15 luglio 2009

Grandi opere a Chieti

Leggo sui giornali che presto vedremo la "cittadella giudiziaria", con il suo megaparcheggio sotterraneo e la sua moderna costruzione in cemento e acciaio. Leggo che presto cominceranno i lavori sul famigerato tunnel Terminal/Largo Barbella, che collegherà "più velocemente" via Gran Sasso al centro cittadino... Leggo però che i lavori di ampliamento del parcheggio del Terminal sono rimandati, a chissà quando, e che, per il Tribunale, ora parzialmente inagibile, paghiamo un affitto di 650.000 euro l'anno.

Spontaneo quindi chiedersi: a chi serviranno queste grandi opere? Perchè snaturare una città con moderne costruzioni, se ci sarebbero priorità più importanti per i cittadini, quali ad esempio la ristrutturazione delle reti idriche? Quanti e quali soldi pagheranno i cittadini di Chieti per tutto questo?

Continuiamo a snaturare questa bella città, piena di reperti antichi e antichi palazzi, ostinandoci a cementificare luoghi che vorrebbero invece ritrovare l'antico splendore (vedi Villa Comunale).


Nulla da eccepire alla modernità, una bella costruzione moderna risolverebbe molti problemi, anche legati agli sprechi energetici, ma non è sicuramente da costruire in pieno centro dittadino.
Piazza San Giustino non ha bisogno di un edificio in cemento e acciaio, e Chieti non ha bisogno di essere ulteriormente "bucata", oltretutto nel centro cittadino, per ricavare spazi sotterranei per "seppellire" le nostre auto.
Ci sono città completamente chiuse al traffico, che potenziano il trasporto pubblico (anche ecologico) per attenuare l'inquinamento. Ci sono città che ristrutturano i vecchi edifici per donarli a nuovo splendore, seguendo moderni criteri di adeguamento. Ci sono città che non hanno edifici abbandonati (Chieti ne è piena) o che si curano di riutilizzarli e dar loro nuova vita.
E' così utopico farlo anche qui? Edifici abbandonati, cura per la città e le sue strutture, ristrutturazioni ed adeguamento degli edifici esistenti (vogliamo parlare delle scuole?), questi i problemi da affrontare.
La rete idrica colabrodo, ad esempio, è un problema che va affrontato con determinazione e alla radice, non mettendo "le pezze" qua e là quando le innumerevoli perdite puntualmente si ripresentano ovunque.
Ho visto Palazzo Durini puntellato. Mi dicono che il danno è stato cagionato dagli scavi vicini, alcuni mi dicono che è stato il terremoto. E' un vero colpo al cuore vedere quelle antiche volte con vistose crepe che spuntano tra un puntello ed un altro. Quel palazzo è ancora "agibile", le persone salgono e scendono da quelle scale puntellate. Il Palazzo di Città è stato invece dichiarato inagibile dopo il terremoto, come tante altre costruzioni, antiche o moderne di questa città. Ma continuiamo a costruire, speriamo che almeno seguiranno criteri antisismici...

Mara Miccoli
[articolo già pubblicato 6 giugno 2009 su Chietiscalo.it]

2 commenti:

@enio ha detto...

Devono averla capita anche i capoccioni che hanno occupato palazzo d'Achille perchè hanno deciso di fare una serie di incontri con la popolazione Teatina per far sapere loro cosa hanno fatto e cosa faranno in futuro. Da alcune loro dichiarazioni sembra che faranno quello che noi abbiamo URLATO dai nostri blog per circa 4 anni ogni giorno. Io adesso non ci credo più e spero solo che le prossime elezioni, spazzando via questa masnada di incapaci, faccia giustizia e ripristini un minimo di colloquio con quelle persone che vanno a votare (IL POPOLO SOVRANO) So che è un'utopia, ma nessuno mi può impedire di sognare!

Tom P. ha detto...

Nessuno ci può impedire di sognare o di sperare. Un po' di comunicazione in più non guasterebbe.

Gli amministratori di Chieti ci stanno pensando solo adesso e mi sembra un po' tardi. Cosa promettono non lo so.

A dir la verità non so neanche cosa urliamo dai nostri blog, un po' perché almeno per quel che mi riguarda non ho la tendenza ad 'urlare'. Non lo fai neanche tu nel tuo (ne avevi anche altri, ma non li ritrovo più) dove tratti argomenti vari, ma quasi niente di Chieti. Su Chietiscalo.it ci sono segnalazioni di carenze e disservizi di ogni genere. A volte ci sono anche critiche molto giuste, ma non basta per indicare una soluzione.

Io ho riproposto qui l'articolo di Mara Miccoli perché tocca una questione centrale: la grande attenzione che l'amministrazione ha riservato ai progetti importanti e che l'ha portata a trascurare le attività ordinarie di manutenzione della città.
E' una scelta criticabile, che ricorda un po' quella berlusconiana, anche se qui il colore politico è diverso. Una scelta criticabile sulla quale vorrei tornare nei prossimi post. Però non mi stupirei di scoprire che quel tipo di scelta viene proprio dalla voglia di sognare e far sognare, piuttosto che guardare alle piccole cose concrete.