26 agosto 2012

Il pioniere della luna

Neil Armstrong è morto a 82 anni, come un vecchio professore in pensione, timido e schivo. Antichi poemi ci tramandano le storie eroiche di Giasone e dei suoi compagni alla ricerca del Vello d'Oro, oppure quelle di Ulisse che secondo la leggenda volle spingersi oltre le colonne d'Ercole. Miti, leggende, sogni. Fino a ieri, poche ore fa, c'era ancora lui, mito vivente tra noi viventi. Lui aveva compiuto un viaggio che sarebbe stato impossibile per Ulisse e per gli Argonauti, un viaggio che supera l'immaginazione degli aedi, un'impresa che ha fatto vacillare l'intera cultura umana e i suoi simboli più importanti: la Luna.



L'apocalittico Guido Ceronetti seguì l'impresa dell'Apollo 11 come un oltraggio alla romantica Luna, uno stupro, e la implorò di difendersi, di non lasciarsi calpestare da quel piede fasciato come una mummia:

Luna, non pianto, non malinconia,
ma un crimine veloce e silenzioso.
O come staccherai quell'orma orribile
di piede umano dagli strati sottili,
dai vuoti pieni d'anime lontane.
dai ricordi di luce del tuo viso?
Alla comune galera incatenati
i tuoi devoti di quaggiù remando
sotto le fruste, ti pregano
se hai agito da Dea di agire ancora:
uccidi chi profana la tua sfera.


La luna non agì, non uccise i suoi profanatori. La deliziosa Luna non avrebbe mai potuto e Ceronetti dovrebbe saperlo. Gli astronauti tornarono indietro con un modesto trofeo di grigi sassi. Gli anziani capirono di essere ormai diventati fossili, residui di un'altra era, mentre noi che eravamo bambini, quella notte del 20 luglio, incollati alle labbra di Tito Stagno e alla voce di Ruggero Orlando, eravamo pieni dell'orgoglio di appartenere alla nuova era con l'entusiasmo che si specchiava in quel sorriso di ragazzo del comandante Armstrong.

Eravamo tutti astronauti, pronti a partire con lui verso altri pianeti, ridendo dei romantici innamorati della Luna. Per Ceronetti eravamo tutti spudorati ottimisti esaltati dalla spettacolosa voglia di sporcare i cieli, di ferire i corpi astrali, di costruire orinatoi orbitali, di rompere il silenzio eterno degli spazi con fischi e rutti.

La luna fu graffiata davvero e quei graffi si vedono ancora, sono ancora là come ci mostrano le recenti fotografie scattate dalle sonde. Non c'è vento che possa spostare quella polvere e cancellare le orme di Neil e di Buzz; non c'è tempesta che possa abbattere gli attrezzi rimasti lassù, nel secco Mare della Tranquillità dove non c'è umidità che possa corroderli.

Il silenzio immobile della della Luna ha vinto. Neil Armstrong e i suoi compagni d'avventura sono tornati tra gli umani come uomini qualunque. Dodici. Hanno lasciato solo qualche graffio quasi invisibile sul volto pallido. Hanno scattato varie foto di Buzz Aldrin che scende dalla scaletta e passeggia sul suolo lunare, quasi nessuna di Neil Armstrong e c'è perfino chi non crede ai loro racconti che appartengono ormai al mito. Ora Neil Armstrong è partito per un altro viaggio e forse c'è una dimensione non spaziale dove potrà confrontarsi di persona con Cristoforo Colombo e Marco Polo, con Ulisse e Giasone. Non sappiamo se è davvero esistito Giasone, ma sappiamo che è esistito Neil Armstrong, il primo uomo sbarcato sugli aridi lidi della Luna.

2 commenti:

nonno enio ha detto...

uno dei grandi eroi che la terra ha avuto se ne è andato. Ricordo l'emozione provata in quel 1969, ero a Brugherio, davanti ad un video in bianco e nero ascoltando la voce di Stagno

Anonimo ha detto...

Il saluto di commiato di un altro astronauta. Vale la pena di leggerlo. C'è anche la traduzione italiana.