06 marzo 2015

Chieti violenta

Simone Daita è ricoverato all'ospedale di Pescara, in coma, tra la vita e la morte. E' stato colpito brutalmente in piazza Vico, a Chieti, sabato sera. Nel racconto del giovane che ammette di averlo colpito sarebbe stato lui, la vittima, a iniziare la lite e a colpirlo per primo. Possiamo crederci? Simone, giornalista attualmente disoccupato, era un uomo violento? La polizia sta cercando di ricostruire la verità, ma non ha trovato immagini nella telecamera di sicurezza del bar. 
E' agghiacciante dover immaginare che Simone, dopo la sfortuna nel lavoro e la mancanza di un alloggio, abbia anche incontrato un branco di giovinastri pronti ad accanirsi su qualunque persona debole o sfortunata e abbia subito un pestaggio feroce. Eppure è questa la verità che sta emergendo. E non possiamo neanche stupirci troppo perché gli episodi di violenza in città sono sempre più frequenti.

Ecco alcuni casi apparsi sulle cronache recenti:


2011 - rissa notturna in piazzale Marconi a Chieti Scalo - lite con coltello lungo il corso Marrucino -  rissa in piazzale Marconi finisce con aggressione anche nei confronti dei carabinieri intervenuti -
2012 - rissa del sabato notte all'uscita di un pub a Chieti Scalo - un ragazzo viene aggredito in Corso Marrucino poco prima di mezzanotte da un gruppo di fascisti che dopo avergli chiesto"chi è l'antifascista?" lo riempiono di pugni e gli rompono il cellulare. Gli aggressori vengono poi riconosciuti in sei milianti dell'estrema destra teatina. Negli stessi giorni compaiono in alcune zone della città scritte fasciste firmate Forza Nuova  - Un branco di giovani coi volti coperti da sciarpe del chieti-calcio e croci celtiche hanno aggredito alcuni ragazzi davanti a un bar. Cinque feriti e contusi. Il motivo dell'aggressione sembra essere l'omofobia. - Pochi giorni dopo altri due ragazzi aggrediti nella zona di via Pescara da un branco di dieci persone. "qua non ci dovete più venire!" Durante l'aggressione è spuntato anche un coltello.
2013 - Un giovane viene preso a pugni e calci da due persone. Accade a Chieti, piazza della Trinità nel giorno della festa di San Giustino. - Uno studente viene aggredito da uno sconosciuto con pugni e schiaffi senza apparente ragione. Accade a Chieti, in via Pescara, alle tre di notte.
2014 - due studenti universitari finiscono al pronto soccorso dopo un'aggressione avvenuta davanti a un pub in piena notte. La questura ordina la chiusura del Pub di viale Benedetto Croce per il susseguirsi di episodi violenti - una testata in faccia per una sigaretta negata. Accade a Chieti, corso Marrucino, all'orario di ingresso nelle scuole. - Un'intera famiglia scende in strada per picchiare con cinture, scope e tirapugni tre studenti che aspettavano l'autobus lungo la via Tiburtina. - L'inchiesta "Aquila Nera" porta all'arresto di un gruppo neofascista che organizzava attentati terroristici. C'è anche qualche teatino.  - Nei giorni di Natale un ragazzo viene minacciato e poi aggredito da un branco in piazza Vico.

2015 - Un ventenne aggredisce a pugni e calci il conducente di una vettura che s'era fermata per lasciar passare alcuni pedoni. Accade a Chieti in pieno giorno. - Per una rivalità in amore tra quarantenni c'è uno che mena con la mazza da baseball e l'altro che gli stacca un dito a morsi. Accade a Chieti Scalo, in via Piaggio. - 17 febbraio, carnevale, un giovane che indossava un giubbotto con la scritta del pescara-calcio viene aggredito in via Arniense da un gruppo di otto persone. Il fatto suscita orrore, ma a Chieti c'è anche chi difende il branco perché il giubotto sarebbe stato una provocazione. Siamo a ragionamenti da califfato. -

L'ultimo episodio che ha portato Simone Daita in fin di vita, col cranio fratturato, dopo essere stato colpito davanti al bar di piazza Vico, potrebbe essere il più grave della serie.

Gli amici di Simone hanno organizzato per domani una manifestazione di solidarietà in piazza Vico e dichiarano che il gesto vile e criminale sarebbe stato commesso da un gruppo “ben noto in città poiché da anni, ormai, si esibisce in pestaggi vari. Negli ultimi mesi, a Chieti, è diventato pericoloso uscire di sera specie se si è da soli: basta una parola sbagliata, uno sguardo equivocato, un gesto fuori misura e ti ritrovi massacrato di botte da questi gruppuscoli che apertamente si richiamano al fascismo ed al nazismo. Il tutto con la completa indifferenza di chi dovrebbe vigilare, indagare, intervenire e pertanto ugualmente complici”

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