23 gennaio 2013

Sversamento di petrolio



Almeno mille litri di greggio sversati in mare (dettagli qui). Questa volta i gabbiani incatramati non sono telefoto di luoghi lontani: è il nostro mare. Non è neanche la prima volta che la piattaforma di Rospo Mare produce danni. Si poteva facilmente prevedere e ragionare non equivale ad essere profeti di sventura.

Gli ambientalisti sono sempre stati zittiti e spesso perfino colpevolizzati. In verità il buon senso non può essere una colpa o un merito degli ambientalisti. Lo vedono tutti che l'Adriatico è un mare troppo piccolo per queste attività che inevitabilmente producono danni collaterali di enorme portata. Non si può proprio fare! Quei pozzi vanno chiusi tutti e subito e non se ne deve parlare più. Il paradosso è che siamo davanti al Parco della Costa Teatina. Un litorale che potrebbe diventare richiamo turistico, fonte di ricchezza e di benessere, volàno per altre attività enogastronomiche e culturali. Come si fa a non capire che non ci conviene distruggere quello che la natura ci ha generosamente regalato?

Fabrizia Arduini, referente del WWF dichiara: “Questo ennesimo sversamento ha le sembianze di un monito. Proprio in questi giorni è in corso presso la commissione VIA -Valutazione di Impatto Ambientale- del Ministero Ambiente, il progetto di modifiche e ampliamento di Rospo Mare che prevede la perforazione di altri 3 pozzi più uno di perforazione orizzontale dalla piattaforma Rospo Mare B, e l'installazione di un'altra piattaforma. Questo progetto fu bloccato in sede VIA dalla Legge Prestigiacomo, poiché a ridosso di riserve naturali, e rimesso in pista nel 2012 dal solerte Ministro Passera, con un articolo integrativo al Codice Ambientale, il fatidico articolo 35 del Decreto Sviluppo. Ricordo, altresì, che nello stesso tratto di mare si vuole realizzare un'altra grande infrastruttura, quella della concessione “Ombrina” dell'inglese Medoilgas, con trivelle e impianto di trattamento su piattaforma (...)"

Il Ministro Passera ha giustificato la riapertura delle autorizzazioni con esigenze di natura economica. Ma davvero ci conviene svendere alle compagnie inglesi e americane questo poco di petrolio amaro che viene estratto con rischi di disastri irreparabili, con emissione di sostanze dannosissime per la salute (idrogeno solforato), con una enorme svalutazione del territorio e tutto offrendo grandi quantità in franchigia (significa senza alcun versamento compensativo all'Italia) e il resto al 4% di royalties calcolate solo su quello che le compagnie decidono di dichiarare, visto che la legge non prevede NESSUN tipo di controllo sulle quantità estratte. Davvero Passera pensa che questo sia un vantaggio per la nostra economia?

AGGIORNAMENTO: queste mi sembrano parole apprezzabili.
Link alla conferenza del WWF

1 commento:

nonno enio ha detto...

prima o poi qualcosa del genere doveva succedere, l'importante è sempre vigilate per poter denunciare