12 marzo 2012

Un ufologo teatino

Recentemente ho letto la notizia della scomparsa del prof. Stefano Breccia. PrimaDaNoi lo indica come "padre" dell'ufologia abruzzese. Non mi interesso di ufologia però alcune informazioni contenute nell'articolo mi hanno incuriosito.
Per chi, come me, stenta a dar credito agli avvistatori di dischi volanti o di marziani verdi appare abbastanza insolito che l'ufologo sia un docente universitario di discipline scientifiche come era Stefano Breccia. Ho fatto qualche ricerca nella rete trovando altri aspetti interessanti: è stato docente all'università di L'Aquila, ma era di Chieti ed è morto a Chieti, tuttavia non ho trovato il suo nome tra i consueti necrologi murali. Forse era un teatino solo d'adozione. 
Sicuramente era una persona schiva e, come si vede anche dall'intervista televisiva, poco disponibile a parlare di se stesso e delle proprie esperienze (qui c'è un'altra intervista) dunque non possiamo relegarlo tra i millantori in cerca di facile notorietà e neanche tra i semplici creduloni. Un ingegnere che s'incarica di tradurre dal russo i rapporti riservati del kgb mostra un approccio ben diverso dal giornalista che raccoglie testimonianze sensazionali. Titoli culturali, accuratezza e riservatezza, tutto depone a suo favore eppure tra i suoi scritti ci sono i resoconti di una delle vicende più incredibili che mi sia mai capitato di leggere, quella che ruota intorno alla figura del pescarese Bruno Sammaciccia e agli avvistamenti abruzzesi del 1978-79. Storie di alieni alti tre metri oppure piccolissimi che passeggiano tra noi e parlano un corretto italiano, basi costruite in cavità sotterranee, richieste di aiuti alimentari agli amici umani e guerre stellari combattute tra i pescherecci dell'Adriatico.
C'è uno scarto incommensurabile tra l'apparente serietà e credibilità dei testimoni e l'inverosimiglianza dei fatti raccontati.

2 commenti:

marco ha detto...

leggi rapporto sugli ufo di allen hynek e che cosa è l'ufologia

Anonimo ha detto...

Grazie del suggerimento. Non conoscevo Allen Hynek, ora ho letto qualcosa su wikipedia. Interessante.

Tom P.