12 dicembre 2009

Turismo scolastico

Ricordate la visita a Chieti del Presidente Ciampi? All'incontro con gli imprenditori abruzzesi egli si trovò a discutere di sagra della ventricina e del pecorino. I giornali ci hanno riferito che sbottò dicendo: «Scusate, ma mi avete chiamato qui per questo? Ma non possiamo cominciare a ragionare delle cose vere che riguardano questa terra?».

Ciampi non stava parlando con una delegazione di ambulanti, e quindi possiamo ben capire il suo stupore. Se politici e rappresentanti degli imprenditori ragionano così è facile capire perché ci siamo ridotti ad elemosinare posti di lavoro ai petrolieri ed altri avvelenatori pubblici.

Proviamoci a ragionare di cose vere che riguardano questa terra, compresa la gastronomia, ovviamente, ma non per fare sagre paesane. Anche sui prodotti tipici occorre costruire sistemi.

Un sistema realizzabile a Chieti riguarda il turismo scolastico. Chieti ha risorse storiche particolari, non per importanza ma per varietà. C'è il Museo della Civitella con reperti delle civiltà italiche preromane; il Museo Archeologico Nazionale con molti reperti di epoca romana; Terme Romane in buono stato di conservazione, senza contare i templi, il Teatro e l'Anfiteatro; poi ci sono i diversi esempi di architettura barocca. Inoltre basta un tour nei borghi e nelle abbazie per gustare aria di medievo. Tutto questo consente di realizzare un percorso storico-didattico che può essere arricchito da sale didattiche. Sto parlando della realizzazione di una specie di città-macchina-del-tempo.

Chi ha ascoltato lo scorso 26 ottobre la relazione del prof. Luigi Capasso sui primi abitanti di Chieti presso il Salotto Semprevivo sarà stato sicuramente sbalordito di scoprire che Chieti possiede reperti di epoca preistorica che non sono esposti in alcun Museo. Chieti è nota a tutti gli studiosi di archeologia per ritrovamenti catalogati dai testi universitari che oggi, dopo la chiusura del Museo della preistoria e della protostoria che era allestito nell'edificio ex Chiarini (quello ancora esistente accanto alla Villa Frigerj) nessuno può più vedere.

Nomi di zone a cui non prestiamo più alcuna attenzione (Madonna del Freddo, Terrazzi Vannini, Vallone Fagnano) sono universalmente noti agli studiosi delle antichissime origini dell'uomo. I reperti risalenti a centinaia di migliaia di anni fa sono stati scoperti e descritti da studiosi dell'800 e hanno trovato cultori anche nel '900. Il prof. Capasso ci ha dato notizia di un tesoro ignorato che merita di essere riscoperto e valorizzato e che ben si potrebbe inserire in un sistema integrato di accoglienza del turismo scolastico.

Sappiamo che pochi studiosi non potrebbero creare un flusso turistico. Però la valorizzazione dei reperti archeologici si può fare creando un sistema di laboratori didattici per i diversi livelli di scolarizzazione. Solo così si può creare un flusso che si riproduce con regolarità e che distribuisce lavoro a diverse attività.


Non basta sballottare i bambini di qua e di là. Non basta tenere aperti i musei. Occorre organizzare tutto in modo che gli scolari possano fare qualcosa che li rende partecipi. Laboratori come quelli che furono organizzati negli anni scorsi presso il Museo Barbella. Storie teatralizzate come nelle esperienze proposte nei mesi scorsi dall'Associazione ScopriTeate. Luoghi attrezzati come la Città della Scienza di Bagnoli.

Il turismo scolastico in genere è limitato ad una sola giornata, non lascia soldi agli alberghi e ai ristoranti. Per fare di più occorre creare un progetto articolato di immersione nel passato. Qualcosa che si svolge sui siti e anche con ausilio di audiovisivi. L'immersione richiede un certo tempo. Occorre un progetto che faccia capire agli insegnanti che la permanenza a Chieti può davvero insegnare qualcosa, può realizzare un'esperienza ricca di stimoli su cui essi potranno continuare a lavorare per costruire conoscenza. Gli insegnanti non dovranno essere loro stessi a fare da guida perché arrivando a Chieti troveranno tutto bene organizzato. Così i gruppi potrebbero anche fermarsi più giorni. Per questo diventa necessario realizzare un ostello con una mensa in modo da offrire vitto e alloggio a prezzi convenienti.

Non si deve pensare ad un unico pacchetto turistico. Il sistema dev'essere differenziato per fasce: bambini, ragazzi di scuola superiore, studiosi e magari un pacchetto potrebbe essere rivolto alle associazioni culturali o alle università della terza età.

Occorre una buona sinergia tra servizio di parcheggio per pulmann, ostello, mensa, guide turistiche e guide didattiche, orari di apertura dei musei, terme, templi, siti e luoghi dove organizzare i laboratori reali o virtuali. Tutto questo potrebbe anche essere affidato ad agenzie turistiche private capaci di offrire un servizio serio ed affidabile. Un ufficio di tour operator dovrebbe essere destinato solo per mantenere costanti relazioni con tutte le scuole d'Italia. Non bastano quattro impiegati, un sistema complesso che offre un vero servizio richiede molto lavoro. E' il lavoro che crea lavoro.

E' importante che tutto questo non sia basato su lavoro precario, non ci si deve affidare ai soliti appaltatori d'assalto o istallazioni improvvisate. Chi ci lavora deve credere in quello che fa. Solo in questo modo si può costruire qualità. Il lavoratore sfruttato non svolge il compito con passione, invece qui ci vuole passione. Occorre saper dare e trarre dal lavoro il gusto della conoscenza che lascia un buon ricordo a chi è venuto. Una qualità che si trasforma in stabilità del lavoro.

Se poi ci sono persone dotate di vero spirito imprenditoriale potrebbero spingere lo sguardo anche all'utenza straniera, ai paesi in via di sviluppo. Non credo che altrove ci siano luoghi nei quali si può costruire un viaggio completo nel passato. La Muraglia Cinese vale più del Guerriero di Capestrano, ma là c'è solo quella. Noi abbiamo tanto da fare e la cosa più difficile è allargare lo sguardo dei teatini.

(le immagini sono tratte dal sito della Regione Toscana e del Comune di Torino)

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