27 giugno 2011

Antigone a Chiomonte

Un treno e una valle. All'inizio anch'io pensavo che un treno non può essere una cosa insopportabile, non è una centrale nucleare, non è raffineria, non è un deposito radioattivo, non è neanche un potente elettrodotto che irradia nocivi campi magnetici. Un treno è solo un treno. Forse quelli che si oppongomo sono quattro montanari testardi che difendono la quiete del loro orticello. Comunque non è motivo per mandare la polizia a bastonarli. In democrazia anche il più ottuso dei montanari va rispettato. La sua resistenza passiva non è meno nobile di quella di Gandhi.



Possibile, mi dicevo, che nessuno riesce a convincere quella gente di Val di Susa ad accettare il passaggio di un treno? Un treno superveloce che collegherà l'Italia alla Francia per portare passeggeri da Torino a Lione. No, non ci saranno passeggeri, hanno cambiato idea, sarà un treno merci, superveloce. Qualcuno forse dovrebbe spiegare anche a noi quali merci hanno bisogno di viaggiare ad alta velocità e perché devono passare proprio là. Non capivo bene, ma credevo che non si possono spendere centinaia di milioni per qualcosa che non si sa bene a cosa serve? Non ci potevo credere. Un progetto così grande è sicuramente fondato su ragioni molto serie. Poi mi sono ricordato di altri sprechi insensati, del ponte sullo stretto di Messina e delle centrali nucleari, allora ho deciso di ascoltare senza pregiudizi. 

Esistono due filmati di un incontro organizzato dal sindaco di Chiomonte: un ingegnere presenta ai cittadini della Val di Susa il contestato progetto del TAV. Lui è un esperto, conosce il suo mestiere e conosce l'opera da realizzare. Rappresenta una grande impresa specializzata. La gente ascolta. Guardateli, ascoltate anche voi, ne vale la pena: 

Dopo aver visto e ascoltato l'ingegnere che espone il progetto non c'è altro da capire. Oggi leggo che anche le Ferrovie dello Stato e anche il governo francese riconoscono che quella linea superveloce tra le montagne è spreco di denaro pubblico. Lo dice anche il ministro Tremonti. Non dicono che è completamente inutile, lo diranno dopo, un po' alla volta, per ora dicono che basta dimezzare, che si può fare più leggera, low cost e che forse basta rinforzare la linea tradizionale che non è satura. Dicono quello che i comitati No-Tav stanno dicendo da anni e che in televisione non ci diranno mai.

La corsa ai quattrini porta fino a questo punto: imprese che non sanno cosa stanno facendo e non sanno neanche come farlo. Politici che obbediscono ciecamente. Giornalisti che vendono fandonie. Il progetto è solo un disegnino sbagliato. Nell'incontro con la popolazione l'ingegnere dice che certi problemi sono allo studio, dunque il progetto esecutivo non c'è, però è già pronto per la valutazione di impatto ambientale. La gente ride. Sembra uno scherzo, si aspettano che qualcuno all'improvviso dica "siete su candid camera". Invece no, quello è un vero ingegnere che sta presentando il vero progetto del TAV.

Davanti ai disegni sbagliati che illustrano un progetto grossolano che non trova alcuna seria giustificazione economica anche il sindaco di Chiomonte è ammutolito. Pensava di risolvere tutto facendo parlare gli esperti, invece ora vede anche lui che il re tecnologico è vergognosamente nudo.

Nel finale della favola i sarti malandrini sono già scappati, invece qui li vediamo svergognati come scolaretti che non sanno neanche la tabellina del due. Ma state tranquilli, per la maggioranza degli italiani col cervello televisionato, quei quattro scolaretti umiliati restano i grandi esperti artefici di una grande meraviglioso futuribile progetto. Per dare a loro una ragione che non hanno arriverranno gli schieramenti militari con lacrimogeni e manganelli.

