02 maggio 2014

Deserto sociale


Il sonno della ragione genera mostri. Ma quel sonno è la consolazione degli ignoranti. L'ignoranza è facile, ed è anche bella perché ti permette di giudicare senza troppi intralci. Quanto sono fastidiosi invece i professoroni che stanno sempre a mettere freni con le loro riflessioni, i loro ammonimenti, la loro barbosa cultura... 

Ecco, ora i mostri arrivano. E sono peggio di quello che potevamo immaginare. Il pugno sferrato al viso di uno sconosciuto è orrore puro. Un gesto della massima vigliaccheria che non ha motivazioni e non ammette difese. La sottocultura che produce queste devianze è peggio dello squadrismo, peggio  dell'agire criminale o mafioso.

E' accaduto a Pescara lasciando una vittima in condizioni molto gravi. A Pescara c'era stato un caso analogo per il quale c'era stata anche una condanna. Ma l'ignoranza che produce questi mostri è la stessa che diffonde la stupida leggenda che le condanne in Italia non esistono (chissà perché le carceri sono sempre strapiene). Le dicerie sciocche si diffondono e finiscono col prevalere sulla legalità. Diventa inutile condannare i colpevoli se poi la gente continua a pensare che nessuno li ha mai condannati e che le carceri sono sempre vuote. I giovani, vittime di queste dicerie, pensano che si può fare tutto: divertirsi a buttare sassi dai cavalcavia, perseguitare i compagni più deboli a scuola, continuando a perseguitarli sui social network fino a portarli al suicidio, e colpire gente a pugni e calci per divertirsi un po'.

Non voglio diffondere paura con queste considerazioni. La paura distrugge la democrazia. La paura viene spesso alimentata dagli spacciatori di sicurezza dittatoriale allo scopo di ottenere un facile consenso. La gente spaventata si affida ciecamente a quelli che si presentano come uomini forti e risoluti.

La gente impaurita è disposta ad accettare anche una polizia violenta nella speranza che quella violenza sarà indirizzata contro i "cattivi". Ma chi sono i cattivi? i valsusini? i pastori sardi? i terremotati aquilani? gli studenti? La paura genera reazioni violente che giustificano altra violenza in una spirale infernale. Se a questo si aggiunge il vuoto morale, il disadattamento sociale, la rabbia di una miseria incombente che sembra non avere né responsabili, né vie d'uscita, la situazione diventa davvero insopportabile.

1 commento:

Erri ha detto...

La paura distrugge la democrazia. Sono d'accordo. Quando i cittadini cominciano ad avere paura e a non essere più sicuri chiedono leggi speciali e sono disposti ad accettare restrizioni della libertà. Viene meno quindi il delicato equilibrio che deve sussistere tra libertà e sicurezza: Se non c'è sicurezza non esiste la libertà e senza la libertà, non c'è sicurezza, per i cittadini ovviamente. La paura e quindi la richiesta di maggiore sicurezza vengono diffuse non combattendo la microcriminalità, utilizzando infiltrati e provocatori nelle manifestazioni e facendo un uso strumentale, ovvero politico delle forze dell'ordine.