17 dicembre 2006

Anima e centro della città

Di solito preferisco le vecchie case di mattoni, i vicoli, le piazzette, le piccole botteghe, i borghi... non amo la linearità delle architetture moderne, i bagliori delle vetrine, eppure... il centro storico di Chieti in questi giorni di shopping natalizio mi è sembrato triste.

C'erano i tappeti rossi che mi ricordano quelli verdi voluti da una sciagurata amministrazione del passato; c'erano i ragazzi con la faccia annerita in una grossolana mascheratura da spazzacamini di Mary Poppins; c'erano i pony e il trenino nel vuoto di piazza San Giustino; c'erano anche animatori le cui urla distorte e amplificate da pessimi megafoni violentavano l'armonia di piazza Vico.

Sono andato via e ho raggiunto il centro di Chieti, che si trova nel fosso più umido della valle, spianato come un lager: il Megalò.

Laggiù c'era la gente, i giovani intorno alla grande fontana, i cartelloni del cinema, i bar e le pizzerie con i tavoli gremiti, la sala col bigliardo e i videogiochi, i ragazzi che si cercano per scherzare e amoreggiare. E tutto questo fa diventare bella anche quell'irreale architettura da Star Trek. C'era perfino una guardia, una guardia privata naturalmente, con lo sguardo attento sui passanti, sufficiente a dare un minimo senso di sicurezza, e non di noia come quella dei vigili urbani che stazionavano in piazza Valignani.

Al Megalò non hanno bisogno di comparse e di animatori, di trenini e di casette, perché il centro si anima da solo.

Il Megalò non è stato l'ennesimo mercatone temuto dai commercianti per ragioni di concorrenza, non è solo un nuovo campo di concentramento commerciale, con l'operazione Megalò si è compiuto un esproprio: i proprietari dei locali del centro e degli antichi palazzi hanno perso il loro patrimonio immobiliare e sono stati indennizzati con vecchie strutture di una periferia destinata al degrado, e questo è avvenuto senza che alcun bene sia stato toccato, tutto è com'era prima, ma niente è più quello di prima, perché la città è stata espropriata dell'anima e purtroppo gli espropri d'anima non prevedono procedure legali, né garanzie amministrative. L'esproprio d'anima si compie nell'ombra e nel segreto di una stanza, tra un Faust che vuol fare il grande affare della vita e uno schivo Mefistofele che cela le sue vere intenzioni.

Girando per i borghi, i vicoli, e le vecchie chiese ho sempre saputo che le città costruite a mano dagli uomini, dagli scalpellini, dai carpentieri e dagli altri sapienti artigiani hanno ciascuna una propria anima, ma non sapevo che un diavolo potesse comprare anche queste anime urbane. Ora lo so e mi chiedo se il grande affare del Villaggio Mediterraneo, le cui trattative si svolgono ancora nell'ombra di stanze faustiane, non sia un'altra negoziazione d'anima. Ma quale altra anima si sta vendendo ancora la nostra vecchia Chieti?

11 commenti:

Giov.Lib. ha detto...

Mi permetto di non essere d'accordo. In centro c'è tanta gente (nonostante l'assenza di parcheggi non a pagamento); il trenino è fatto per i bambini, e sono loro che si devono divertire.

Il popolo sceglie dove andare; i più romantici, come me (e come te) sceglieranno sempre il centro storico, ma il MEGALO' è solo e soltanto una RISORSA per la Città di Chieti TUTTA.

La nostra realtà sta cercando di riconquistare un'anima che nel dopoguerra è andata affievolendosi.
--Una facoltà in Chieti Alta (speriamo al San Camillo), sistema museale, società di gestione del turismo arch. e culturale: questa l'immane battaglia POLITICA dei prossimi mesi.--

VILLAGGIO MEDITERRANEO: Città S.Angelo, Spoltore e Pescara lo volevano: perchè solo noi ce ne lamentiamo? Ma quali negatività potrà mai arrecare? Non capisco.
IL FUTURO SI GOVERNA e SI PROGRAMMA - senza paura ed avendo CONSAPEVOLEZZA dell'importanza REGIONALE di Teate (che gli stessi suoi abitanti non hanno, a causa della disinformazione filopescarese, ma non solo, ovviamente).

Cari saluti
e complimenti per l'idea di fondo di questo blog, che ho provveduto ad inserire tra i link di teate.net.

g.liberato@teate.net

nonnoenio ha detto...

