27 gennaio 2013

Genius loci

I testi teatrali di Patrizio Domenicucci pubblicati in un libro delle edizioni Carabba di Lanciano sono il segno di una pregevole produzione culturale ancora presente nella nostra città. Le due opere "Voci di Pietre" e "L'assedio di Chieti" aprono interessanti finestre sul nostro passato.

Nella premessa l'autore scrive: "basandomi sui brandelli biografici contenuti nelle iscrizioni e in altre fonti storiche e procedendo ad integrazioni di necessità arbitrarie, ho dato voce ad alcuni morti di Iuvanum e di Teate, che per il breve spazio di una notte ritornano sulla terra a testimoniare il loro disperato amore per la vita".

Il volumetto presentato ieri al pubblico presso la Libreria De Luca è corredato di note sulle fonti storiche utilizzate dal prof. Domenicucci nonché dalle osservazioni sulla messinscena curata da Carmela Caiani. Le due opere infatti sono state rappresentante nel 2011 e nel 2012 dal gruppo teatrale diretto dalla maestra Caiani nell'antico teatro di Juvanum e nel Largo Cremonesi di Chieti. Altre rappresentazioni sono state realizzate dal gruppo teatrale "Gli Sbandati" presso le università di Chieti e di Roma.

Ancora più interessante il lavoro compiuto sul racconto storico dell'assedio dei Saraceni avvenuto nel IX° secolo che, per ammissione dello stesso autore, si presta ad una lettura anche allegorica rispetto all'isolamento e alla rassegnazione che sembrano caratterizzare storicamente Chieti. Caratteri ancora evidenti che potrebbero risalire "a quella sorta di trauma originario rappresentato nell'801 dalla distruzione della città ad opera di Pipino che ne punì annientandoli gli abitanti."



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