14 giugno 2009

Potrebbe essere altrimenti

[NB - l'articolo è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione]

Riparto dall'ultima affermazione del post su 'come abbiamo votato' per chiarirne il senso, perché in realtà io credo che potrebbe (e dovrebbe) essere altrimenti. Se la politica è marketing allora la vittoria della destra è pienamente meritata e si potrebbe festeggiare senza remore. Invece la politica non è marketing, ma è gestione degli interessi comuni. Se vogliamo salvaguardare i nostri interessi dobbiamo assicurarci che la gestione sia affidata a persone oneste, capaci e avvedute. Giovani e inesperti non offrono alcuna garanzia, anche se ci trasmettono un bel senso di novità; l'ottimismo non è sempre la soluzione migliore per prevedere e prevenire i problemi; fascino e capacità comunicative aiutano a raccogliere consensi ma non servono a risolvere i problemi. I valori su cui fondare le scelte politiche non sono questi.

Si dovrebbe votare usando il cervello e non seguendo un istinto o una simpatia. La squadra di calcio la possiamo scegliere per immedesimazione istintiva. Il tifo è solo un gioco di emozioni. La vittoria degli uni o degli altri non cambia niente per nessuno. In politica non è così: una cattiva gestione della cosa pubblica la paghiamo noi; le leggi sbagliate ci fanno vivere male, anche se le ha scritte qualcuno che ci sta tanto simpatico.

Non dimentichiamoci che anche le "adunate oceaniche" dell'Italia mussoliniana e le grandiose parate del Terzo Reich trasmettevano emozioni esaltanti di energia e di ottimismo, ma sappiamo quali orrori hanno prodotto, per tutti. Sarebbe molto sciocco barattare per sensazioni simili certe apparenti anticaglie come il sigaro puzzolente del vecchio Churchill, la sedia a rotelle di Roosevelt, il charka che Gandhi usava per filare a mano il tessuto del suo khadi, la modesta semplicità di Olof Palme, la burbera franchezza del vecchio Sandro Pertini. Cose che si possono amare solo riuscendo a vedere la grande saggezza che certe persone hanno saputo accumulare negli anni. E magari confrontarla col ridicolo di certe gagliarde esibizioni.

Bellezza, giovinezza, novità, carisma, simpatia, sono valori che in politica non hanno senso. Nessuno li prenderebbe in considerazione per la scelta del medico, dell'avvocato, dell'ingegnere.
Faccio alcuni esempi:
1) il divieto di pubblicità per i professionisti (stanno cercando di abolirlo, naturalmente) non è una limitazione di libertà, bensì una regola necessaria ad evitare che perfino i settori del sapere siano travolti dalle maree emotive, tanto facili da suscitare, quanto difficili da governare.

2) La pubblicità riprodotta nell'immagine (diventa avvocato in Spagna per poter esercitare in Italia) viene presentata come una bella opportunità per i giovani che prima non c'era, ma il professionista che non ha l'istruzione minima per superare l'esame di abilitazione sarà solo una fonte di guai. Per tutti. La scorciatoia, come molte forme di deregulation, non è la soluzione ai problemi. Piuttosto è un modo per trasformare il problema in disastro.

Oggi siamo davanti ad una pericolosa prevalenza delle scelte emotive e ad una frenetica ricerca di scorciatoie. La politica non è esente da questa tendenza, perciò elude la razionalità. Le scelte razionali comportano una fatica: lo studio attento delle situazioni; la conoscenza di cause ed effetti; l'esercizio incessante della critica e dell'autocritica; il peso della serietà. Tutte cose che oggi sembrano fuori moda. Il vento di leggerezza e di giovinezza che gonfia le vele del berlusconismo trionfante non è incline a queste fatiche mentali, le snobba, le attribuisce all'avversario come fossero vizi.


