02 ottobre 2014

Qualcosa di buono

Mentre il governo della nazione mostra un'evidente schizofrenia tra le dichiarazioni sull'economia verde e i decreti che aprono la via alla speculazione più nera, qualcosa di buono sembra muoversi in Abruzzo: la Confesercenti interviene a difesa delle 9500 imprese abruzzesi del settore turistico (con oltre 17000 addetti) e chiede al presidente della regione di coordinare le azioni anche con le altre regioni e con la Croazia, che rischia di subire un'invasione analoga a quella che noi abbiamo già visto con menzogne ben orchestrate e altre strategie facilmente immaginabili.

Il dirigente regionale arrestato ieri è un nome ben noto a chi ha seguito negli anni le tristi vicende dalle concessioni petrolifere. Quello di Antonio Sorgi è un nome che abbiamo incontrato anche nelle oscure trame della filovia di Pescara e anche nel procedimento autorizzativo del mega-elettrodotto Villanova-Gissi. 

Qualche giornale ha dato la notizia scrivendo dell'arresto del "Re-Sole", così lo chiamavano i suoi compagni di merende, ma forse sarebbe stato più corretto parlare dell'uomo-nero. Un dirigente pubblico che prendeva decisioni in evidente conflitto di interessi. Il suo arresto è legato a una vicenda minore di appalti per ampliamento di un cimitero. 

Chissà se questo ennesimo scandalo potrà aiutare gli abruzzesi a riflettere sulla scellerata commistione tra gli interessi della collettività e gli affari privati, più o meno leciti. Chissà se la commissione regionale nominata per valutare le ricadute ambientali di Elsa 2 potrà ora operare con un po' di serietà. 

Purtroppo ci sono in giro altri uomini-neri, ma non di colore, che premono per consegnare la nostra terra ai vampiri delle peggiori speculazioni. Non c'è solo il Paolo Primavera della confindustria teatina, ma anche quei giornalisti de Il Centro che scrivono in prima pagina (come Antonio De Frenza il 3 settembre) che "l’Abruzzo a occhio e croce dovrà trivellare e accettare Ombrina. Così come dovrà cedere il passo velocemente a opere come l’elettrodotto Villanova-Gissi o il gasdotto della Snam a Sulmona" e così si potranno "trasformare le priorità di Renzi in vantaggi per l’Abruzzo". Sì, li chiamano vantaggi! 
Magia delle parole. Basta dire Green Economy e anche l'inquinamento petrolifero diventa bello e pulito. Basta usare le parole al contrario. Basta parlare di vantaggi economici, investimenti, sviluppo e perfino gli affari di compagnie petrolifere straniere che vengono ad estrarre idrocarburi pagando le più basse tariffe esistenti e solo sui quantitativi da loro stesse dichiarati e senza alcun controllo, diventa un affare anche per i derubati. Un affare anche per le 10mila aziende che lavorano sul turismo. Diciamoglielo!

Sembra che i giornalisti del Il Centro non siano neanche capaci di leggersi i loro stessi articoli. Basterebbe leggere quello di oggi, sulla requisitoria al processo Bussi-Montedison (processo a porte chiuse!!!) per capire di cosa si parla quando si dice "investimenti e sviluppo" affidati a certi gruppi. 

La dottoressa Mantini, ce lo dice il Centro, sostiene che a Bussi "sono stati commessi crimini tra i peggiori del genere in Italia, sulla testa di decine di migliaia di persone". Parole terribili dette dal magistrato che ha condotto l'indagine. Dobbiamo continuare su questa strada? Questi sono i vantaggi?

Per concludere sulle cose buone il consiglio regionale abruzzese ha approvato una mozione contro il decreto Sblocca Italia (quello che autorizza le trivellazioni facili). La mozione era stata presentata dal M5S. Ne siamo molto lieti. Contro lo stesso decreto si sta attivando anche la regione Lombardia.

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