Non sono daccordo con quanto espresso nel blog. Il Megalò è stato costruito per riportare a casa una grandissima quantità di denaro che settimanalmente si spendeva nell'area pescarese, perchè la gente va a fare acquisti dove le cose costano meno e questo mi pare un suo sacrosanto diritto e non c'è Faust che tenga. La città di Chieti, nonostante l'amministrazione di sinistra non faccia niente, ma in alcuni casi distrugge quelle iniziative che in passato erano state messe in essere, è e rimane sempre bellissima. Se lo dice uno che come me manca da questa città da più di 35 anni ci puoi credere. E' la città sempiterna, quella che non cambia e la sua bellezza resta immutata nel tempo. Io vengo a Chieti cinque volte all'anno e mi basta fare due o tre passate lungo il corso, le famose vasche, per riincontrare gli amici di un tempo e quelli che mano a mano mi sono fatto in questi anni. Non lamentiamoci sempre e a sproposito. Siamo costruttivi, valorizzamiamo quello che abbiamo ( es la bellissima chiesa dei cappuccini che molti non hanno avuto mai la fortuna di vedere o il diocesano castigato in uno stanzone anonimo dietro la chiesa di S Domenico )e cerchiamo di tenerci e valorizzare quello che è stato fatto di recente. Il Teatro Marruccino, i Musei e sopratutto se vogliamo tenerci i giovani a Chieti Vecchia, riapriamo la sala da ballo alla civitella e cacciamo a calci in culo questa inutile amministrazione di oggi.

Tom_P ha detto...

Grazie per l'intervento e per l'inserimento del link.

Mi fa piacere anche sentire una voce contraria, soprattutto quando mi manca lo spiriro positivo, com'è stato per questo 'post' pre-natalizio.

Hai ragione: occorre governare e programmare senza timori, malinconie, nostalgie... propensioni diffuse nella nostra città, che in questo caso hanno contagiato anche me.

Un dubbio però mi resta: Città S.Angelo, Spoltore e Chieti vogliono il Villaggio Mediterraneo o accettano di realizzarlo solo per avere i guadagni connessi? se invece di usare il denaro per soddisfare i bisogni, si invertono i termini e si pone il denaro come obiettivo, il danno è già fatto. Perciò ho usato la metafora di Faust. Ma sarei contento di sbagliare.

Cordialmente.

Tommaso P.

Tom. P. ha detto...

La mia risposta a G. Liberato mi sembra adatta anche all'intervento di Nonnoenio, di cui apprezzo il grande attaccamento che ha per Chieti.

Però ti prego Nonnoenio, se stiamo tra persone che apprezzano un città capace di non cambiare, se siamo estimatore delle buone tradizioni, per favore, la critica ai nostri amministratori facciamola con gli argomenti, non con insulti scurrili.

Per il resto grazie. Il pensiero, anche se in dissenso, vale per il blog molto più di semplici complimenti.

nonnoenio ha detto...

Come avrai capito io non sono stato mai contento delle cuculliadi, nè ero in Piazza Malta a ballare per il suo successore, per due motivi, primo perchè vivo momentaneamente altrove e perchè in quegli anni di votazioni per migliorare le sorti della città che mi ha dato i natali, ero a Milano a lavorare come del resto molti di quelli che della mia generazione hanno fatto parte. Torno spessissimo perchè non ho mai tagliato il mio cordone ombelicale e parlo molto con la gente e sento e raccolgo i loro lamenti ( dovrei dire latrati )sulle condizioni in cui li costringe a vivere "qualcuno". C'è un inquinamento da far paura e nessuno ne parla, abbiamo chilometri e chilometri di fili e nessun filobus. E' dire che come mezzo è il più ecologico di tutti, io me lo ricordo quando dallo scalo migliaia di ragazzi lo prendevano per venire a scuola alle Industriali. Qualcosina si può fare e allora spingiamo questi "signori" non a spendere i soldi dei cittadini per fare inutili manifestazioni canore ( vedi festival bar )e cerchiamo di salvare il salvabile. La città sta franando in diversi punti, consolidiamo e ristrutturiamo tutti i punti del centro storico. Mancano i negozi, riqualifichiamoli, non accettiamo che si aprono solo venditori di cianfrusaglie ( Ribò ne è un esempio eclatante, la qualità paga sempre ). Eliminiamo sopratutto le macchine dal centro storico riqualificando la Piazza più bella della città togliendole l'onta di essere solo un parcheggio a pagamento. Assicuriamoci che i lavori al terminal vengano fatti il più presto possibile e invogliamo TUTTI a prendere la scala mobile per venire in centro e sopratutto assicuriamoci che questa funzioni sempre.

Tom P. ha detto...

Nonnoenio, vedo che gli argomenti non ti mancano e non avevo dubbi su questo. Condivido molto di quello dici e puoi vederlo anche da quello che scrivo sul blog. Ma io credo che sia importante dire le cose con forme civili e sono certo che tu non mi accuserai di essere troppo "antico" o "bacchettone".

;)

Anonimo ha detto...