Perfino Beppe Grillo nel suo intervento al Senato ha lanciato l'accusa di "vecchi e superati" ai politici. Magari ci fossero davvero i vecchi, i Galante Garrone, i Bobbio, i Sylos Labini, la democrazia non sarebbe messa a rischio com'è ora tra un Matteo Salvini e una Brambilla. Se Grillo non riesce a far capire l'importanza delle preferenze, cioè di quel suffragio universale e diretto di cui parla l'art. 56 della Costituzione, e se lui stesso non capisce che i limiti giudiziari e temporali non vanno posti alle candidature parlamentari, bensì al conferimento degli incarichi governativi, ciò non dipende dall'età ma dalla carenza di cultura civica e democratica.

Il rifiuto della ragione e della conoscenza genera mostri. Chi sceglie il Paese dei Balocchi e butta via il noioso abecedario finirà per ritrovarsi nella pancia della balena. E' sempre stato così anche quando non si agisce con cattive intenzioni.

Il problema di oggi quindi non è la vittoria della destra, ma quale destra. I veri uomini di destra (quella storica di Marco Minghetti e Quintino Sella) basavano tutto sull'austerità, l'ordine, la morale, il decoro, la responsabilità e oggi non vedrebbero alcun successo della destra, ma solo un successo della futilità, della faciloneria, dell'ignoranza e dell'arroganza, cioé di quei valori che essi avversavano.

3) La notizia che potete leggere a questo link ci consente di guardare in concreto l'effetto di certe facili "riforme". La vita di Ylenia, morta dissanguata per non chiamare un soccorso medico, vale meno di quella di Eluana Englaro? Altre persone moriranno in modo analogo solo perché hanno sentito in TV che i medici possono denunciare gli stranieri irregolari. La voglia di punire gli stranieri, visti come nuovi "untori", ci fa dimenticare perfino che la sicurezza della vecchia signora affidata alla clandestina assistenza di Ylenia non è meno importante della sicurezza degli altri italiani.

No, i problemi non si risolvono così. Non basta invocare riforme, bisogna capire quali riforme si vogliono fare. Se l'infamia dell'Olocausto è ricaduta su tutti i tedeschi che non hanno impedito le riforme naziste (e non solo su quelli che le hanno volute), ricadrà su tutti gli italiani la colpa di questi crimini silenziosi, perpetrati per conquistare consenso politico solleticando i peggiori istinti. Ci portiamo sulla coscienza la morte di Ylenia, la feroce schiavitù imposta agli stranieri nelle campagne pugliesi, il destino degli africani riconsegnati ai loro aguzzini, lo squadrismo legalizzato, il futuro dei bambini cacciati dagli asili e dalle scuole. Quando riusciremo a recuperare la serenità per ricomporre i diversi tasselli, allora la faciloneria, che oggi fa apparire di esaltante semplicità certe proposte discriminatorie e razziste, diventerà il tratto più vergognoso dei nostri giorni. E ci sarà anche la vergogna di chi oggi non vuol vedere, ben descritta da questa lettera di don Paolo Farinella.

La mia proposta è questa: smettiamola di dividerci tra destra e sinistra e di crederci ontologicamente diversi; smettiamola di fare il tifo per questo o quello, fino a negare l'evidenza al solo scopo di difendere anche le peggiori nefandezze del nostro beniamino politico. Cominciamo a distinguere tra ragione e pulsione (testa e pancia) per farci guidare dalla prima e riuscire controllare la seconda.


13 commenti:

Enrico ha detto...

