16 aprile 2014

Parole apprezzabili

Un sottosegretario che esprime indignazione: finalmente. Forse è la prima volta. Non stiamo parlando del solito comunista, ambientalista, radicale, liberale... bensì di un uomo di governo, ed è la prima volta che non assistiamo all'arroccamento d'ufficio a sminuire e coprire le malefatte dei delinquenti in divisa.  

Altrettanto inusuale è stata la dichiarazione del nuovo capo della polizia che ha parlato di "un cretino da identificare". E speriamo che davvero venga identificato e sanzionato sia per quello che ha fatto alla ragazza bloccata a terra, sia per le cretinate con cui pensa di potersi scusare (credeva che fosse uno zainetto). Questi cretini non dovrebbero starci tra le forze di polizia. 

Ora aspettiamo che dalle parole si passi finalmente ai fatti. La polizia non riuscirà mai a recuperare un po' di credibilità finché manterrà tra le sue file i massacratori della Diaz, i torturatori di Bolzaneto e gli assassini di Federico Aldrovandi, di Stefano Cucchi e di tante altre vittime di una violenza inaccettabile. Inaccettabile perché proviene da chi era stato scelto e pagato per difendere quelle persone. 

La polizia deve difendere tutti i cittadini, buoni o cattivi, simpatici o antipatici. I poliziotti devono sapere qual è il loro ruolo nello stato democratico. L'uso della forza non si può ammettere se non motivato da necessità. Quelli che non lo sanno e che vanno a insultare le vittime devono cambiare mestiere.

Occorre attivare un sistema che possa garantire l'identificazione degli agenti durante le operazioni. Se è giusto lasciare un ambito di discrezionalità rispetto agli errori che chiunque potrebbe commettere in situazioni difficili, dev'essere tuttavia stabilito per legge che certi reati dolosi e certe manifestazioni di violenza gratuita sono incompatibili con la permanenza all'interno delle forze dell'ordine.

AGGIORNAMENTO del 17 ore 21,50: le immagini mostrate in TV da "Servizio Pubblico" hanno permesso di vedere che a Roma tra gli agenti di polizia i "cretini" erano numerosi. Il sadico che è salito con i piedi e con tutto il peso sul ventre della ragazza trattenuta a terra dai suoi colleghi è stato identificato perché non aveva la divisa. Gli altri restano ignoti e impuniti. Ciò dimostra che un sistema di identificazione è assolutamente necessario. A chi dice, come il segretario della Lega Nord,  di stare dalla parte della polizia e contro i manifestanti violenti, occorre spiegare che non è possibile difendere la polizia (quella professionale e corretta) lasciando che al suo interno possano agire impunemente loschi individui inutilmente violenti che si accaniscono con ferocia sui cittadini che dovrebbero difendere.


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