11 febbraio 2014

Trombopoli


Quando ho scritto il mio post sul bunga-bunga teatino col fotomontaggio che mostra l'assessore come protagonista di un film sui ricatti sessuali non potevo immaginare le locandine apparse in questi giorni: "l'assessore baciava come un attore".

Dobbiamo ridere o piangere?

Dopo il nostro assessore agli alloggi che abbordava le donne con necessità di un alloggio, abbiamo avuto il caso dell'assessore regionale De Fanis col contratto scritto in cui impegnava la segretaria a prestazioni sessuali settimanali, e poi sono arrivate le scappatelle del governatore regionale con annessi e connessi. L'Abruzzo è una trombopoli e davvero non si sa se ridere o piangere.

La vicenda teatina della tangente sessuale resta la peggiore, la più squallida, ma anche la vicenda De Fanis mostra uno scenario che potrebbe scivolare dallo squallore morale al crimine più odioso. Il politicante esperto in bustarelle si difende dicendo che scherzava: il contratto con la segretaria era uno scherzo, la pistola mostrata in ufficio un altro scherzo, e anche il progetto di uccidere la moglie e incassarne l'assicurazione era solo una vanteria. Voglio sperare che l'assessore dica il vero, ma credo che sarebbe meglio affidare la pubblica amministrazione a persone presentabili. Questi non riescono neanche a scherzare in un modo non deprecabile. 

1 commento:

nonno enio ha detto...

innegabile l'atto abietto dell'assessore, ma dove mettiamo quello delle "donnette" che pur di avere dei "favori" erano disposte a darsi nel vero senso della parola. La verità o la colpa sta sempre nel mezzo....