@ Tom
uno dei link del tuo post rimanda a un articolo di Alberto Asor Rosa: "Il ridicolo della storia" dove l'autore mette alla berlina gli atteggiamenti buffoneschi di Hitler e Mussolini (giustamente). Strano però che né lui né tu citiate mai tristi figuri come il "Baffone" o il "Timoniere", forse perché in questo caso la risata rimarrebbe conficcata in gola...
Nel tuo post avresti potuto fare riferimento a personnaggi attuali come Gheddafi o Kim Jong Il. Forse la mia è solo polemica. In fondo sono d'accordo con quel che scrivi nel tuo post.
Fino alla caduta del muro di Berlino, si votata da tifosi di calcio, cioè seguendo le proprie emozioni. Poi alcune squadre "politiche" sono andate in crisi ideologica o travolte da tangentopoli. A loro si sono sostituiti il Gatto e la Volpe che ci hanno fatto vedere i bagliori del Paese dei Balocchi (il sexy decolté di Tini Cansino in Drive in!)I nemici dei due furfanti però hanno commesso errori strategici: hanno creduto che tutto si sarebbe risolto "eliminandoli" e non si sono curati di creare un'alternativa culturale e politica. Si sono affidati esclusivamete alla scelta emotiva(mandare via il berlusca). E quando sembravano esserci riusciti, hanno mandato tutto alla malora.
Vi sono o vi saranno partiti capaci di proporre una politica basata "sull'austerità, l'ordine, la morale, il decoro e il senso di responsabilità" e in grado di convincere i cittadini a seguirli?

Un saluto dalla Germania

Tom P. ha detto...

@ Enrico

L'idea che non si possa nominare il cerchio del fascismo o del nazismo senza dare anche un colpo alla botte del comunismo mi sembra una brutta copia della nostra par condicio per cui si può fare tutta la propaganda che si vuole con annunci, notizie e menzogne preparate in mille salse, purché non sia nominato il nome del politico invano.

Asor Rosa dice la sua riguardo all'oratoria buffonesca di Hitler e Mussolini, credo che non abbia nessuna colpa del fatto che Stalin non avesse alcuna tendenza all'oratoria buffonesca e all'oratoria in genere. Ha avuto i suoi gravi difetti che nessuno vuol sminuire, ma che c'entra? Se hai qualche documento che dimostra il contrario fammelo sapere, magari lo possiamo segnalare anche ad Asor Rosa.

Questa idea quasi ossessiva che quando qualcuno critica il nazi-fascismo sta segretamente assecondando il comunismo è priva di senso. Poi mi stupisce che tu voglia attribuirla anche a me (oltre che al professor Asor Rosa) visto che sai che le dottrine comuniste non mi hanno mai attratto, neanche quando andavano molto di moda.

Oggi di comunisti è quasi inutile parlare, non perché si voglia nascondere le loro malefatte, ma perché sono vicende che ormai riguardano solo la storia. Oggi i comunisti sono diventati minoranza esigua e assolutamente innocua. Essi stessi non credono più in una possibile rivoluzione proletaria, nonostante il grande aumento del proletariato e dello sfruttamento del lavoro. La stessa cosa non si può dire per il fascismo che si sta ripresentando in tutte le sue forme.

Il resto del tuo intervendo mi risulta difficile da capire. Forse perché non mi ricordo una tendenza al voto emotivo nella 'prima repubblica'. Ricordo invece le ragioni dei socialisti e dei comunisti che si contrapponevano a quelle dei democristiani e degli sparuti gruppi di liberali (repubblicani, radicali, PLI). Ricordo i comizi con ragionamenti molto articolati. Nessuno votava DC per esaltazione filo-andreottiana. La paura del comunismo non era solo emotiva, aveva specifiche ragioni.

Il "Berlinguer ti voglio bene" di Benigni era un paradosso con effetto comico perché risultava inimmaginabile che Berlinguer come persona potesse creare una passione. Ma altrettando paradossale sarebbe stato un amore dichiarato a Moro o Fanfani o Rumor. Solo con Craxi cominciò a delinearsi la figura del capo carismatico e solo lui si trovò davanti ad una elezione per acclamazione. Se hai buona memoria dovresti ricordare che io ne fui inorridito. Quella rinuncia socialista al voto libero e segreto fatta con tanta allegria mi sembrava un sacrilegio. Col senno di poi dico che fu gravissima la faciloneria dei socialisti che creò una falla.