Condivido integralmente il pensiero del mio amico Giovanni
pensare positivo

ps che l'attuale maggioranza,senza volere inutilmente polemizzare,abbia speso molte risorse tra concerti di fine anno(bennato),casette natalizie e festivalbar non è un mistero o un'illazione,ma solo la realtà.

FANATIC

Tom ha detto...

Il Festivalbar è sembrato anche a me uno spreco inutile.

Il concerto di Bennato non lo metterei sullo stesso piano, intanto perché il costo non è stato faraonico, l'allestimento non ha recato disagi alla città e sul palco non c'era un cantautore con le sue canzonette, ma una proposta musicale molto particolare che ha mostrato sorprendenti possibilità dell'orchestra del Teatro Maruccino. Se Chieti vuol essere città di "cultura" e soprattutto se vuol valorizzare le proprie risorse quel concerto ne era un buon esempio di quel che si potrebbe fare.

Lo Stellario e il Festivalbar sono cose diverse, che secondo me non hanno alcuno spessore culturale e nessun ritorno di immagine.

nonnoenio ha detto...

Sono stato in centro Chieti, queste sere, prima del Natale e dopo, cioè a Santo Stefano. Purtroppo debbo dire che i "buoi sono definitivamente scappati" da Chieti. Mattino di Santo Stefano, con mamma sono andato al museo dell'università per vedere la sala appena aperta, dedicata alle "mummie" abruzzesi e ho trovato chiuso, nonostante un cartello portasse la dicitura "Aperto". Si erano semplicemente dimenticati di girarlo. Niente male per me, che prolungando la mia permanenza a Chieti di un giorno, mercoledì sono riuscito ad entrare e visitare l'intero museo che adesso, ho notato con piacere, si estende su ben tre piani espositivi. La sera di Santo Stefano per Chieti c'era pochissima gente,tutta infreddolita a fare le solite "vasche" lungo il Corso. Naturalmente solo due bar aperti, il caffè Vittoria sotto i portici e il caffè gelateria alla Trinità. Nessuna manifestazione ne canora ne carnevalesca organizzata ne dal comune ne dalla regione un vero schifo. C'era un'illuminazione abbastanza scarsa, quest'anno devono aver risparmiato anche sulle luminarie. L'unico che faceva un pò di musica era un extracomunitario, tra l'altro bravissimo, seduto davanti al "Ginnasio" che suonava una fisarmonica, per guadagnare qualche Euro, tra la completa indifferenza dei passanti, così l'anno prossimo non ci sarà neanche lui e amen. I negozi naturalmente tutti chiusi, faceva affari d'oro una "russa" che vendeva sull suo banchetto, sotto i portici dei bellissimi oggetti ricordo. Visto che "I buoi sono ormai scappati da Chieti", non avendo voglia in questo squallore di cercare un ristorante, ho preso la macchina e sono andato a Pescara per fare un confronto. Non c'è nessun paragone da fare, questi "signori della costa" hanno imparato come fare ad attirare la gente e tenercela. Un fiume di persone che andava, senza interruzione dalla stazione al lungo mare! Peccato che non succeda la stessa cosa anche su da noi. Un complessino, niente male, suonava in Piazza Salotto e lì mi sono fermato anch'io ad ascoltare della buona musica tra l'altro ben interpretata.
enio

Tom ha detto...

Nonnoenio che fai? sei caduto nello sconforto anche tu, dopo avermi ripreso per il pessimismo in cui ero caduto nel confronto tra il centro storico e il Megalò?
Siamo messi proprio male allora.

nonnoenio ha detto...

Lo sconforto mi ha preso nel vedere ancora una volta, come sono tenuti i Tempietti Romani. Una discarica a cielo aperto, cartacce buttate lì dappertutto e anche due lattine di birra sotto la scalinata in ferro difficili da raggiungere se no li avrei tolte io. Sono salito sulla scalinata in ferro, erano circa 4 mesi che non tornavo a Chieti, e ho visto le piccole assi in legno, facenti da pavimento, divelte e una vetrata della balaustra, rotta fin dal mese di agosto. Le scritte con lo spray maledetto dei novelli Picasso, come direbbe Sgarbi, ancora lì a testimoniare della grandezza della stupidità umana. Sono stato alla Civitella e ho trovato lo stesso stato di abbandono. La ex pista da ballo, anch'essa in legno che sta già schiodandosi e tutt'intorno, utilizzato da qualcuno per portare a fare i bisognini ai cani, incomincia ad avere l'aspetto che hanno le cose abbandonate a se stesse. Se non cambia niente, fra due o tre mesi tutto sarà ricoperto dalle erbacce. A Chieti ho scoperto che non è che non si possono fare, non si vogliono fare le cose e come combattere contro i mulini a vento, l'amministrazione sembra morta e sepolta in una parola sola è assente.