17 maggio 2010

I vampiri del petrolio

Gaia ferita. Un fiotto nero sgorga dal fondo del mare. Non c'è cerotto che possa fermare l'emorragia. Non c'è un laccio emostatico che possa occludere la vena del giacimento sommerso. Stanno provando con una gigantesca siringa. Ma così la ferita non si chiude. I superman delle compagnie petrolifere non sanno più cosa fare. Il presidente americano ora li rimprovera come scolaretti pasticcioni e maldestri.


"Sì, sì, va bene, ora mettiamo tutto a posto", dicono i pestiferi monelli, e intanto scrivono messaggi disperati nel web per chiedere aiuto: qualcuno ci dica cosa si può fare. Chiamate la mamma per favore.

Ma com'è che nessuno si era accorto prima dei danni pazzeschi che questi apprendisti stregoni possono fare al mondo e all'umanità? I soldi, già, era questione di soldi: loro sono i rampolli delle dinastie più ricche, ma non sono i padroni del mondo. Sono avventurieri sciagurati. Ci hanno spinto a dissipare una delle più grandi ricchezze del pianeta. Quel petrolio che il pianeta ha generato macerando per milioni di anni i residui delle foreste. Una lentissima digestione che ha liquefatto l'energia solare accumulata dalle piante facendone una sostanza preziosa, nascosta, che possiamo trasformare in materie plastiche per ogni uso, ogni forma, ogni colore, ogni tessuto. Nessun mago, nessun druido o stregone aveva mai posseduto una sostanza così prodigiosa che ti consente di fare tutto: oggetti duri e morbidi, elastici e trasparenti, leggeri e resistenti, adattabili e lavabili.

Per gli apprendisti stregoni è solo benzina: sanno soltanto bruciarla. Ci dicono di metterla nei motori per fare rumore, calore e fumo tossico. Diffondere malattie. Loro pagano per sabotare la diffusione di ogni altra energia. Loro vogliono bruciarla tutta, subito. E ci tocca di vedere ragazzini che sfrecciano sugli scooter bruciando litri e litri di miscele asfissianti per impedirsi di passeggiare e di godersi il mondo al naturale.

Ce l'hanno venduta come droga. Ci hanno resi tossico-dipendenti. La sete di petrolio ha trasformato una parte dell'umanità in esseri irragionevoli, ingannevoli, inquietanti. Sono quelli più ricchi, più eleganti. Vampiri astuti e rassicuranti. Il conte Dracula usa sicuramente un jet personale, lo yacht di gran lusso e SUV per circolare in città. I vampiri hanno creato un mondo di pendolari, fiumi di automobili che non si fermano mai, interi popoli prigionieri e nevrotizzati nelle scatolette di latta. I vampiri fanno viaggiare milioni di cisterne e di conteiner da una parte all'altra del mondo facendoci credere che è più conveniente ciò che arriva da lontano.

Non è vero, ma l'inganno è utile per creare miliardi di schiavi volontari. Telespettatori telecomandati che non vedranno mai l'assurdità dello spostare merci di qua e di là dal pianeta con trasporti che costano sempre di più e schiavi che devono lavorare sempre di più per ottenere sempre di meno.

I vampiri cercano la bellezza, ma non la amano. Sono creature notturne, inquiete ed inquietanti. Non vogliono contemplare i cieli, i mari e i boschi. Sono in vacanza tutto l'anno, ma non riescono a vedere niente perché occorre pensare per poter vedere. Loro girano il mondo solo per succhiare energia, accecati dall'ansia di fare. Girano all'impazzata come i pipistrelli intorno alla luce dei lampioni. Hanno bisogno di abbeverarsi al sangue della terra. Le trivelle dei loro denti mordono le vene della natura fino a dissanguarla.

Da alcuni anni vediamo i petrolieri che continuano ad assediare la bella Costa Teatina e insidiano anche il Lago di Bomba e le Isole Tremiti. Loro sanno di portare la morte, ma sono spinti da una sete diabolica. La stessa sete che li porta ad affondare le trivelle in fondo all'oceano. Là, in quel Golfo del Messico, che accolse le caravelle di Colombo, ora vediamo il collo nudo della nostra Terra e il foro da cui sgorga un fiotto nero, velenoso. E' sangue succhiato dal vampiro, un sangue nero che contamina e uccide.

Lo vedremo anche negli angoli di paradiso che circondano il Lago della Val di Sangro. Lo vedremo come ora vediamo sotto le bellissime pieghe del mare la ferita inferta dal canino acuminato dei petrolieri.

Ora s'affannano tutti a cercare un cerotto, una garza, un laccio emostatico. Semplicemente non sanno come rimediare. Come disinfettante versano in mare quintali di liquido solvente. Dovevamo fermarli prima.

Sulle coste della Louisiana onde e spuma striate di nero e di rosso come chiome insanguinate della vittima agonizzante: Gaia, antica come la storia del mondo e bellissima come una ragazza che voleva vivere senza incontrare vampiri.

1 commento:

Zacco ha detto...

guardate le foto del disastro:
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/05/18/foto/marea_nera-4154676/1/