20 febbraio 2014

Audizioni da non credere

Cose terribili. Cose incredibili. Se non avessi un po' tempo in più per girovagare tra le notizie mentre sono a letto con la febbre anch'io dovrei basarmi sulle solite e potrei credere facilmente che una commissione parlamentare ha ascoltato gli esperti prima di decidere il da farsi sulle ricerche petrolifere. Ascoltare significa ascoltare, e anche capire, ragionare e decidere di conseguenza.

No, ora so che questo non è vero. Cioè è vero che l'on. Mariastella Bianchi del PD ha presentato una proposta di sospensione delle autorizzazioni alle attività petrolifere in mare con conseguente modifica delle relative norme. E' vero che il 13 febbraio sono stati ascoltati in due: il prof. Di Salvatore dell'Università di Teramo e l'ENI. Però ci vuole un po' di tempo per vedere come realmente vanno i fatti. Il prof. Di Salvatore è uno, l'Eni si presenta in dieci. Quando parlano gli esperti dell'Eni le due commissioni sono presenti al completo e suppongo che abbiano anche ascoltato. Potete ascoltare anche voi qui (http://www.youtube.com/watch?v=7rki0grjKGQ). 
Cosa dicono? Cose come queste:


  • Siamo in un paese che ha molte risorse petrolifere...  La produzione di idrocarburi ha già un grande effetto positivo... migliaia di euro di investimenti e molte molte migliaia di posti di lavoro
  • Un importante contributo in termini di fiscalità, canoni e royalties...
  • A livello locale ci sono dinamiche contrarie allo sviluppo... accade per colpa di equivoci
  • In Italia c'è un quadro autorizzativo incompatibile con le scelte delle compagnie internazionali...  Le royalties in Italia sono troppo alte, fanno scappare i petrolieri stranieri...
  • L'ENI come tutte le compagnie internazionali adotta standard che garantiscono il rispetto dell'ambiente...  L'ENI non risparmia su questo tipo di aspetti e il rateo di incidenti è bassissimo...  Di problemi ambientali ce ne sono stati ben pochi, se non nessuno...
Sulla falsità dell'ultima affermazione credo che nessuno possa avere dubbi. Notare che allo stesso dott. Bellodi che parla gli scappa da ridere e si giustifica dicendo "noi ovviamente siamo di parte in questo tipo di vicenda". Cioè è chiaramente falso quello che dico, ma questo devo dirvi.

Anche un bambino si chiederebbe dove sta la perdita se il petrolio lo lasciamo sotto terra, senza fare danni. Le compagnie "internazionali" non ci guadagnano, e allora? Agricoltura e turismo non ne patiscono danni, e non è buono? Ma se davvero sotto terra ci fosse un gran tesoro che col tempo avrà un valore sempre maggiore e forse col tempo si perfezioneranno anche i sistemi di estrazione, non è un danno precipitarsi a estrarlo subito e andando pure a ridurre le royalties che sono già le più basse del mondo? E tutto per non far scappare i petrolieri, manco se fossero tanti babbi natale.

L'imbroglio sta nella formula per cui "La produzione nazionale idrocarburi non appartiene a Eni, ma è dello Stato, quindi un basso livello di estrazioni è un danno alla produzione nazionale". Insistono a parlare di produzione "nazionale" anche quando tutto l'affare è gestito da compagnie "internazionali", cioè con guadagni che di rientro nazionale non hanno niente, se non quelle minime royalties che ci chiedono pure di ridurre. E' come dire che il "Campo dei Miracoli" non appartiene alla compagnia Gatto & Volpe, quindi se Pinocchio non è abbastanza furbo da seminarci subito i suoi 5 zecchini ne avrà un grave danno!

Per fortuna che poi c'era il professore, voce dell'accademia e senza sponsor. Avrà riequilibrato i ragionamenti. Sì, però, guarda guarda, quando inizia a parlare lui nell'aula rimangono solo 5 deputati. Sarei curioso di vederli, ma nel video questa parte non c'è. L'audizione mandata in rete è solo quella dei signori dell'Eni, quei babbi natale che ci regalano i soldi per Collemaggio e per l'Università dell'Aquila. Quanta generosità!

Il patron dell'Eni in questi sembra molto generoso anche nei confronti del pinocchio fiorentino che in compagnia di un vecchio lucignolo (fiorentino anche lui) si appresta a mettere in scena lo spettacolo del Nuovo Gran Governo tutto nuovo e tutto bello che ci regalerà una Nuova Legge Elettorale tutta nuova e tutta bella.

Andandole a cercare bene le notizie si scopre che tutto è molto diverso da quello che ci viene scodellato dai mille notiziari quotidiani. Ma se uno non sta a letto con la febbre a poter leggere qua e là e fare confronti?  Si finisce per fidarsi: l'audizione l'hanno fatta, avranno capito, avranno valutato, saran mica scemi...

Se son scemi non lo so, ma pare che per star dietro a questo vecchio gioco dei zecchini che crescono sugli alberi i nostri parlamentari stan tutti a pendere dalle labbra dei petrolieri. La legge chiesta dell'on. Bianchi alla fine la faranno, ma non sarà per salvare noi, farà solo il gioco della premiata ditta Gatto & Volpe. E chissà se poi arriverà un momento in cui anche i nostri signori dell'Eni non si abbiano a pentire come tardivamente ha fatto il petroliere texano George Mitchell. Ma per quest'ultima, davvero interessante notizia, è inutile cercare sui giornali, telegiornali e radiogiornali vari, c'è solo lei, la nostra vedetta sul suolo americano, la prof.ssa D'Orsogna. Andate a leggerla. 

E chiudo con una notizia fresca fresca che può dare un segnale concreto degli standard adottati dalle compagnie internazionali a protezione della vita umana e dell'ambiente. In Pennsylvania la Chevron, dopo un incendio a un pozzo di gas lo scorso 11 febbraio, (un disastro durato quattro giorni che è costato la vita a due persone e ha costretto molte famiglie ad abbandonare le abitazioni) ha chiesto scusa inviando un buono-pizza con bibita gigante al centinaio di abitanti del villaggio più danneggiato. Trattando i morti così e ignorando tutto il resto potranno continuare a dire sempre che garantiscono... che non risparmiano... che problemi ben pochi o nessuno. Preparate gli zecchini.

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