Nella seconda repubblica le acclamazioni sono diventate normali. Uno ha cominciato a scrivere il proprio nome sul simbolo del partito e tutti gli altri hanno copiato. Oggi un partito senza un capo carismatico con nomina perpetua viene considerato come un club di tifosi del pugilato che non ha ancora trovato il pugile da portare sul ring.

I giornalisti continuano a tartassare Franceschini sempre con la stessa domanda: "è vero che la sua nomina scade in autunno?". L'incarico temporaneo a dirigere un partito sembra un'anomalia, come se in democrazia la regola fosse quella degli incarichi a vita. E' una domanda che dimostra l'analfabetismo democratico dei giornalisti, ma non sanno fare altre domande.

Qui non si tratta di mandar via il berlusca o qualcun altro, si tratta di capire che siamo cittadini di uno Stato democratico. Ci vuole un po' di fatica a mantenere in piedi la democrazia ma un sistema migliore e più semplice non s'è mai trovato. Può sembrare facile e bello andare tutti ad applaudire un capo indiscusso (buffone o non buffone che sia) ed immaginare che farà tutto lui come un bravo papà della nazione. In realtà si tratta di un'illusione ingenua e molto pericolosa. E qui e proposito di "papà della nazione" posso concludere in modo da farti contento. Ti cito Stalin, che si faceva chiamare "piccolo padre", mentre il nostro si fa chiamare "papi".

Daniele De Donatis ha detto...

La democrazia è la più evoluta forma di convivenza civile in quanto è la più razionale. Per essere democratici dobbiamo fare uno sforzo metacognitivo e comprendere che la nostra realtà è solo una delle letture possibili della realtà. Da questo deriva la dignità ad esistere delle letture diverse dalla nostra.
Le decisioni sono prese in base al numero maggiore di letture simili. Ciò non annulla le altre letture, che continua ad avere dignità intellettuale, semplicemente le letture in minoranza non partecipano alla determinazione dell'azione.
Tutte le altre forme sono più o meno inquinate da una componente emotiva ed istintiva. Tanto più è presente la componente istintiva del dominio, dell'onnipotenza, dell'aggressività tanto più il regime è totalitario.
L'attuale regime in Italia è, a mio parere, OLIGARCHICO. Ci sono gruppi di pari (politici, banchieri, furbetti o furboni del quartierino) che mantiene il potere manipolando la realtà attraverso una comunicazione "a doppio registro", ovvero affermano verbalmente un proposito ma la disconfermano nell'azione. Per evitare che i cittadini si accorgano di questa dissociazione mettono in atto meccanismi di "distrazione" (i vari gossip o le tante sparate berlusconiane) oppure rendendo aggressivo il dialogo con l'opposizione. Cioè allontanano il più possibile la comunicazione dalla razionalità per portarla a livello emotivo o istintivo: l'aggressività (lo scontro), la sessualità (le veline di cui si adornano), il potere (il disprezzo della magistratura e delle leggi, la ricchezza ostentata).
Sono tecniche da imbonitore, quelle che regolano la pubblicità. Compriamo una macchina non tanto perchè ci descrivono nei minimi particolari le caratteristiche tecniche, ma perchè ci si struscia una top model o perchè corre al vento sprezzante di tutto o di tutti.
Ecco perchè l'Italia è in pericolo. Governare "di pancia" porta allo sgretolamento della coesione sociale e all'impoverimento delle classe più deboli. Una società ingiusta.
Ciao

Tom P. ha detto...

@ Daniele
Benvenuto nel blog e grazie dell'intervento che approfondisce diversi aspetti della questione.

