12 aprile 2014

Le parole sono importanti


Le locandine ci danno notizia di una intossicazione misteriosa, facciamo gli auguri a chi ne è stato vittima, ma ci sono anche intossicazioni meno misteriose. Sappiamo chi è stato a interrare i veleni accanto al fiume lasciando che finissero nell'acqua, anche nell'acqua potabile. Per anni. Noi l'abbiamo saputo solo nel 2007, ma qualcuno lo sapeva già dal 1972. Ora finalmente inizia il processo e ci dicono che è stato rimosso il giudice. No, non è vero, il dottor Spiniello, presidente del Tribunale di Chieti, non è stato rimosso, rimane al suo posto perché lui non è colpevole di nulla. Tuttavia non sarà lui a presiedere la Corte che dovrà giudicare gli avvelenatori. E' stato ricusato perché aveva dichiarato a un giornalista che il tribunale di Chieti avrebbe fatto giustizia (cos'altro dovrebbe fare un tribunale?). Ma in Italia un giudice che dichiara di voler fare giustizia è uno scandalo, non è imparziale. Quindi gli avvocati di difesa hanno chiesto di cambiare giudice. Accontentati, avranno un altro giudice. Ma pare che ai signori avvocati non vada bene nessun giudice del nostro tribunale. Tutti potrebbero essere emotivamente coinvolti. E sì perché nello stabilimento chimico di Bussi l'han fatta così grossa da avvelenare mezzo Abruzzo. Quindi ora gli ci vuole un giudice che non sia mai stato in Abruzzo, che non abbia mai bevuto l'acqua inquinata dai veleni di Bussi e l'ideale sarebbe un giudice che dichiara di non voler fare giustizia, uno a cui non gli importa proprio niente delle conseguenze (peraltro mai accertate) di quello che i signori della Montedison hanno deliberatamente fatto ai danni della popolazione abruzzese.

Le parole sono importanti. Usare parole sbagliate è un'altra forma di intossicazione. Ci siamo intossicati di parole sbagliate. Ricusato dalla difesa non equivale ad essere rimosso, ma l'altra locandina visibile nella foto si esprime ancor peggio: uno che massacra l'amico e viene condannato è un crimale pericoloso, non è semplicemente un bullo. Minimizzare è un modo di favorire il crimine. I giornalisti dovrebbero saperlo e dovrebbero vedere che c'è una intollerabile richiesta di violenza dai politici e un'altrettanto intollerabile esibizione di violenza per protestare contro la politica (mi riferisco al tanko dei separatisti veneti, che non era fatto di cartone come quello di Beppe Grillo). 

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