14 aprile 2012

Progetti respinti


Riaccendo il computer dopo alcuni giorni di astensione forzata e trovo i numerosi messaggi degli amici che sono stati a L'Aquila, davanti ai cancelli del palazzo, a far sentire la presenza e la vera voce degli abruzzesi ai tecnici della commissione v.i.a. (qui un video).

Sono messaggi di esultanza perché il peggiore dei progetti, quello della Forrest Oil che voleva trivellare sotto il Lago di Bomba è stato bocciato. Bocciato anche lo stoccaggio di rifiuti pericolosi nella zona dell'oasi di Punta Aderci. Altri progetti dei 64 presentati sono stati approvati e c'è meno da esultare: tra gli altri il Piano Regionale Trasporti con inutili gallerie da scavare sotto il Monte Morrone, il Megalo 2 di Chieti e il resort di Torino di Sangro.

I tempi e le modalità facevano presagire il peggio e anche per me questo risultato è un sollievo, ma non basta.


Non basta perché queste procedure non sono trasparenti. L'ammucchiata di 64 progetti in un dopo-pasqua smentisce qualunque dichiarazione di serietà. E' un metodo sbagliato che facilita anche i ricorsi che la Forest Oil presenterà al TAR (ne ha già vinto uno pochi giorni fa per un precedente rifiuto opposto dal comune di Bomba).

Mentre le associazioni che difendono la salute umana e la vivibilità del territorio sono convinte che è stata solo la loro pressione a far respingere i progetti (dello stesso parere sembra anche l'acceso petrolista Paolo Primavera che, parlando a Rete8, addossa la "colpa" a cinquanta ambientalisti) altri vedono in questo esito la prova provata che la commissione ha giudicato i progetti con obiettività e la presenza dei manifestanti era inutile. Finché le procedure saranno gestite in modo burocraticamente opaco nessuno può capire da quale parte sta la verità. Dobbiamo solo sperare che ora i petrolieri della Forest Oil non riescano a ribaltare il risultato. Una procedura di valutazione chiara, trasparente, fondata su criteri scientifici e rispettosa del principio democratico renderebbe inutile qualunque ricorso.

A me piacerebbe anche che gli imprenditori della Provincia di Chieti non si facessero più rappresentare da un sostenitore di progetti così evidentemente distruttivi per il nostro territorio (l'ENI aveva rinunciato spontaneamente alle trivellazioni nel Lago di Bomba e questo la dice lunga). In Abruzzo ci sono molti imprenditori di grande prestigio soprattutto nel settore enogastronomico (pastifici, cantine, frantoi, ecc.) e ci sono imprese fortemente innovative capaci di guardare al futuro con coraggio e creatività. La Confindustria teatina non merita di diventare una cenerentola costretta ad elemosinare briciole e veleni svendendo il territorio ai petrolieri americani, alle discariche pericolose, alle cave e ai cementificatori senza scrupoli.

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