24 giugno 2010

Due proposte agli studenti universitari

Le proposte esposte negli anni da questo blog sono rimaste inascoltate. Molte sono ancora valide e se qualcuno della nuova amministrazione comunale volesse venire qui a rubacchiare qualche idea deve solo cliccare sull'argomento: urbanistica, traffico, arredo urbano, università, ecc. Ci sono anche idee per realizzare cose abbastanza semplici e nuove, come gli orti sociali, il carnevale universitario, ecc. Vedremo se qualcuno lo farà o se, più probabilmente, la politica continuerà a misurarsi sulle quantità di asfalto e di cemento.

C'è però una proposta che riguarda tutti i teatini ed è quella di rendere Chieti città accogliente. Promuovere una migliore accoglienza per gli studenti universitari, per i turisti, per i visitatori occasionali è impresa titanica. Richiede la demolizione dei vizi e dei pregiudizi di cui abbiamo parlato nell'articolo sul razzismo. Si tratta evidentemente di trasformare il carattere dei teatini per portare tutti ad un livello minimo di civiltà e poi cominciare a promuovere anche una vera accoglienza. Vera nel senso che possa essere percepita da chi arriva. Sarebbe una rivoluzione silenziosa e pacifica. Tanto grande che non si può assegnare come compito a qualche assessore. Ci dobbiamo lavorare tutti anche (ma non solo) attraverso il web.



La questione dell'accoglienza si ripropone ad ogni occasione: negozi che restano chiusi, poca cortesia, disorganizzazione, ecc. L'accoglienza tocca in modo particolare gli studenti universitari che rappresentano una grossa quota dei residenti. Un recente commento postato qui da una studentessa universitaria dice di condividere le mie osservazioni critiche sull'attuale rapporto della città con gli studenti. Ma che cosa si può fare per cambiare le cose?

Un paio di proposte posso farle. Muovono entrambe dall'idea gli studenti che vivono a Chieti e che sicuramente si incontrano nei vialetti del Campus o nelle pagine di Facebook devono far sentire la loro voce e la loro presenza. Come?

1) entrare nell'associazionismo

A Chieti esistono molte associazioni attive in diversi settori, dalla speleologia all'escursionismo, dagli scacchi al teatro, dalla fotografia allo studio delle erbe, ecc. Esiste anche una Consulta delle associazioni. La stessa consulta che ha organizzato il recente dibattito sull'energia nucleare. Quanti studenti di medicina hanno partecipato all'incontro? quanti studenti di lettere e filosofia partecipano alle periodiche conferenze promosse dall'arcivescono Forte (quaestiones quodlibetalis) o alle varie iniziative promosse dai musei cittadini?

Gli studenti sono a conoscenza di queste possibilità? ritenete opportuno un incontro nel Campus tra i rappresentanti delle diverse associazioni e tutti gli studenti interessati a partecipare in modo più attivo e consapevole alla vita della nostra città?

2) manifestare le esigenze

Le proposte fatte in questo o in altri blog su questioni riguardanti l'Università non hanno mai visto la partecipazione degli studenti. Mi riferisco sia alle piccole proposte pubblicate fda me, sia a quelle (da me non condivise) come quella di portare una facoltà nel centro storico di Chieti o nella struttura dismessa del San Camillo. Possibile che gli studenti non abbiano niente da dire? Forse non si accorgono che si parla proprio di loro e del modo in cui la città li accoglie? anche se ci sono solo due studenti a leggere il mio blog (oppure quegli "urban blog" che sono in evidenza nel blogroll) forse bastano per far circolare l'informazione e dire che qui ora si sta parlando di loro. Basta dirlo agli amici che si incontrano a lezione, in biblioteca oppure agli amici di facebook.

Credo che l'articoletto di un blog potrebbe acquistare un certo peso se potesse vedere la partecipazione di molti studenti. Potrebbe essere l'avvio di una riflessione comune tra gli studenti e la città. Non importa che la maggioranza dei teatini non vada su internet e non leggerà mai queste cose perché un articolo sostenuto da molti interventi potrebbe essere segnalato alla stampa e alle associazioni e potrebbe anche promuovere accordi tra l'amministrazione civica e l'amministrazione universitaria.


1 commento:

FR:D ha detto...

Sappiamo se l'ex ospedale San Camillo appartiene al demanio? quindi se è interessato dal fenomeno del federalismo demaniale? Mi ricollego al fatto che la cosa pubblica dovrebbe rimanere al pubblico..all'università ad esempio, evitando la conquista dei suoli pubblici da parte del privato e l'occupazione di altro suolo pubblico da costruire ex novo dell'università (a pescara si sta ampliando nonostante moltissimo patrimonio storico all'abbandono dagli enti pubblici, in aree limitrofe o quasi)gli studenti dovrebbero essere chiamati, coinvolti con la forza. Il sistema Chieti è molto adatto per studiare e purtroppo per vivere il tempo libero si scappa a Pescara, non sono riuscito a trovare uno studente soddisfatto della nostra città, è angosciante.