20 aprile 2013

Elezione del Presidente della Repubblica

L'appello al Partito Democratico di votare senza indugi per Stefano Rodotà come prossimo Presidente della Repubblica è rimasto finora inascoltato.




La stima per l'uomo, il giurista, il politico, e l'opportunità di avere un presidente che è sempre stato attento alla tutela dei diritti e che ha ricoperto le più importanti cariche istituzionali è condivisa da tutti gli analisti e intellettuali democratici.

La contrarietà del PD a questa scelta può essere motivata solo con contorsionismi della logica e tattiche da autogol. L'impressione di molti è che il PD non vuole votarlo perché è di sinistra. Nel PD la pressione esercitata dagli elettori viene scambiata per attacco hacker o guardata con fastidio dal gruppo dirigente. Ieri sono riusciti a bruciare anche la candidatura di Romano Prodi. Con le dimissioni di Bindi (presidente) e Bersani (segretario) il PD è imploso. L'ottusa sordità di cui era accusato da anni, fin dalla caduta del primo governo Prodi, e il progressivo allontanamento dagli interessi dei lavoratori, degli artigiani, dei giovani, delle famiglie per inseguire i miraggi della finanza neoliberista, le magie bancarie e perfino le fanfaronate berlusconiane è arrivata al limite. E ora?

Aggiornamento: hanno convinto il Presidente Napolitano ad accettare un secondo mandato settennale alla sua veneranda età di 87 anni!  Tutto pur di sbarrare la strada a Rodotà, che non è un alieno, non è un anarchico, non è un grillino. E nessuna candidatura al quirinale era mai stata accompagnata da acclamazioni popolari come è avvenuto per Rodotà.

Sul suo blog Grillo scrive: "Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull'inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E' necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper." 

Grillo non è un fascista, anche se viene dipinto come tale da chi vorrebbe esorcizzare la sua protesta. Tuttavia quel "tutti a Roma, dobbiamo essere milioni" evoca tristissime memorie, pur se è ovvio che la sua non è una seconda marcia su Roma, infatti il suo appello sul blog si chiude con una raccomandazione: "nessun tipo di violenza, ma solo protesta civile. Isolate gli eventuali violenti."
Però parla di colpo di stato usando il suo solito linguaggio esagerato e con la crisi che c'è la situazione potrebbe scappare di mano.

2° aggiornamento: Napolitano è stato eletto per un nuovo mandato. Rodotà ha immediatamente riconosciuto piena legittimità e rispetto per la decisione del Parlamento e totale contrarietà ad ogni forma di marcia su Roma. Però la delusione è grande e il dissenso rispetto a una scelta che appare un arroccamento della vecchia casta si manifesta in molte sezioni del PD.

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