Per capire come e perché si arriva a questo penoso livello di democrazia e di umanità conviene ascoltare anche quello che dice Marco Travaglio e l'ex giudice Imposimato. Il treno non serve a niente e non interessa a nessuno, in Val di Susa si cerca di far transitare solo una catena di appalti e subappalti che parte dalle nostre tasche di contribuenti, passa per le centrali europee e finisce nelle avide mani degli imprenditori che pagano lo stipendio a quei poveri ingegneri mandati a fare la figura da babbei.

Il TAV è un costoso, inutile e irrimediabile scempio di una valle e di una montagna. [qui un documento che raccoglie le ragioni dei comitati No-Tav]. Con quei soldi si potrebbero fare molte cose utili che non si faranno. Ma il TAV è anche una decisione già presa. E' l'editto di Creonte: il treno superveloce deve passare là dove è segnato sulla mappa. L'editto è legge. Così è scritto. Così ripetono i ministri. La legge va applicata e rispettata. Il sindacato di polizia si è dichiarato già pronto a far valere l'editto che non piace: "dura lex, sed lex". Senza immunità, senza indulti, senza garantismi, senza presunzione d'innocenza.

I poliziotti si sono assicurati. Questo significa che l'assicurazione pagherà i danni: le contusioni, le lesioni e le teste rotte. L'assicurazione pagherà le teste che nessuno avrebbe mai dovuto colpire perché una Repubblica Democratica non può aggredire i propri cittadini solo perché dissidenti. La democrazia è rispetto di tutte le minoranze. L'ordine imposto con la forza è dittatura oppure è il cattivo regno che premiava il generale Bava Beccaris. E nessuno dica che questo ragionamento apre la via al ribellismo, perché quando tutta la popolazione con tutti i sindaci si trova dalla stessa parte non è una situazione paragonabile alla resistenza di un bastian contrario. I poliziotti oggi lo sanno e si assicurano prima di colpire. Li hanno istruiti dicendo loro che il TAV è un passo fondamentale per il progresso dell'umanità e forse prenderanno qualcosa che stordisce la coscienza, quella coscienza che dovrebbe impedire a chiunque di usare violenza contro persone inoffensive.

Sono sicuro che tra la gente che difende la propria terra insieme alla logica delle cose e alla dignità dei cittadini c'è anche una ragazza limpida e tenace. Si chiama Antigone. Lei non sa niente di appalti e di affari, non si interessa di politica e di regolamenti. Lei obbedisce alle antiche leggi della coscienza. Ha rispetto e timore della natura. Custodisce con la saggezza degli avi l'avvenire dei posteri. Antigone non farà quel che l'editto impone di fare. Antigone non cederà il passo alle ruspe con la scorta armata.

Gli sbirri di Creonte la colpiranno per ristabilire l'ordine e la legalità. Hanno cominciato stamattina, qui un resosonto dell'avvocato Balocco. Hanno inviato duemila uomini armati, nipoti dei soldati di Bava Beccaris, replicanti del G8 di Genova. E perderanno. Perderanno due volte, perché il sacrificio di Antigone insegna il senso della giustizia ai maestri del diritto, ai giudici e ai re; Antigone sarà murata viva (già è rinchiusa dentro le mura soffocanti della disinformazione) ma tutti alla fine vedranno che la ragione e la verità portano il suo nome, oggi a Chiomonte, ieri a Genova, come migliaia di anni fa a Tebe. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

In Val di Susa è guerra!

Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l'associazione Materya, e il suo impegno per l'ambiente.

In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.
Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina.
TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.

Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo:

I soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2% ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l'ha messa? Voi! O se preferite lo Stato italiano! Entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l'opera.
45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l'estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.

Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l'acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

A proposito…non passeranno dalla Val di Susa le merci…Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto. Claudio Guerra

Sante Marafini 28.06.11 00:23|

Ripresa dall blog di Beppe Grillo