della città. E' una proposta che nel blog porto avanti da anni (post di marzo 2007) e sono lieto che qualcuno ora voglia seguire questa strada. Sull'aspetto economico necessario a sostenere l'operazione Di Primio dice che è necessario fare in modo che ogni immobile ristrutturato sia immediatamente "messo a reddito". In questo dettaglio si nasconde il vero problema: riesce Chieti ad attivare processi capaci di produrre reddito?

Ne parleremo, ma non ora: aspettiamo prima che siano i politici a farlo. Se non lo faranno, allora dobbiamo dare ragione a Vittorio Ramundi e dire che i nostri politici parlano a vuoto, non vogliono applicare il pensiero alla realtà dei problemi.

A proposito di realtà dei problemi, visto che gli incendi sono veri, e se quello al comune s'è risolto senza gravi danni e quello della SEAB fortunatamente non ha vuto conseguenze catastrofiche, vogliamo cominciare ad attrezzarci? invece di discutere del passato e litigare sull'interpretazione delle analisi, vogliamo predisporre un piano per le emergenze? vogliamo dare all'ARTA gli strumenti di cui ha bisogno? vogliamo controllare meglio l'attività dei 17 impianti di trattamento dei rifiuti ospitati in città? vogliamo revocare le autorizzazioni a chi risulta fuori norma o provoca disastri?

Lo so, lo so: sono tutte cose da chiedere alla Regione, perché è lì che si decide sull'ARTA , è lì che si danno e si revocano le autorizzazioni per il trattamento dei rifiuti. Bisogna chiedere a Chiodi, cioè allo stesso politico da cui stiamo ancora aspettando una risposta sull'Abruzzo regione mineraria, l'Abruzzo svenduto ai petrolieri di cui egli non vuole parlare. Ma ne dobbiamo parlare perché non è vero che il problema non esiste, non è vero che la raffineria di Ortona non si farà, non è vero che l'ENI ha rinunciato. In Lombardia l'ENI ha davvero presentato una rinuncia alle autorizzazioni, invece ad Ortona l'ENI continua a presentare varianti al progetto del Centro-Oli: ce n'è una depositata al municipio di Ortona. Perciò credo che la vignetta da fare dovrebbe essere quest'altra:


perché questa riguarda i problemi veri, quelli gravi che minacciano la salute di tutti noi, e non il corto-circuito nella sala computer. Forse l'assessore El Zohbi nella vignetta avrebbe preferito metterci la faccia dell'avv. Di Primio, della cui dis-amministrazione in Comune sentono ancora le conseguenze, ma noi quei disservizi amministrativi li consideriamo piccoli problemi. Invece del futuro petrolifero, minerario e di discarica tossica nazionale che si profila per la nostra regione siamo molto molto molto preoccupati e ancora di più lo siamo se il Presidente della Regione continua a sottrarsi alle sue responsabilità come ha fatto a Cupello.

Ecco cosa potrebbe fare l'avv. Di Primio per guadagnarsi la fiducia della città: potrebbe intercedere presso le autorità regionali (suoi amici e colleghi di partito) e chiedere che si faccia qualcosa di concreto: una legge regionale, la revoca delle autorizzazioni petrolifere oppure una forte pressione affinché l'Eni possa davvero recedere dai suoi intenti. Cioè qualcosa che non sia solo un frullato di chiacchiere e le solite false promesse. Qualcosa che i cittadini possano vedere ed apprezzare.

Se poi il governatore Chiodi volesse anche ridare ai comuni abruzzesi i soldini per sostenere i servizi sociali sarebbe ancora meglio, ma questo viene dopo. Prima è necessaria la garanzia di un futuro vivibile. Non scherziamo col fuoco!

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