Per salvaguardare la democrazia infatti occorre agire razionalmente, ma occorre anche tenere sempre a mente che la democrazia non è e non può essere una competizione tra due schieramenti con la finalità di legittimare una dittatura della maggioranza. La democrazia è pluralismo (le diverse letture della realtà di cui non sappiamo qual è la più vera). Un pluralismo che esiste solo dove è garantito il massimo rispetto delle minoranze.

Oggi in nome di una stabilità politica (la governabilità di cui iniziò a parlare Craxi) si sta cercando di annientare la minoranze. Al conformismo imposto attraverso la pubblicità e le "scuole" gossippare tipo Grande Fratello, Maria De Filippi, Signorini ecc. si aggiunge un conformismo politico imposto da leggi elettorali che vietano a priori ogni nuova lettura della realtà.

Un ultima cosa che mi ha fatto riflettere è l'esempio delle bellissime modelle fotografate accanto alla vettura in modo da caricare di attrativa erotica l'oggetto da vendere. Chissà se non sta accadendo la stessa cosa in politica. Le veline nelle liste dell'europarlamento sono apparse come elargizione concessa dal Sultano alle sue favorite, ma potrebbe essere anche un tecnica di marketing che associa la bellezza al simbolo del partito che ormai è solo un prodotto da vendere.

Tom P. ha detto...

A proposito di politica giovane e di giovani in politica vorrei segnalarvi una simpatica vignetta di Giulio Laurenzi pubblicata a
questo link

Tom P. ha detto...

@ Enrico
la tua domanda conclusiva
Vi sono o vi saranno partiti capaci di proporre una politica basata "sull'austerità, l'ordine, la morale, il decoro e il senso di responsabilità" e in grado di convincere i cittadini a seguirli? ci riporta al tema dei BARBARI, cioè i nuovi ceti sociali che disconoscono quei valori, non perseguono una razionalità di tipo illuministico e ci faranno transitare verso una nuova era che a noi borghesi appare un nuovo medioevo fondato su una 'religione' consumistica, dove le icone pubblicitarie sostituiscono quelle sacre, i vip vengono santificati, i potentati economici sanciscono i dogmi, nuove barriere sociali, ecc. Però, come dice Baricco, questa è solo la nostra lettura (spaventata) del cambiamento in atto. Loro, i barbari, non ci vedono alcuna perdita o arretramento.

Enrico ha detto...

@Tom
Se l'imbarbarimento di cui parli è un processo irreversibile e irresistibile, non ci resta che sperare nell'arrivo di nuovi "barbari", armati di religioni e razionalità nuove, che vengano a spodestare gli attuali barbari al potere. Forse non si dovrà aspettare molto, visto il tasso di natalità della popolazione italiana.

@ Daniele e Tom
Il Tao insegna che non bisogna seguire gli "occhi" ma la "pancia".
Sono gli occhi (e quindi il cervello) che si lasciano sedurre dai messaggi pubblicitari.
La pancia non ci inganna mai: i suoi segnali sono inequivocabili: ci dice quando abbiamo fame o sete, quando siamo innamorati o tristi.
La "panza" potrebbe essere l'"ultima ratio" che ci permetta di sconfiggere o almeno di tenere a bada i nuovi barbari. Al PDL si dovrebbe opporre il PDP: il Partito della Panza!

Tom P. ha detto...

Ottima questa del Partito della Panza!

Non sarà mica un ritorno al vecchio qualunquismo rinascimentale: "Franza o Spagna abbastasta che se magna"?

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonimo ha detto...

I want not acquiesce in on it. I over warm-hearted post. Expressly the title attracted me to read the unscathed story.

Tom P. ha detto...

Ringrazio il secondo anonimo che sembra esprimere un apprezzamento, ma sospetto che questi ultimi commenti siano soltanto effetti di qualche spam.

Se così non fosse vi prego di fare interventi più comprensibili e soprattutto di firmare. Grazie.

Anonimo ha detto...

Nice dispatch and this mail helped me alot in my college assignement. Thank you seeking your information.