06 ottobre 2013

Studente universitario aggredito a Chieti Scalo

Ci risiamo! Un'altra aggressione.
Uno studente di 21 anni colpito con pugni e calci per qualche futile motivo. E' già accaduto altre volte. Tutti gli studenti sono spaventati dal ripetersi di episodi di violenza gratuita che restano troppo spesso impuniti. I loro rappresentanti ci fanno sapere che l’Ateneo è un fiore all’occhiello della città e richiama migliaia di studenti che provengono da tutte le regioni d’Italia e che danno un importante apporto economico, ma anche culturale e sociale, a Chieti e per questo meriterebbero uno sforzo al fine di assicurare sicurezza e serenità necessarie per affrontare il proprio percorso di vita e di studi. 
Chieti non è mai stata ospitale e di questo mi sono spesso occupato nel blog (qui e anche qui), ma ora hanno pienamente ragione gli studenti a chiedere  una risposta decisa ed efficace. "Non è più tollerabile che la popolazione studentesca (ed in particolare quella dei fuori sede) continui ad essere soggetta a soprusi che portano a temere addirittura per la propria incolumità, nel silenzio delle istituzioni."

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sinceramente gli articoli che ho letto sull'argomento mi sembrano abbastanza terroristici e sposano senza alcuna verifica la ricostruzione di parte di chi ha interesse a far apparire Chieti come una specie di Far West dove non si può più girare di notte senza essere picchiati. Studenti terrorizzati che temono per la propria incolumità? Ma dove? Ma quando? Piuttosto vedo parecchi studenti sbruffoni (non di Chieti) che hanno scambiato questa città per un luogo di sballo (ma non erano qui per STUDIARE?) dove fare quello che vogliono senza rispettare chi ci vive. Con questo non voglio giustificare le violenze, però certi articoli e certi post hanno un po' rotto i coglioni.

Tom P. ha detto...

Falso allarme? esagerazione? sarei ben lieto se fosse così perché non ho alcuna voglia e nessun interesse a parlar male della mia città, anzi, ma l'anonimo purtroppo non ci fornisce nessun elemento che possa smentire o sminuire l'accaduto.

Per dire che non è vero che gli studenti sono preoccupati di quel che accade non basta chiedersi dove e quando, occorre smentire il comunicato firmato da varie associazioni studentesche. Io non li conosco, ma non vedo perché dovrebbero esprimere un timore inventato. Vedo piuttosto che l'aggressione segnalata dai giornali è solo l'ultima di una triste serie che dura da anni. E vedo che ogni volta invece di unirsi nella indignazione contro violenze gratuite c'è chi si sforza solo di sminuire o addirittura di rovesciare la colpa sulle vittime. Bruttissimo segno. Se gli studenti presenti in città non studiano e si perdono in giochi e trastulli è un fatto privato, può solo interessare alle famiglie che li mantengono, per noi anche gli studenti più sfaccendati sono una risorsa economica e il nostro dovere d'accoglienza non cambia. Se in città girano indisturbati picchiatori o psicotici è un problema pubblico.

Immagino che facendo notare queste cose sto "rompendo i coglioni" ma lo faccio e continuerò a farlo perché vorrei vedere Chieti più civile e più attenta ai propri interessi e alla propria reputazione.