16 febbraio 2012

Notizie sotto la neve

La neve produce una quieta magia. Restituisce il silenzio alle strade e il candore alle cose. Eppure a Chieti la neve porta sempre polemiche che ora si aggiungono a quelle, più serie, sulle casse comunali che secondo alcune notizie sarebbero al dissesto, ma su questo non abbiamo elementi per dare giudizi. Ci sarà il solito scaricabarile delle responsabilità ad alimentare altre sterili polemiche. In altri tempi il mio blog ha cercato di informarsi e informare. Ora siamo angosciati da incertezze più grandi causate dall'incombente depressione economica. Vorremmo alzare lo sguardo, cercare le cause e trovare le soluzioni. Ne siamo capaci?


All'inizio dell'anno mi ero ripromesso di tornare al blog per riflettere sulla morsa della crisi, sul movimento degli indignati e su quel che si potrebbe fare. Invece nemmeno il tempo trascorso in casa in questi giorni di neve mi ha dato modo di scrivere qualcosa. Mi ritrovo perfettamente nelle parole di un altro blogger, Dino Amenduni, che scrive:
"Ho sempre fatto il possibile per mantenere una certa regolarità nella produzione di contenuti: volevo provare a dire la mia ogni giorno sui temi che mi interessavano maggiormente. Purtroppo non sono un giornalista, ho un altro lavoro e lo scrivere è una passione, peraltro totalmente gratuita. Per cui è bastato ritrovarmi davanti a un’immensa mole di lavoro ‘tradizionale’ per dover riconsiderare la mia costanza. In queste condizioni è impossibile dire sempre qualcosa di intelligente, utile e di qualità. Sono quasi ossessionato da questi due concetti: utilità e qualità. Se non hai qualcosa che serve a qualcuno o a qualcosa forse è meglio non dire nulla. Non ho rinunciato, però, alla lettura. Nel leggere senza scrivere ho trovato ulteriore conforto a supporto delle mie sensazioni: ci sono molti concetti che è inutile ri-scrivere.  Lì fuori, tra media tradizionali, giornali e online, ci sarà sempre qualcuno che ne saprà più di te su qualsiasi argomento. Bisognerebbe scrivere qualcosa solo quando è un valore aggiunto nella discussione pubblica. E allora sempre più spesso mi chiedo: che senso ha scrivere? Non sarebbe meglio condividere i contenuti di altri? Non c’è già troppo rumore nella Rete?"

Il blog di Amenduni è aggregato al sito del Fatto Quotidiano che raccoglie una buona selezione di blog, un filo di Arianna nella pluralità di informazioni e di opinioni della rete. Non serve riscrivere, non basta condividere, è importante selezionare ed estrarre le poche cose utili per capire, le scritture di qualità per migliorarsi.

La libertà di espressione trova nella rete un'effettività che non c'era mai stata, ma produce inevitabilmente una quantità ridondante e dispersiva. La sola lettura dei tanti blog aggregati al Fatto Quotidiano richiederebbe mezza giornata quotidiana, perciò devo fare una mia selezione anche dentro quell'ambito già ristretto. Così sfuggono alcune cose importanti che magari ritrovi altrove, per caso, ma chissà quante cose non troveremo mai.

Tanto per fare un esempio segnalo due fatti: la vicenda di Giuseppe Gullotta, ergastolano tornato in libertà dopo 35 anni di pena. Era innocente, non aveva mai commesso i delitti per cui fu condannato, ma c'erano stati testimoni che lo accusavano, trovati in possesso di corpi di reato, e lui aveva anche confessato. Le prove c'erano proprio tutte, anche se la verità era completamente diversa. E' una vicenda terribile perché nessuno potrà restituire a Gullotta i suoi anni (dai 18 agli oltre 50 di oggi), ma è una vicenda che può insegnarci tante cose sulla giustizia, sull'assurdità della pena di morte (quella che sicuramente gli avrebbero dato se il codice l'avesse prevista) sulle prove che non sono mai certe in nessun processo, sugli abusi del potere che non mancano mai, neanche nelle migliori democrazie. L'altra vicenda è accaduta pochi mesi fa a Pineto: l'omicidio non  c'è stato, per pura fortuna, ma il movente dell'aggressione è incredibile, mostruoso. E non si tratta di un mostro riconoscibile; non ha la faccia da zingaro o da straniero. La modalità dell'aggressione nella tranquilla pineta marina ci fa capire che dietro alcuni fatti orribili che tengono impegnati per anni gli investigatori nella ricerca di tracce, sospetti, intrighi e ragioni (come sta accadendo per il caso di Melania Rea) potebbe esserci semplicemente l'improvvisa vertigine di una mente turbata.

Ho trovato per caso la notizia di questi fatti e mi sorprende di non trovare riflessioni, commenti, opinioni, mentre tutti oggi parlano delle parole di Celentano sul palco di Sanremo.

Anche il triste caso della ragazza stuprata all'uscita della discoteca di Pizzoli (vicino L'Aquila) apre scenari da incubo. Anche qui c'è una violenza sessuale non riconducibile alle pulsioni possessive che spingono allo stupro, ma è peggio perché non sembra essere il raptus di una mente malata. E' difficile immaginare che la violenza sia stata compiuta da una sola persona. Cosa è accaduto? la vittima, fortunatamente sopravvissuta,  non è in grado di dare risposte e mi disturba vedere che nei commenti alla notizia nessuno sembra cercare risposte. Ci si accontenta di uno sfogo immediato: una richiesta di pena capitale, la castrazione chimica, la chiusura di tutte le discoteche o dei night club, il divieto per le donne di uscire da sole ed altre stupidaggini.

 Forse sarebbe il caso di riflettere meglio sui moventi di questi fatti terribili che vengono facilmente rimossi come effetti di ordinaria follia. In questi giorni di neve abbiamo sentito anche notizie di paesi isolati e di persone aggredite dai lupi e dai cinghiali. Quando diventano elemento di aggregazione di gruppi umani, più pericolosi dei lupi e dei cinghiali, allora non c'è una follia a cassare tutto, probabilmente c'è una distorta cultura di branco che non bisogna mettere sotto i riflettori, ma non è saggio nemmeno volerla ignorare.

2 commenti:

nonno enio ha detto...

quest'anno la neve è servita se non altro per mettere il luce l'incapacità del PIANONEVE del sindaco Di PRIMIO

elvio cugini ha detto...

Congratulazioni per gli stimoli rivenienti dall'articolo. Mi permetto di associare alle riflessioni stimolate una amara considerazione: ogni notizia, ogni fatto, ogni circostanza viene utilizzata dal comunicatore di turno solo per la parte che torna utile ai propri fini. Impera la superficialità quanto la faziosità. Qualsiasi talk show televisivo può trattare qualsiasi tema con qualsiasi "esperto" per dire qualsiasi stupidaggine ed offrire così i giusti ingredienti a qualsiasi fazioso che vuole gestire la parte più confacente ai propri scopi. Se imparassimo a documentarci prima di esternare ed a selezionare le fonti d'informazione per la serietà dei contenuti e non per la spettacolarità, saremmo governati meglio, vivremmo meglio ed avremmo più fiducia nel futuro.