24 aprile 2013

Ambiguità e incoerenza dei nostri rappresentanti

La politica italiana non è sconcertante solo per quel che accade a Roma. Ambiguità e incoerenza dominano anche nel nostro territorio e ci danneggiano. Ripropongo qui un testo di Maria Rita D'Orsogna.
Moltissime personalità politiche sono scese in piazza contro il progetto Ombrina Mare della MOG di Sergio Morandi il giorno 13 aprile 2013 a Pescara. Fra loro consiglieri regionali, senatori e deputati che hanno dichiarato la propria contrarieta' alle trivelle in Abruzzo. Ma ai politici e' chiesto molto di piu' che scendere in piazza. Ai politici e' chiesto di agire.
E' stato l'articolo 35 del Decreto Sviluppo di Passera a riaprire la partita di Ombrina Mare, gia' nel luglio 2012. Questo decreto e' stato votato da Fabrizio Di Stefano (PDL), Giovanni Legnini (PD), Franco Marini (PD), Andrea Pastore (PDL) e Paolo Tancredi (PDL) al Senato, mentre alla Camera i voti favorevoli sono stati quelli di Ferdinando Adornato (UDC), Sabatino Aracu (PDL), Carla Castellani (PDL), Vittoria D'Incecco (PD), Marcello De Angelis (PDL), Giovanni Dell'Elce (PDL), Tommaso Ginoble (PD), Giovnani Lolli (PD), Paola Pelino (PDL), Maurizio Scelli (PDL), Lanfranco Tenaglia (PD), Daniele Toto (FLI) e Livia Turco (PD). A suo tempo, nessuno di loro ha manifestato alcuna preoccupazione o sollevato domande riguardo gli effetti dell'articolo 35 sulla petrolizzazione dei mari Abruzzesi.
Non e' un controsenso prima approvare le norme che lasciano la strada aperta alle trivelle in mare, e poi sfilare contro le sue conseguenze? Ancora piu' grave il comportamento e la mancanza di coerenza a livello regionale.


Opporsi contro Ombrina e' sacrosanto, ma la regione Abruzzo ha concesso alla MOG l'esclusione alla VIA, di fatto spianando la strada alle esplorazioni petrolifere della stessa MOG fra Pineto e Roseto secondo la concessione Villa Mazzarosa, nella riserva naturale del Borsacchio. Altre trivelle sono state approvate per la concessione Aglavizza-Civita 1 nel Vastese. L'iter e' invece ancora aperto per la trivellazione di quattro pozzi di stoccaggio nei pressi di Cupello
da parte della Stogit nonche' l'aumento della pressione di pompaggio in quelli gia' esistenti. La MOG ha altre concessioni che intende sviluppare in Abruzzo fra cui i permessi Civita, Agnone e San Buono, nell'entroterra teatino fra Bomba, Castiglion Messer Marino, Vasto e che include parte del Molise e Colle dei Nidi, centrata su Nereto, nel teramano.

Di fatto, l'autorizzazione di queste concessioni a terra spetta alla regione Abruzzo. Negli scorsi mesi i ministeri romani hanno ripetuttamente sollecitato la regione Abruzzo a mandare pareri. Dai siti ufficiali pero' appare che questi solleciti siano caduti nel vuoto. Perche' la regione Abruzzo ha agevolato la MOG nel Borsacchio, tace su altre concessioni, e al contempo molti dei membri del consiglio regionale si oppongono ad Ombrina e solo ad Ombrina? Si pensa forse che trivellare Ombrina sia piu grave che trivellare la riserva del Borsacchio? O che ci sono due pesi e due misure, in base al livello di opposizione popolare? Gianni Chiodi aveva promesso che "contrasteremo ogni forma di trivellazione" nel 2010. Finora questa promessa non e' stata mantenuta. Un tentativo di rimediare sarebbe revocare tutte le concessioni date in terraferma, di finalmente opporsi a quelle in itinere, e di rendere la sua tanto decantata legge "antitrivelle" vera. Devono essere i cittadini e non i petrolieri a decidere del futuro della propria regione.

Le immagini delle concessioni MOG sono qui: http://dorsogna.blogspot.com/2013/04/i-controsensi-della-regione-abruzzo.html
Qui quelle della Stogit http://dorsogna.blogspot.com/2013/02/piove-sul-bagnato-4-nuovi-pozzi-cupello.html 

Scritto da Maria Rita D'Orsogna    

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