23 luglio 2009

Gli effetti della terza nube

Solventi organici aromatici: benzene, toluene, etil-benzene, xilene, stirene, 1,3,5-trimetilbenzene, 1,2,4-trimetilbenzene, bromobenzene, 4-isopropiltoluene;
Idrocarburi alfifatici (C10-C40);
Aldeidi
Fenoli: 2metil-fenolo, 3metil-fenolo, 2,3-dimetilfenolo, 2,4-dimetilfenolo, 3-etil-fenolo, 2,4,6,trimetilfenolo, 3,4,5-trimetilfenolo;
Idrocarburi policlinici aromatici: naftalene, acenaftilene, fluorene, antracene, fluorantene, pirene, crisene, benzo(a)pirene, dibenzo(a,h)pirene;
Metalli pesanti:piombo, cromo totale, nichel, rame.

Non sono un chimico, perciò i nomi di queste sostanze non mi dicono molto, comunque è questa roba che abbiamo respirato sabato notte, domenica, lunedì e forse la stiamo respirando ancora e la troveremo sulle piante e sui terrazzi. E' quello che risulta dai rilevamenti effettuati con mezzi d'emergenza dai tecnici dell'ARTA (Agenzia Regionale per Territorio e Ambiente) indagini più approfondite affidate a strutture fuori regione.

Bene ha fatto il sindaco di Chieti a convocare una riunione con i rappresentanti della Asl, dell’Arta, della Provincia e dei Vigili del Fuoco. Martedì è stata emessa una ordinanza del sindaco con la quale si stabilisce il divieto di vendita e di consumo «di alimenti agricoli, zootecnici e loro derivati prodotti sul territorio di Chieti, San Giovanni Teatino, Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina, Francavilla e Miglianico nonché l’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee per il consumo umano fino a revoca disposta».
E’ consentita, invece, la vendita di prodotti di origine vegetale ed animale per il consumo umano provenienti da aree non ricomprese all’interno dei comuni indicati. La polizia municipale e la Asl di Chieti sono incaricati alla sorveglianza sul rispetto dell’ordinanza.


[video di Sorciverdi91 aggiunto dopo la pubblicazione del post]

Non so quale efficacia può avere un'ordinanza vista la diffusa disinformazione e la tendenza a non rispettare alcuna regola, comunque il comune di Chieti ha fatto qualcosa questa volta, mentre non esistono provvedimenti analoghi negli altri comuni coinvolti. Il WWF con la sua consueta sensibilità e tempestività sta chiedendo agli diversi enti pubblici di attrezzarsi a gestire con prontezza e razionalità queste emergenze. Invece apprendiamo da PrimaDaNoi che oltre all'impreparazione di molti c'è anche chi approfitta dell'occasione per le solite sterili polemiche: il presidente del Centro Agralimentare si lamenta di non essere stato coinvolto direttamente alla riunione e di aver saputo "solo" dai giornali dell'ordinanza (internet e televisione sono evidentemente strumenti ancora sconosciuti nella nostra zona e si potrebbe proporre al sindaco di recuperare la buona vecchia usanza dello strillone pubblico: un ardaldo con megafono magari); ancora più curioso l'intervento dell'assessore regionale Febbo che da un canto attacca il sindaco per intempestività (poteva convocare la conferenza nella stessa notte di sabato e diffondere l'ordinanza già domenica) dall'altra lo rimprovera di aver emesso l'ordinanza troppo in fretta, senza attendere le "prescrizioni" di Arta e ASL (ma non erano presenti alla riunione?) infine si chiede perché non sono compresi nel divieto i comuni oltre-fiume (domanda forse lecita a cui può rispondere chiunque abbia visto la nube: il vento la spingeva tutta verso sud-est come si vede anche dalle fotografie). Ora una nota del WWF accusa l'assessore Febbo di non conoscere neanche i dati già diffusi dall'ARTA... come diceva Flaiano la situazione è grave, ma non è seria.

Su Il Messaggero di martedì già si leggeva una richiesta che denota serietà di intenti da parte del Circolo di Italia dei Valori che chiede "il divieto di costruzione di impianti di smaltimento e stoccaggio rifiuti vicino ai centri abitati; il ritiro dell'autorizzazione a chi è spesso oggetto di eventi dolosi simili; l'azzeramento o riduzione delle autorizzazioni oltre un certo numero, come sono limitate le autorizzazioni alle farmacie, ai laboratori di analisi. Chiede inoltre al Comune di Chieti, per la sua competenza, di bloccare le nuove eventuali autorizzazioni per tali impianti sul suo territorio. Alla magistratura si chiede che accerti l'origine dei singoli episodi e condanni in modo esemplare l'autore o gli autori di ogni evento doloso."
Questi sembrano i primi passi da fare per uscire dalla «incredibile situazione di caos e impreparazione» denunciata dal WWF.

Resta comunque il problema di fondo che non è legato solo al prevalere di logiche politiche che mirano ad una scellerata deregulation, alla paralisi della giustizia, al lasciare mano libera all'imprenditoria di qualunque genere, snobbando e ghettizzando tutte le richieste di tutela della salute delle popolazioni (basta vedere come viene continuamente rinviata lla possibilità di utilizzare quella piccola norma sulla 'class action' timidamente introdotta dalla finanziaria Prodi per il 2008; basta vedere i tanti sotterfugi con cui si sta cercando di trasformare la nostra regione in distretto petrolifero e minerario), ma è legato anche all'ignavia degli abruzzesi (e dei chietini in particolare) che preferiscono credere alle vaghe e rassicuranti promesse di qualche pinocchio piuttosto che fare o dire qualcosa per difendere realmente i propri interessi.

Come disse un mio vicino di casa dopo la nube tossica dell'anno scorso: "scì, s'ha viste nu poche de fume".

AGGIORNAMENTO - vedo che le polemiche sull'ordinanza aumentano, ma non riesco proprio a capire: ha sbagliato il sindaco a fare un'ordinanza inutile oppure quell'ordinanza è tanto importante che si dovrebbe applicarla con maggior rigore mobilitando vigili urbani, facedno effettuare sequestri di beni alimentari e altro ancora? oppure si deve fare solo un po' di cagnara per non affrontare il problema vero?


2 commenti:

lux ha detto...
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Tom P. ha detto...

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