06 settembre 2011

Vogliamo il Parco

Vogliamo il Parco della Costa Teatina che esiste legalmente da dieci anni. Vogliamo che sia definito il perimetro e le diverse zone di tutela. Il Parco può offrirci una protezione dagli assalti dei petrolieri, dagli impianti più pericolosi e inquinanti. Il Parco aiuta a tutelare il territorio, aiuta la conservazione delle attività tradizionali, aiuta a far conoscere la ricchezza paesaggistica della Costa dei Trabocchi, aiuta a promuovere i nostri prodotti. Il Parco della Costa Teatina arricchisce tutto l'Abruzzo, regione verde d'Europa.

In questo blog ho dedicato molti articoli ai pericoli che incombono sull'Abruzzo (pozzi, raffinerie, gasdotti, elettrodotti, discariche, inceneritori, cemetificazione selvaggia) e non so più cosa scrivere. Non ci vuole molto a capire che la conservazione delle ricchezze naturali dell'Abruzzo e la valorizzazione delle nostre tradizioni è l'unico modo per non farsi travolgere completamente. Nel blog Allegria di naufragi la situazione è descritta con grande precisione:

"Non serve scrivere dei crolli dell'economia, si sapeva ma non si credeva che l'America aveva i piedi d'argilla, si sapeva ma non si credeva che l'Italia stava peggio e non meglio, si sapeva ma non si credeva che a pagare sarebbero stati sempre i soliti, si sapeva ma non si credeva che ai limiti delle grandi città del mondo c'è la rabbia degli esclusi dal sogno senza riposo dei consumi.
A cosa servirebbe ora scrivere di tutto questo, basta leggere la cronaca.
Ma se io sapevo cosa sarebbe accaduto, chi opera al livello economico-speculativo non solo lo sapeva, essendone la causa, ma ha preparato da tempo la strategia di uscita per perpetuare la propria esistenza.
Il crollo delle borse assicura i guadagni di pochi, mandando in fumo tutto il resto. Non è un problema dei ricchi perchè le vere ricadute sono sulla sanità e sulle pensioni, in Italia come in America.
Dove vivo io il fondo del barile per la speculazione si chiama: cemento, petrolio, discariche, inceneritori."
 
Eppure ci sono abruzzesi che vogliono cemento, petrolio, discariche e ci avrebbero messo anche qualche centrale nucleare. Sicuramente ci metteranno un potente elettrodotto e un po' di inceneritori. E' assurdo, è pazzesco, orribile, ma è così, c'è l'assessore Febbo che non vuole il Parco però si fa nominare coordinatore del tavolo tecnico per la perimetrazione di quel Parco che lui non vuole (anche qui); c'è il consiglio comunale di Casalbordino che si inventa strategie ostruzionistiche (leggete anche qui); c'è gente che sparge timori tra gli agricoltori facendo credere che il Parco potrebbe ostacolare le loro attività; c'è la Forest Oil che vuol piazzare una raffineria vicino al Lago di Bomba e fare estrazioni di gas in quella zona; e c'è perfino una ditta dal nome spettrale che vuole fare ispezioni sismiche nelle nostre coste, come se non bastasse la sismicità naturale.

Sembra un film dell'orrore, un incubo da cui è necessario svegliarci prima che sia troppo tardi. 

Noi vogliamo un Abruzzo bello. Bello per noi e per gli altri che verranno a cercarci. In un mondo che si va autodistruggendo nell'illusione e nell'avidità di una crescita infinita che trasforma tutto in rifiuti che poi non si sa come distruggere, le nostre ricchezze ambientali diventeranno sempre più importanti e preziose. Occorre solo difenderle. Perciò vogliamo il Parco.





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