04 giugno 2011

Un'accademia gastronomica

Sul blog Chieti-Domani ho trovato una proposta interessante che voglio segnalare anche qui:

"...avendo coscienza del diniego elegante finora manifestato dal Rettore, Prof. Cuccurullo, a trasferire un corso già esistente dal campus di via dei Vestini nella parte alta della città; conscio del patrimonio culturale che in provincia già esiste, ed è manifesto in tutto il mondo, riferito alla Scuola Alberghiera e per Cuochi di Villa Santa Maria, in accordo magari con l'Associazione Sloow Food, si potrebbe istituire un corso triennale o addirittura magistrale di Scienze Gastronomiche da ubicare in uno dei tanti palazzi del centro storico, ad esempio a Palazzo De Pasquale in via Vicoli se gli uffici comunali, ora lì stazionanti, potessero essere trasferiti nell'attuale sede del tribunale finalmente libera"

La proposta merita di essere sostenuta per diversi motivi:

corsi universitari di Scienze Gastronomiche sono già stati avviati altrove da diversi anni. In particolare va segnalata l'Università di Pollenzo promossa da Slow Food. Non sembra esserci nulla nell'Italia centrale e mi sembra il momento giusto per farlo. L'Abruzzo ha tutti i titoli per farlo. Chieti ha una posizione centrale.

Per lo sviluppo del turismo abruzzese la gastronomia ha un ruolo fondamentale, perché la vocazione turistica della nostra regione non può sostenersi con le sole attrattive del territorio perché nonostante la fortunata vicinanza di mare e monti c'è un degrado evidente: gli ambienti naturali sono abbandonati, le attività tradizionali vengono emarginate, il paesaggio è stato pesantemente aggredito, la cultura dell'accoglienza turistica non s'è mai formata. Gli investimenti sul territorio sono necessari ma non possono produrre utili a breve termine. Occorrono investimenti enormi e una vera rinascita delle tradizioni prima di avere un mare che possa competere con quello pugliese o una montagna che possa competere col trentino. Solo le risorse enogastronomiche possono offrire al turista quel valore aggiunto necessario per creare una adeguata attrattiva turistica.

L'altro motivo per cui mi sento di sostenere pienamente la proposta sta nel fatto che Chieti ha bisogno di iniziative nuove. Dobbiamo smetterla di chiedere all'Università di smembrarsi per evitare lo svuotamento dell'area storica. L'Università deve agire in piena autonomia, non deve sottostare ai capricci dei politici di turno e non deve farsi carico degli squilibri urbanistici dell'area comunale, ma la collaborazione è possibile: Chieti può offrire condizioni adatte per un corso di studi sulla qualità del mangiare e del bere. Non c'è solo l'esperienza di Villa Santa Maria e della scuola alberghiera di Pescara, ci sono anche cantine, frantoi, ristoranti, pastifici, tradizioni locali di grande prestigio e poi c'è il rapporto con l'agricoltura e la pastorizia, finora troppo trascurate per inseguire il sogno industriale.

Spero che la proposta possa trovare ascolto e possa essere un'occasione di incontro tra l'accademia e i rappresentanti delle migliori imprese del settore eno-gastronomico e le esperienze che si sono formate con l'Ecotour. L'unica cosa che non condivido è la localizzazione, ma questo è solo un dettaglio. Guardate la sede dell'Università di Pollenzo e capirete subito che Palazzo De Pasquale sarebbe inadeguato, credo che si potrebbe destinare ad uso di sede accademica l'edificio dell'Ospedale Militare alla Villa Comunale.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Palazzo de Pasquale già sede di una scuola media e di alcune facoltà universitarie, ha il vantaggio di essere dislocato nel centro storico oltre alla bellezza dei suoi saloni e soffitti.
Ora è stato mortificato per l'uso improprio a cui è stato destinato:
ospitare gli uffici comunali...
Purtroppo esiste ilproblema parcheggio!
Però l'ex caserma Pierantoni potrebbe ospitare e fare bella figura.
LA TUA PROPOSTA LO ACCETTO IN TOTO IN TOTO.
L'ospedale militare SAREBBE IL TOP.

LUCIANO PELLEGRINI

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...

Palazzo de Pasquale già sede di una scuola media e di alcune facoltà universitarie, ha il vantaggio di essere dislocato nel centro storico oltre alla bellezza dei suoi saloni e soffitti.
Ora è stato mortificato per l'uso improprio a cui è stato destinato:
ospitare gli uffici comunali...
Purtroppo esiste ilproblema parcheggio!
Però l'ex caserma Pierantoni potrebbe ospitare e fare bella figura.
LA TUA PROPOSTA LO ACCETTO IN TOTO IN TOTO.
L'ospedale militare SAREBBE IL TOP.

LUCIANO PELLEGRINI

15/6/11 08:07

Tom P. ha detto...

@ Luciano
Siamo d'accordo. E c'è anche l'ex convento. Ex Caserma Pierantoni, Palazzo De Pasquale e Convento Sant'Agata sono collocati nella stessa area. Non ci si può fare una facoltà universitaria per la mancanza di parcheggi, ma qualcosa si potrebbe fare. Io ci avrei fatto alloggi per studenti. Invece di quel Villaggio Universitario molto squallido che ha contribuito allo svuotamento di Chieti alta, si poteva costituire una società (qui non si parla di acqua perciò si poteva fare anche con la partecipazione dei privati) per ristrutturare e gestire gli alloggi. Gli studenti potrebebro vivere nel centro storico meglio di quanto non si trovino ora nei nuovi alloggi del Villaggio, ma come tutti ricordano l'amministrazione Ricci-De Cesare s'è fatta prendere dalla febbre del fare (a De Cesare interessava anche impedire l'edificazione libera dell'area che poi è stata inglobata nel Villaggio Mediterraneo) e ora è tutto come prima o peggio di prima.