12 settembre 2009

Lo stile di Mike

Gli attentati dell'11 settembre 2001 furono uno shock. Il secolo appena iniziato si presentò con uno spettacolo di terrore, come se volesse annunciare un futuro carico di paura: paura dei terroristi suicidi e paura delle guerre, le guerre che quella paura avrebbe innescato. Poi è arrivata la paura delle pandemie e la paura dei tracolli economici. In Italia ci aggiungiamo anche la paura degli stranieri che ha contagiato una metà della popolazione, mentre l'altra metà teme ancora di più il diffondersi di un nuovo razzismo che porta con sè intolleranza, odio, violenza.

Le grandi conquiste degli ultimi decenni vengono demolite a colpi di shock: crolla il welfare state, i diritti dei lavoratori, la libertà di stampa, la scuola, la giustizia. Perfino il clima viene stravolto. E nessuna difesa di questi valori sembra più consentita: vecchiume.

Noi che abbiamo visto gli anni belli, noi che abbiamo vissuto l'entusiasmo delle conquiste sociali, noi che abbiamo condiviso il sogno libertario, noi ora siamo sgomenti. Ci troviamo di fronte a chi ci aggiunge anche l'apocalisse annunciata per il 2012, gli asteroidi pronti a colpirci e le cospirazioni segrete. Come uscire da questa paranoia collettiva?

Non si può fermare il mondo, ma almeno rallentare un poco, giusto per riuscire a cambiare direzione, no?

Per esempio questa influenza che ci dicono pericolosa e poi dicono che non lo è, ci dicono che servirà il vaccino, milioni di vaccini, ma lo dicono tutti gli anni. Della quarantena come metodo per ridurre i contagi abbiamo già parlato, ma sembra non interessare a nessuno. Se è davvero necessario prendere maggiori precauzioni perché non usare le mascherine? anche la mascherina è un metodo semplice, privo di rischi. Ce le fanno vedere nelle foto dei giornali, ma chi oserebbe usarla davvero? si può rinunciare al look per banali problemi di salute? no, aspettiamo il vaccino.

E la crisi economica? la paura di non trovare lavoro o di perderlo, la paura di non ritrovare i soldi in banca, la paura che la nostra casa possa perdere improvvisamente il suo valore, la paura di risvegliarsi accanto a una centrale nucleare, la paura di nuove malattie da suinipolli...

Non abbiate paura, ci diceva Giovanni Paolo II. Esortazione ineludibile, perché pronunciata da chi aveva salito tutta la scala, attraversato tutte le soglie, passando anche attraverso l'inferno nazista e la glaciazione comunista. Ma il nuovo secolo ce l'ha tolto. E con lui altri grandi maestri del pensiero (Bobbio, Popper, Berlin, Dahrendorf). Ora se ne va anche Mike Bongiorno, che non era un maestro del pensiero anzi gli piaceva fingersi nullasapiente. Eppure in quella compostezza garbata c'era la sintesi dello stile borghese. Fenomenologia di Mike Bongiorno scriveva Umberto Eco quasi mezzo secolo fa.

Dispiace vedere che anche lui, come già Montanelli e Biagi, esce di scena con l'amarezza di essere stato scaricato come una vecchia ciabatta. Dispiace vedere che Mediaset confeziona falsi per burlarsi di lui anche da morto e gli vorremmo dire "non ti curar di lor, ma guarda e passa". Mike è stato il pioniere dello schermo. Un signore. Vogliamo ricordarlo per lo stupore ammirato davanti all'eloquio di Gianluigi Marianini, lo stupore quasi incredulo davanti all'arte di John Cage, lo stupore per la stessa televisione e le sue continue innovazioni, lo stupore che diventava una fabbrica di gaffe con i bambini dei suoi ultimi quiz. Anche lui aveva attraversato tutte le soglie, dal campo di Mauthausen fino agli scherzi con Fiorello, passando dall'impeccabile Massimo Inardi al furioso ed incontenibile Sgarbi, da Sabina Ciuffini ad Antonella Elia, dall'era del Maestro Manzi a questa volgarissima di Lele Mora e dei suoi lacchè. Senza perdere nulla della propria signorilità.


L'Espresso ha titolato "Era bella l'Italia di Mike". Sì, era bella. Viveva di speranze e non di paure. Anche intorno al focolare catodico della TV le famiglie italiane sapevano ascoltare e pensare. Provavano a rispondere alle domande che uscivano dalle buste del mago Mike. Alla signora Longari non si chiedeva di mostrare l'avvenenza, benché ne avesse più di tante Veline ed esibizioniste da Grande Fratello.

Quell'Italia modesta che, insieme a Mike, si stupiva della bravura dei campioni di Rischiatutto, gran bazar dei saperi, sembra scomparsa. Ma proprio ora che siamo tutti soggiogati da mille ansie e mille paure avremmo bisogno del solare saluto di Mike:

Allegria!

2 commenti:

lux ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Tom P. ha detto...

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