27 febbraio 2012

Il parco dei travagli

La vicenda del Parco della Costa Teatina, detta anche Costa dei Trabocchi, è talmente travagliata che potrebbe anche cambiar nome e diventare "parco dei travagli". Recentamente ha subito un altro rinvio, stranamente proposto da un senatore siciliano del PDL. Non sappiamo se la spinta è arrivata direttamente dai petrolieri che hanno già iniziato da anni la distruzione del nostro mare oppure se ad ispirare il politico siciliano siano stati alcuni suoi colleghi abruzzesi che preferiscono non comparire per non associare il proprio nome a quello degli speculatori, dei petrolieri e dei cementificatori. 


Sappiamo che i maggiori esponenti del PDL abruzzese hanno cercato in vari i modi di ostacolare la creazione del parco. Qualcuno è arrivato perfino a diffondere informazioni false e allarmistiche, ma molti di loro non hanno mai avuto il coraggio di dichiarare apertamente una contrarietà all'istituzione del Parco. 

L'assessore regionale Febbo ha assunto anche l'incarico di coordinatore tecnico per la perimetrazione del parco, una carica evidentemente incompatibile con una posizione di contrarietà, eppure le sue dichiarazioni non sono mai state di sostegno e di stimolo per il Parco, piuttosto di perplessità e preoccupazione, in qualche caso di pesantissimo contrasto verso le tante associazioni che vedono nell'istituzione del Parco una grande occasione per migliorare la qualità e l'apprezzamento dei prodotti agricoli e dei servizi turistici.  

Se il PDL non riesce a nascondere la sua preferenza per il petrolio, il cemento ed altre distruttive speculazioni dall'altra parte ci sono partiti che hanno posizioni ancora più ambigue. Il PD dovrebbe essere a favore del Parco eppure nell'articolo di PrimaDaNoi leggo che solo l'IDV si è opposto all'ennesimo rinvio. Il rinvio non è una decisione neutra che sposta solo in avanti nel tempo una decisione presumibilmente positiva, ma è un modo per consentire una corsa a realizzare legittimamente opere ed impianti incompatibili con la futura scelta di tutela dell'ambiente.

L'Abruzzo ha già distrutto molto del suo valore naturalistico; l'Abruzzo non ha mai saputo valorizzare le sue risorse archeologiche e culturali; l'Abruzzo è sempre stato distratto ed indifferente alla bellezza del paesaggio e all'unicità delle sue tradizioni. L'Abruzzo sta già pagando l'errore di aver inseguito il sogno di una industrializzazione che ha lasciato disoccupazione, brutture e capannoni abbandonati; non possiamo perseverare nell'errore; non possiamo ascoltare i rappresentanti della Confindustria locale che per la loro assoluta mancanza di innovazione sarebbero disposti a fare da indotto (fattorini e pulitori) dei petrolieri già pronti a devastare l'intera regione.

Ora credo che ci sia anche una ragione in più per fermare lo scempio, creare subito il Parco della Costa Teatina, rinforzare l'efficienza degli altri Parchi ed Aree Protette e rilanciare il modello economico della Regione Verde d'Europa: è necessario impedire che oltre ai cementificatori e ai petrolieri l'Abruzzo diventi terra di mafia. Oggi sul Centro, insieme alla notizia di una bomba esplosa davanti a un negozio, era pubblicato l'elenco degli attacchi intimidatori o distruttivi del 2011: solo a Vasto se ne contano più di dieci. E' il chiaro segno di un potere mafioso che si sente già padrone del territorio.  Non si può restare indifferenti anche a questo. Vasto dovrebbe essere uno dei gioielli della Costa Teatina, perciò se la tutela (e qui non mi riferisco solo alla tutela ambientale, ma anche a quella della legalità e della buona qualità delle relazioni civili) non inizia subito, con fermezza e rigore, la speculazione sarà devastante; il nostro territorio e il nostro tessuto sociale rischia di essere assimilato a quello dei casalesi e spero che tutti i lettori di questo blog abbiano letto il libro "Gomorra" di Roberto Saviano, necessario per capire di cosa sto parlando.

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